Da Marx ai Simpson

simpson-votoAnna Lombroso per il Simplicissimus

Pare proprio che il comportamento sociale più in uso sia il paradosso.

Sta ottenendo un gran successo di popolo un fermento post malpancista che si agita nelle forme più primitive del moto di piazza e che ha come unico slogan l’antipopulismo,   incarnato da un buzzurro che così sarà promosso come desidera a autorevole antagonista, quando basterebbe non dargli corda, non intervistarlo, non votarlo e occuparsi dei suoi successori che stanno con ampio consenso eseguendo scrupolosamente tutto quello che aveva avviato in sintonia coi predecessori: grandi opere, patti con la Libia, decreti sicurezza, misure contro l’immigrazione ma al tempo stesso accettazione dei comandi padronali, che esigono che si metta a disposizione un esercito di riserva umiliato e ricattato in grado di imporre anche agli italiani l’abbassamento degli standard di sicurezza, remunerazioni, diritti.

Ah, e che dire dell’antisovranismo, che altro non è che la celebrazione, davanti a tutti gli altari della politica e dell’economia, dell’atto di fede all’Europa, come entità “sovranazionale”  incontrastabile, come dominio superiore e autoreferenziale dotatosi di pieni poteri per imporre agli Stati membri la rinuncia  a autorità e facoltà, con l’intento esplicito di ridurre la democrazia e la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali e dei parlamenti e dei governi nazionali ridotti all’impotenza per quanto riguarda le scelte che incidono sul bilancio pubblico e  sulle politiche economiche e sociali.

Per non parlare poi del mantra sulla fine, anzi sul felice, moderno ed efficiente superamento dei concetti di destra e sinistra, in modo da seppellire uno sotto il peso combinato del suo istinto suicida e del primato del realismo “progressista”, e dal mantenere vivo e vegeto l’altro per favorire l’assoggettamento dell’opinione pubblica alla egemonia del mercato, le cui leggi sono diventate incontrovertibili quanto quelle naturali.

O dell’antifascismo che ormai piace a destra al centro e a sinistra, che alterna Bella Ciao e Come è profondo il mare, sono solo canzonette, no?, a confermare il suo carattere di etichetta sui prodotti della comunicazione politica, avendo dismesso  ogni finalità antisistema e avendo limitato l’interpretazione storica e morale della resistenza alla diluizione dell’olio di ricino nella CocaCola ben più accettabile, alla liberazione da nazisti e gerarchi, federali e notabili, che tutti gli altri dei ceti meno appariscenti sono stati esonerati da colpe e responsabilità che sono sopravvissute fiorenti dopo il 25 aprile, insieme alla corruzione, alla infiltrazione mafiosa, alla speculazione, ai potentati bancari, all’occupazione da parte dei salvatori, al tallone di ferro padronale che si è permesso che si rafforzasse grazie proprio all’impegno dei riformisti di oggi.

Ma il paradosso più vergognoso è quello che permette a chi,  in occasioni speciali, giornate della memoria, 2 giugno, 8 marzo, tra un po’ anche festa del papà e Halloween, celebrazioni in fase preelettorale per condannare al pubblico ludibrio i fasci e le destre, comprese le maggioranze silenziose che in questi giorni pare abbiano trovato nuovo giovanile impeto, si richiama ad antiche stelle polari della sinistra (purchè accoppiata con redentivo centro) e sfodera la tradizionale vicinanza alle masse (purchè non populiste). Gli intellettuali organici che di più non si può hanno abbandonato le aspettative messianiche sulla funzione salvifica del ceto operaio, in modo da recedere da ogni proposito di lotta di classe, preferendo movimenti più eleganti, acculturati e in favore dell’establishment imperiale, aderendo alla necessità senza alternativa dell’economia di mercato e improduttiva, appagandosi della visibilità offerta da rivendicazioni di target che offrono visibilità mediatica.

Non è un fenomeno nuovo: nel giugno del 1848 e durante la Comune di Parigi, sinistra repubblicana e borghese faceva sparare sul popolo, in Italia durante tutto il XIX secolo le èlite acculturate e progressiste guardavano con sospetto al movimento cooperativo e mutualistico. Più recentemente i partiti che avevano introiettato la speranza rivelatasi utopistica, di realizzare delle riforme strutturali, hanno dichiarato ufficialmente la pace col capitalismo, l’accettazione dei suoi modi di scambio e produzione, la ragionevole approvazione dell’austerità. Perfino gente dal passato più credibile di Renzi, Veltroni, Zingaretti, e ci vuol poco, ha proposto al posto del socialismo, dichiarato morto come sistema dottrinale e sociale,  il modello del capitalismo temperato, che vive e vince sempre come potenza insostituibile.

