Guerra e pace si inseguono di ora in ora seguendo le mattane di Trump e i listini di borsa: da anni ormai la morte e la distruzione sono diventati asset economici ai quali si interseca, per giustificarli in qualche modo alle opinioni pubbliche, una sorta di cornice che sta a metà tra la geopolitica e la teologia, mettendo in luce, come meglio non si potrebbe, la confusione e il degrado intellettuale che si è avuto negli ultimi decenni. Con un misto di orrore e di incredulità il conflitto mediorientale viene interpretato come l’adempimento di profezie bibliche, come una lotta cosmica tra il Bene e il Male, in cui Israele svolge il ruolo di strumento divino e l’Iran quello dell’Anticristo. L’impero americano si è trasformato alla fine in una sorta di universo disneiano, ossia paradossalmente in una specie di zoroastrismo manicheo di livello più che infantile. Il fatto che tutto questo avvenga durante l’aggressione a un regime considerato teocratico, esprime molto bene l’ipocrisia nella quale boccheggia lo squalo occidentale.
In tale contesto è fin troppo chiaro che le notizie, le dichiarazioni, le prese di posizione, non sono niente altro che propaganda, favole raccontate perché gli stremati americani o europei possano riprendere sonno: l’Iran, per la sola durata della tregua e del cessate il fuoco in Libano, ha riaperto lo stretto alle navi commerciali non appartenenti agli Usa o a Israele, secondo le rotte stabilite dalle autorità militari di Teheran. Insomma l’impero stragista, Usrael, è stato costretto a trattare e questa è chiaramente una sconfitta storica. Non parlo nemmeno del presunto blocco dei porti iraniani sui quali si basa la narrazione vittoriosa della Casa Bianca, perché esso non c’è mai effettivamente stato, visto che le navi americane devono tenersi a grandissima distanza per paura di essere colpite dai missili avversari, come del resto è accaduto più volte. Oltre al fatto che la Cina ha dichiarato che avrebbe considerato un atto di guerra il blocco delle proprie navi e gli stessi alleati forzosi degli Usa hanno fatto capire che non avrebbero gradito questa misura. Naturalmente lunedì prossimo o forse anche domani le cose potranno cambiare radicalmente perché è possibilissimo che questa storia della pace sia un inganno per rifornire di missili d’assalto gli aerei, ma in ogni caso in questi momenti d’attesa vorrei sfatare la balla che sento dire in giro da commentatori, politici e generali, secondo cui l’Iran ha vinto in una guerra asimmetrica. Asimmetrica un ciufolo: la battaglia si è svolta a suon di missili da una parte e dall’altra e alla fine Usrael si è trovata senza difese e senza vettori per colpire: gli americani hanno dovuto mandare i loro aerei nello spazio aereo dell’Iran e hanno subito perdite ingenti, soprattutto durante il tentativo di rubare l’uranio arricchito.
Nessuno dubita del fatto che gli Stati Uniti siano militarmente molto più forti dell’Iran, ma grazie ai cambiamenti avvenuti nella tecnologia militare questa differenza si è molto stemperata e un apparato da molte centinaia di miliardi di dollari è stato alla fine tenuto ben lontano dallo scenario della battaglia. Se a questo si aggiunge che Teheran ha il controllo dello stretto di Hormuz, è evidente che è l’Iran ad avere le carte in mano. Ma non è la sola sconfitta: il Qatar, secondo alcune fonti, avrebbe chiesto la restituzione del jet da 400 milioni di dollari regalato a Trump, mentre altre indiscrezioni sostengono che Doha voglia il ritiro delle truppe statunitensi dalla penisola. Altri paesi, come l’Arabia Saudita, hanno già dichiarato la loro intenzione di cercare protezione altrove, anziché negli Stati Uniti. In realtà gli Usa si sono dimostrati la pedina più debole nel contesto di un conflitto in cui l’Iran e Israele sono i veri contendenti: una sconfitta doppia, sia sul piano militare che geopolitico. Che dire? Forse sono appropriate le parole di George Conway, la cui moglie ha diretto la campagna elettorale di Trump nel 2016: “Sto riflettendo sul fatto che un idiota, un idiota psicotico, un imbecille capriccioso, ha completamente mandato in rovina l’economia globale”. Perché ormai il danno è fatto per tutti noi e per l’America in primis.


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L’impero di Nonna Papera! Ma senza saggezza di una vecchia nonna e neppure sano istinto naturale di papera!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Usrael avranno pure in rovina l’economia globale ma i colpevoli non li vedremo mai sulla forca !