Come c’era da aspettarsi, Vance ha fallito nella sua missione, diciamo così di pace, tanto per definirla in qualche modo. Anzi no, si è dimostrato l’ennesimo personaggio marionetta che è andato a Islamabad tanto per prendere tempo e dimostrare ancora una volta che con Washington non si riesce a trattare perché l’amministrazione americana, qualunque essa sia, non riesce a rinunciare né agli istinti imperialisti, né a considerare il mondo com’è e non come lo immagina o forse come lo vede Israele, che ormai sta determinando l’immaginario collettivo dell’America peggiore. Vance si è fatto imporre la solita balla dell’atomica iraniana che circola da trent’anni e pace all’anima sua, anche se dubito che certa gentaglia ne abbia una. Eppure il fatto che Teheran non abbia ceduto di un millimetro sulle sue richieste, dovrebbe far comprendere che l’Iran ha ancora molti assi nella manica, che non è affatto distrutto come vorrebbe la leggenda che il Mossad sussurra alle orecchie di Trump, orecchie del resto molto sensibili visto che pur non essendo collegate a un cervello funzionante, gli ricordano quella misteriosa pallottola di avvertimento che Tel Aviv gli ha mandato sotto forma di fallito attentato.
Il comunicato della delegazione iraniana che potremmo definire eroica, visto che non si sa che fine potrà fare in mano a un nemico senza onore, non lascia spazio a dubbi sull’inconsistenza della cosiddetta trattativa: “Il nemico americano, che è vile, malvagio e disonesto, ha tentato di ottenere al tavolo delle trattative ciò che non è riuscito a ottenere con la guerra. Tra queste richieste figurano la consegna dell’uranio arricchito e l’apertura dello Stretto di Hormuz, pur in assenza di una conferma della sovranità iraniana su di esso. L’Iran ha deciso di respingere queste condizioni e di continuare la sacra difesa della sua patria con ogni mezzo necessario, militare o diplomatico.” In realtà Trump e l’America non sono nella posizione di pretendere nulla: la Casa Bianca è tormentata da una crisi politica interna, causata dal crollo dei sondaggi, dal malcontento tra i suoi stessi elettori e dalle ripercussioni dello scandalo Epstein, tanto da spingere la moglie del presidente a rassicurare gli elettori sul fatto che non conoscesse Epstein, una balla grande come una casa, ma che importa, tanto il marito ne dice cinque o sei al giorno. A ciò si aggiunge il crescente contraccolpo economico planetario derivante dalla sua sconsiderata politica bellicista. Sul piano militare, gli Stati Uniti hanno consumato un enorme arsenale di armi, con una spesa calcolata per difetto di 30 miliardi di dollari, rimanendo senza munizioni per intraprendere un’ulteriore guerra contro l’Iran. E tutto questo senza alcun vantaggio strategico. L’immagine globale degli Stati Uniti non è mai stata così compromessa da ogni punto di vista.
Teheran ha le carte in mano e Trump rassomiglia sempre di più a un baro che si è fatto cascare gli assi nascosti. Senza più una consistente riserva di missili da difesa, senza la maggior parte dei radar di allerta precoce, senza più un consistente numero di armi di offesa che costringono i caccia a sorvolare il territorio iraniano ed esposti perciò al tiro contraereo, sia le basi americane in Medio Oriente o quel che ne rimane, sia le installazioni petrolifere e gasiere degli Stati del Golfo che hanno tenuto bordone a questo ennesimo tentativo imperialista, sono adesso sotto tiro. E dico questo non tanto per sottolineare i limiti della macchina militare americana non più sorretta da un sistema produttivo adeguato, quanto per avvertire che un presidente plagiato dal sionismo, incapace di uscire dalla gabbia in cui esso lo ha rinchiuso, ha una sola strada per non fare la figura del perdente, dello stupido Golem evocato da Netanyahu, quello di usare l’arma atomica. E se qualcuno poteva sperare che Vance riuscisse a guidarlo come un orbo fa con un cieco, adesso è fin troppo chiaro che non è il personaggio in grado di farlo.


