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Maramao perché sei morto

maramaoSembra incredibile, ma il decano del giornalismo italiano che La Repubblica espone ogni domenica come un San Sebastiano trafitto dalle frecce della senilità, ci fa sapere che per superare le difficoltà europee bisognerebbe cantare una del 1939 del trio Lescano (di origine olandese) , ovvero Maramao perché sei morto, pane e vin non ti mancava, l’insalata era nell’orto e una casa avevi tu.  Non è dato di sapere cosa voglia dire tutto questo, cosa c’entri con la vicenda europea, a parte il riferimento a Rutte che peraltro è uscito totalmente vittorioso, mentre il morto è un altro e immagino che sarebbe piuttosto imbarazzante chiederlo all’autore. Ma non dobbiamo cadere nell’errore di considerare questo “incidente”, un’ eccezione nel panorama informativo italiano che se possibile usa la lucidità mancante a Maramao in modo ancor più infantile: dovendo comunque salvare e tenere sull’altare un progetto europeo nel marasma e ormai ferocemente contrario agli interessi italiani, i  commentatori dei giornaloni e dei giornalini dei piccoli hanno inventato una gustosa chiave di lettura che ribalta ogni realtà.

Dal momento che i cosiddetti aiuti – vale a dire prestiti condizionati e sorvegliati o partite di giro sul bilancio europeo che vengono chiamati finanziamenti a fondo perduto, mentre di perduto c’è solo l’onestà – sono stati vigorosamente contestati dai piccoli Paesi del Nord a guida socialdemocratica (si fa per dire), vale a dire proprio quelli esalati dalla vuota retorica europeista e che ne esprimono al meglio l’ipocrisia, ecco che i nostri commentatori sono stati costretti a salire sulla giostra dei peggiori sillogismi di chi non ha argomenti: queste personcine così perbene, a cominciare da Rutte, sono state costrette a fare questo perché pressate dai populisti e dai sovranisti che nei loro Paesi sono in aumento. Dunque la colpa è dei populisti se i più puri campioni dell’Europa fanno sfoggio di un egoismo cieco e volgare negando qualsiasi solidarietà che non sia quella dell’occhiuto cravattaro. Gente costretta a dire queste sciocchezze e magari anche a coltivarle nell’orto botanico delle erbacce, fa davvero un po’ pena, vedendo a che punto si può arrivare a forza di servire, ma sanno anche che ogni sciocchezza è la benvenuta fra il pubblico dei lettori se evita loro di pensare. Noi siam come le lucciole, brilliamo nelle tenebre, schiave di un mondo brutal, ecco un altra canzone d’antan che mi dicono strimpellata spesso da Scalfari nella sua villa di Tivoli. e che ha invece molto più senso se riferita all’ambiente complessivo dell’informazione.

Ma in generale lascia senza fiato il fatto che tutta l’informazione parli genericamente di 82 miliardi di sussidi a fondo perduto, ben sapendo che sono più o meno i soldi che verseremo nei prossimi anni al bilancio europeo e che saranno reperiti attraverso un aumento di tasse: davvero non si vuole a nessun costo prendere atto della realtà per vivere, anzi per morire di favole. E pochi hanno compreso o hanno messo in rilievo che la mediazione tra i Paesi cosiddetti frugali e gli immondi italiani spreconi, non ha visto vincitore Conte, che nemmeno è davvero entrato in campo, ma la Merkel che ha condotto la trattativa e che ha definitivamente consacrato la Germania quale riferimento unico per l’Europa dei 27 che senza Berlino si sarebbe completamente frantumata. Dunque entriamo in una fase nuova in cui cade tutto il castello dell’Unione fondata sullo status paritario dei vari Paesi per lasciare spazio invece a una precisa gerarchia tra chi comanda e chi subisce, tra chi si arricchisce e chi si impoverisce. Questa natura dell’Unione era stata tenuta nascosta sotto il tappeto, ma adesso si palesa chiaramente e prende anche forme quasi istituzionali con la Germania che orchestra la canea.

Adesso agli europeisti che fanno i salti mortali per difendere la loro creatura di fantasia non rimane che aspettare l’autunno e vedere come si configurerà il Piano nazionale delle riforme, necessario per accedere al Recovery found e che dovrà necessariamente prevedere tagli pesantissimi al lavoro, alle pensioni, alla pubblica amministrazione, alla sanità e all’istruzione. Tale piano dovrà essere giudicato dai 27 membri della Ue e basta che il 35% si opponga per bloccare le rate. Ed è chiaro che sarò la Germania a guidare tutto questi processo. Forse la grande vittoria di Conte vi taglierà lo stipendio, ma sarà stata colpa dei populisti. Maramao perché son morto.


