L’aggressione all’Iran ha avuto un risvolto amaro per l’Europa dei guerrieri volenterosi: gli Stati Uniti hanno consumato talmente tanti armi che quelle destinate all’Europa arriveranno con mesi se non anni di ritardo rispetto ai contratti già firmati. Questa notizia ovviamente non è ufficiale, serpeggia tra le cancellerie, ma non viene alla luce nella sua drammaticità globale. Alcune singole notizie trapelano, ma si fermano sempre al di sotto della massa critica necessaria a dare un quadro generale: il 15 aprile, il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha dichiarato che la consegna di “centinaia di missili” per il sistema di difesa aerea Patriot all’Ucraina, concordata tra Berlino e Kiev, avverrà nell’arco di quattro anni; il 17 la Reuter ha annunciato che la consegna di alcune armi ad alcuni paesi europei sarebbe stata posticipata; il 21 il ministro della difesa Estone ha dichiarato che gli Stati Uniti avrebbero sospeso le consegne di munizioni all’Estonia fino alla fine della guerra Iran-Iraq e lo stesso ha detto il ministro della Difesa Lituano. Sempre il 21 aprile il Pentagono ha annunciato che avrebbe ordinato ulteriori missili intercettori Patriot e Thaad, ma solo per le forze statunitensi, non per gli alleati. È saltata a tempo indeterminato anche la consegna di 400 missili Tomahawk al Giappone.
La sospensione riguarda anche armi meno sofisticate, come gli anticarro Javelin e dimostra fino a che punto le riserve americane siano state intaccate dall’aggressione all’Iran e naturalmente pone un problema gravissimo a quei Paesi, soprattutto quelli confinanti con la Russia che hanno svolto da quattro anni a questa parte un ruolo di provocatori, ma che adesso potrebbero trovarsi disarmati. Nel corso di un’audizione al Parlamento europeo il 20 aprile, il Commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius, ha dichiarato che l’Ue si rifornisce di armamenti fino al 40% dagli Stati Uniti, soprattutto di armi di difesa tra cui figurano i missili Patriot che non essendo poi molto efficienti vengono consumati a un ritmo spaventoso. Secondo le sue dichiarazioni, gli Stati Uniti hanno bisogno di almeno tre o quattro anni per ricostituire le proprie scorte di armi consumate negli attuali conflitti militari. Pertanto, il Commissario europeo ha ribadito il suo appello agli Stati membri dell’Ue affinché sviluppino con urgenza le proprie industrie della difesa. Ma anche fosse, gli anni si moltiplicano.
Data l’incertezza che aleggia sulle future forniture di armi americane all’Europa, alcuni Paesi, stanno già rivolgendo la loro attenzione al Giappone, un nuovo fornitore che si sta gradualmente affermando nel mercato globale delle armi. Il 21 aprile, il governo giapponese ha approvato una decisione per rivedere i cosiddetti tre principi per il trasferimento di equipaggiamento militare a Paesi terzi. Ciò ha di fatto eliminato le restrizioni sulle esportazioni di armi giapponesi, comprese le armi offensive. E naturalmente, sebbene l’Ucraina non figuri nell’elenco delle nazioni abilitate a ricevere armamenti dal Sol Levante, sta scalpitando per ottenere qualcosa che l’Europa non gli può più dare, ma anche i Paesi baltici e la Polonia ormai stanno insistendo con il governo giapponese e con gli zaibatsu Toshiba e Mitsubishi per avere armamenti. Pure la Svizzera si appresta ad avere un ruolo di fornitore, sebbene tra qualche mese ci sarà un referendum per non allentare le restrizioni che il Paese a suo tempo si era dato quale Paese neutrale e che erano state cancellate l’anno scorso.
Tutto questo, al di là di qualsiasi considerazione, dimostra che la Nato non è in grado di condurre guerre su più fronti e forse nemmeno su uno.


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Intanto sul web cominciano a circolare molti di questi commenti a supporto di quanto scrive il giornalista Gilbert Doctorov.
Vero, faso? Giudicate voi.
“Putin sta deliberatamente rallentando questa guerra per non interrompere i flussi di reddito dei suoi amici oligarchi. I profitti dei suoi amici oligarchi sono sempre stati di fondamentale importanza per Putin. Questo è un fatto che qualsiasi osservatore onesto che conosca la Russia deve ammettere, almeno a se stesso, a questo punto.
Putin sta cercando di bilanciare le entrate ininterrotte dei suoi amici oligarchi con la necessità di spese per l’economia di guerra, e sta cercando una “soglia” oltre la quale la Russia possa presumibilmente continuare il conflitto indefinitamente senza intaccare i profitti dei suoi amici. Nel frattempo, i paesi dell’UE che hanno investito l’Ucraina, in particolare la Germania, hanno apertamente convertito le loro economie alla produzione bellica. Questo può sembrare comico ora, ma non lo è; la punta di diamante della guerra moderna sono i droni autonomi a basso costo e usa e getta, e poiché Putin si rifiuta di far rispettare le sue stesse linee rosse, nessuno nella NATO prende più sul serio le minacce russe.
