Sono un maschio bianco eterosessuale, il che è un vero guaio perché nell’arco della mia vita sono passato da essere il metro di ogni giudizio, una cosa che ho sempre sentito come ridicola e ingiusta, a una specie di paria, colpevole di colonialismo compulsivo, patriarcato continuato e aggravato, oltreché narcisista patologico secondo le nuove parole d’ordine che corrono di rivista in rivista, di coiffeur in coiffeur, di labbra in labbra, specie quelle che sono un apostrofo rosa tra le parole acido ialuronico. Per giunta ho anche un bel po’ d’anni sulle spalle, il che mi fa venire il dubbio di essere un laudator temporis acti, anche se per la verità non c’è nulla che mi interessi meno dei cantieri e della posa dei cavi. Ma ricordo bene la mia giovinezza, i miei anni di apprendistato e se per caso qualcuno volesse fare dell’ironia, mi riferisco al fatto che allora era abbastanza normale leggere uno scrittore come Brecht o come Ezra Pound che ne era l’opposto, Roberto Bolaño o un conservatore come Eliot che ho poi conosciuto personalmente nei miei trascorsi parigini. Insomma queste espressioni di pensiero, di utopie, di vita erano pienamente disponibili e lecite anche se non mancavano quelli che facevano critica letteraria dicendo, tanto per fare un esempio, che Tolkien fosse un ammiratore del caudillo Francisco Franco e dunque non si poteva leggere il Signore degli anelli.
Sono soltanto alcuni esempi di qualcosa che non esiste più: le case editrici pubblicano quasi esclusivamente spazzatura e non hanno più nemmeno dei veri e propri editor, i film sono generalmente privi di idee o energia, ciò che importa è la composizione woke del cast, impazzano le serie fatte col copia e incolla che non solo non dicono nulla, ma sono una fonte di noia letale, tutto è straordinariamente uniforme, pretendendo di essere eccezionale o addirittura “contro”, perché da molti decenni ormai il vezzo di un’industria culturale normalizzata e gestita da poche mani, è quello di parere alternativa. Si tratta del miglior modo di vendere il prodotto più serializzato. E la cosa non è poi molto difficile: per avere visibilità, per comparire si deve necessariamente aderire a certi canoni. Ogni creatore deve avere sostanzialmente la stessa opinione, almeno se vuole vivere senza portare pasti a domicilio. Come aveva osservato già più di sessant’anni fa, Pierre Bourdieu, la merce degli intellettuali, ossia il capitale culturale, può essere diffuso e comprato solo dall’élite dominante quindi deve necessariamente rappresentarne gli interessi. Il fatto che tali interessi possano coincidere, in alcuni momenti, con una rappresentazione alternativa o critica corrisponde esattamente alla drammaturgia sociale dei nostri tempi, ovvero quella di creare un antagonismo prima di tutto innocuo e comunque funzionale ai propri scopi. È insomma una perfetta macchina per la creazione di eterogenesi dei fini. Dentro questo universo censorio e conformista, cala anche la cosiddetta intelligenza artificiale: poter dire ” scrivimi un romanzo con lo stesso stile di questo o di quell’altro autore, ambientato in questa o quella città, di cui io stesso sono protagonista” è come la pietra angolare del nostro mondo: tutto è finto, ricalcato sulle probabilità statistica delle parole e delle trame, abbandonato all’autoreferenzialità. Non ci vuole molto per capire che l’IA è il Dante, lo Shakespeare, il Goethe dei nostri tempi. Non più la comédie humaine di Balzac, ma la comedie logiciel.