Perseverare è diabolico

37e66b249cd8328b0c1184920d315229Da un  mese i poteri politici e quelli grigi delle società occidentali sono in allarme: una volta allentate le segregazioni da Covid l’economia ha mostrato una rapida ripresa iniziale che tuttavia non è proseguita , si è ben presto fermata senza accennare a riprendere i livelli precedenti, anzi tendendo piuttosto a flettere di nuovo. E  così vi sono stati dei ripensamenti sulla strategia della paura, soprattutto sull’incertezza sparsa a piene mani riguardo alla possibilità di un ritorno alle chiusure e alle segregazioni che era stato l’arma segreta per propinare vaccini non sperimentati, quasi certamente del tutto inefficaci o forse addirittura nocivi: perciò si è corsi ai ripari allentando un po’ il piede sull’acceleratore. La Merkel ha fatto sapere che non ci saranno più segregazioni anche a fronte di un ritorno del virus, altri imbonitori della scienza sciamanica si dimostrano più ottimisti, mentre in Usa, Fauci maggiore esponente della fazione vaccinista collegata a Gates comincia ad essere messo sotto accusa da più parti, anche dentro lo stesso comitato del Covid .

Volendo riassumere in poche parole la situazione da una parte si cerca di frantumare l’incertezza diffusa nel tentativo di far riprendere l’economia, con la promessa di un futuro più libero anche in presenza del virus. Questo però presenta un bel problema: potrebbe far nascere dei forti sospetti riguardo alla gestione detentiva attutata per tre mesi filati, decretando la morte per un numero incalcolabile di piccole attività,  e così l’allentamento si lega in maniera indissolubile anche alla caparbia conferma della narrazione pandemica che si è dipanata in primavera e sulla quale pesano, almeno in Italia, anche i numerosi errori sanitari commessi. Perciò dentro questa nuova strategia  comunicativa l’Istat e l’Istituto superiore di Sanità – che lo ricordiamo sono organismi governativi con tutto quello che ne consegue – hanno tirato fuori un documento nel quale si asserisce che il Covid è la causa del 90% di quei 35 mila decessi che gli si sono attribuiti, rimangiandosi così tutto quello che avevano detto prima. Che ne è stato dello studio del 26 maggio in l’Istituto superiore diceva che su 3032 decessi solo 124 erano da attribuire al Covid? Siccome statisticamente proprio non esiste occorre chiedersi se sbagliava allora o sbaglia oggi. E a proposito di statistiche che fine hanno fatto le parole del presidente dell’Istat il quale aveva dichiarato che a marzo dell’anno scorso erano morte “più persone per malattie respiratorie che quest’anno per Covid-19”.  Cosa non si deve fare per campare e per conservare le poltrone, per rimanere nel circolo della fiducia governativa. Senza dire che tutto questo viene asserito in presenza di un divieto sostanziale di autopsia.

Ad ogni buon conto se quanto oggi dicono i due istituti ad esclusivo favore di media e della politica della paura fosse vero, allora bisognerebbe che vi siano 35 mila morti in meno di cancro, malattie cardio vascolari, infezioni ospedaliere, il che non è vero, mettendo così a nudo il carattere truffaldino del documento che tuttavia acquista le stigmate  della scienza verso un’opinione pubblica non più in grado di discernere il grano dal loglio e totalmente in stato di confusione.  Del resto in mancanza di protocolli precisi qualsiasi decesso può essere attribuito alle infezioni opportuniste che negli organismi debilitati sono quasi sempre la causa diciamo occasionale di morte. Infatti nel 2015 i morti per influenza furono più di 50 mila, senza che nessuno se ne accorgesse, per non parlare dei quasi cinquantamila italiani vittime ogni anno di infezioni ospedaliere, strage direttamente collegabile ai tagli della sanità e ai risparmi sulla salute.

