Il corpo del nemico

silvio-berlusconi-vecchioLa giornata particolare con la manifestazione di Berlusconi, la tensione, gli scazzi e con l’impressionante ripetizione pappagallesca delle tesi contrapposte navigante tra le reti come uno scontro di soldatini di piombo, è stato uno spettacolo affascinante e terribile: una mimesi dell’esposizione del corpo del nemico di cui l’Italia ha numerosissimi esempi, anche relativamente recenti. Insomma una sorta di deguello puramente rituale con cui il sistema politico si libera dell’uomo che ha contribuito a crealo e  al quale gli oppositori non hanno mai dato battaglia, anzi lo hanno tenuto in vita con la respirazione bocca a bocca.

In un certo senso è vero che l’espulsione del tycoon è stata delegata alla magistratura, perché la strada della sconfitta politica è stata sempre ostacolata, non solo dalla potenza mediatica del Cavaliere, ma anche e da commistioni e interessi prima sottotraccia e via via emerse negli ultimi anni in una sorta di aperta consociazione. Ma la decadenza, ineluttabile in un Paese che vuole conservare se non altro la parvenza di legalità, anche se il caso Cancellieri lascia molti dubbi in proposito, è stato volutamente trasformato con il concorso di ambedue le parti in un atto politico, uno dei pochissimi che increspano l’encefalogramma piatto della democrazia italiana.

Probabilmente si sarebbero potuti trovare molti escamotage per arrivare all’emarginazione berlusconiana, senza arrivare alla giornata di ieri e anzi è probabile che senza i transfughi del Pdl le cose avrebbero preso una piega diversa, ma il fatto è che il corpo decaduto di Berlusconi, messo nell’ostensorio del voto, era ormai necessario non solo per dare prova di fedeltà e rassicurare l’Europa, ma soprattutto per dare un senso a un centrosinistra pienamente implicato nella lotta al welfare, in quella ai diritti del lavoro e nell’esecuzione pedissequa dei nefandi diktat esterni oltre che degli interessi della classe dirigente autoctona, operazioni che vanno sotto il nome in codice di “riforme”. Abbiano cacciato Berlusconi, dimostrando che la giustizia è uguale per tutti (ma quando mai) cosa volete di più per dimostrare che siamo la sinistra?

E ancor di più il corpo di Berlusconi, impiccato alla sua stessa storia servirà come atto fondativo della nuova Dc, che così potrà rinnegare il frutto marcio della vecchia democrazia cristiana e liberarsi di un parente scomodo e scandaloso Certo l’operazione comporta un certo rischio, perché l’esposizione del corpo del nemico implica che questo sia morto, mentre a quanto pare il Cavaliere è ancora vivo, è ancora il tycoon con tutte le sue armi mediatiche e, sfruttando il malcontento popolare, potrebbe fare brutte sorprese ai suoi avversari e ancora una volta al Paese. Va ricordato che anche Grillo e Renzi, gli altri leader politici, sono fuori da un Parlamento e da istituzioni che stanno diventando citadelle sotto assedio.

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One response to “Il corpo del nemico

  • Angelo Kinder

    Il Parlamento della Repubblica Italiana non vale più una cicca. Tutto ciò che conta per davvero in ambito socio-politico-economico e culturale avviene fuori di esso, nonostante esso, al di là di esso e, soprattutto, contro di esso. Ieri c’è stata la prova controfattuale, il mantoux rivelatore, lo stretch-test semi-definitivo che una Camera è la punta di un dito, mentre la Luna si trova in ben altri luoghi (forse, meglio dire: “loculi”).

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