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Italia Macerata

trainiAnna Lombroso per il Simplicissimus

Tutti sanno chi è uno come il terrorista nero di Macerata, denominato bonariamente una balordo che ha vestito i  panni del vendicatore,  coi suoi tatuaggi, la testa rasata, mai conosciuto un lavoro se non quello di buttafuori – uno dei preferiti dal picchiatori, “vicino” a Casa Pound e Forza Nuova che si appresta a pagargli le spese legali, candidato della Lega in un borgo dove con tutta probabilità non hanno mai visto un migrante, che arriva solo terzo con il suo raid assassino dopo  Gianluca Casseri, anche quello inquilino di Casa Pound, che il 13 dicembre del 2011, in Piazza Dalmazia a Firenze, ammazzò due giovani senegalesi  con la sua 357 Magnum  e dopo che un altro minus habens di estrema destra massacrò di botte  Emmanuel Chidi Namdi, nigeriano, a Fermo, non molto distante da Macerata. E dopo casi meno plateali di rom dati alle fiamme, neri presi a  calci e pugni. Eppure. Eppure tutti sembrano sorpresi che un patetico folclore nostalgico e inoffensivo se non del buon gusto, si trasformi per “esasperazione” ha detto il giustiziere del sabato mattina, in azioni da commando neo nazista o da incursione ddel Ku Klux Klan.

Tutti sanno chi è Fiore, i suoi trascorsi sono noti anche se poco esplorati dalla stampa e pure i suoi propositi, sanno cosa è Casa Pound invitata come ascoltato interlocutore molto vivo alle feste della defunta Unità. Eppure gli si è data facoltà di candidarsi alle elezioni, vengono accolti con entusiasmo in formazioni che preludono a maggioranze plebiscitarie,   si lascia loro proclamare slogan, propagare negazionismo offensivo della storia e della democrazia e manifestare con i loro osceni simboli senza che magistrati sospetti di opache contiguità applichino le leggi vigenti, in attesa messianica di altre nuove e più severe, togliendo non solo la certezza della pena ma pure quella del diritto

Tutti sanno che gli immigrati non sono alloggiati in alberghi 4 stelle mentre i terremotati sono all’addiaccio, sanno che non è per colpa loro se è stata impoverita l’istruzione, collassano gli ospedali, il territorio è in rovina, che non ci sono alloggi a fronte di palazzoni incompiuti frutto di infami speculazioni. Tutti sanno che poveracci senza niente da perdere nemmeno carta di identità e l’identità stessa,  sono predestinati ai reati a cominciare da quello  di clandestinità, e a trasgredire: spacciano e rubano come i guaglioni delle stese, o la manovalanza bianca e cristiana della periferie milanesi, i ragazzi agli ordini degli Spada. Che si ci sono dei criminali tra loro che stuprano e non rispettano le donne. Eppure ci accontentiamo della leggenda secondo la quale  le  colpe degli ospiti molesti sempre e comunque più gravi  di quelle dei nativi in assenza dello ius soli,   sono originate da tradizioni patriarcali e da una religione incompatibile con la civiltà occidentale,    perché la tentazione ben autorizzata dall’alto è di cercare un capro espiatorio,   che ci esima da responsabilità e colpe,  compresa quella di  un eccesso di servitù volontaria.

Tutti sanno che non siamo italiani brava gente, che generazioni passate hanno accettato di buon grado le leggi razziali, qualcuno approfittando di insperati benefici per l’esclusione di “concorrenti sleali”,  e che la nostre ha accettato il bis sotto forma di Bossi. Fini. Eppure la frase ricorrente è, io non sono razzista ma i rom rubacchiano, gli ebrei sono i burattinai delle sopraffazioni bancarie, Etruria compresa, i nigeriani stuprano, le loro donne fanno le mignotte, i cinesi ci rubano i brevetti e danno da mangiare i gatti nelle loro trattorie dentro agli involtini primavera.

Tutti sanno che la paura che ci istillano ogni giorno del terrorismo venuto da fuori magari a bordo dei   barconi e quella ancora più autorizzata dei barbari che ci espropriano di beni e identità è la fake più popolare, originata dalla necessità per l’impero di limitare diritti, garanzie, conquiste, libertà e la molesta democrazia. Eppure diamo retta a chi propaganda lo stato di necessità che deve costringerci volontariamente alla rinuncia e all’abdicazione di sovranità e dignità di popolo e di cittadini.

