La paura è una di quelle emozioni che spesso sa nascondersi e si traveste in mille modi per non apparire tale. A volte prende la forma di razionalizzazioni precarie, in altri casi di fede in notizie piuttosto incerte o per la maggior parte delle persone si fissa nell’incredulità che qualcosa di terribile possa davvero accadere. Così si sta diffondendo un certo ottimismo sul fatto che l’arma atomica, l’unica che potrebbe salvare Trump dalla figura del perdente, non verrà comunque usata, anche grazie al fatto che le forze armate statunitensi sono restie a questa opzione. Ho anche letto che il capo di stato maggiore delle forze armate, Dan Caine, appena entrato in carica, come sostituto di Charles Brown, licenziato in tronco dalla Casa Bianca forse per la poca disponibilità verso l’aggressione all’Iran, avrebbe negato a Trump i codici nucleari. Il che mi suona piuttosto strano visto che il presidente è il capo delle forze armate, i codici dovrebbe averli proprio lui e al momento non è legato da alcun obbligo formale di approvazione da parte del Congresso o di altri organi militari per usare la bomba.

Possiamo davvero credere che Tel Aviv pensasse che uccidendo l’Ayatollah Kamenei e varie altre autorità del regime la popolazione si sarebbe ribellata e avrebbe instaurato una democrazia di tipo liberale o forse avrebbe chiesto il ritorno dello Scià, o chissà che altro? No di certo, queste fesserie le puoi raccontare a Trump o a qualche idiota uscito da Yale o Harvard, con illuminanti carriere nel football e nelle bevute omeriche, ma non certo a persone, magari moralmente indecorose, ma comunque dotate di un minimo di intelligenza. Nessun cambio di regime è mai avvenuto per sola via aerea, nemmeno in Siria e in Libia dove sono state le truppe terroristiche al soldo dell’Occidente a fare tutto il lavoro e questo non era nemmeno immaginabile in Iran. Ma gli israeliani non potevano nemmeno pensare di spuntarla in un duello missilistico, come quello della guerra dei 12 giorni, in cui era assolutamente certo che a un certo punto Usrael avrebbe esaurito le munizioni, come è puntualmente avvenuto. Una semi vittoria sarebbe stata possibile solo azzerando la risposta di Teheran, ma questo era ed è di fatto inattuabile visto che l’Iran con le sue postazioni sotterrane o mobili e i suoi comandi decentrati è poco vulnerabile a tali attacchi che infatti si sono rivolti prevalentemente verso la popolazione civile. E non posso nemmeno credere che a Tel Aviv non si fosse pensato alla chiusura dello stretto di Hormuz, che è in effetti l’arma più micidiale in possesso dell’Iran.

Insomma gli esiti di questa guerra erano più che scontati e l’insistenza di Netanyahu nel volerla condurre a tutti i costi, non è pensabile se non ipotizzando che lo scopo ultimo era quello di mettere Trump in una trappola così stretta da indurlo a voler distruggere l’Iran a forza di atomiche e quindi azzerare il nemico di Israele in Medio Oriente. Naturalmente non si tratta di sganciare una singola bomba, perché questo non risolverebbe nulla, ma decine e decine, avvelenando l’atmosfera in tutto il pianeta. E probabilmente, nelle ultime tre settimane The Donald, finalmente folgorato dalla verità, deve aver ricevuto questo invito esplicito da parte di Tel Aviv: si spiegherebbe così la frase sul ritorno dell’Iran all’età della pietra o altre amenità come “un’intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita”. In effetti l’unica spiegazione possibile per l’aggressione all’Iran è che Netanyahu ha costruito una trappola per spingere Trump a questo passo fatale. Abbiamo insomma due pazzi di cui uno goyim rincoglionito, ricattabile, patologicamente narcisista, praticamente un ritratto della nazione che guida, e un sionista cinico e immorale. Naturalmente se la paura di apparire perdente non fosse sufficiente a spingere Trump verso l’opzione nucleare o trovasse eccessive resistenze nella governance statunitense, si può sempre organizzare una Twin Tower 2, replicando un attentato che in effetti ha dato inizio all’assalto Usa al Medio Oriente, con Israele quale unico beneficiario finale.

Magari mi sbaglio e l’obiettivo ultimo è “solo” quello di provocare un inverno economico planetario per le ragioni illustrate ieri , tuttavia il fatto che la Cina, di solito così prudente, si sia spinta a dichiarare che un attacco atomico all’Iran significherebbe la scomparsa di Israele, mi spinge a credere che l’ipotesi nucleare sia effettivamente in campo.