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A mio parere, tutti questi audaci bugiardi che hanno iniziato il bombardamento senza mai abbandonare il tavolo delle trattative, “temevano il Pakistan, che ha dichiarato: ‘Se necessario, consegnerò le mie testate nucleari all’Iran'”. Il Pakistan parlava l’unica lingua che loro capivano.
Il Sanhedrines, che gestiva tutte queste guerre, è andato nel panico. Il piano era di chiudere la questione con una bomba atomica. Tutti i loro calcoli sono stati completamente stravolti.
Avevano bisogno di usare le loro conoscenze in Pakistan per guadagnare tempo e dissuadere il Pakistan dal consegnare le testate nucleari.
Hanno immediatamente dato l’ordine di sedersi al tavolo. Persino Trump ne è rimasto sorpreso. Gli Stati Uniti, già impreparati, hanno continuato a divagare.
Si è scoperto che il vero obiettivo non era raggiungere un accordo. Era l’ennesima messa in scena. Questa volta, la pazienza dell’Iran si è esaurita, ed è stato l’Iran ad abbandonare il tavolo.
Se quanto scritto è vero, anche gli Stati che sarebbero stati colpiti dalla situazione non sono rimasti a guardare. Convogli di aiuti hanno percorso strade, voli e sono arrivati via mare.
Secondo quanto riportato, i due Stati hanno “rilanciato” le minacce, affermando che se l’Iran sganciasse una bomba atomica sul proprio territorio, loro annienterebbero Israele con bombe atomiche.
Mi permetto di fare un’osservazione riguardo a Vance : è peggio del demente ossigenato.
Un mio amico di origine iraniana, ha commentato in breve tutta la folle avventura usraeliana con un : “si romperanno i denti semplicemente perchè non hanno capito chi hanno di fronte”.
Intanto, mi auguro che Donald dei primitivi si rompa la dentiera a Washington stessa.
Il pazzo arancione ha dichiarato d’imporre un blocco allo stretto di hormuz,
Vedremo cosa succede alle navi ammeri_cane se si avvicinano a meno di 1000 km
Perdonateci ma ci vuole una bella immaginazione per sedersi tavolo trattative… con chi da ottant’anni abituato… impartire ordini… dettare regole (per altri)… costringere obtorto collo mondo intero uniformarsi proprie decisioni… e pretendere che costoro adesso si siedano con persone che considerano sottoprodotti umani… e comincino davvero trattare con loro!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Se le affermazioni di questo articolo sono vere , allora finira veramente a bombe atomiche tra tutto il mondo !
Questi pazzi israeliani lo vogliono x la venuta del loro messia e non vi e niente di piu pericoloso che dei pazzi alla stanza dei bottoni
O gli americani faranno piazza pulita di questi escrementi umani o loro faranno distruggere il mondo !
https://vtforeignpolicy.com/2026/04/tucker-carlson-exposes-israeli-coup-idf-officers-now-have-permanent-offices-in-pentagon-and-cia/
Continuerò a dubitare dell’attentato subito dall’orecchio. E non perché io sia dalla parte del mossad. Trump e la sua squadra erano già impestati di sionisti. Per me fu un lavoro interno, magari orchestrato clownescamente, dai suggeritori di Trump con assenso dello stesso.
Atomica contro atomica, dispiace ammetterlo, perché quando vedo la conduttrice iraniana davanti al video vestita tutta di nero in cui solo la faccia, e non tutta, scoperta mi cascano le braccia e un moto di repulsione mi assale verso simili dimostrazioni di dittatura religiosa, che ricordano l’inquisizione nostrana.
La sola difesa degli iraniani, contro il predone, perché di predoni trattasi, è dotarsi a tempi brevi di ordigni nucleari, vedi corea del nord,
I vettori li hanno,
Comunque, chi ci guadagna sono sempre gli usa e i russi, che gli accordi di Anchorage non centrino niente,? Compresi i frequentissimi viaggi del consigliere speciale di Putin, kirill Dmitriev, in america? E quadra caso sempre con Steve Witkoff e Jared Kushner, i soliti individui che si trovavano in Pakistan per sabotare gli accordi di pace,
Non so se è un caso ma sono tutti ebrei, dal primo all’ultimo,
A pensar male si fa peccato, ma qualche volta ci si azzecca.