Ma molti non vedevano l’ora di dissolvere i loro dubbi che sentivano così contrari al bon ton della responsabilità a dimostrazione della grande difficoltà della sinistra ad affrontare i propri tabù e della facilità a credere se questo permette di non ripensare il campo amico – nemico e prendersela banalmente con Trump invece di capire come e perché l’ingiustizia sociale venga data per scontata e sia stata completamente sostituita col concetto di discriminazione. Sarebbe interessante analizzare le ragioni  per cui un concetto tipico della destra venga elevato a punto focale della politica Ma non sono che le vicende terminali di una sinistra di relazione per cui amica veritas sed magis amici miei. Fatto sta che sempre l’Istat – in un territorio meno esposto ai riflettori della propaganda – ci dice che le misure anti covid hanno accentuato le divisioni di classe e di reddito nella società italiana, e tuttavia anche laddove ci si aspetterebbe una reazione a questo nuovo falò della disuguaglianza  continua a prevalere una mediocre  lettura tecnico sanitaria, tra l’altro condotta su dati totalmente inattendibili, che dimostra la sottomissione ai criteri della tecnocrazia neo liberista.


Mes, la più grande truffa del secolo

toto-1024x504-640x342Come c’era da aspettarsi gli appelli a rivolgersi al Mes si moltiplicano dopo che la Merkel  insieme ai suoi pesci guida ha detto che dobbiamo farlo: non sia mai che ai padroni si disubbidisca. E per rendere la cosa più digeribile, l’informazione main stream tenta di convincerci che quei soldi non saranno condizionati alle regole del Mes stesso: noi firmiamo un contratto che prevede la condizionalità, ma la controparte ci assicura oralmente che poi queste clausole sottoscritte  non verranno applicate, insomma una truffa alla nigeriana. Se davvero in tutto questo ci fosse buona fede basterebbe redarre un documento d’intesa o un memorandum che mettesse nero su bianco l’assenza di condizionalità presenti o future e non ci sarebbero più problemi, ma di certo Bruxelles  non ci pensa nemmeno a lasciar perdere l’osso.  Già avrebbe poco senso l’invito a procurarci 35 miliardi – una goccia nel mare del debito pubblico e una cifra di gran lunga inferiore alle necessità – da questo meccanismo invece che sul mercato dei capitali come fanno tutti gli altri, se non ci fosse un retro pensiero, un’altra Grecia, anzi in questo caso una magna Grecia da creare.

Ma anche se avessero le migliori intenzioni e volessero rassicurarci anche per iscritto  saremmo comunque di fronte alla più grande truffa del secolo: quei 35 miliardi che ci verrebbero prestati sono infatti interamente nostri. Al Mes abbiamo già conferito 14,3 miliardi come prima tranche dei circa 80 che ci spetta versare come quota parte dei paesi dell’eurozona e sono già quasi la metà della somma che ci verrebbe prestata.  Attenzione però il Mes non nasce dal nulla e sostituisce altri strumenti precedenti, in particolare il Fondo europeo di stabilità finanziaria ( Efsf ) a cui abbiamo dato 43 miliardi e 500 milioni che sono finiti a finanziare Grecia, Spagna, Irlanda, Portogallo e Cipro con prestiti a lunga scadenza. Si tratta comunque di crediti sostanzialmente dentro l’eurozona. Insieme ai soldi del mes si tratta di crediti per oltre 57 miliardi. Tutte cose che è possibile leggere sul sito della Banca d’Italia e non sono confutabili. Dunque udite udite perché questo non accade nemmeno con i più infimi cravattari: ci vengono prestati i soldi che noi abbiamo già prestato ad altri nell’ambito dei meccanismo dell’eurozona. Qualcosa ancora peggiore del Recovery found che arriverà a paziente già morto, ma  che comunque utilizza sempre i soldi già dati dai Paesi al bilancio comunitario. Tutto questo peraltro è visibilmente inutile perché questi “aiuti” vengono dati ai Paesi che non hanno più credito, mentre i titoli italiani vengono presi d’assalto con una domanda che è di solito del 50 o del 60 per cento superiore all’offerta.

