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Sussurri e grida nell’Europa dei ricchi

macron merkelMacron aveva scelto proprio la giornata di oggi per parlare del rilancio dell’Europa in senso neo liberista, sicuro che la Merkel avrebbe vinto e che avrebbe trovato al di là del Reno spalle abbastanza forti da reggere il suo gioco di prestigio volto al proprio e agli altri elettorati: dare l’illusione di cambiare in qualche modo le regole ferree della Ue, ma con l’intenzione di dare un’ultima spallata al residuo potere degli stati eliminando il “paralizzante unanimismo” di Bruxelles e invocando un ministero europeo delle finanze che di fatto toglierebbe ai vari Paesi anche i residui di autonomia fiscale e di bilancio. Insomma l’ennesima sniffata di neoliberismo fingendo che sia zucchero, ma anche una buona dose di micragnosa grandeur visto che il tutto darebbe una rilevanza  assoluta all’ensemble Germania – Francia

Non so adesso cosa dirà, probabilmente farà qualche cambiamento di circostanza visto che le alleanze a cui la Merkel sarà probabilmente costretta, i liberali in primo luogo, non vedono di buon’occhio  questa centralizzazione della finanza continentale temendo che essa sottragga risorse dei cittadini tedeschi per portarli altrove. Del resto questa è la logica che sta alla base del trattato di Maastricht e dell’euro, di quell’Europa che giorno dopo giorno si sta rivelando un pasticcio senza fine, un riserva di caccia per ambizioni nazionali che forniscono energia al cosmopolitismo finanziario con buona pace dei miopi che lo scambiano per internazionalismo, di disuguaglianze sempre più vistose, di un attacco quotidiano alla democrazia e ai diritti del lavoro, di una geopolitica determinata interamente dalla Nato e infine, in mancanza di una cultura politica, di una corruzione senza precedenti. D’altra parte le elezioni tedesche con la vittoria risicata della Merkel alle urne, ma con una sconfitta chiara dei partiti che rappresentano l’establishment rappresentano anche un aspetto della crisi multiforme e inestricabile del capitalismo che pare ormai deciso a introdurre la frode e la menzogna come modalità di gestione permanente della società. Quelle stesse frodi e menzogne che del resto hanno governato e governano le evasioni fiscali, la vita delle corporazioni transnazionali e dei grandi ricchi.

L’Europa di Bruxelles è uno dei volti di questa frode, una pelle svuotata che assume l’aspetto delle idee che la crearono, ma che è animata all’interno da demoni, che avrebbero bisogno di un esorcismo di politica vera. Ad ogni modo la reazione a questo stato di cose che è nata alla periferia, che ha vinto in Gran Bretagna ora sta coinvolgendo anche il centro, dove all’opulenza dei pochi si contrappone una contrazione dei salari reali, al dilagare della precarietà, all’erosione del welfare. Quindi non si sa bene a chi parlerà Macron divenuto nuovo agitatore di illusioni, anzi lo si sa benissimo: alle elite dei vari Paesi che adesso cercano di anticipare il declino accelerando alla disperata il disegno di concessione di sovranità e di cittadinanza prima che anche l’impalcatura tedesca si riveli troppo fragile per reggere il peso dello status quo: e l’elite italiana si è fatta viva per prima, ansiosa di trascinare il Paese nel tritacarne sostenendo che proprio all’Italia tocca il compito di sostenere la Merkel azzoppata e premere sull’acceleratore delle riforme euro liberiste. Un tentativo penoso che parte dalla criminalizzazione dell’Afd, subito divenuto nazista da parte dei noti clown dell’informazione che nemmeno di chiedono come mai sia stato creato e supportato un governo nazista in Ucraina, ma anche patetico perché cerca di superare la marginalizzazione dell’Italia, marginalizzandola ancora di più nella sua dipendenza da Berlino.

Invece è chiarissimo che le divergenze di interessi stanno esplodendo, che il discorso di Macron è qualcosa di inaccettabile per la Germania, ma al tempo stesso può ingolosire l’Italia che invece dovrebbe supportare la Merkel: il peso delle contraddizioni e delle antinomie sta facendo crollare l’edificio che del resto ha fondamenta debolissime e tutte fondate sull’iperrealtà della tecnocrazia o sugli effetti stupefacenti della mitologia, ma che alla fine obbedisce alle dure parole dei politologi  Mouffe e Laclau secondo cui  “il nemico principale del neo liberismo è la sovranità del popolo “. Quindi tutte le volte che sentite parlare di populismo in modo sprezzante, potete tranquillamente catalogare i personaggi nel loro ambito di idee e capire meglio di quanto non farebbe una livrea di quale casata sono al servizio.

Vorrei concludere con le parole del sociologo Wolfgang Streeck, ex militante nella Spd tedesca e direttore per oltre vent’anni del Max Plank Insitut di Colonia, pronunciate nel corso di un intervista poi diffusa sotto il titolo: Fra vent’anni l’Europa non esisterà più: “Per molte persone della classe media l’Europa è diventata oggetto di una religione civile. Quando vediamo le enormi difficoltà che il capitalismo sta vivendo  – super-indebitamento, crescente disuguaglianza, diminuzione della crescita, problemi ambientali – non possiamo fingere di credere che i problemi europei stiano nell’organizzazione nazionale della politica. Molti sembrano credere che grazie all’aiuto di un Superstato, che dovrebbe evidentemente cadere dal cielo, si possano eludere i problemi strutturali del capitalismo globale. Questo si avvicina molto a una credenza religiosa”.

E non si fa fatica anche a capire come questa religione abbia attratto gli orfani di altri culti sociali nel momento in cui la loro pseudo realizzazione reale è venuta meno: una resa al supposto vincitore facendo finta di credere ad altro.

