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I gattini sul Papa che scotta

 Anna Lombroso per il Simplicissimus

Ma non sarà semplicemente che il Papa è andato su Facebook e si è imbattuto in una qualche ostensione di  micetti, tartarughine, orsetti lavatori, interrotta da altrettanto numerose invettive contro l’invasione di   stranieri, tutti di età adulta, robusti quanto indolenti,  che ci portano via il lavoro, delinquono, stuprano, rubano, approfittano della nostra assistenza e istruzione?

Perché lo ammetto da laica, atea, agnostica, anticlericale, anche io, che non milito in una  religione che si ispira a amore, fratellanza, carità, solidarietà, limitandomi a guardare a quei valori come a delle stelle polari che mi sanno indicano un cammino, quello che deve percorrere chi vuole battersi contro ingiustizie, sfruttamento, iniquità, mi interrogo sulla natura di una comunanza a intermittenza, quella di chi preferisce le bestie agli uomini, perché più innocenti, comprensive, affettuose, talmente compreso della superiorità del mondo animale da volerlo imitare in istinti ferini, in irrazionalità, magari anche nel subire le leggi della giungla ormai molto di moda, se orientano giurisprudenze degli uomini e azioni di governo.

Da sempre lamento le ingerenze delle gerarchie ecclesiastiche nelle nostre vite, da sempre guardo con sospetto e riprovazione a quanto quell’invadenza condizioni scelte e imponga come etica pubblica una morale religiosa e di parte, da sempre ancor più condanno chi si riferisce a quegli imperativi per determinare scelte, politiche e regole comuni, mettendo fuori legge inclinazioni, comportamenti, attitudini non convenzionali, non conformiste, non assoggettate. Da sempre denuncio che carattere comune alle chiese, consista nel predicare bene e razzolare male, nel fare professione di carità da sontuosi palazzi, nell’esprimere deplorazione per trasgressioni, tollerate e protette quando si consumano al loro interno, nel reclamare il diritto a sottrarsi ai tribunali degli uomini in attesa, in più tardi possibile, di quello di un dio, nell’imporre precetti che allontanano il sacerdozio ma anche la comunità dei fedeli dalla realtà, dai desideri, dalla quotidianità della gente comune, ripetendo lo stesso distacco castale che contraddistingue i poteri forti, suscitando e praticando discriminazione:

Credo di essere esente dall’applicazione personale del noto proverbio: co la carne se frusta l’anima se giusta, dubito con l’avanzar di anni, afflizioni e frustrazioni della carne, di  seguire l’esempio di Bertinotti, trasmigrato da Bakunin a Don Giussani, nemmeno quello di Parlato che un giorno ammise di essere persuaso che era meglio dare l’8 per mille alla chiesa, convinta come sono di preferire la solidarietà alla carità e incazzata come sono di dover pagare imposte e balzelli dai quali il Vaticano e le sue declinazioni territoriali sono dispensati.

Però credo di essere così liberamente laica da riconoscere a un’autorità religiosa, il dovere oltre che il diritto di esprimersi sui temi della responsabilità morale, della misericordia, dell’aiuto. Anche se mi duole che possa esercitarli con la forza e il prestigio derivante dall’occupazione di uno spazio morale lasciato libero da altri soggetti, lo Stato e le sue istituzioni, gli intellettuali, specie zittita dalle campagne di acquisto in grande stile lanciate dal mercato, la scuola, ormai privatizzata e soggetta anche quando è pubblica, la cultura, che nemmeno saprei più definire, decretata l’eclissi dei suoi “operatori” trasformati in organizzatori di eventi.

Si, mi duole che a Lesbo, per esprimere, cito, “vicinanza e solidarietà sia ai profughi sia ai cittadini di Lesbo e a tutto il popolo greco, tanto generoso nell’accoglienza” ci sia andato un pontefice, che ha gettato una corona di fiori nelle acque del mare che ha inghiottito tante vittime,  riempiendo la falla civile, umana e politica aperta da un’Europa assente nella coesione, nell’accoglienza, nella generosità, quando è presente con la sopraffazione, l’istinto coloniale, la subalternità all’impero finanziario, mostrando così una volta per tutte il suo volto, quello di una entità artificiale e aerea che si materializza nel promuovere guerre, che favorisce il business della tratta dei nuovi schiavi, incaricando la Turchia di  organizzare la più grande deportazione di massa dalla fine della seconda guerra mondiale, che grazie all’austerità ha diffuso come un contagio miseria, sospetto, ingiustizia, che ha eroso la sovranità di stati e popoli per sradicare democrazia e libertà.

