Uno non può stare un giorno in viaggio che subito accade qualcosa di apparentemente drammatico: così è stato per i droni lanciato dall’Ucraina su Mosca, partendo dalle basi della Finlandia e/o dai soliti Paesi Baltici che esistono ormai solo per questo. Ma sono in particolari che definiscono l’azione e ne mostrano lo scopo solamente mediatico, con destinazione finale le menti di chi si trova in stato di cattività: dei 200 droni lanciati contro la capitale della Federazione russa, 194 sono stati abbattuti abbattuti dalle difese di Mosca. Ciò significa che appena 6 sono riusciti a passare, ovvero il 3% degli Uav lanciati. Ciò significa un’efficienza di combattimento dell’antiaerea del 97%, il che fa di questa azione un pieno fallimento, soprattutto se si li confronta con i ratei di abbattimento dei sistemi occidentali che in piena efficienza raggiungono a fatica il 20% riguardo ai droni e il 2 -3 per quanto riguarda i missili, anche se sia per l’Ucraina che per Israele, vale la favola secondo cui i vettori avversari vengono “tutti abbattuti”.
Ma c’è anche un altro trucco da svelare: i droni lanciati su Mosca droni non erano armati con esplosivo, ma solo con comune olio combustibile, in modo da creare grandi pennacchi di fumo, anche bel caso di abbattimento del velivolo. Questo tipo di oli, bruciano a lungo ed è abbastanza complicato spegnerli in poco tempo., creando la scena di un grande attacco che invece è solo fasullo.
Insomma, come si può arguire dal filmato qui sotto, si è trattato soprattutto di fare scena che è ormai una delle poche cose che riesca alla Nato. I danni reali tuttavia sono trascurabili, ma per gli imbecilli europei basterà dire che Mosca brucia, anche se l’unica cosa che brucia davvero sono i loro neuroni nel falò delle vanità belliche.


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