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Confindustria di malavita

2605431692Mancava la ciliegina sulla torta di questa tornata elettorale di spettri, ma ci ha pensato Confindustria a procurarla e a presentare una specie di piano beffa, una vergognosa presa in giro diventata subito grottesco appiglio argomentativo nei programmi della politica collaterale. Tenetevi perché l’imbroglio è anche peggio di quello del nigeriano con l’eredità da milioni di dollari bloccata in banca. Questi che non riescono a racimolare i soldini per salvare il loro Sole 24 ora vogliono ingannare l’uomo della strada facendo baluginare un piano di 250 miliardi di investimenti in cinque anni a patto però che:

  • “Non si smontino le riforme fondamentali” (leggi job act, politiche di compressione  dei salari e ulteriore smantellamento della dignità del lavoro)
  • Si attui un programma basato su modernizzazione, semplificazione ed efficienza ( il solito vacuo rosario che apparentemente non vuole dire nulla, ma fra le righe significa deregolamentazione selvaggia nel campo degli appalti e delle grandi opere e ulteriore abbassamento dei contributi  che le aziende versano ai lavorati, delle indennità, della decenza)
  • Che lo Stato passi da “erogatore di servizi a promotore d’iniziative di politica economica” (leggi distruzione di scuola, sanità, welfare residuale in cambio di privatizzazioni selvagge).

Già di fronte a questa pervicace, avida e ingorda ottusità da padroncini delle ferriere vengono i conati di vomito, ma viene anche la voglia di prenderli a schiaffi quando si scopre che il piano faraonico dovrebbe permettere una crescita del pil di appena il 12% in cinque anni, vale dire che di fatto non determinerebbe alcuna reale ancorché magra crescita produttiva, ma risulterebbe dal semplice giroconto finanziario di questi soldi recuperati nel computo del Pil . Però ci vorrebbe davvero la mazza da baseball quando si apprende che di questi 250 miliardi di investimenti nemmeno un euro  verrebbe dagli imprenditori, ma tutto dal settore pubblico. E che essi insomma si accaparrerebbero  tutto senza dare niente.

Infatti 93 miliardi dovrebbero arrivare dalla Ue attraverso la mitica emissione di Eurobond già rifiutata a suo tempo e quindi possiamo considerarli pura fuffa retorica messa lì a gonfiare le cifre, mentre 120 dovrebbero arrivare dallo stato in forme però che non suscitino l’alt di Bruxelles, non si configurino cioè come aiuto di Stato e scelgano quindi quelle strade opache e trasversali che tanto piacciono ai padroncini nostrani. Rimangono infine 38 miserabili miliardi che gli imprenditori fingono di voler raggrabellare per il bene del Paese:  purtroppo non hanno la minima intenzione di mettere sul piatto questa mancia perché la cifra dovrebbe invece arrivare dai piccoli risparmiatori che sarebbero fortemente consigliati se non costretti a sottoscrivere “fondi immobiliari innovativi” derivanti dalla gestione di edifici pubblici conferiti dagli enti locali”. Quando essi si riferiscono a investimenti privati non intendono se stessi, ma i correntisti portati a supportare  la svendita del patrimonio pubblico. Semmai i padroncini interverrebbero in un successivo acquisto speculativo una volta che questi titoli siano divenuti carta straccia come non è probabile, ma praticamente certo. Davvero una bella pensata quella dei piani stratosferici fatti con i soldi degli altri, anzi con la vita degli altri perché è fin troppo ovvio che questi enormi sforzi di bilancio pubblico, in presenza dei trattati capestro europei e del pareggio di bilancio obbligatorio per Costituzione finirebbero, per eliminare il tutto il welfare residuale per arricchire ulteriormente un branco di pescecani in grande disagio quando si deve competere, quando si deve innovare o fare ricerca, ma a proprio agio quando si tratta di rapinare tutti con la complicità della politica di basso servizio .

Ora è chiaro che in un sistema informativo totalmente dominato da due imprenditori e dalle loro emanazioni politiche oltre che dai neocon americani, pieno di mercenari a chachet e di ilari incompetente a 360 gradi, ci si può anche illudere di dar da bere la storia del nigeriano all’uomo della strada. La cosa fondamentale però è che abbiamo una razza padrona che crede ancora ai feticci ideologici degli ’80 sopravvissuti in stato vegetale alle diverse crisi nonostante ogni evidenza. Uno di questi è che conta solo l’offerta e non la domanda, quindi occorre favorire solo la prima; una stupidaggine allo stato purissimo, priva di qualsiasi contenuto razionale, ma che allude solo a interessi politici. Di questa levigata ottusità è la strada che porta da una sola parte: quella del declino, anzi del disfacimento.