Con arnesi simili chi parla del popolo è condannato all’espulsione dalla storia, preferendo i target di consumatori ed elettori, in gran parte, questi ultimi, oggetto di critiche che fanno auspicare forme di selezione, per blindare e sottrarre al voto argomenti e scelte, alla riprovazione in quanto adulatore dei bassi istinti, o pazzo pericoloso perché come Cameron o come in Grecia si rende colpevole di interrogare la plebe sul suo destino.

Così il popolo, brutto, sporco e cattivo, è quello di Trump, di Salvini, di Orban, dei lavoratori che non accettano le inesorabili ristrutturazioni e delocalizzazioni, dopo aver voluto e preteso troppo, di quelli che non si arrendono a dover scegliere tra posto e cancro, nemmeno quelli che pensano a differenza di Landini, che  non si deve permettere l’illegalità ai padroni in cambio del salario e dei veleni, dell’umiliazione e dell’intimidazione. E bisogna opporgli la scrematura sana delle sardine,  la classe un tempo agiata che non si arrende alla condanna alla demoralizzazione e alla perdita per continuare a sentirsi superiore, quelli che accettano e integrano gli immigrati mettendoli in tuta, crestina e grembiulino, gli illusi delle startup a spese di papà e mamma, i precari del mezzo servizio che in funzione di nuovo cottimo si sentono liberi e indipendenti perché si scelgono l’orario della consegna a domicilio di Foodora. C’è poco da sperare che questi si riscattino diventando popolo: ormai sono condannati a essere marmaglia volontaria.

 

 

 

 

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14 responses to “Da Marx ai Simpson

  • Anonimo

    “Ne abbiamo abbastanza, sia lei che io, di Anonimo”

    Si, certo, se Lei e Jorge finite col “parlarvi addosso”, mo’ è colpa mia.

    Ho idea, ad esempio, che se non avessi ripetuto sino alla nausea, su questo sito, “la corruzione” delle leggi elettorali che danneggiavano la rappresentatività democratica, Lei Lombroso sarebbe ancora lì a parteggiare per questo o quel partito, (incolpando tutti gli elettori indistintamente delle misere sorti dell’Italia, quale prova di acuta capacità di analisi…) derivazione di leggi elettorali porcata.

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  • Da Marx ai Simpson — Il simplicissimus – Revolver Boots

    […] via Da Marx ai Simpson — Il simplicissimus […]

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  • Alessandro

    Domanda: ma da che parte sta lei? Perché se pensa che stare dalla parte di Salvini o di Trump significa stare dalle parte del popolo credo che stia prendendo una grossa cantonata. Forse dimentica che Trump è tra i primi dieci miliardari del paese che governa. E Salvini, in un anno di governo ha dimostrato per cosa si è battuto: autoritarismo, chiusura, odio, spinta verso la militarizzazione e l’aumento delle armi personali, aumento delle tasse ai poveri e diminuzione di quelle dei ricchi (flat tax).
    Le sardine non hanno una spinta ideologica ma per lo meno si spera che modifichino un po’ il sentimento di un Paese incattivito verso obiettivi errati.

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    • jorge

      un conto è riconoscere che nella base sociale del salvinismo ci sono anche operai, ceti popolari, i quali sono delusi da una sinistra che da decenni fa il gioco del capitale e quindi cadono nella falsa alternativa del poulismo, altra faccia della medaglia capitalistica

      su questo blog spesso il riconoscimento della istanza popolare presente nella base del salvinismo, non viene distinta dal salvinismo stesso e da salvini, ed il blog estende la simpatia verso tale istanza popolare alla organizzazione leghista ed a matteo salvini

      come le oscillazioni di un pendolo, si inclina a salvini quando il pd ha un momento di forza, e si inclina al pd quando salvini esagera

      quello che non si riesce a capire è che l’istanza popolare presente nella base della lega deve liberarsi della tutela di salvini ( tutela operata per conto del capitale), per esprimersi con i suoi connotati di classe. Moderati o estremisti che li si vogliano preferire, in quanto partito, o movimento che si voglia immaginare, ma liberi dalla tutela per conto del capitale operata da salvini, e dal gemello siamese di maio

      la mancata comprensione di ciò, nei momenti vitali del pd, porta alla difesa non solo della istanza popolare presente nella base leghista, ma dell’ideologia salvinista e di salvuni stesso. Secondo un movimento pendolare che si inverte a favore del pd qualndo lo stato di grazia è di salvini

      tale moto pendolare è espressione di sincero anelito ad un miglioramento della situazione quando è effettuato dalla lombroso, che il più delle volte nel discorso privilegia le sofferenze delle persone in carne ed ossa

      esso moto pendolare è invece espressione di mala fede piccolo borghese, che vuole accodarsi agli interessi del capitale e della borghesia di comando per il vantaggio del proprio strato sociale bottegaio, quando viene proposto dal simplicissimus.

