Ricordo benissimo come i cosiddetti fact checking, oltre ovviamente al mainstream, ululassero quando si diceva che i russi avevano scoperto alcuni biolaboratori americani in Ucraina: “menzogna, fuori contesto, cose non provate”, dicevano con un’insistenza e una diligenza degna di miglior causa. Eppure Mosca aveva presentato all’Onu una corposa documentazione che è finita nei cassetti delle vergogne occidentali, senza mai vedere la luce di un dibattito. L’indignazione prezzolata di questi sguatteri dell’informazione addetti al lavaggio dei piatti sporchi, non soltanto era priva di qualsiasi seria argomentazione, ma aveva uno scopo, quello di proteggere le radici stesse di un sistema. Però oggi la loro indignazione pelosa e vergognosa  è stata denudata  grazie al fatto che il responsabile dei servizi americani di intelligence, Tulsi Gabbard, ha finalmente vuotato il sacco: erano 40 i biolaboratori del Pentagono in Ucraina ( su un totale di 120 in tutto il mondo) ed erano  addetti alla manipolazione di agenti patogeni, in modo da renderli ancora più aggressivi di quanto già non fossero. Ma non basta: tutti erano focalizzati  sul guadagno di funzione da cui è presumibilmente scaturito il virus del Covid e spesso utilizzavano gli stessi ricercatori delle multinazionali del farmaco che poi hanno messo mano al  famoso vaccino spacciato per salvifico e sicuro, mentre era – ed è – inutile e pericoloso.

I documenti declassificati pochi giorni fa  mostrano inequivocabilmente che il dossier russo era assolutamente veritiero, anzi era semmai “timido” nello svelare certi aspetti. E la Gabbard su questo è stata inequivocabile: “Fino ad oggi, le prove relative alla piena esistenza e al finanziamento di questi laboratori sono state consapevolmente occultate al popolo americano. Le informazioni riguardanti l’esistenza, la storia, l’ubicazione e il finanziamento di questi laboratori biologici finanziati dagli Stati Uniti sono state intenzionalmente insabbiate da persone potenti che affermano falsamente che non esistono e accusano chiunque affermi il contrario di essere un agente straniero e un traditore dell’America. Nonostante l’evidente potenziale impatto globale catastrofico che la ricerca su agenti patogeni pericolosi nei laboratori biologici può avere, politici, cosiddetti professionisti della salute come il dottor Anthony Fauci e membri del team per la sicurezza nazionale dell’amministrazione Biden hanno mentito al popolo americano sull’esistenza di laboratori biologici finanziati e sostenuti dagli Usa e hanno minacciato coloro che hanno tentato di svelare la verità”.

Ciò che emerge da tutto questo è un tossico cortocircuito tra denaro, multinazionali del farmaco, finanza, progetti militari, speculazione farmaceutiche, progetti politici che i media mainstream tentano di negare a tutti i costi nonostante il fatto che su questo ci sia ormai una documentazione ineludibile. E si può, senza per questo fare un passo più lungo della gamba, lanciare l’ipotesi che le recenti diffusioni di malattie come Covid, Mers, Ebola, Tularemia, Sars siano frutto di un ambiente ormai  marcio e totalmente irresponsabile. Lo dimostra anche il fatto che la documentazione russa sia stata demonizzata come disinformazione e si sia arrivati persino ad uccidere il generale Igor Kirillov che aveva supervisionato le indagini sui biolaboratori in Ucraina, un attentato avvenuto peraltro dopo che Londra lo aveva grottescamente definito un criminale di guerra. Ma la tetragona determinazione con cui queste cose vengono ancora oggi negate, contro ogni evidenza, fa pensare che qui non si tratti solo di salvare Washington dalle accuse di aver violato i trattati internazionali o di aver fatto dell’Ucraina un paradiso per antigeni pericolosi, ma di nascondere un intero sistema occidentale che ha eletto le nuove malattie di origine sospetta, a fonte di potere e di guadagno, molto al di là dei progetti bellici già di per sé inquietanti. Certo, ci vorrebbe una commissione d’inchiesta internazionale per dipanare questa ignobile  matassa, ma dubito che si possa arrivare a tanto: la vicenda colpisce al cuore le oligarchie occidentali che hanno fatto della “peste” un instrumentum regni da molti punti di vista..