Dovremmo far nostra una frase di Tolstoj, quando dice che il suo cuore ha tante stanze e può contenere tanti amori. Ma se proprio preferite le bestie e le piazzate sui vostri profili nei social network, date la preferenza ai lupi, almeno loro sanno stare in branco.

 

 

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6 responses to “I gattini sul Papa che scotta

  • juan-armando

    Ma che avrà detto di così eccezionale questo papa, la gente pensa agli animali e non agli esseri umani…..
    Che facciamo, invece del cane adottiamo un extracomunitario ? E’ poi mica è una soluzione !?.. Così ridurremmo l’extracomunitario ad una specie di zio Tom ..
    Il problema si pone sul piano politico, ma vedi se il papa condanna quei governanti occidentali che decidendo le tante guerre dall’iraq in poi hanno portato al problema dei profughi.
    Perchè non scomunica Busch o Blair che circa le loro guerre hanno mentito sapendo di mentire come appurato da commissioni parlamentari in inghilterra ed anche negli USA?
    E quelli che amano cani e gatti sono sordidi ed egoisti o non sono forse semplicemente impotenti rispetto a problematiche che richiederebbero un approccio politico a 360 gradi, visto che la distruzione dei paesi bombardati mette in concorrenza immigrati ed indigeni per il maggior profitto del capitale?
    E il jiadismo che nasce dalla distruzione di quei paesi, oltre che dallo zampino dell’occidente, è o non è la scusa per far passare leggi liberticide con cui oggi sono repressi i giovani che protestano in Francia (ed in prospettiva le proteste che il potere si attende) ?
    Il capitale separa, divide et impera, ma il papa con queste sue uscite depoliticizza i problemi, mica sono tutti come i lettori del simplicissimus, i più penseranno che il mondo va male per via del consumismo, del relativismo (l’animale è uguale all’uomo) e ci metteranno pure le unioni gay.

    Un Papa francescano che fa queste affermazioni quando il suo capostipite diceva fratello sole e fratello lupo..
    A parte l’ironia, la chiesa ha sempre dei personaggi profetici che sostengono cose ammirevoli, ma poi la chiesa come istituzione le storicizza e le civilizza, ovvero le rende compatibili con le istituzioni esistenti usando il carisma profetico proprio per legittimare lo status quo.
    Il vero francesco parlava di povertà, ma il quasi coevo san bernardino, il pietro degli olivi, distinsero dalla povertà l’uso povero. Per loro era da rifiutare il possesso (proprio del mondo feudale e dei godimenti dei signori) ma non l’uso povero (che è quello del capitalista che gestisce la ricchezza per allargare la produzione ma personalmente può essere sicuramente frugale, come poi i calvinisti)
    C’era il carisma profetico del santo di assisi, che proponeva una utopia egalitaria (qualcuno più politico avrebbe dovuta trarne una prassi, alla maniera di tommaso muntzer), Tale utopia egalitaria fini per legittimare il protocapitalismo dell’italia dei secoli d’oro, in quanto uso povero furono ammessi i prestiti dietro interesse che prima erano scomunicati come usura.
    Le figure profetiche sono sempre esistite nella chiesa, ma l’unitarietà di questa legata all’unico Libro, ha sempre recuperato i profeti in funzione dei costituendi sistemi di potere, tantè che la chiesa ha sempre legittimato l’esistente (esempio massimo, a metà dell’ottocento il pontefice ancora accettava la schiavitù)
    La chiesa è un dispositivo, nel senso di Focault, che assorbe le spinte profetiche che l’umanità produrrebbe comunque e che da sole potrebbero realizzare l’utopia o almeno velocizzare il vero progresso umano,
    Attraverso la chiesa le spinte profetiche sono messe al servizio del dominio sociale fortificandolo, la chiesa è essa stessa il divenire del dominio sociale. E’ storia millenaria, ma che fragilità, un papa parla di uomini più importanti degli animali e diventa per questo preferibile a tutto il resto. E lo IOR, e le rogatorie internazionali a cui il vaticano si sottrae a differenza di tutti gli altri stati? Cosa devono finanziare ancora dopo i contras solidarnosch etc, io che sono internazionalista cioè non stalinista?