      Questi infatti espone tutto il répertoire nostalgico dell’ italia democristiana, svalutazioni competitive, Iri che era indebitato per migliaia di miliardi, spesa pubblica improduttiva, ovvero per il terreno di coltura del classico piccolo imprenditire prima democristiano e poi leghista.

      Senza riconoscere che questa strada impattava verso il collasso, ed anche nelle nazioni dove il keynesismo era interpretato più seriamente, per cui si poneva si poneva l’alternativa tra il neoliberismo ed una maggiore socializzazione dell’economia, la quale era sicuramente da preferire

      chiaro che un ritorno a quelle forme del passato, oltre che impraticabile per il loro esaurimento storico, finirebbe per scaricare le diseconomia già esperimentate decenni fa sui lavoratori ed i ceti marginali, per il solo vantaggio dei ceti bottegai e rentier di cui il simplicissimus interpreta gli interessi

      es della anzidetta oscillazione : il simplicissimus che ha avuto un istante di simpatia verso il nuovo governo Pd 5 stelle, anche immaginandolo capace di inserirci in una politica economica piu espansiva voluta dalla Germania data la crisi delle esportazioni tedesche, salvo poi scoprire che l’italia ne è comunque esclusa

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      • jorge

        per onestà e completezza , va dato atto che talvolta la lombroso riesce ad uscire dai limiti citati, richiamando la lotta di classe dalò basso, sia pure in maniera malsicura

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      • Anne La Rouge Lombroso

        @Jorge, lei è malato di decodificazione aberrante. La sfido a citare, dato che è un lettore affezionato, un qualche mio scritto nel quale io avrei espresso una certa indulgente comprensione per Salvini e il salvinismo. Forse perchè non mi riesce proprio di credere alla funzione salvifica delle coscienze sporche o indifferenti di certe icone. Pensi che come scrivo di continuo non no mai sostenuto che ci fosse una Lega moderna, efficiente, ben radicata sul territorio, quindi buona e meritevole di essere annoverata nel contesto democratico e una brutta sporca e cattiva. Così come non credo ci sia un Pd buono e uno cattivo, e alla resa dei conti nemmeno dei 5stelle buoni e dei 5stella cattivi, perchè lo smantellamento dell’edificio democratico e costituzionale ha prodotto la erosione del sistema rappresentativo e politico. la perdita di poteri e sovranità in materia economica condanna l’esecutivo e il parlamento all’impotenza e ha corroso a poco a poco le rappresentanze, i partiti, i sindacati. Le raccomando di cercare di liberarsi da certi complessi professorali da retro della farmacia di provincia, che portano come conseguenza un marasma che inficia la capacità di giudizio e interpretazione. Ne abbiamo abbastanza, sia lei che io, di Anonimo

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      • jorge

        Testuale ” Così il popolo, brutto, sporco e cattivo, è quello di Trump, di Salvini, di Orban, dei lavoratori che non accettano le inesorabili ristrutturazioni e delocalizzazioni, dopo aver voluto e preteso troppo”

        Come vede, lei difende un certo popolo insieme alla adesione di questo a Trump Orban e Salvini, non differenzia le giuste rivendicazioni sociali di tale popolo dalla erronea adesione che esso da alla proposta politica di Trump Orban e Salvini

        Al di la di questo però, forse lei non ha capito, o forse mi sono spiegato male. Nella base elettorele della lega effettivamente ci sono strati operai e popolari, si tratta di starti sociali che soffrono a causa dell’ andamento neoliberista

        Non è sbagliato il riconoscimento in positivo del disagio e della protesta di tali strati sociali, nonostante il fatto che essi si affidino erroneamente alla lega ed a Salvini sperando in un un miglioramento

        Sicché le attribuivo il giusto riconoscimento dei motivi di protesta tipici degli strati sociali anzidetti, non la difesa di una lega radicata sul territorio di contro ad una lega fuori dai criteri della democrazia

        Ho osservato però che di fronte alla ideologia di area Pd, che descrive la quota di popolo minuto che si affida alla lega come fosse un residuo premoderno e colpevole, lei talvolta difende tale quota sofferente scivolando in una difesa della ideologia leghista e dello stesso Salvini