Solo due anni fa gli attacchi con droni ucraini sul territorio russo erano rari ed eccezionali. Ormai sono costanti e di routine, e i chihuahua baltici, la Polonia e la Finlandia, non tentano nemmeno di negare di permettere che il loro spazio aereo venga utilizzato per attaccare obiettivi russi. Perché dovrebbero? Sanno che Putin non farà nulla.
L’obeso chiacchierone Martyanov continua a blaterare di rapporti tra uccisioni e morti, come se il numero relativo di morti russi rispetto a quelli ucraini avesse più importanza ora di quanta ne avessero il conteggio dei cadaveri in Vietnam, Corea o sul fronte orientale durante la Seconda Guerra Mondiale. Il fatto è che Putin non vuole vincere, perché vincere richiederebbe di prendere provvedimenti che metterebbero a repentaglio i margini di profitto dei suoi compari oligarchi, e lui pensa di poter andare avanti così all’infinito. Si sbaglia.
Finché Putin non verrà rimosso o privato di ogni controllo sulla SMO, la Russia non vincerà.”
Cagliostro, ma tutte queste notizie controcorrente da dove li prendi? Un milione di morti tra i russi e funzionari russi che fanno affari.
Non ci posso credere.
Tu puoi credere a chi vuoi, se non ti soddisfa cosa pubblico puoi sempre non leggerlo.
Me ne farò una ragione,
il fatto che gli psichiatri stiano zitti, che non possano o vogliano spiegarci o metterci in guardia da certe psicopatie manifeste dei nostri politici, incluso il paraculismo e la autoassegnata intoccabilità divina, è la prova ennesima di come la narrativa sia del tutto costruita ad arte.
un caro abbraccio alle pecore nere e a tutti gli animi onesti
Nato? Morto!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
L’europa è un continente morto, energivoro, saprofita che mangia piu’ di quel che produce, praticamente morto ed una guerra nucleare equivarrebbe a bombardare un cimitero. GliUsa son dei mostri acefali che ingrassano sulla materia biologica che fagocitano e non danno sviluppo etico e morale al resto del mondo, in fuga da costoro. un mostro dalle sette teste che alfine si recidono tra di loro. Israele, una tenia che devasta il medioriente sin alle propaggini italiche. i politici italiani, son un disturbo compulsivo che si nutre di carne vergine, fosser anche agnelli sacrificali. Gli italiani: il popolo che non esiste. Solo bande criminali siculo, campano, calabresi, lombarde-
Pap’, ho fame. Tieni la pappa. Mamma, ho fame. Tieni la tetta. mami, manca lo zucchero! Eco, ‘sti viziatacci han ora il babbo morto e la mami nella tomba. Questi son i nostri figlioli, condannati a morte da se stessi.
Provocatori, il buon senso dice che hai provocatori bisogna spaccargli il naso,
Cosa che la Russia si guarda bene dal farlo,
Normalmente un provocatore bisogna renderlo innocuo, non rifornirlo di energia acciaio e uranio, tutti prodotti che rendono il provocatore più determinato nelle sue provocazioni.
La russia è prudente. Ha lasciato 25 milioni di morti nelle fauci dei lupi padri degli attuali Usa, nethaniau, meloni…
Si, tutto vero tutto giusto, ma non possiamo negare la riluttanza di Putin nel contrastare un aggressione ad opera degli euroameri_cani che sta costando, tra morti disabili e feriti molto probabilmente più di 1 milione di vittime, senza contare la costante presenza di un numero considerevole di droni che colpiscono giornalmente le truppe impedendogli di avanzare, e non contiamo poi i droni che colpiscono quasi giornalmente città e depositi di carburante anche a distanze ragguardevoli, si parla di 1800/2500 km dal confine,
Il tutto per consentire al consulente economico personale di Putin, kirill Dmitriev, di fare “affari vantaggiosi” con la cerchia di Trump,
Auguri russi, mal voluto non è mai troppo.
Contenti voi.
Si si tutto vero, ma il fatto che tra morti e feriti in quella che Putin chiama azione di polizia tra morti, invalidi e feriti si raggiunge quasi, ottimisticamente, un milione di vittime,
Oggi i resoconti di guerra, raccontati dai russi, parlano che gli ucraini attaccano i soldati russi con sciami costanti di droni causando migliaia di vittime e impedisv per l, oltre ai droni che colpiscono a 1800/2500 km oltre il confine, e il tutto grazie alla “nato”
Convinto di non averlo inviato,