E così si instaura l’equivoco della libertà che oggi consiste nello scegliere ciò che viene proposto, suggerito, insinuato determinato e infine imposto, caso mai il mesmerismo mediatico non funzionasse su alcuni soggetti. Fateci caso: praticamente non esistono film o serie TV sull’era del Covid: ogni tanto compare qualche mascherina, ma sostanzialmente è come segregazioni, proibizioni di farmaci efficaci, violazioni di fondamentali libertà umane, manipolazioni statistiche di ogni tipo, vaccini tanto inefficaci quanto pericolosi, non fossero mai esistiti. Il fatto è che la pandemia ha costituito una temporanea smagliatura del Matrix che nessuno vuole evocare, anzi che nessuno può evocare perché si è trattato di una distopia border- line, sulla quale sarebbe pericoloso focalizzare anche la minima riflessione. Questo è l’equivoco della libertà che non consiste nel fare e dire ciò che esistenzialmente si vuole, ma nel pensare al di fuori dei canoni imposti: è libero chi resiste alla corrente e non chi vi si abbandona. Viviamo in un mondo in cui paradossalmente esistono dei significanti, ossia le parole, i loro segni, la loro fonetica, ma sono in via di scomparsa i significati. È la stessa cosa che accade per l’Intelligenza artificiale: si tratta solo di surrogati, di segnaposto per fare la nostra porca figura di sudditi, ci piace negare l’umanità degli altri mentre presentiamo un’immagine di noi stessi disumanamente perfetta… io, io, io dice l’eco nella caverna di Aladino dove l’abbondanza di oggetti assolutamente da possedere, ci acceca. Proprio banale e champagne, si potrebbe dire. Se poi pensate che la politica e la geopolitica nella quale siamo immersi sia qualcosa che non abbia nulla a che fare con questo: bè si tratta di un’illusione, mentre viviamo non solo la banalità del male, ma anche quella del bene.


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Il peggiore analfabeta
è l’analfabeta politico.
Egli non sente, non parla,
nè s’importa degli avvenimenti politici.
Egli non sa che il costo della vita,
il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina,
dell’affitto, delle scarpe e delle medicine
dipendono dalle decisioni politiche.
L’analfabeta politico è così somaro
che si vanta e si gonfia il petto
dicendo che odia la politica.
Non sa l’imbecille che dalla sua
ignoranza politica nasce la prostituta,
il bambino abbandonato,
l’assaltante, il peggiore di tutti i banditi,
che è il politico imbroglione,
il mafioso corrotto,
il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.
Bertold Brecht
Dott. Capece,
per cortesia, disabiliti (censuri). Slarp!
Dottor Capece, di cio’ che scrive lei. Slurp.
Dottore, , chi la apprezza. Disperato, erotico Stomp. (Orgasmo).
Ti hanno visto bere a una fontana
Che non ero io
Ti hanno visto spogliata la mattina
Biricchina biriccò
Mentre con me non ti spogliavi
Neanche la notte
Ed eran botte, Dio, che botte
Ti hanno visto alzare la sottana
La sottana fino al pelo, che nero
Poi m’hai detto “Poveretto
Il tuo sesso dallo al gabinetto”
Te ne sei andata via con la tua amica
Quella alta, grande fica
Tutte e due a far qualcosa di importante
Di unico e di grande
Io sto sempre in casa, esco poco
Penso solo e sto in mutande
Penso a delusioni, a grandi imprese
A una thailandese
Ma l’impresa eccezionale, dammi retta
È essere normale
Quindi, normalmente
Sono uscito dopo una settimana
Non era tanto freddo, e normalmente
Ho incontrato una puttana
A parte i capelli, il vestito
La pelliccia e lo stivale
Aveva dei problemi anche seri
E non ragionava male
Non so se hai presente
Una puttana ottimista e di sinistra
Non abbiamo fatto niente
Ma son rimasto solo
Solo come un deficiente
Girando ancora un poco ho incontrato
Uno che si era perduto
Gli ho detto che nel centro di Bologna
Non si perde neanche un bambino
Mi guarda con la faccia un po’ stravolta
E mi dice “Sono di Berlino”
Berlino, ci son stato con Bonetti
Era un po’ triste e molto grande
Però mi sono rotto
Torno a casa e mi rimetterò in mutande
Prima di salir le scale mi son fermato
A guardare una stella
Sono molto preoccupato
Il silenzio m’ingrossava la cappella
Ho fatto le mie scale tre alla volta
Mi son steso sul divano
Ho chiuso un poco gli occhi
E con dolcezza è partita la mia mano
Fonte: LyricFind
… ci piace negare l’umanità degli altri mentre presentiamo un’immagine di noi stessi disumanamente perfetta… io, io, io…
ma… secondo te, a me cosa me ne potrebbe venire ad arruffianarmi Alberto Capece?
Se poi a te piacciono i tuoi virtuosismi letterari (o presunti tali), le tue “dotte” citazioni, o cambiare in continuazione il tuo nome per giocare a nascondino, o ti piace masturbarti, materialmente o meno… beh, è un tuo pieno diritto.
Ma è anche (e rimane) un tuo problema.
Ciao, Napalm 51.
