Questa notte le forze iraniane sono state messe in stato di massima allerta e Teheran ha chiuso lo spazio aereo nella parte occidentale del Paese, mentre dall’altra parte del globo i funzionari della Casa Bianca hanno rinunciato al Week end e lo stesso Trump non è andato a giocare a golf nella sua tenuta nel New Jersey, ma è rimasto a Washington, forse per giocare alla guerra. Un particolare abbastanza inquietante è che Dan Scavino, vice capo di gabinetto, ha pubblicato una foto dei bombardieri B2, la stessa che mostrò nel suo account un giorno prima del primo attacco. E non basta: un intensa attività aerea è stata segnalata nel nord dell’Iraq e sono cominciate le interferenze Gps che accompagnarono a suo tempo il primo assalto. Insomma ci sono tutti i segnali per una ripresa attiva delle ostilità e gli iraniani stanno minacciando la distruzione dei cavi sottomarini che passano sul fondale del Golfo, il che provocherebbe un danno enorme all’economia mondiale,
Secondo l’agenzia Axios, molto vicina alla Casa Bianca, Trump avrebbe bisogno di un secondo attacco, magari inutile, per uscire dal conflitto da vincitore. Morte e distruzione per ricucire lo strappo in un ego patologico che non è quello del solo Donald, ma di un intero Paese che vive nel mito di se stesso e per il quale è assolutamente vitale mantenere vivo il bluff militare per conservare le proprie rendite planetarie. In effetti un secondo attacco è visto semplicemente nell’ottica di non sembrare una tigre di carta, per danneggiare il più possibile l’Iran e mostrare quanto sia pericoloso non ubbidire a Washington. Nella realtà un’azione di questo tipo potrebbe rivelarsi assai più insidiosa del previsto, intanto per le possibili perdite e poi perché nelle trattative di pace che si svolgono febbrilmente in queste ore, gli stessi Stati Uniti sono disposti ad accettare la gestione iraniana dello stretto di Hormuz. E già questo sarebbe una sconfitta non da poco per la Casa Bianca e il suo patologico abitante americana. D’altro canto le riserve di armi di attacco e di difesa sono al lumicino e un nuovo assalto difficilmente potrebbe essere seguito da un terzo e questo lo sanno proprio tutti, persino Trump. E gli iraniani avrebbero facile gioco a colpire gli impianti petroliferi lungo tutta l’estensione del Golfo.
Il fatto che The Donald si sia cacciato in una strada senza uscita è dimostrato anche dall’ Arabia Saudita che avrebbe proposto a Teheran un patto di non aggressione. Ciò avviene dopo che Riad ha assistito alla rapida offensiva di Teheran contro molteplici livelli di difesa aerea e navale statunitensi nello Stretto di Hormuz durante le prime cinque settimane della guerra del Ramadan. Secondo il Financial Times, l’Arabia Saudita, che un tempo si affidava alle garanzie di inattaccabilità fornite dagli Usa sta ora esplorando discretamente un accordo regionale con Teheran, modellato sui vecchi accordi di Helsinki e basato sulla cooperazione economica, le garanzie di sicurezza, la stabilità, senza che l’impero detti legge. E così faranno tutti gli Stati del Golfo. Se un nuovo attacco dovesse causare la distruzione di nuovi impianti petroliferi, la posizione americana sarebbe irrimediabilmente compromessa e Trump dovrebbe dedicarsi ai diktat sulla Groenlandia, lui teme i nemici, ma non ha nessuna paura della debole e ricattabile Europa, la quale si inchinerebbe immediatamente a qualsiasi cosa, specie ora che ha bisogno delle materie energetiche americane e pensando ( anche se questo verbo mal si adatta ai vari milieu politici continentali) che una volta andato via Trump tutto possa ritornare come prima. Non accadrà ovviamente: sono soltanto fumisterie dietro le quali si cela il nulla di futuro e di azione dell’Ue.


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Insomma!!!
Come d’abitudine è finito tutto come da copione a tarallucci e vino, missili di qui e missili di là, un oreshnic all’aereoporto lontano da Kiev preventivamente sgomberato, ma i responsabili e autori degli attacchi al dormitorio per studenti se ne stanno tranquillamente sui loro divani e se la ridono, sicuri che non ci sarà nessuna rappresaglia,
Forza iraniani sbrigatevi… tagliate sti cavi sottomarini… datevi una mossa… ve ne saremo eternamente grati!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Gesù è nato a Betlemme, una città che storicamente si trovava nel Regno di Giudea sotto l’Impero Romano. Poiché i confini sono cambiati radicalmente nel corso dei secoli, oggi quella località si trova nei Territori Palestinesi (in Cisgiordania), a circa 10 chilometri a sud di Gerusalemme.
EE se invece facesse razzie a Cuba? Non che io lo voglia, sotteso quasi a suggerire. Io allerterei le difese ai craibi piu’ che i Iran. Il Gattone Xi sta già osservando tutto…
Trump, ha cambiato le guerre in Kriegblitz a cascata. sguinzaglia i suoi casi ovunque a seminare il terrore e poi libera le Tigre, Pantere, sciacalli ad Incendiare i Villaggi, razziare il bestiame, stuprare le donne, Uccidere i Bambini.
Siamo oltre la Guerra ed oltre il Terrore.
Siamo nel Regno dell’Anticristo. Tribale, il suo Clan possiede il mondo: miniere, finanza, petrolio, uranio, plutonio. Tutto nel suo gozzo.
Oggi, mi avvicino al Destino di Maria, mentre lo sta Affrontando, sola.
Il Papa, distratto ad Acerra. Cristo, si è fermato ad Eboli. Lo Spirito Santo, soffia, soffia, a mantici sulle Vele della Flottiglia. Maria sola con il Dolore, Sostiene la Prova. Maria, non è corredentrice, ma Artefice. Ci salverà Lei, lei Sola.
Dio, è Democratico. Ha riposto fiducia il Lei, già dai Tempi.
Se così non fosse stato, non saremmo già piu’ nemmeno qui.