Tuttavia non possiamo dire che Bruxelles e Berlino ci vogliono truffare anche perché la cosa è talmente evidente che sarebbe circonvenzione di incapace: chi vuole truffare il Paese è invece la sua classe dirigente fallimentare che non vede l’ora di aver la troika in casa per poter fare ciò che vuole senza pagare pegno e che quindi ordina all’informazione di disinformare gli italiani, di confonderli, di dire cazzate e persino di far credere che il buon padrone rinuncerà alle clausole dei contratti che andremo a firmare. E nasconde agli italiani una verità evidente: che senza l’Italia l’Europa crollerebbe dandoci così una enorme capacità di contrattazione che non abbiamo mai minimamente sfruttato.  Così si fanno chiacchiere e  infinite discussioni sulle chiacchiere, ovvero metachiacchiere, mentre il Paese è in caduta libera. Al fondo però la verità è una sola: il sistema euro è ormai marcio fino al midollo e queste, manovre “messianiche”  non sono altro che l’estremo tentativo da parte di chi ha lucrato sulla moneta unica, di tenere in piedi una costruzione del tutto artificiale e ormai contraria ad ogni buon senso. Altro che Mes bisognerebbe piuttosto pensare agli epitaffi  per un mondo di cui qualcuno ci vuol fare essere l’ultima vittima.


La cura Merkel del 14 per cento

GENERALI_COPERTINAE’ da settimane che uno spettro di aggira per l’Italia e cala su una popolazione intellettualmente dimidiata che fino a pochi giorni fa esultava per non so quante centinaia di miliardi europei fatti balenare dall’avvocaticchio di governo e dal suo governo, si fa per dire. Adesso lo stesso personaggio confessa di  “non escludere nulla” per coprire i 55  miliardi del decreto rilancio  e dunque in qualche modo conferma l’idea di una prossima patrimoniale, di cui uno dei punti fermi sarà il prelievo forzoso sui conti correnti bancari. Conti che tutti o quasi sono costretti ad avere per i ben noti limiti posti al contante. Questa misura che viene fatta passare per solidarietà sociale colpirà invece direttamente i redditi bassi e medi che non hanno possibilità di far sparire magicamente i soldi come i ricchi hanno già fatto o si apprestano a fare,  quindi è più simile a una rapina che non a una redistribuzione di reddito che semmai dovrebbe esser attuata con un nuovo patto sociale, altre regole sui salari, sul lavoro, sui diritti, sulla salute, sui beni pubblici, sul welfare e sulle pensioni; anzi in questo caso non faranno che rafforzare i sistemi di sfruttamento e dunque aumentare le distanze di reddito e sociale  distanze  (cosa che naturalmente non passa per la testa degli abominevoli mentecatti di governo) .

Che procedendo sulla strada del Mes si darebbe arrivati al prelievo forzoso non c’era alcun dubbio, ma la cosa più strana riportata da Italia Oggi è che a curare la pratica non sarebbero le istituzioni italiane ma quelle tedesche le quali avrebbero stabilito che solo una patrimoniale del 14 per cento sia sul denaro liquido che sulle proprietà  potrebbe evitare il default al Paese. Immaginiamoci i milioni di poveracci che hanno fatto sacrifici enormi per stare sotto un tetto proprio o che magari ancora pagano il mutuo che si vedrebbero arrivare questa legnata dalla quale non potrebbero mai più risollevarsi. Ora io non sono in grado di sapere se il documento esista e cosa contenga, ma l’ultima cosa a stupirmi è che esso possa essere  di matrice tedesca: è assolutamente ovvio che le nostre finanze sono in mani altrui, come sono in mano altrui le regole che non osiamo contestare. Dunque sarebbe davvero strano che i suggerimenti e le imposizioni non venissero da Bruxelles – Berlino. Anzi già  dalla fine dell’estate scorsa con il cambiamento del Mes era fin troppo chiaro come i tedeschi volessero impadronirsi del risparmio italiano, senza nemmeno farsi scrupolo di nasconderlo più di tanto e sono piovute le dichiarazioni in cui si diceva che il risparmio privato dello Stivale era una sorta di eccezione da cancellare.

Poi è scoppiato il provvidenziale caso Covid, è bastato far suonare la campana a morto,  bloccare senza necessità  l’economia dell’intero Paese in modo da far aumentare il debito pubblico e ottenere qualcosa che non sarebbe mai passato in condizioni normali: vale a dire il governo diretto della troika. Adesso questi signori sono a villa Pamphili a festeggiare di aver messo nel sacco gli italiani, mentre c’è ancora qualche patetico  illuso che tiene appesa la calza della Befana  per farci stare i soldi a “fondo perduto” dell’Europa. Che forse arriveranno il prossimo anno, ma non saranno altro che gli stessi denari conferiti dall’Italia all’Ue, ma spendibili solo per le cose che vorranno a Bruxelles.


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