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Il coraggio dell’audacia

67738260-pegno-solitario-di-scacchi-davanti-alla-squadra-nemica-coraggio-e-audacia-concetto-con-pezzi-di-scacNegli ultimi trent’anni le mappe della politica sono profondamente cambiate e se ancora alla fine degli anni ’80 la definizione di destra e di sinistra era sufficiente a collocare topograficamente partiti e movimenti, ora questa indicazione è del tutto inadeguato alla descrizione del paesaggio politico. Non è che destra, centro e sinistra siano scomparsi, ma sono solo uno dei criteri da tenere in considerazione: ad essi vanno affiancati altre  coordinate che sono divenute prevalenti come per esempio quelle di forze di sistema  di opposizione o antagoniste o ancora quelle di governismo e di alternativismo, di appartenenza o di utilità, di radicamento o di opinione.

Se volessimo creare un algoritmo per dare un senso di base a una battaglia politica delimitata entro i confini angusti posti dalle oligarchie europee e dalla posizione internazionale del Paese potremmo dire che l’area di sistema è un fattore zero e il governismo un valore di 0,1: il primo annulla qualsiasi moltiplicando, mentre il secondo ne riduce le potenzialità di un fattore 10: quindi destra o sinistra qualunque valore abbiano sono riportate a zero e giacciono indifferenziati sulla carta a quadretti, oppure nel caso siano solo governiste riducono le differenze a valori così piccoli da non poter essere effettivamente distinti . Questo accade anche con le forze di opposizione che non contestando le basi del sistema, ma solo le sue modalità, subiscono la stessa sorte matematica, azzerandosi o decimando le proprie potenzialità. Solo le forze antagoniste mantengono intatto il loro valore iniziale anche se l’entità di quest’ultimo viene poi determinato da addizioni e sottrazioni come l’opinione, l’appartenenza, l’abitudine, l’area di clientela, la presenza mediatica e così via. Per fare un esempio ovvio diciamo che la destra berlusconiana x sistema x governismo dà come risultato lo stesso che si ha moltiplicando il centro sinistra per i medesimi fattori: ovvero politicamente zero il che è anche confermato dalla mobilità interna di questo grosso corparccione conservatore al contro. E questo vale per Leu e per tutti gli ectoplasmi comparsi in vista delle elezioni ad eccezione di potere al popolo che si presenta come unica formazione antisistema. Se vogliamo sottrarre il Movimento 5 stelle all’area di sistema, nonostante Di Maio, comunque non possiamo salvarlo dal governismo e quindi ad una decimazione delle sue potenzialità.

Certo se l’Italia fosse un Paese libero e sovrano l’algoritmo sarebbe radicalmente diverso, ma in queste condizioni abbiamo una sorta di insieme magmatico le cui differenze sono in gran parte immaginarie e non soltanto negli slogan, ma anche nel concreto, vedasi il capitolo sui diritti del lavoro o sull’immigrazione dove c’è stata una staffetta reale e un contradditorio solo verbale. Il fatto è che il governo del Paese è decentrato e avviene nella sostanza altrove, mentre il mondo politico nostrano non è altro che un’ombra cinese. Qualora se ne volesse una prova basterebbe leggere questo passo del Corriere: «C’è un aspetto poco sottolineato, nella campagna elettorale. I partiti hanno cominciato a mostrare maggiore consapevolezza sull’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea. Fino a qualche mese fa, sembrava che l’europeismo fosse scomparso dall’orizzonte. Silvio Berlusconi criticava le istituzioni di Bruxelles e proponeva una doppia moneta. Il M5S teorizzava un referendum per uscire dall’euro. La Lega martellava contro euro e Nato. Perfino il Pd renziano additava «i burocrati europei» che non concedevano maggiore flessibilità ai governi italiani in materia di spesa pubblica. Oggi, invece, l’adesione ai vincoli continentali è diventata quasi corale: anche se con qualche contorsione e, da parte di alcuni, strumentalità». I servi gioiscono per il fatto che nessuno contesta più il padrone, nonostante quest’ultimo goda ormai di una salute precaria e che di conseguenza abbia accresciuto il suo cinismo senile pur con speranze di vita assai meno prospettiche rispetto al passato anche recente.

Quindi da una parte abbiamo elezioni quanto incerte nei risultati e probabilmente prodromo di un qualche governo di unità o di emergenza, dall’altro abbiamo al contrario un panorama uniforme e piatto che rende del tutto indifferente l’impasto dei futuri governi i quali  non saranno comunque in grado di governare alcun processo e anzi finiranno per accelerarli con la loro inazione provocando un aumento drammatico delle disuguaglianze. Come ho avuto occasione di dire qualche tempo fa siamo di fronte a un voto così ininfluente rispetto alla realtà che forse vale la pena mettere nell’urna più che un segno di rassegnazione al presente, un seme per il futuro. Essere per una volta audaci invece che spaventati e proni è in fondo già un po’ di futuro.


