Secondo voci non confermate, ma insistenti e provenienti da varie fonti, l’Iran avrebbe acquistato e in parte ricevuto un lotto di 2000 missili ipersonici nordcoreani del tipo Hwasong 11 E, che potrebbero pesare parecchio negli scontri aerei che avverranno – ormai lo possiamo dire con una certa probabilità di prenderci – nei prossimi giorni o settimane. Il fatto cruciale non è tanto che questi missili siano ipersonici, anche gli iraniani ne hanno qualcuno – quanto nel fatto che essi sono dotati di un modulo planante che nell’ultima fase della traiettoria può effettuare manovre evasive e casuali che mettono in crisi i sistemi di calcolo delle difese. Già per aver una decente possibilità di abbattere un missile balistico ipersonico prima che arrivi sull’obiettivo occorrono almeno due o tre fra Thaad, Patriot o Arrow israeliani, talvolta anche di più, ma nel caso di una traiettoria del tutto irregolare, come quella mostrata nella foto di apertura, ne occorrono il doppio e comunque con una percentuale di successo ad una sola cifra e anche questa piuttosto piccola. Se poi i missili fossero due il problema non raddoppierebbe, ma quadruplicherebbe. Si tratta essenzialmente di un problema matematico che non ha per ora una soluzione.

In aggiunta questi missili sono montati su veicoli a 12 ruote che possono spostarsi facilmente ed essere dislocati su un territorio enorme, variando continuamente la loro posizione. Perciò se davvero l’Iran dispone di questi mezzi, potrebbe ben presto saturare le difese aggiuntive che sono state portate in questi giorni, nel teatro delle operazioni, raschiando il fondo del barile. In effetti si tratta di armi di deterrenza perché ad ogni distruzione sull’Iran corrisponderebbe una risposta che non può essere fermata e si profila come un rischio troppo grande per la flotta americana. La sola presenza di queste armi insomma dovrebbe scoraggiare gli attacchi, se non altro quelli su installazioni civili, perché potrebbero ridurre in cenere impianti petroliferi, raffinerie, dissalatori, industrie, sia in Israele che negli Stati del Golfo, senza che si possa realmente evitarlo..