Mentre l’incontro a Pechino con il presidente del “Paese indispensabile” è finito in nulla, senza nemmeno le dichiarazioni finale, la visita di Putin a Xi, ha invece prodotto un’accelerazione verso la multipolarità del mondo che invoca il tramonto dell’imperialismo di stampo americano. Il documento finale uscito dall’incontro non lascia dubbi al proposito, soprattutto nell’Intendo di costruire una nuova architettura di sicurezza che si propone di contrastare e superare l’unilateralismo statunitense, ridotto ormai a mera aggressività: Le norme fondamentali del diritto internazionale e delle relazioni internazionali, universalmente riconosciute, vengono regolarmente violate, rendendo più difficile per gli Stati coordinare le proprie azioni e risolvere i conflitti nell’ambito delle istituzioni di governance globale, molte delle quali stanno perdendo la loro efficacia. L’agenda globale per la pace e lo sviluppo si trova ad affrontare nuovi rischi e sfide, e sussiste il pericolo di una frammentazione all’interno della comunità internazionale e di un ritorno alla “legge della giungla”.

Superare questa condizione di barbarie che il tramonto dell’impero americano sta determinando richiede una nuova architettura di sicurezza che protegga le possibili vittime dell’imperialismo: “È necessario prestare la dovuta attenzione alle legittime preoccupazioni di tutti i paesi in materia di sicurezza, concentrarsi sulla cooperazione in questo senso, respingere il confronto tra blocchi e le strategie a somma zero, opporsi all’espansione delle alleanze militari, delle guerre ibride e delle guerre per procura, e promuovere la creazione di un’architettura di sicurezza globale e regionale aggiornata, equilibrata, efficace e sostenibile (…) È inaccettabile costringere gli stati sovrani ad abbandonare la propria neutralità. Tutti gli Stati e le loro associazioni sono liberi di scegliere i propri partner stranieri e i modelli di cooperazione internazionale. L’egemonia nel mondo è inaccettabile e deve essere proibita. Nessun Paese  o gruppo di Paesi dovrebbe controllare gli affari internazionali, determinare il destino di altre nazioni o monopolizzare le opportunità di sviluppo.

Naturalmente occorre anche leggere tra le righe: la cooperazione in materia di sicurezza significa costruire solide architetture di difesa anche in campo militare, perché è scontato che gli squali ci metteranno decenni prima di perdere tutti i denti. E si dice basta ai Paesi eccezionali o quelli che pensano di essere prediletti da un qualche Dio e in virtù di questo possono permettersi qualsiasi cosa, le guerre le stragi, i genocidi che abbiamo visto negli ultimi vent’anni, dimostrano come non sia più possibile concepire una comunità internazionale sulla base dell’imperialismo, anche quando questo possa presentarsi sotto le spoglie ingannevoli del progresso e di principi formali che vengono poi violati ogni giorno. Per questo è necessario secondo Russia e Cina riformare e rivitalizzare l’Onu, ormai impotente e scaduto a megafono di interessi privati, come la vicenda dell’Oms dimostra oltre ogni possibile dubbio.

Questa nuova alleanza integrata fra Mosca e Pechino, ha subito avuto un effetto, la ricomposizione dei Brics, destabilizzati dagli Stati Uniti dall’interno attraverso l’India e gli Emirati Arabi Uniti, che si avviano al vertice di quest’anno con maggiori probabilità di trovare fattivi accordi. Del resto proprio la vicenda iraniana dimostra che tutti possono essere vittime indirette dell’egemone e della sua appendice mediorientale, ossia Israele e che dunque occorre una nuova logica internazionale.

Lasciatemi a questo punto riportare il brano finale del documento che spiega molto bene perché ci troviamo di fronte a un cambiamento di paradigma planetario e perché esso sia auspicabile, dopo un secolo di imperialismi: “Tutte le civiltà umane sono di per sé preziose e uguali, e non si dividono in civiltà altamente e poco sviluppate, forti e deboli. Il sistema spirituale e morale di qualsiasi civiltà non può essere considerato eccezionale o superiore agli altri. Tutti i paesi dovrebbero promuovere una visione delle civiltà basata sull’uguaglianza, sullo scambio reciproco di esperienze e sul dialogo, e dovrebbero rafforzare il rispetto reciproco, la comprensione, la fiducia e gli scambi tra diverse nazionalità e civiltà, promuovere la comprensione reciproca e l’amicizia tra i popoli di tutti i paesi e proteggere la diversità delle culture e delle civiltà. È necessario opporsi fermamente all’uso dei diritti umani come pretesto per interferire negli affari interni di altri Stati, così come alla politicizzazione e alla strumentalizzazione delle questioni relative ai diritti umani.” Non c’è alcun dubbio su dove si orienterà il mondo intero.