Tutti sanno che il buonismo altro non è che un modo pe essere diversamente cattivi, sfruttatori, trafficanti e speculatori sulla disperazione e il bisogno, perché è preferibile la carità alla solidarietà e la compassione all’uguaglianza. Eppure si dà  retta ai dati farlocchi sull’invasione e sulle conseguenti penalizzazioni per gli italiani, soprattutto quelli che gli immigrati li sfiorano scansandosi quando chiedono l’elemosina, che non regolarizzano le badanti, che si lamentano del prezzo delle arance e dei pomodori, che tanto Rosarno è lontana. Quelli che per aiutarli a casa loro guardano di buon occhio le fattivemissioni umanitarie neo coloniali, la fertile cooperazione allo sfruttamento in soccorso di despoti locali, irridono come ridicole utopie i corridoi umanitari e dicono sissignore all’Ue, sia mai che a qualcuno venga in mente di esigere  la sospensione di capestri immondi in cambio di dignitosa e civile accoglienza.

Si, tutti sanno tutto, come sapevano  i nostri connazionali degli scandali a copertura dei quali era stato ammazzato Matteotti, di cosa facevano i nostri eroici combattenti ai danni delle faccette nere,  delle delazioni del vicino di casa,   come sapevano i tedeschi che quelli non erano campi di lavoro ma le sedi deputate, se lo sapevano i deportati israeliti, rom, politici, matti o gay, gli altri dagli ariani insomma che come tutti conoscevano il loro tragico destino e come lo sapevano quelli che vedevano passare i treni o  le nazioni sottomesse  teatro di rastrellamenti, esecuzioni e razzie.

Tutti sapevano e tutti sappiamo. Eppure ci nascondiamo che il silenzio, l’omissione della verità, la sorpresa quando il bubbone esplode e schizza il marcio sono al servizio di un  regime sovranazionale che vuole la nostra resa e la nostra complicità, come succede quando una famiglia mafiosa chiede un atto di fedeltà ai nuovi arrivati, un ammazzamento sanguinoso magari di un innocente per ottenere la sottoscrizione del patto di morte,  la conferma della cieca ubbidienza.

Eppure abbiamo un destino analogo, noi e i rom, gli ebrei, di allora e i neri di oggi, se l’intento è quello – e lo sappiamo in tanti –  di creare una popolazione di schiavi ubbidienti nei quali   tutti siano tutti ugualmente vittime ma resti a noi il dono tossico di sentirci  razza bianca,  civiltà superiore autorizzata di tanto in tanto al compito id carnefice.

 

 

 

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11 responses to “Italia Macerata

  • Anonimo

    Gli stranieri una sicura risorsa per il Paese Italia ?

    Non tutti:

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  • jorge

    Ex-grege Lombroso, ma in che mondo vive ? o forse vuole infondere un pò di gioia in Anonimo, ultimamente un po preso di mira ? La comprendo solo se mossa da questo benevolo sentimento..

    tutti i paesi capitalisticamente molto avanzati sono imperialisti, le posterò a breve tutti i posti dove le nostre forze armate proteggono oggi risorse usate dai maggiori trusts italiani, ovviamente in ragione della quota di partecipazione italiana ai contingenti internazionali guidati dalle potenze maggiori

    Comincii già ad informarsi in rete, comunque,,, e non gioisca troppo Anonimo, nelle nostre tasche di comuni italiani non ne entra assolutamente niente, paghiamo solo le spese militati con le tasse

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    • jorge

      tanto per iniziare, nel libro «La guerra del petrolio» (Editori Riuniti), l’autore, Benito Li Vigni, entrato all’ENI con Mattei e rimasto nel gruppo fino al 1996, ricoprendovi posizioni di grande responsabilità, a proposito di Nassiriya scrive: “”La presenza italiana in Iraq, al di là dei presupposti ufficialmente dichiarati, è motivata dal desiderio di non essere assenti dal tavolo della ricostruzione e degli affari. Questi ultimi riguardano soprattutto lo sfruttamento dei ricchi campi petroliferi”

      Si deve poi aggiungere che Francia Germania e Russia, contrarie alla guerra contro Saddam, hanno perso ingenti contratti e non solo petroliferi già sottoscritti, è l’Eni ad essersi espansa piu di quel poco che non fosse già presente…..

