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Con Landini tornerà la politica?

Conferenza stampa della FIOM per avviare i necessari confronti e definire le iniziative a difesa della Carta CostituzionaleCos’è una coalizione sociale? Il tentativo di Landini di creare un’opposizione dal basso che solo in un secondo tempo potrà divenire “una massa politicamente rilevante”, come dice Rodotà, è tutta concentrata su questa domanda, sulle risposte che verranno date e sulle azioni concrete che da esse si svilupperanno. Dato per scontato che Landini  – per combattere la deriva oligarchica – non può inoltrarsi a passo di corsa in una palude politico -istituzionale nella quale finirebbe per imbarcare ogni tipo di opportunismo e trasformismo con il concreto pericolo di diventare una copertura a sinistra per il renzusconismo, ma che non può nemmeno fermarsi alla protesta referendaria, sistematicamente elusa e disattesa dal potere, va anche detto che il significato di coalizione sociale non può esaurirsi certo nella formula zagrebelskyana, ma condivisa da molti  di “collaborazione organizzata di molti soggetti attivi nella società”.

Questo può essere solo il punto di partenza, ma è del tutto evidente che un collegamento efficace tra le tante opposizioni sociali esplicite o incipienti, organizzate o allo stato nebuloso, non può prescindere da un’idea politica forte, chiara, senza punti in ombra, insomma da un orizzonte collettivo dove le singole idee, iniziative, interessi acquistino un senso che va al di là dello scopo specifico e del particulare. E che non faccia sconti ai feticci mercatisti e monetari. Pensare di  costruire un’opposizione sociale semplicemente mediando e aggregando in un precario equilibrio diversi mondi, credendo che per far questo occorra meno politica, è una strada senza uscita cole le tante intraprese e fallite. Un’illusione che nasce all’interno della liquefazione sociale liberista, che così verrebbe presupposta e non combattuta . La stessa che ha provocato la fiammata del M5S, ma che non ha consentito al movimento essere una diga contro le spinte autoritarie ed eurodirette, finendo per diventare allo stesso tempo un magmatico aerosol di buone intenzioni e una spa controllata al 100% da Grillo e Casaleggio.

Solo un’idea vigorosa e non debole di società e di futuro può conciliare i diversi interessi e mondi che si oppongono di volta in volta al declino della democrazia, dell’economia, del Paese, del territorio, della corporazione, dei diritti, del lavoro, del welfare, tutti in gran parte indotti dalla governance continentale e per il resto frutto della corruzione endemica delle varie caste. Ciò che Landini dovrebbe cercare di fare non è tanto la raccolta delle variegate e sparse opposizioni extra istituzionali che sono solo la punta dell’iceberg di un vasto patchwork di protesta, quanto letteralmente quella di trasformarle in opposizioni sociali, vale a dire in un insieme che opera per qualcosa e non contro qualcosa, in vista di una concezione globale e non di uno scopo ridotto e specifico secondo le istruzioni di funzionamento del liberismo atomizzatore di persone e destini, grande occultatore di cause e di effetti e negatore della società in quanto tale.

Può darsi che un’idea forte e priva dei bilancini alchemici di cui è vissuta la politica italiana possa allontanare quella frangia di contestazione ignava, ma è anche l’unica strada per dar vita a qualcosa che possa somigliare, per esempio a Podemos, a un movimento cioè che prende atto dell’esistenza di un nuovo soggetto sociale di cambiamento e si presenta come rappresentante dello stesso. L’esperimento Landini è solo un inizio, naturalmente. Ma almeno è un inizio e non reperto del passato. O almeno si spera.

 

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8 responses to “Con Landini tornerà la politica?

  • Roberto Casiraghi

    Concordo con lo spirito di kthrcds ma non con la lettera. Ci sono paesi UE che non hanno adottato l’euro come Regno Unito, Svezia, Danimarca, Bulgaria, Croazia, Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Ungheria e che però sono altrettanto sottoposti all’implacabile logica dei trattati UE e a quella della lotta di classe alla rovescia. Non parliamo poi del fatto che sono proprio i paesi senza euro e con piena sovranità monetaria, come gli Stati Uniti, ad essere i più immersi nella fase di lotta di classe al contrario e non da ora! Del resto, a cosa serve la stessa sovranità monetaria se poi tutti i paesi sono imbrigliati da una fittissima rete di accordi (di cui il discusso TTPS è solo l’ultimo esempio) e la cui caratteristica meno appariscente ma anche più sostanziale è quella di sottrarre sovranità alle nazioni! Un paese che fosse davvero sovrano non sarebbe membro dell’UE ma neppure della NATO, del WTO, dell’OCSE, WIPO, UNESCO, FAO, WHO e di tutti gli altri innumerevoli trattati che con il pretesto di stringere legami politici, commerciali, culturali e militari fra le nazioni mettono cappi su cappi attorno al loro collo costringendole all’asfissia progressiva dei propri margini di manovra. E l’euro, in tutto questo processo, c’entra davvero poco.

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    • marco

      Vero, l’uscita dall’euro non basta.
      Resta comunque necessaria, oltre alla necessità di aprire un dibattito sull’opportunià di ridefinire l’adesione a tutte quelle organizzazioni, che hai correttamente elencato.