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20 responses to “Sussurri e grida nell’Europa dei ricchi

  • jorge

    wolfgang-streeck –

    D.Gli stati nazionali come possono difendere gli interessi della loro popolazione in un’economia globale?

    R: Creandosi – attraverso una politica economica intelligente – uno spazio nel mercato globale, in modo che la propria popolazione possa vivere bene. Per farlo, non è necessario trasformarsi in un paradiso fiscale.

    Quindi, gli stati nazionali devono “crearsi uno spazio nel mercato globale”. Allora, stati nazionali, o economie interconnesse a livello globale? E dove si ferma la interconnessione ? Dove piace a qualche anima bella o dove piace ai capitali nazionali vincenti che si possono imporre economicamente ed anche militarmente? Per cui quelli perdenti sono costretti ad imporsi su quelli ancora più deboli? Non significa tutto ciò tornare alla odierna globalizzazione?

    Santa ingenuità- o Santo opportunismo…. Per fare come dice wolfgang streeck ci vorrebbe una economia pianificata a livello mondiale… ancora più impossibile
    ——————————————-
    Alternative fuer Deutschland, poi, dice ai tedeschi impoveriti che essi si sono impoveriti perchà la Germania ha dovuto sanare il debito della Grecia e dei paesi Mediterranei Spendaccioni. Come si sà, con i prestiti alla Grecia il governo tedesco ha salvato le banche tedesche, che finanziavano il debitio greco e non solo.

    Per cui, I prestiti alla Grecia e compagnia, sono stati usati da questi stati per onorare il debito con le banche tedesche. I prestiti aranno rimborsati, e per quanto riguarda la Grecia con un interesse del 6% annuo. In pratica, la Germania ha salvato a gratis le proprie banche, e ci ha guadagnato pure il 6% annuo. Un bel guadagno per il portafoglio del tedesco medio, gli si è evitato il bail-in ( compartecipazione dei correntisti alle perdite delle banche), e tale portafoglio ci ha pure guadagnato qualcosa,

    Ed Alternative fuer Deutscheland convince i tedeschi impoveriti che la colpa del loro impoverimento è della Grecia e degli stati mediterranei spreconi. Alternative fuer Deutscheland si guarda bene dal dire ai tedeschi che il capitale tedesco li affama grazie alle riforme Hartz e di Schroeder, proprio come a scala maggiore, affama gli abitanti della Grecia. Meglio che i tedeschi si scaglino contro i mediterranei spreconi, e proprio mentre il capitale tedesco riduce ancor di più i salari ai concittadini della Merckel. (ricorda i bonus di Renzi, dati per coprire la contemporanee riforme neoliberiste). I pavidi vogliono crederci, hanno paura di contrastare Capitale, ma con i capri espiatorii siamo tutti machi e gradassi

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  • apoforeti

    L’ha ribloggato su Ambiente futuroe ha commentato:
    e l’elite italiana si è fatta viva per prima, ansiosa di trascinare il Paese nel tritacarne sostenendo che proprio all’Italia tocca il compito di sostenere la Merkel azzoppata e premere sull’acceleratore delle riforme euro liberiste. Un tentativo penoso che parte dalla criminalizzazione dell’Afd, subito divenuto nazista da parte dei noti clown dell’informazione che nemmeno di chiedono come mai sia stato creato e supportato un governo nazista in Ucraina, ma anche patetico perché cerca di superare la marginalizzazione dell’Italia, marginalizzandola ancora di più nella sua dipendenza da Berlino.

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  • jorge

    Il Simplicissimus cita l’ex direttore del Max Plank di Colonia:

    Molti sembrano credere che grazie all’aiuto di un Superstato, che dovrebbe evidentemente cadere dal cielo, si possano eludere i problemi strutturali del capitalismo globale. Questo si avvicina molto a una credenza religiosa”.

    Non è chiaro se il Simplicissimus abbia davvero compreso queste parole, esse indicano che esistono problemi strutturali del capitalismo globale, che alcuni vogliono eludere grazie al Superstato Europa, il chè è una speranza infondata…… Ergo, Il Superstasto Europa non toglie, ma non è neanche la causa dei problemi strutturali del capitalismo globale.

    Tali problemi sono strutturali del capitalismo globale, ovvero intrinseci a questo processo economico. Il nodo che tutti gli opportunisti non vogliono affrontare per non andare contro il potere vero, quello del Capitale, e del mercato mondiale che esso ha creato. Si preferisce dare la colpa ai sottoprodotti secondari di questpo processo, ovvero L’Europa, l’immigrazione etc. (fenomeni che comunque non vanno bene nellaloro natura di portato del capitalismo)

    Infatti, la Germania ha un surplus commerciale che sfiora i 300 miliardi di euro annui (economia produttiva e non finanziaria), non da oggi è vicina al pareggio di bilancio, la cosa più ovvia sarebbe determinare salari più alti, investire nelle infrastrutture e nello stato sociale. Se ciò non avviene è ridicolo dare la colpa alle istituzioni europee che il governo tedesco determina in gran parte, o all’immigrazione, è proprio la scelta di favorire il Capitale (nel caso tedesco particolarmente produttivo) a danno di tutto e tutti

    Altra cosa è dire che, per la sua crisi intrinseca, il Capitale può fare profitti solo degradando salari e socetà in generale, mentre nella sua fase ascendente il Capitale riusciva ad avere profitti e tassi di crescita alti con la contemporanea crescita dei salari e della spesa sociale e per infrastrutture, e senza che la crescita di una nazione fosse possibile solo con l’impoverimento di altre

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  • diderot39

    Bravo!!!!

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  • Anonimo

    Di nazista quelli di AFD non hanno neppure i peli del naso…

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