Non è un problema, ma un fattore fisiologico che investe l’intera umanità entro una vita. Papi e presidenti compresi. Ergo…mettiti tranquillo.
e tranqullissimo, sono
…almeno io
Son tornati i tempi del Còdega: l’antico mestiere veneziano del “reggitore di moccolo” ed anche del Trombone, nato per trombare e finir assai trombato. Pare che tolto Aristotele, tutto il sapere da Platone a Socrate, fosser battibecchi di Zitelle.
Sì, tutto molto ben descritto, ma mi chiedo: chi scrive “Ma si sa, quelle cazzate sulla fine dei tempi che sono il prodotto sia di illusionismi pseudo religiosi che di un’attitudine disneiana…” può ancora considerarsi al livello del caviale?
Nel secolo XIV si può cominciare a osservare, nell’Europa cristiana, una trasformazione di mentalità che nel corso del secolo XV diventa sempre più chiara. Il desiderio dei piaceri terreni si va trasformando in bramosia. I divertimenti diventano sempre più frequenti e più sontuosi. Gli uomini se ne curano sempre più. Negli abiti, nei modi, nel linguaggio, nella letteratura e nell’arte, l’anelito crescente a una vita piena dei diletti della fantasia e dei sensi va producendo progressive manifestazioni di sensualità e di mollezza. Si verifica un lento deperimento della serietà e dell’austerità dei tempi antichi. Tutto tende al gaio, al grazioso, al frivolo. I cuori si distaccano a poco a poco dall’amore al sacrificio, dalla vera devozione alla Croce, e dalle aspirazioni alla santità e alla vita eterna. La Cavalleria, in altri tempi una delle più alte espressioni dell’austerità cristiana, diventa amorosa e sentimentale, la letteratura d’amore invade tutti i paesi, gli eccessi del lusso e la conseguente avidità di guadagni si estendono a tutte le classi sociali. Questo clima morale, penetrando nelle sfere intellettuali, produsse chiare manifestazioni di orgoglio, come ad esempio il gusto per le dispute pompose e vuote, per i ragionamenti sofistici e inconsistenti, per le esibizioni fatue di erudizione, e adulò vecchie tendenze filosofiche, delle quali la Scolastica aveva trionfato, e che ormai, essendosi rilassato l’antico zelo per l’integrità della fede, rinascevano sotto nuove forme. L’assolutismo dei legisti, che si pavoneggiavano nella conoscenza vanitosa del diritto romano, trovò in prìncipi ambiziosi una eco favorevole. E di pari passo si andò estinguendo nei grandi e nei piccoli la fibra d’altri tempi, per contenere il potere regale nei legittimi limiti vigenti al tempo di san Luigi di Francia e di san Ferdinando di Castiglia (“Revolução e Contra-Revolução”, 1959).
Dott. Capece,
per cortesia, disabiliti in modo permanente la possibilità di scrivere commenti ai suoi post.
Certi soggetti non vogliono tenere a freno il proprio livore neppure quando scrivono, neppure sanno scrivere, e neppure si preoccupano di farsi capire, o di mettere ordine alle proprie idee confuse.
Certi commentatori squalificano il valore e i contenuti di ciò che scrive lei, dottor Capece.
Tanto per dirne una: avrei voluto diffondere, cioè condividere, il suo post di oggi, ma gli sproloqui dei commentatori la espongono al ludibrio dei “benpensanti” e dei “politicamente corretti”.
Dottore, chi la apprezza, 99 volte su 100, non ha bisogno di aggiungere nulla a ciò che lei ha scritto.
Gli altri di norma non servono, o forse sono dei banali trollettini da strapazzo.
Pezzo stratosferico… che descrive la disperazione di noi poveracci, consapevoli di vivere nel peggiore dei mondi distopici ci potessero capitare. Vorrei tanto essere di nuovo ignara!
Se non fosse barzelletta, il re de Banale e champagne è del principino arrotato dei Savoia che vuole tornare in italia a sobllare,con Vannacci?. Non son bastate due guerre mondiali nefaste e leggi razziali fascistissime, cariche di vittime, lo sterminio degli alpini, il referendum che li ha radiati a memoria. La faccia di bronzo non difetta. Se vogliono, possono tornare, da morti, in tome anonime a campo.
