Una delle cose più straordinarie che stiamo vivendo è il totale ribaltamento della realtà: sembra di assistere a uno di quei vecchi film di gangster degli anni ’30 in cui gli Al Capone e i boss di Cosa Nostra si dicevano convinti di agire per il bene pubblico e si consideravano in qualche modo dei tutori dell’ordine. Dopo aver ucciso 21 ragazze di età compresa tra i 14 e i 18 anni, gli europei non si sono nemmeno sognati di chiedere scusa e nemmeno di far passare tutto come un increscioso errore, anzi hanno negato ogni responsabilità quando invece esse erano evidenti:  l’attacco ha coinvolto 16 droni che hanno preso di mira lo studentato di Starobelsk in tre diverse ondate di assalto. Non ci sono dubbi sul fatto che l’attacco aereo sia stato un atto deliberato, un omicidio di massa compiuto con un senso di sfacciata impunità. E nello stesso tempo il regime di Zelensky ha tributato gli onori funebri a un collaboratore nazista della Seconda Guerra Mondiale, tale Andriy Melnyk che è stato perima esumato e poi riseppellito con tutti gli onori. Ma è anche altrettanto chiaro come il duce di Kiev sia soltanto un attore marginale in questa tragedia: l’Ue – Nato è di fatto il braccio politico nonché  finanziario di questa guerra e, assieme alla Gran Bretagna, è diventata un importante fornitore di tecnologia per droni ucraini, mentre gli Stati baltici e la Finlandia fungono da basi di lancio per attacchi più in profondità nel territorio russo.

Al contrario del silenzio su questo evento  e sulla cancellazione di ogni moralità, l‘incidente di un drone in Romania ha suscitato un’ondata di condanne plateali e ipocrite nei confronti della Russia, indicata come responsabile, anche se, visto l’aumento dei droni operanti dagli stati Nato, l’incidente rumeno è stato un autogol o una provocazione sotto falsa bandiera da parte dell’Ucraina. Significativo è stato anche il tripudio di copertura mediatica occidentale che ha incolpato   la Russia per il drone “sconsiderato”, in netto contrasto con la scarsa attenzione riservata dagli stessi media alla strage di Starobelsk. E del resto cosa ci si può aspettare quando personaggi come il cancelliere tedesco Friedrich Merz chiedono un maggiore dispiegamento di forze Nato lungo i confini con la Russia, mentre la cosiddetta responsabile della diplomazia dell’UE, Kaja Kallas, definisce la diplomazia di pace con la Russia una “trappola del Cremlino”? 

Alfred de Zayas, professore di diritto internazionale presso la Scuola di Diplomazia di Ginevra ed ex esperto indipendente delle Nazioni Unite, ha rilasciato alla Strategic Culture Foundation una valutazione sulla Nato, affermando che è ormai urgente riconoscere che “si tratta di un’organizzazione criminale”. De Zayas osserva che l’Alleanza Atlantica  fu fondata quasi ottant’anni fa, nel 1949, presumibilmente per difendere l’Occidente dall’Unione Sovietica. Poiché l’Unione Sovietica ha cessato di esistere nel 1991, insieme al blocco militare contrapposto, ovvero il Patto di Varsavia, anche la Nato avrebbe dovuto sciogliersi in quel periodo. E invece si è trasformata ” da alleanza difensiva in una coalizione di guerra che ha commesso crimini efferati sin dagli anni ’90 in Jugoslavia, Afghanistan, Iraq, Libia, Siria e altrove: “ciò che è importante oggi è che l’opinione pubblica mondiale riconosca l’Allenza Atlantica  come una minaccia alla pace e alla sicurezza del genere umano”De Zayas aggiunge che è altrettanto importante individuare il ruolo sinistro dei media controllati dalle multinazionali occidentali. Questi media hanno sistematicamente distorto il conflitto in Ucraina, presentandolo come “un’aggressione russa non provocata”, mentre hanno insabbiato la lunga serie di crimini commessi dagli occidentali e e dal regime neonazista, l’ultimo dei quali è l’atrocità di Starobelsk. “Una propaganda e un’attività di pubbliche relazioni incessanti , hanno convinto l’opinione pubblica la Nato, sia un’organizzazione legittima, rispettabile e interessata alla pace e alla difesa. Si tratta di un vero e proprio lavaggio del cervello”.

Tuto questo però chiarisce fino in fondo il verso senso della guerra in cui l’Ucraina è solo una donatrice di sangue. E questa chiarezza porterà certamente a un cambio di passo, rendendo del tutto legittima una eventuale risposta russa contro i siti di produzione e lancio dei droni al di fuori del territorio ucraino. Anche se sarà il fallimento del sistema economico occidentale a mettere sotto una pietra totale gli ultimi 80 anni. In fondo anche Al Capone fini dentro per questioni fiscali e non per i suoi crimini.