      Italiani brava gente…alla vigilia della guerra del Golfo il Governo italiano inviò nel Golfo Persico cacciabombardieri multiruolo Panavia Tornado IDS appartenenti al 6º, 36º e 50º Stormo nell’ambito dell’Operazione Desert Shield, per l’occasione rischierato negli Emirati Arabi Uniti presso l’aeroporto di Al Dhafra…. ricordate i morti civili in iraq,,? Per la Lombroso è robetta,,,

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    • anna lombroso

      trurts italiani? imperialismo nostrano? esercito italiano che protegge interessi nazionali? io non sarò informata e dunque per carità mi informi in modo che anche io insieme a lei possa euforizzarmi per le magnifiche sorti del capitalismo mede in Italy con marchio doc invece di lamentarmi perchè perfino in quello siamo servi assoggettati genuflessi e i nostri tycoon si accontentano dlele briciole.. e la manina della provvidenza non fa arrivare niente a noi

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  • Anonimo

    “Eppure diamo retta a chi propaganda lo stato di necessità che deve costringerci volontariamente alla rinuncia e all’abdicazione di sovranità e dignità di popolo e di cittadini.”

    Sta cosa è già successa con l’ingresso nella zona euro, cioè ca. 17 anni fa…forse la Lombroso non se ne è accorta … questa non vorrebbe essere una polemica, è una constatazione.

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  • jorge

    Minniti sembra l’altissimo stratega (sentire i suoi interi discorsi), poi c’e questa totale mancanza di controlli.

    In una certa misura il non controllo al potere gli va bene, può sfruttare le cose incresciose che avvengono per istigarci a litigare tra di noi, vengono aizzati i razzisti, ora quelli che intendono la solidarietà agli immigrati come supporto al loro sfruttamento da parte di padroni e non come interraziale lotta di classe ed opposizione all’imperialismo anche italiano che devasta i loro paesi lontani

    Anche il simplicissimus denuncia l’imperialismo americano, ma mai quello italiano a favore delle nostre grandi banche ed imprese, egli è cosi corrivo al nostro imperialismo che lo descrive sempre come un aiuto che nato o francesi estorcono alla nostra classe politica a loro subalterna, insomma il classico italiani brava gente

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    • anna lombroso

      ma cosa dice? le pare che l’Italia sia uno stato imperialista? appena appena fa qualche tentativo coloniale.. L’impero oggi è ben altro e anche il suo totailitarismo del quale tante volte abbiamo parlato. L’Italia applica codici e elementi alla cui predisposizione non ha nemmeno partecipato

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      • Anonimo

        SACROSANTE PAROLE…quanto meno se relative alle classi subordinate in senso lato: ca. il 65% degli italiani.

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      • jorge

        Ex-grege Lombroso, ma in che mondo vive ? o forse vuole infondere un pò di gioia in Anonimo, ultimamente un po preso di mira ? La comprendo solo se mossa da questo benevolo sentimento..

        tutti i paesi capitalisticamente molto avanzati sono imperialisti, le posterò a breve tutti i posti dove le nostre forze armate proteggono oggi risorse usate dai maggiori trusts italiani, ovviamente in ragione della quota di partecipazione italiana ai contingenti internazionali guidati dalle potenze maggiori

        Comincii già ad informarsi in rete, comunque,,, e non gioisca troppo Anonimo, nelle nostre tasche di comuni italiani non ne entra assolutamente niente, paghiamo solo le spese militati con le tasse

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  • dani2005dani

    E’ manipolazione pura “consentire” agli indigeni di sentirsi superiori. E’ successo OVUNQUE, soprattutto quando i PADRONI, per motivi notissimi, imbarcavano manodopera a basso costo (gli indiani a metà del secolo XIX, portati come schiavi nelle ludica Inghilterra), serve al controllo e a distrarre l’attenzione dai VERI CATTIVI (i padroni di cui sopra). Sono bravi a manipolare, LeBon aveva ben spiegato come fare.

    Poi ci sono le elezioni, i social media, i media e basta, a fare ancora più confusione, mai chiarezza. Tutti urlano insieme e nessuno ascolta.

    Il nigeriano aveva la fedina penale sporca e la polizia italiana lo sapeva, ma non ha controllato, non ha espulso o incarcerato.

    L’italiano era noto alla polizia italiana, un idiota violento e manipolabile che però aveva una pistola. Poco controllato pure lui.

    Pamela, la vittima, una diciottenne con gravissimi problemi di droga, tanto da fuggire sempre da ogni comunità di recupero. Anche qui poco controllo.

    Il minimo comun denominatore pare la mancanza di controllo, che non è quella greve da distopia ma quella sottile della democrazia.

    Disinteresse, direi. Se fosse successo in altri tempi e magari da un non nero, la sua morte qualcuno l’avrebbe definita coem “se l’era cercata”.

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