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Cabaret

cabaretAlmeno ci si diverte. Per anni abbiamo aspettato che la politica cabaret di Berlusconi lasciasse il posto a qualcosa di più serio, ma non appena si è manifestato il declino dell’ex Cavaliere, lo spettacolo non solo non è terminato ma è diventato repertorio di tutti i protagonisti, mostrando come la satira di opposizione non alludeva ad un’altra politica, ma era invece la politica ad alludere alla satira.

Ed è per questo che gli ultimi giorni di campagna elettorale rassomigliano a una specie di teatro di rivista e fanno rivivere la stagione del Male a chi ha abbastanza anni da ricordarla. Di certo non può essere vero che l’Unità titoli “La sinistra cambierà l’Europa” per poi accorgersi che le sante parole sono di Schulz, l’amico personale della Merkel designato dalla stessa alla presidenza della Commissione Ue. E che dire di Renzi il quale smentendosi ha già fatto sapere che non se ne andrà qualunque sia il risultato delle elezioni, come si conviene a un premier mai eletto da nessuno? O di Schettino che trionfalmente si accosta alla politica diventando subito renziano?

Almeno siamo sicuri che Casaleggio non ha uomini immagine, visto che si presenta alle interviste con un berrettino da baseball troppo piccolo da cui escono fuori le fluenti chiome e oscurano gli occhi. E raggiungiamo la certezza che Napolitano compri i suoi borsalino direttamente da qualche sartoria per pompe funebri. Il tutto mentre Berlusconi che ormai il botulino se lo fa direttamente in vena, fa sapere all’Europa che lui è buono, che combatte a fianco della finanza contro gli euroscettici , che appoggerà comunque il governo mentre avverte che Grillo è un assassino.

Non può essere, ci diciamo. E invece è tutto vero. Cioè è tutto talmente falso che qualunque castroneria diventa credibile, compreso l’endorsement eurogovernista di Marchionne che dopo aver ingannato il Paese con falsi piani di sviluppo da lui stesso denunciati come tali, dopo averci soffiato la Fiat, fa il giudizioso sostenitore della governance attuale e in sostanza consiglia di votare Renzi, il nuovo modello executive della casa.  Il distacco dalla realtà  può essere misurato da una notizia che apparentemente non c’entra nulla con le elezioni, anche se è stata causata in parte dal comportamento dell’europa bancaria in Ucraina: l’accordo trentennale Russia – Cina  sul gas è stata trattato solo dal punto di vista della quantità, ovvero 450 miliardi dollari, più altri 55 miliardi per i gasdotti e altri 200 di interscambio commerciale. La notizia vera è però nascosta: tutte le transazioni non avverranno i dollari, ma in rubli – yuan costituendo il primo vero colpo grosso contro l’egemonia monetaria americana e last but no least, la marginalizzazione dell’euro decretandone il fallimento anche come moneta globale.. Ma già, meglio non dirlo visto che il primo atto qualificante della commissione che sarà insediata dopo l’appuntamento elettorale sarà il famoso trattato transatlantico che regalerà alle multinazionali il potere di legiferare sul lavoro, sulla sicurezza e sull’ambiente.  Ma lo farà Schulz che come sappiamo dall’Unità è “de sinistra”. Quella moderna, s’intende che si guarda nello specchio.

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