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  • kthrcds

    Per Landini “l’€ è solo una moneta”, ma la realtà è che l’€ è lo strumento principe della lotta di classe al contrario e finché Landini non comprende che l’€ obbliga alla deflazione salariale il suo ingresso in politica non servirà a nulla.

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  • Pensaci bene, Maurizio Landini « ilpicchioparlante

    […] molti l’ormai prossima coniugazione tra Landini e la politica potrebbe essere uno stimolo a quella sinistra che sta scomparendo dal panorama italiano, e che […]

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  • Ettore

    Che dire di questo post? Non saprei da dove cominciare e tanto meno dove finire. Alla fin fine è per buona parte scritto in un politichese che puzza tanto di quella finta sinistra che ci ha ridotti in questa condizione; in alcuni tratti di una superficialità od illusionismo tale da chiedersi se “ci fa o ci è”?!!
    Parto dalla mia esperienza di vita, di lavoratore che parla come se magna. Pochi mesi fa mi sono cancellato dalla CGIL; e dal sindacato una sola timida e flebile vocina mi ha frettolosamente detto che avrebbe voluto poi sapere il perché. Non si è più fatta viva, quella vocina. Allora, se dovesse servire, lo scrivo qui: mi sono cancellato quando ho scoperto che i 3/4 dell’affitto della locale sede del PD è pagato con i soldi del sindacato CGIL!!!! Nello stesso periodo, in quei giorni, sapete bene che legge sul lavoro veniva votata dal PD (intero, salvo alcuni che “facevano parte finta” o che la votavano per poi dire che lo si faceva perché, perché, perchè . . . e per non dire di quell’altro mostro che lor signori chiamano “slocca Italia”). Ora, ad un lavoratore con gli occhi aperti, piacciono i fatti semplici semplici, e questo episodio, insieme ad altri precedenti che non starò ad elencare, ti dicono semplicemente: BASTA A FARSI PRENDERE PER IL CULO. Se Landini è capace di fare qualcosa, vedremo e saremo ben lieti di dirgli bravo; diversamente “l’aerosol” è nella testa di tanti eterni apprendisti stregoni (stupidi o in malafede!).

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  • giovanotta

    Per i miracoli ci stiamo attrezzando, diceva non ricordo chi..
    Come hai sottolineato, è almeno un inizio, che non avrà vita facile – questo è sicuro (a cominciare dalla stessa Cgil)…
    Ma io ci credo, ho fiducia in questo ex operaio con la 3a media che con irruenza, generosamente anche se forse con non sufficiente calcolo dei rischi, ha battuto il pugno sul tavolo e ha detto basta!!
    Ma che altro deve succedere in questo paese per farci smuovere?? quante altre botte della polizia devono prendere i disoccupati, gli studenti, i precari, gli abitanti della Valsusa, i senza casa a Roma ecc. ecc.??
    Quanti altri e quali altri sfregi alla Costituzione dobbiamo sopportare??
    Per questo penso che dovremmo cercare (tutti quelli che sono più o meno da una certa parte della barricata) di dargli una mano, come possiamo, ognuno/a con le proprie capacità, disponibilità di tempo, cultura ecc.
    Se non riusciamo potremo almeno dire che ci abbiamo provato.

    (Dio è morto, Marx è morto – diceva Woody- e anche io non mi sento molto bene 🙂

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    • Roby

      No Giovanotta. Scusa, ma non ci siamo proprio,
      Sai quale risultato ha prodotto la dotta e illuninata guida della sinistra italiana, magistralmente interpretata nell’ultimo ventennio della prima repubblica da Enrico Berlinguer e Luciano Lama?
      L’operaio meno pagato d’Europa!
      Credi davvero che il tuo romantico urlatore con la terza media basti a convincere lorsignori a restituirci tutti i diritti tolti?
      Vogliamo condannarci ad un altro ventennio di speranze tradite?
      Il massacro sociale è passato attraverso l’azione complice dell’unico partito della sinistra italiana risultato vincente alle elezioni. Ti dice qualcosa?
      Landini dovrebbe aver letto la lettera aperta che Alberto Bagnai gli ha inviato. Se non ne tiene conto significherà che sarà, nella migliore delle ipotesi, soltanto l’ennesimo utile idiota del sistema. Utile a condensare gli ultimi irriducibili cocci della sinistra su un binario morto, funzionale al mantenimento dell’attuale indirizzo di governo del Paese, che è stato deciso in altri Paesi, Giovanotta.
      Forse, l’utilità di Landini potrebbe essere impersonificare il lanciatore del classico mattone che attraversa la vetrata dell’ufficio del mega-direttore-galattico della grande fabbrica… Ma dopo servono idee, cara.
      Possibilmente non le sue (di Landini).

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  • marzia

    Landini?

    Non è forse quello che NON VUOLE l’uscita dall’euro sennò “l’inflazione ci distrugge”?

    Non è quello che “il debito pubblico va pagato”, magari con le innovative proposte di “combattere l’evasione” o “alzare le tasse ai ricchi”..?

    Landini e la sua politica non sono reperti del passato, sono soltanto la veterosinistra dei sinistrati che non è mai passata, si è solo un po’ rincoglionita…

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