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Governo, la fotocopia degli inganni

faccia_culoIl governo che si profila è peggio che una scialba fotocopia di quello del cazzaro Renzi, è un’offesa agli elettori, messo in piedi da un milieu ormai putrescente per sterilizzare il risultato del referendum e ribaltarne il senso politico. E’ una funesta burla tutta costruita attorno al niente, ovvero alla necessità di una nuova legge elettorale per la Camera come se per questo – è in tempi calamitosi – occorressero mesi, quando invece essa c’è già ed è persino garantita dalla stessa Corte Costituzionale: si tratta di quella che va sotto il nome di Consultellum , risultato delle profonde correzioni apportate dalla consulta al Porcellum nel 2014. Basta abrogare l’Italicum, che nessuno più vuole, nemmeno gli autori che temono la vitoria dei cinque stelle, senza aspettare che la corte dia il suo parere e votare secondo le regole che la Corte stessa ha indicato a suo tempo. Ci si metterebbe una mezza giornata.

Si tratta di una legge proporzionale e senza correzioni che snaturino il voto, forse non la migliore del mondo, ma comunque tale da ridare voce agli elettori e soprattutto da uccidere il fenomeno dei parlamentari nominati, ovvero quello che ha permesso  di far passare dopo la crisi ogni genere di cessione di sovranità, di manipolazione del sistema dei diritti, di diminuzione reale di democrazia. Quindi lo scopo della lunga attesa per le elezioni che potrebbe durare anche un anno per consentire ai parlamentari di prima nomina di aggrapparsi al vitalizio,e dell’incoronazione di un uomo di carta copiativa, anonimo per conto proprio e cazzaro per conto terzi,  risponde a due esigenze: la prima è quella di prendere tempo per costruire qualche marchingegno elettorale ad hoc per tentare di sconfiggere il movimento Cinque stelle e tenere ben stretto il potere di quell’informe partito della nazione che si costruisce intorno alla bugia compulsiva e alla corruzione diffusa, la seconda è permettere, per tramite di un governo fantoccio sia delle marcescenti logiche interne, sia dei poteri continentali, che la troika prenda possesso del Paese a seguito della crisi bancaria senza che gli italiani possano minimamente intervenire. Il governo infatti può decidere senza nemmeno consultare il parlamento di rivolgersi al Mes, meccanismo europeo di stabilità, vero governo ombra di Bruxelles, chiedendo un prestito a garanzia del quale verrebbero chiesti, come da statuto, nuovi massacri sociali. Capite adesso quanto è utile un Gentiloni?

Si vede benissimo in questo caso la saldatura tra le vecchie logiche della politica politicante, appartenenti a un’altra epoca e tramutatesi col tempo in malaffare e quelle delle elites di comando europee, interamente gestite dai poteri economici che dovrebbero indicare il nuovo, sebbene siano in effetti una forma di restaurazione dell’ancien regime. Purtroppo sono convinto che questo disegno così perverso e peraltro così evidente rischia di avere un complice fondamentale negli italiani stessi: non parlo nemmeno perché purtroppo è fantascienza di dare espressione politica concreta al No con una formazione nuova della sinistra che non nasca da precari assemblaggi, (formazione che oltretutto aiuterebbe i Cinque stelle unica opposizione al di là delle alleanze tattiche del referendum) a resistere a  pressioni e contagi di Palazzo di cui cominciano ad apparire i sintomi. Parlo della capacità di comprendere che la vittoria del no non è stata la fine di una battaglia, ma l’inizio di una guerra di sopravvivenza della democrazia e in prospettiva del Paese stesso: non più possibile stare alla finestra e concedere assegni in bianco a questo milieu di oligarchi in pectore che oggi con un pretesto senza fondamento vogliono acconciare una legge elettorale congegnata in maniera da eliminare ogni preferenza in maniera che i candidati non abbiano una consistenza propria e siano solo espressione del partito, che istituisca collegi uninominali dove il peso dei clan politici di riferimento e delle relative clientele sia abbastanza forte da sconfiggere le formazioni che non hanno le mani in pasta, con contempli premi di maggioranza non sul piano nazionale, ma collegio per collegio. Insomma un sistema iper maggioritario, ma che non sembri tale e non incorra nelle osservazioni della Corte costituzionale.

Più che mai bisogna incalzarli, rendere loro la vita difficile, far sentire che non siamo proprio degli sprovveduti contro i furbetti di ogni tipo.

 

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