Oxfam e il contrappasso delle Ong

oxfam-2-702x450Lo scandalo sessuale che sta travolgendo Oxfam e le Ong che ne fanno parte può colpire di sorpresa solo gli ingenui, i distratti degli aiuti umanitari o le vittime di un’informazione di potere intenta a costruire tabù: tanto che adesso non solo Medici senza frontiere, per mettere le mani avanti, ha denunciato 24 casi analoghi avvenuti al suo interno, ma l’ente britannico che controlla l’operato delle Ong ha dichiarato di ricevere ogni anno circa mille segnalazioni di abusi sessuali. Magari non è un caso che il vaso di Pandora si sia crepato proprio in corrispondenza di una delle associazioni umanitarie più lontana da interventismi geopolitici e forse più critica verso il sistema, ma l’abuso sessuale, certo, ma non solo è quasi inevitabile in organizzazioni che agiscono in un contesto nel quale l’occidente predatore sfrutta la fame o la necessità di cure mediche create in gran parte dall’opera di rapina, per acquisire maggio potere finanziario o geopolitico.

Abbiamo visto Ong come Save the children e altre organizzazioni “non governative” o no profit partecipare alla manovre militari della Nato, sappiamo di altre finanziate dal dipartimento di stato americano o da alcuni noti miliardari come Soros per operare sotto la copertura umanitaria o per armare i diritti umani. Non c’è alcun dubbio, al di là di ogni singola buona volontà che in questo contesto di predazione si inneschi anche la violenza sessuale che è appunto è la forma più primitiva e del rapporto sesso – potere, Si distribuiscono derrate alimentari e medicine per creare basi di appoggio, per sostenere governi amici che concedono risorse preziose a quattro soldi o per contrastare opposizioni fastidiose, per penetrare mondi e culture: non è una sorpresa che la metafora si possa concretizzare nei modi che sappiamo.

Però questa è solo una premessa: ciò che si rapina per poter mantenere in piedi la bulimia occidentale e dunque anche il sistema neoliberista che deve bruciare risorse così come Phileas Fogg doveva bruciare il battello per andare avanti, alla fine si paga. Magari in via indiretta e inavvertibile o non immediatamente collegabile: l’ossessione mercatista diventata mito e tormento per la quale bisogna essere sempre in piedi per produrre o per cui bisogna far crescere gli animali in fretta e senza malattie per poterli macellare quanto prima sta creando sotto i nostri occhi una tragedia sanitaria che ci colpisce direttamente. L’uso scellerato di antibiotici, compresi quelli di punta a causa della proprietà che hanno di stimolare la crescita, sta generando una resistenza batterica che già oggi è responsabile di 25 mila decessi all’anno nella sola Ue, mentre persino i rari farmaci a cui i batteri non sono ancora diventati immuni – vengono sprecati in maniera delittuosa: la maggior parte dei medici cerca di usarli in modo preciso e parsimonioso, ma molti allevamenti di bestiame li  aggiungono al mangime e all’acqua fornita a interi branchi di bovini, maiali o pollame: non per curare la malattia, ma per prevenirla. Una ricetta assolutamente perfetta per creare le resistenze batteriche e questo vale negli Usa per il 75% degli animali da allevamento cosa che stra trasformando il Paese in sorta di isola del dottor Moreau, ma anche in Europa non si ride: persino i polli vengono trattati con i fluorochinoloni, ossia una  delle ultime classi di antibiotici efficaci ed è recentissima la denuncia sul fatto che maiali e polli prodotti nel Regno Unito sono infettati da batteri super resistenti.

D’altra parte nessuno può tornare indietro: allevare normalmente, senza questi ausili, significherebbe essere fuori mercato visto che la quota di profitti della distribuzione e/o dell’ industria di trasformazione è ormai quella di gran lunga principale. Così fino ad ora  l’Ue ha vietato l’importazione di carne Usa prodotta con gli ormoni o per quanto riguarda i maiali con la ractopamina o i polli al cloro, ma non quella trattata con antibiotici, però è chiaro che se gli Stati Uniti dovessero avere successo nel piano di usare i trattati commerciali per abbattere la resistenza delle altre nazioni alle sue pratiche agricole anche qui sarebbe gioco forza replicare tutti gli eccessi d’oltre atlantico. Ma questo in un mondo retto dal profitto è comunque un esito praticamente certo: non dimentichiamo che il Ttip è stato sconfitto dalle popolazioni e non dagli oligarchi di Bruxelles che invece erano favorevoli.

Così oggi paradossalmente e quasi seguendo una legge del contrappasso, i farmaci che le Ong usano nel terzo mondo come merce di scambio sono più efficaci laggiù che non da noi dove i batteri hanno sviluppato resistenze sempre più alte. E dire che ci sono intere mandrie e greggi di mentecatti che attribuiscono all’immigrazione un oscuro ruolo di untori di malattie sconosciute e sinistre. Il che fa pensare che non tutti i batteri vengono per nuocere.


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