Oggi mi voglio occupare di un argomento inconsueto per questo blog, perché se è vero che de minimis non curat lex, è anche vero che la vita di una società si svolge all’esterno dei recinti della legalità formale. E anzi proprio quando quest’ultima vuole regolare ogni ambito, bisogna cominciare a preoccuparsi. Ad ogni modo i de minimis di cui voglio occuparmi oggi è la fragorosa uscita di un nuovo modello di auto: si tratta della nuova Peugeot 2008, allungata, marchiata Ferrari, che testimonia meglio di quanto non potrebbero fare mille discorsi il baratro in cui è sceso il sistema Paese, come direbbe Montezemolo, l’unico tra tutti i manager nulla facenti e nulla pensanti che sanno di tutto fuorché di auto, che ha conosciuto Enzo Ferrari. Per scendere nell’abisso è in qualche modo necessario liberarsi dei miti e la Ferrari ha simboleggiato a lungo una certa Italia sulla Luna, fatta di lavoro, di intraprendenza, di una dimensione a mezza strada fra la grande industria e l’artigianato che è stata resa possibile nei decenni del dopoguerra grazie alla presenza di un’economia mista, con una spiccata presenza del pubblico nel campo della produzione. Oggi con l’uscita della Luce, una specie di ranocchio che persino i cinesi si vergognerebbero di copiare, questo mito e tutto quello che ha permesso la sua affermazione viene picconato irrimediabilmente: un’auto che sarebbe mediocre anche come utilitaria del vorrei, ma non posso, venduta a prezzi stratosferici, comunque dai 700 mila al milione di euro, è un totale assurdo. Non perché sia un’auto elettrica, non perché abbia circa 450 cavalli in meno della Xiaomi SU7 Ultra, ma perché è insieme del tutto insignificante e completamente esplicativa dei rapporti industriali e produttivi nei quali siamo coinvolti. non a caso non è la Ferrari più potente, né la più veloce e anche come autonomia dichiarata (500 chilometri teorici, forse 300 reali se non affondate il piede) non è un granché. È una non idea tradotta in realtà.
Il progetto è nato durante la psico pandemia quando i soldi pubblici correvano e Stellantis riuscì a mettere mano su 6 miliardi, una parte dei quali dedicati al progetto di una nuova Ferrari che avrebbe dovuto essere elettrica per immettersi nella corrente del “greenismo” contemporaneo e le sue speculazioni. Il progetto è andato avanti nonostante la Porsche abbia rischiato il fallimento con le sue elettriche che nessuno voleva, che alcuni compravano nella speranza di un investimento futuro e i più le usavano per farci i fighetti per un mese e poi le riportavano dal concessionario che diligentemente le sistemava nel parco dell’usato. Che sia un ballon d’essai lo dice anche il tam tam mediatico sulla presunta bellezza, efficienza, potenza del nuovo modello: leggere le cronache è come dedicarsi a un romanzo umoristico: ah che meraviglia, ha pure il volante; oh guarda ha le bocchette in alluminio ( Mercedes le ha usate per quarant’anni); ah guarda ha pure i sedili. Una Ferrari a cinque posti per la gita fuoriporta. Non a caso è stata disegnata da Jony Ive, quello disegnava i mouse e tutta linea di Apple che sta all’informatica esattamente come la Luce, sta all’auto. Robe fighette per fighetti. Ma, intendiamoci, a patto che abbiano un gusto appannato e siano disposti agli ipnotismi della contemporaneità e siano disposti a “capire” progetti che semplicemente non esistono. Fa Schifo? Eh non potete capire dice il manager supreomo dopo la sniffata in compagnia.
Il plauso ufficiale nei confronti di ciò che fa palesemente pena, è una costante in questi anni. E basta sentire ciò che si dice a Bruxelles per capire che siano dentro un dadaismo totalitario. Anche la presentazione in pompa magna, della Luce persino a quella polpetta del timballo del Gattopardo che risponde al nome di Mattarella, ha qualcosa di sconcertante e di metafisico: vedere John Elkann dall’alto della sua sublime stupidità, presentare a vossia il nuovo modello, è davvero imperdibile come presa per i fondelli. Anche perché questo grande padroncino, che come cuore ha la libbra di carne strappata agli italiani a forza di continui contributi per tenere a galla la Fiat, ha palesemente manifestato l’intenzione di liberarsi del tutto degli investimento nell’auto e soprattutto degli investimenti in Italia. Altro che Luce, qui siamo al buio oltre la siepe. Basta guardarla questa macchinina telecomandata, per capire che stiamo all’inferno.


RSS - Articoli


La Ferrari e morta quando è morto Enzo Ferrari.
Si , dispiace che anche un marchio prestigioso italiano faccia questa brutta fine , in fin dei conte segue l’andamento irrimediabile del declino .
Nel frattempo pero’ questi continuano ! La Russia deve rispondere solo al suo popolo , e non agli europei con avvisi e altre quisquiglie .
https://www.controinformazione.info/la-gran-bretagna-ha-ripreso-gli-attacchi-in-crimea-loreshnik-non-e-riuscito-a-far-rinsavire-nessuno/
Vista cosi come di Valentino rossi ( Fa proprio schifo ) !
https://www.youtube.com/shorts/TssqRU3KyK0
Ci fosse Lamborghini a dar uno strattone di Trattore…
Servono Trattori, non Carciofi e Fichi d’India…
Voleva rendere il carattere forte , mascoilno dell’Italia.Vovan chiamarla Lucifero, ma visti gli Attributi, il ripiego. Un atto di Superbia.
Oltre trump guaritore. Addirittura la Via, la Verità, La Luce.
Sì, dell’Inferno!
Lol da pisciarsi addosso dal ridere.. Scaviamo anche la Kaina , Noi Tajans!!!
Aldilà di valutazioni estetico filosofiche su “luminosa” vicenda… quello più dà da pensare è cosa ci faccia un Papa pontefice maximo di cattolicesimo… a presentazione di un oggetto materializzazione esemplare di tutto ciò questa religione dovrebbe aborrire… oggetto esclusivo e molto costoso appannaggio di pochi eletti… che per ottenere sfruttano imbrogliano delinquono… oggetto di assoluta vanità lontano anni luce da tutto ciò di spirituale dovrebbe rappresentare cristianesimo!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
La vicenda poco nota del campo di concentramento di Dora, dove, in condizioni atroci per i deportati, si costruivano i V2 – i famosi missili dell’esercito nazista che nel 1944 avrebbero dovuto invertire, nelle speranze di Hitler, il corso della guerra – progettati dal geniale ricercatore e ingegnere Wernher von Braun. Il campo venne poi “dimenticato” nei processi del dopoguerra e von Braun lavorò successivamente alla NASA, sino a diventare il padre delle spedizioni spaziali e lunari americane.
Ora la Montagna ha partorito il Topolino, forse Femmina.
La Mafia è una Montagna di Merda.
Peppino Impastato, vittima del Kamp Sicilia.
Cavaliere del Lavoro di Denuncia, memoria, Testimonianza.
Alberto, grazie di esistere! Polpetta del timballo del Gattopardo… geniale metafora di come questo Stivale sia diventato un contenitore che può esprimere solo monnezza.
Un bel progresso. Capitale della Bellezza, or quello della Schifezza.
Strano Istituto Luce. Pensavo sarebbe stata meglio chiamarla Duce e regalarne una alla Conduca-Dora. Kamp Dora.