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    • ilsimplicissimus

      condivido con entusiasmo… ma se guarda qui sotto il fanatismo trova sempre nuove geografie, annullando la forza pensante della critica, contribuendo se non alla distopia salvifica tramite perdono, alla normalizzazione dell’utopia

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  • manunzio

    Laica, atea, agnostica, anticlericale. Quattro al prezzo di uno i saldi di Primavera.
    Uno poi dovrebbe a rigor di logica (materialista?) definirsi laida in primis. Quanto ad a-tea, da ridere e fa il gioco ai teisti, e si continua sul solito binario: ciuf ciuf fiiii. In saecula saeculorum. Amen (Ra).
    Agnostica? Bella questa. E poi usa il verbo “credere” al presente indicativo, prima persona singolare con dubbio (però). E nemmeno con nonchalance il “noi” collettivo (futura umanità?). Andiamo bene, n’est pas?
    Anticlericale, un’altra. E sia ma perché nei laidi (e mi ci metto seppur strettino) a-tei etc non esistono “maestri” di diverso grado (massonico?). E quindi una liturgia e quindi sacerdoti e dell’Androgino zoccolato? E invece di Chanel, Zolfanel n.5? Se la stella mattutina è Luci+fero, continuiamo a giocare?
    Fesserie che riproducono paro paro l’equivalente demoniaco (?!) cui si pretende dissociarsi.
    Nel Terzo Millennio, a base Fascismo tecnocratico frammasonico (Metropolis Frtitz Lang, dell’Ordine Teutonico?) bieco edonismo d’accatto, camuffato. O del political in-correct. Santi Numi, ora pro nobis. Ecco.
    Non ci siamo sul rosario snocciolato, farfugliamenti homo vs animali (chi è l’homo sapiens sapiens ibridato in laboratorio e chi l’animale?) pronto al consumo, qualsivoglia a telecomando e reti unificate. Sconto incluso, fidelizzazione, no.
    Come saremmo senza Mammasantissima Chiesa (non si confonda, però, con Ecclesia che è ben altra cosa e peggio indigesta) questo un bel quesito. Meglio vexata quaestio. E per noi con prurito artistico un dramma: vero Michelangelo Merisi detto Caravaggio, o del san Giovanni decollato?
    Siché il laidismo (ci entriamo sempre strettini) verebbe meno: un muro mica crolla da una sola parte. Altrimenti è “caduta libera controllata” come insegna il 11/9. Undici la Giustizia (di chi?) e nove arcano e tre volte tre…continuiamo nel giochino dei frammassoni?
    Ciò dato è evidente che quando si pone l’accento su certi argomenti: che dire? Tra un flute e ‘na tartina, ce sta. Se po’ fa.

    No more Christ, Maometto, Budha, Zarathustra, Scintoisti lenisti e tutte le Chiese: sia! Era ora, ma ci teniamo la Chiesa della Proprietà Privata (il Verbo!) le sue liturgie (di sangue come insegnano Legioni romane e odierni Yankee loro diretti discendenti, di sangue versato) i suoi bonzi e tutto l’ambaradan? Si, ma allora ditelo che ci buttiam giù da ridere.
    Laidi-atei-agnostici, anticlericali e però dell’Occidente giudaico-cristiano-greco-romano frammassone, bancomat. E basta dirlo: Annuit Coeptis.
    “Sia il vostro parlare si si, no no, il di più viene dal Maligno”. Mt 5,37 Ipse dixit.

    Ps. Duole ancora essere Lupus ma con tratti da Canis (intellettualis cum catena ad collum?).
    Ah la trasmutazione alchemica (pasticcione di Allievo) che deve avermi lasciato a mezza via, tra il Nigredo e il Rubedo…

    Pss. Un anno fa si spegneva, alla lettera, il mio gatto. Essere che non era di questo Mondo. Un’anima guida.

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  • Elisabetta Pierucci

    Il laico per eccellenza Fausto Bertinotti si è trasformato in un proselita di Comunione e Liberazione. Tanti insegnanti un tempo sedicenti di sinistra lo hanno seguito in un tipo di scuola non più statale. Cara giornalista Anna Lombroso forse lei è una dei rarissimi italiani sinceramente laica.

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