Tombe
uNA BUONA COALIZIONE DI STATI CENTRO E SUDAMERICANI POTREBBE, SULL’ESEMPIO DI CINA-RUSSIA, COSTITUIRE UN bILANCIAMENTO E DETERRENTE AGLI uSA. iL vENEZUELA SAREBBE ALLORA INGLOBATO E PROTETTO, FORNENDO INOLTRE RISORSE A cUBA. oCCORRE ESSERE lUNGIMIRANTI E PARAGMATICI. iL bRASILE RIPULITO DEL VIRUS BOLSONARO, CON BUONI RAPPORTI COL mESSICO-INVISO A TRUMP-SAREBBERO UNITI DAL CORRIDOI DI ALTRI STATERELLI ESPOSTI ALLE mIRE iNSANE DEGLI uSA. uN BLOCCO CHE AVREBBE VOCE INTERNAZIONALE ANCHE NEI bRICS. uNA pOtENZA nascente, omogenea. Così, nessuno adirebbe le ire dei razzisti che erigon muri, bollandoli come narcos o clandestini. Si allenterebbero la diaspora e le tensioni economiche e politiche. Una parte ov’è possibile riformare parecchio, in quella parte negletta e spogliata del mondo.. Un luogo ricco di risorse naturali e manodopera. Se solo cercasse una Via Comune, oltre le divisioni spesso prezzolate, imposte.
Avremmo anche una valida interlocutrice di interscambio, noi europei ormai alla spazzatura da accordi con una Confederazione Latina, assai piu’ affine alla nostra cultura, modus vivendi.
Utopia?
Chissà?
Chi avrebbe ai scommess sul gemellaggio Russia-Cina, 50 anni orsono?
Le idee piu’ attive, son quelle Naturali, geografiche, etniche. Le scoperte, son spesso vicino a casa.
Quando sai che i mericani son ladri e bastardi, fino ai loro sottomessi e sottoposti, anche l’intera filiera a valle è capziosa e compromessa. Son troppe le norme imposte a capestro per alcuni che mutanoin risorse per gli amici dei soliti ig-noti.
Vorrei vedere se al Ranch di Punta del este, le” mucche” han superato il test della dermatite bovina. Anche i “tori”, magari. Chissà che test fanno ai Capi provenienti dal Mercosur, caldeggiate da Meloni?
Forse con Cipria sugli Ani..?
Quasi 200 mucche abbattute in Sardegna, ma solo 4 erano positive alla dermatite bovina: davvero non c’era altra soluzione?
Lo vuole la Ue. Sperando che non siano finite sui banchi di vendita carni (siamo in i-taja)-quelle infette perlomeno.
Indi, se per caso il Nonno dovesse contrarre un virus, fosse anche quello della Disobbedienza critica, attenti che lo Macellano e con lui l’intera famiglia, per spegnere il focolaio.
Lo vuole la Ue…
Rammento che mezzo secolo fa, anche al nord fu indetta una campagna simile contro brucellosi. Ebbene, i piccoli allevatori si videro decimare e cercarono posto in fabbrica, allora affamate di mano d’opera ed i grandi, non ebbero nessuna mucca positiva, anzi, ampliarono le quote ed i capi , allargando il giro. Naturalmente, il macellaio le ritirava e da allora ingrasso’…
Fatto stesso no esistano film o similia su presunta pandemia covid… è piuttosto indicativo di come questa “pandemia” no sia mai esistita… se non in finzione scenica di un mostruoso apparato di informazione arricchito da cosiddetti esperti… che ha portato ad ottundere gran parte di genere umano in special modo occidentaloide!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
La Paura di morire ha optato per il veleno dei topi, chiamato elixir di lunga vita. Tanti son morti sotto l’Ago del D. Mengele, all’istante .I piu’ fortunati, dopo 5-10-20 anni, 50, chissà?
Vedranno i vaccinati Bimbi…se il mondo non lo Avveleneranno prima….
Un (im)mondo tragicomico, ohibò.
Scritto Magistrale, sentita e riverberante Riconoscenza.
Un abbraccio (etero)
Carissimo, ho visto in oncologia un sacco di maschi bianchi patriarcali etero cis fare: o i pagliacci per tirare su il morale alle degenti / i degenti del day hospital; portare le brioscine a tutto il reparto; o piangere di nascosto nel bagno quando gli esami della consorte non andavano bene. Anche quelli degenti facevano gli spiritosi per tirare su il morale. La maggior parte. Spero che resistiate a questo periodo di merda. Con affetto, Monica
grazie Monica