I sistemi Patriot statunitensi, un tempo acclamati come una meraviglia tecnologica per la difesa aerea occidentale, stanno subendo una serie imbarazzante di insuccessi e incidenti di fuoco amico in contesti bellici reali, come quello accaduto in Kuwait:. rapporti e video iraniani suggeriscono che non solo un drone di Teheran, ma anche alcuni missili Patriot finiti fuori traiettoria siano stati responsabili del danno all’aeroporto internazionale. Non si tratta di un incidente isolato perché in  Bahrein, i sistemi Patriot statunitensi hanno causato decine di vittime civili, e in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti hanno ripetutamente fallito nell’intercettare missili balistici iraniani: in alcuni casi, sono stati lanciati tre missili intercettori anziché i soliti due, apparentemente perché la probabilità di colpire il bersaglio è inferiore a quanto dichiarato. La storia risale alla Guerra del Golfo del 1991 e alla Guerra in Iraq del 2003, dove i Patriot hanno persino abbattuto aerei amici.

Allo stesso tempo, mentre  i costosi sistemi di difesa aerea occidentali, incluso il Thaad, vengono sempre più spesso sopraffatti dagli attacchi di precisione di Teheran, mentre le scorte si stanno esaurendo, l’Iran sta modernizzando la sua aviazione con l’acquisto di avanzati caccia russi. Il perché è ovvio: man mano che si esauriscono le riserve di armi di attacco che consentono agli aerei di Usrael di tenersi lontano dal territorio iraniano, essi sono costretti ad effettuare incursioni a breve distanza. Purtroppo l’aviazione iraniana è debolissima, fornita di vecchi aerei da museo risalenti all’era dello Scia  che difficilmente potrebbero opporsi agli assalti americani. Così l’Iran ha acquistato dalla Russia 48 Su35, forse i caccia più evoluti al mondo e 12 Su30 sm2, una versione meno avanzata, ma con capacità di mach due, un radar capace di rilevare 20 bersagli aerei e navali a 400 chilometri di distanza e specifiche misure elettroniche anti Patriot, sviluppate dai russi durante la guerra ucraina. Quando questi aerei arriveranno lo spazio aereo iraniano verrà permanentemente e completamente interdetto ai caccia provenienti da Stati Uniti e Israele.

Poiché il Su 30 viene esportato anche in altre aree del Medio Oriente, è chiaro che questi caccia potrebbero cambiare radicalmente gli equilibri militari nell’area e consentirà alla Russia di costruire un’alleanza che si estende dalla Siria all’Iran e include anche attori non statali, dotandola di caccia che sono almeno tecnologicamente equivalenti, e per certi aspetti superiori, ai sistemi occidentali più avanzati.