        Uno scivolamento che si coglie, non infrequentemente, quando lei scrive cose del tipo ” ed adesso tutti a dare addosso al popolo burino che vota il coatto dai barconi” (o giù di lì). Anche quì la difesa non è solo delle esigenze di giustizia sociale di un certo elettorato della lega ma anche della sua disposizione a votare Salvini

        Ma veniamo al nodo che meglio chiarisce il mio ragionamento:

        ” L’antisovranismo, che altro non è che la celebrazione….
        . dell’atto di fede all’Europa, come entità sovranazionale
        incontrastabile”

        Senza entrare troppo nel merito che adesso non è il caso, gli Stati Uniti d’America sono fin troppo sovrani, ma proprio lì i proletari sono ancor più maltrattati che in Europa, quindi il sovranismo non può essere considerato la negazione del neoliberismo o dell’ordoliberismo giustamente attribuito alla Unione Europea

        Stabilre come fa lei questo automatismo del sovranismo come antitesi del liberismo, nei fatti fa il gioco di chi come Trump Orban e Salvini, illudono i proletari con la bandiera sovranista. Per poi realizzare flat tax, straordinario obbligatorio nelle fabbriche come ha fatto Orban per soddisfare la domanda di semilavorati proveniente dalla Germania, il carcere come welfare come avviene di fatto negli stati uniti di Trump

        Ci vuole ben altro che la sovranità nazionale, e neanche serve necessariamente questa come fosse una base propedeutica, la lotta di classe erode margini e costringe le borghesie nazionali a ricontrattare a muso duro le regole con l’Europa, che altrimenti a tali borghesie starebbero più che bene

        Le ripeto però che io osservo quelli che mi sembrano dei suoi scivolamenti, perchè trovo in quanto lei scrive un impianto analitico non privo di pregi (di questi tempi pèoi non ne parliamo), e li evidenziavo come scivolamenti per contestualizzare quanto poteva sembrare macroscopico al occhi del gentile commentatore Alessandro, e che avrebbe oscurato i pregi che mi inducono a continuare a leggere i suoi post

        Simpatica l’immagine del complesso professorale, e del podio della farmacia, ha una sensibilità pittorica ed una attitudine alle psicologie che talvolta le fanno produrre reprimende plastiche e di squisita letteratura. Una piuttosto recente mi ha davvero folgorato, lei si indicava come il termine medio attraverso cui qualcuno svolgeva la propria autoterapia, non descrivo più estesamente per evitare miriadi di micro-commenti, ma lei mi capisce.

        Herzliche Gruesse

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  • Paolo M.

    Dopo la democrazia, ecco l’idiocrazia.
    L’analisi dell’espressione facciale di certi “vertici” del cosiddetto movimento delle sardine, rende giustizia alle controverse teorie del Suo illustre avo, gentile Anna.
    So che non sarà d’accordo, ma certe facce da cretine come quelle recentemente esibite nei talk su La7, non ammettono dubbi d’interpretazione.
    E’ l’involuzione di certi ‘ggiovani in pedine stupide, arroganti ed autoreferenziali. Perfetti campioni da esibire sulla tv sorosiana, accudite dal protettore Formigli e dalla maitresse Gruber.
    E poi la minaccia sarebbe Salvini…

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  • Anonimo

    Fascismo picchiatore ( e criminale…) nelle carceri…il (s)governo conte cosa fa per risolvere detto grave problema, sta li a cianciare di anti fascismo da operetta ?

    https://www.linkiesta.it/it/article/2019/11/22/cassazione-gulotta-innocente-ergastolo-risarcimento-carabinieri-tortur/44461/

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  • Da Marx ai Simpson | infosannio

    […] (Anna Lombroso per il Simplicissimus) – Pare proprio che il comportamento sociale più in uso sia il paradosso. Sta ottenendo un gran successo di popolo un fermento post malpancista che si agita nelle forme più primitive del moto di piazza e che ha come unico slogan l’antipopulismo, incarnato da un buzzurro che così sarà promosso come desidera a autorevole antagonista, quando basterebbe non dargli corda, non intervistarlo, non votarlo e occuparsi dei suoi successori che stanno con ampio consenso eseguendo scrupolosamente tutto quello che aveva avviato in sintonia coi predecessori: grandi opere, patti con la Libia, decreti sicurezza, misure contro l’immigrazione ma al tempo stesso accettazione dei comandi padronali, che esigono che si metta a disposizione un esercito di riserva umiliato e ricattato in grado di imporre anche agli italiani l’abbassamento degli standard di sicurezza, remunerazioni, diritti. […]

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