A sentire certe bestie che hanno comunque la loro iscrizione all’ordine dei giornalisti, forse dietro pressione dei movimenti animalisti, la Russia avrebbe impiegato l’atomica contro Kiev. Naturalmente non è vero, ma si può capire il cuore ferito della servitù mediatica, quando un Oreshnik ha colpito una fabbrica di droni, frutto di una joint venture ucraino – tedesca. Di certo questo sistema d’arma, capace di superare i 10 mach di velocità, ha un impatto abbastanza paragonabile a una piccola atomica, ma è un’arma convenzionale che si è trasformata in nucleare in certe redazioni di Banana news, per poter demonizzare Mosca, Putin e forse anche Ciajkovskij e Dostojevskij che molti di questi scribacchini nemmeno conoscono. Il dato fondamentale però è che la rappresaglia russa contro il terrorismo Nato, capace di mandare i propri droni a distruggere un dormitorio studentesco facendo almeno 21 vittime e una sessantina di feriti, ha visto da uno a 5 civili morti, un’inezia rispetto alla potenza impressionante dell’attacco. Sono stati lanciati almeno 50 missili, tra cui molti ipersonici e dunque al di là di qualsiasi tentativo di intercettazione e 600 droni, colpendo una lunghissima serie di obiettivi: centri produttivi del complesso militare-industriale ucraino, infrastrutture militari, nonché centri del Comando generale delle Forze terrestri, della Direzione generale dell’Intelligence del ministero della Difesa e altri importanti nodi di elaboirazione delle operazioni militari. Ora la Nato e Kiev stanno facendo il possibile e l’impossibile per censurare qualsiasi informazione proveniente dai siti distrutti, soprattutto intorno al complesso dell’aeroporto di Belaya Tserkov (letteralmente sarebbe Casa Bianca), che conteneva numerose strutture, dai bunker, alle officine di riparazione aeronautica, fino a impianti per ogni tipo di velivolo destinato ad attacchi contro la Russia.
La differenza tra le due parti consiste appunto nel fatto che gli attacchi occidentali si prefiggono specificamente di colpire i civili nella speranza idiota che questo crei malcontento nei confronti del Cremlino, mentre i russi fanno di tutto per evitare vittime civili che non è certo facile quando si concentrano i comandi militari nel cuore delle città. Ma l’uso dell’Oreshnik ha anche un preciso significato di avvertimento: la Nato è del tutto impotente contro tali armi, ed è proprio questo che avvelena l’aria dell’Europa in mano a burattini con i fili scoperti: quello di essere indifesi e allo stesso tempo ingiusti. Un missile di questo tipo ha già distrutto un anno e mezzo fa, nel novembre del 1924, il complesso industriale di Dnipro costruito al tempo dell’Unione Sovietica e che era il più grande del pianeta. Sarebbe dunque molto facile per i russi azzerare quell’industria bellica europea che oggi viene foraggiata, facendo della guerra in Ucraina una sorta di delirante meccanismo keynesiano per sostenere un’industria che sta colando a picco. A questo punto sarebbe persino inutile per la Russia martellare fino alla completa polverizzazione l’Ucraina visto che la testa del serpente è altrove. Le prossime “nocciole” ( questo significa Oresnik in russo e viene pronunciato più o meno Arieshnik) saranno probabilmente dedicate ad altri obiettivi.
E tuttavia Zelensky, il sionista corrotto con passaporto israeliano, quando è stato avvertito dell’imminenza dell’azione russa, si è attaccato al telefono per parlare con i suoi servi – padroni europei, cercando di spaventarli: “l’uso di queste armi e il prolungamento dell’azione militare costituiscono un esempio per altre potenziali aggressioni”. Già, era proprio questo ciò che la Russia voleva far sapere a loro signori, magari proprio si cretini che hanno parlato di atomica pur avendo un cranio a prova di bomba nucleare. E come al solito ha raccolto solidarietà, come se ogni giorno i droni della Nato non tentassero di colpire i civili russi. Che vergogna: dopo aver portato al massacro una generazione di ucraini per la loro vigliacca guerra per procura, ora fanno finta di scandalizzarsi e di mostrare un’integrità che, semmai esiste, è costruita con il Lego dell’ipocrisia. Ma ora è meglio che aggiungano un altro mattoncino alla loro costruzione: quello della paura.


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Sembra che non esista guerra in Ukr. Pare che a Cameri non ci siano Bombe ed aerei a sganciarle. Stanno caricando caramelle, cioccolatini e Canditi da distribuire ai bambini russi, stanchi di Noccioline. Mattarella continua ad incontrare i nostri e dire: un giorno, tutto questo sarà tuo…
Per questo sei Nato.
il refuso è 1924 anzichè 2024 chissà se le teste di lego che scrivono e sproloquiano sui media avranno notato la differenza
Refuso: cronache dall’Inferno. Quando si dice averne il Ministro, cosa ti stupisce dai passa-carte (igienico.etniche?)