Alla fine Trump ha dovuto prendere atto che l’Iran non si è fatto intimorire dall’elefante imbizzarrito ed è stato costretto a prolungare unilateralmente la “tregua” che secondo le sue parole, troppe e stupide parole, come quelle di un adolescente che dovrebbe prendere tonnellate di Ritalin, Teheran sarebbe stata costretta a chiedere. Ovviamente è stato il complesso militar – genocida di Usrael ad averne avuto assoluto bisogno avendo esaurito sia le armi di attacco che di difesa ed essendo costretto a rimpinguare gli arsenali che si stanno esaurendo a vista d’occhio. Tregua indefinita, poi no, di 5 giorni, poi chissà, ma tutto fa pensare che alla fine un attacco ci sarà, anche se non si capisce bene a cosa possa servire, visto che di certo non si potranno piegare gli iraniani usando un quantitativo di armi inferiore a quello del colpo iniziale. Specie dopo il fallimento totale della missione per rubare l’uranio arricchito iraniano e mentre si sta cominciando a vedere il bluff della “chiusura” del golfo di Oman da cui passano tranquillamente i cargo iraniani. L’unico scopo apparente di un secondo attacco è quello della distruzione di molti altri impianti petroliferi in tutti gli Stati del Golfo, come conseguenza della risposta iraniana che causerà dunque una penuria planetaria di carburanti, elettricità, fertilizzanti e sostanze chiave per l’estrazione mineraria.
In pratica un secondo attacco non sembra avere alcun senso. A meno che non sia proprio la distruzione della produzione energetica l’ obiettivo dei poteri che si nascondono dietro Trump e le sue performances teatrali quotidiane. Riprendo il post di qualche giorno fa, La teoria del caos, nel quale supponevo che proprio la distruzione di una larga fetta di economia planetaria sia lo scopo ultimo delle oligarchie finanziarie, nordamericane in primis, ma occidentali in genere. Che insomma questa guerra insensata sia una specie di pandemia 2 , dove i missili prendono il posto dei virus, nell’interrompere le catene commerciali. Ormai circola troppo denaro fasullo, completamente avulso dalla produttività e dai salari, per poter sanare la situazione in modo classico, troppo alto il debito Usa che ne consegue per essere ripagato e soprattutto troppa incertezza del sistema per attirare come prima gli investimenti in buoni del Tesoro su cui gli Stati Uniti sono campati decenni, potendosene ampiamente fregare delle teorie economiche neoliberiste, nel frattempo imposte con la pratica mesmerica dei media padronali, raggiungendo un debito complessivo pubblico – privato che supera il 500 per cento del Pil. Questo spettro era già apparso chiaramente nella crisi del 2008, del resto mai superata, ma siccome il vizio finanziario era divenuto compulsivo, anzi strutturale, non solo non si è posto alcun rimedio, ma si è persino spinto sull’acceleratore e la situazione si è aggravata fino al punto di non ritorno. Così, come un giocatore di biliardo che sta perdendo e tenta la smazzata decisiva, il potere grigio che accompagna come un’ombra i milieu politici, sta scommettendo proprio su una crisi epocale che cambi le regole del gioco, compreso quello democratico.
Obiettivi che non possono essere raggiunti in una situazione, per così dire, normale, possono invece essere a portata di mano di fronte all’emergenza non solo economica, ma persino alimentare. Come negli anni ’70 si è passati dal sistema aureo a quello cartaceo, ora si passerà alla moneta digitale che è tutto il contrario di ciò che è apparsa in un primo momento, cioè una liberazione dalle divise fiduciarie e, con buona pace degli ingenui, permetterà un controllo totale sui beni, sulle operazioni, sui consumi dei sudditi, sui loro movimenti, sui loro comportamenti. Ma naturalmente tutto questo sarà molto più misero di prima perché ci sarà un impoverimento generale che il sistema metterà in conto non a se stesso, ma all’Iran.
Naturalmente tutto si svolge come in un gioco di scacchi tridimensionale in cui ogni pedina percepisce soltanto due delle coordinate: anche il Re conosce solo in parte la sua posizione e agisce come se fosse una normale partita, ma rischiando di essere sconfitto anche in quella. A mio giudizio però questa sorta di Armageddon economico con cui il sistema tenta di salvare se stesso è destinato a fallire i suoi scopi e si riverserà su chi lo ha ideato, proprio perché all’America manca quella potenza materiale e intellettuale che in passato ne ha determinato il successo e di cui si è disfatta in cambio di una ricchezza nominale. e parassitaria. Altri ne prenderanno il posto dopo il tentativo di imporsi con la distruzione.


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In Italia dobbiamo chiudere le vie pubbliche al traffico auto, risolvendo costo carburante, smog e rumore, traffico. Dovremmo riscoprire i progetti dei costruttori di carri e calessi, una volta in voga in quel di Castano primo, le mercedes di legno di robinia, indistruttibili. poi, le ragazze sarebbero liete di cambiar mestiere, da donzellette che vengon dalla campagna, invece di esser le escort dei calciatori e loro magnaccia. In quanto agli asini, avremo anche le riserve: abbondanti, ne avremmo l’imbarazzo della scelta, solo pescando nei tanti, troppi uffici comunali. Meglio usare gli ex vigili, in quanto ferrati, in circolazione urbana…
Che Trump sia quel che sia, non ci esume dal salire sul carretto di Lucignolo e l’Uomo di Burro, o mozzarella…