Quando la pace è una semplice avvertenza sul bugiardino geopolitico o peggio ancora solo una freccia nella strategia degli inganni, è difficile riacciuffarla anche quando se ne ha bisogno. Così adesso Washington non riesce ad uscire fuori dal ginepraio della guerra con l’Iran e si ritrova legata al carro di Netanyahu e alla sua follia. Ieri diverse salve di missili iraniani si sono abbattuti su Israele come monito contro le operazioni di Tel Aviv in Libano che comprendono anche i bombardamenti terroristici sui quartieri civili di Beirut, senza tuttavia trascurare di martirizzare Gaza con qualche bomba a caso. Come sempre “tutti i missili sono stati abbattuti” formula che ormai fa parte della Torah nella sua versione sionista, anche se nessuno ci crede nonostante tutte le testimonianze vengano accuratamente censurate: i testi sacri non si discutono. In realtà è stata colpita la base aerea di Ramat David, da cui partono gli aerei per le incursioni in Libano, oltre ad altri centri militari minori e i colpi, a giudicare dai primi video che arrivano, sembrano abbastanza potenti. Ma è solo un assaggio, un avvertimento. Insomma gli Stati Uniti che sono poi la fonte dell’esistenza stessa di Israele, nella sua configurazione ultrasionista, non riescono a sganciarsi da queste continue provocazioni, fatte apposta per innescare una nuova aggressione generalizzata contro Teheran.
Insomma a forza di gridare pace pensando guerra, adesso gli Usa si trovano dentro una trappola: pensano pace, visto che non riescono ad ottenere successi decisivi prima che su di loro e sugli altri arrivi l’inverno economico per carenza di petrolio, ma sono trascinati a viva forza nella guerra. E anche se la Casa Bianca fa trapelare notizie secondo cui gli Usa non parteciperebbero a un’eventuale risposta di Tel Avi ai missili caduti sul suo territorio, sarebbe davvero ingenuo pensare che questa volta The Donald riesca a sottrarsi al suo compito di Make Israel great again, anche se avverte l’ulteriore disastro cui va incontro.
Questa legge del contrappasso si arricchisce di un capitolo nuovo: le missive che arrivano alla Casa Bianca da Teheran, tramite il Pakistan, fanno sapere che una delle condizioni non negoziabili per una cessazione del conflitto è la restituzione di 24 miliardi di beni iraniani congelati negli Usa: si tratta di una prova di credibilità rispetto al fatto che effettivamente Washington voglia un accordo. Ma la congrega di imbecilli che circonda Trump non molla l’osso e il segretario americano al Tesoro, Scott Bessent vorrebbe usare quei miliardi rubati per contribuire alla ricostruzione degli impianti danneggiati negli Stati del Golfo, nemmeno rendendosi conto che quei danni sono solo simbolici rispetto a quello che potrebbe accadere se la guerra continuasse. Come si vede è un po’ la mossa che voleva fare l’Europa con i trecento miliardi russi congelati: la logica dei criminali di guerra e di finanza è sempre la stessa.
Nel frattempo sono uscite nuove notizie riguardo a un argomento che è ben presto uscito di scena: il famoso incendio delle lavanderie che avrebbe messo fuori usa la più moderna e la più grande delle porterei Usa: parrebbe infatti, secondo le dirette testimonianze di alcuni membri dell’equipaggio, che vestiti e lenzuola brucino fra i 2 e i 3000 gradi al punto tanto da fondere le paratie di acciaio. Sembrerebbe proprio il danneggiamento dovuto a un missile, ma ovviamente questa, sarebbe una teoria da complottisti filo iraniani, mentre la verità è che i tessuti i quali nella loro combustione non sviluppano temperature oltre i 300 gradi, sono responsabili della liquefazione di pesanti e spesse paratie metalliche. di certo questa nuova fisica soddisferà i bene informati e quelli che si vanno a documentare sui giornali che ovviamente controllano tutte le notizie.


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New York si chiamava originariamente Nuova Amsterdam.
Fondata nel 1624 dai coloni olandesi sulla punta meridionale dell’isola di Manhattan, la città fu ribattezzata New York nel 1664 in onore del Duca di York (poi re Giacomo II d’Inghilterra) a seguito della conquista della colonia da parte degli inglesi. Una strana “conquista” che odora di Farsa e soldi…
dunque eran già torbidi allora (gli olandesi, avevano all’inizio, comprato dai nativi il luogo e poi edificato un forte. Sembra un po’ la politica attuale di Israele e dei capitalisti ebrei.
Curiosità: Silverstein investì 14 milioni di dollari di tasca sua per assicurarsi l’affare]. L’accordo conferiva anche a Silverstein, in qualità di locatario, il diritto e l’onere di ricostruire le strutture qualora fossero distrutte(che caso)..
La mattina dell’11 settembre 2001 Silverstein aveva in programma un appuntamento con alcuni uomini d’affari agli ultimi piani della Torre Nord del WTC, ma la moglie Klara insistette perché il marito annullasse l’appuntamento.
Stessa fortunata sorte è capitata ai figli di Silverstein, i quali proprio quel giorno tardarono al lavoro, salvandosi dagli attentati.
Essi’, la fortuna.
ASsomiglia a Gaza Resort. I palestinesi di Hamas operano un’azione terroristica ed israele distrugge tutta Gaza. Come con Bi Laden gli Usa. Ora riprovano con Libano.
Ci credon tutti fessi.
Il miracolo della fusione dell acciao a 300 gradi ormai e un classico!
E dai tempi dell 11 settembre che legno , plastica e Kerosene fanno fondere l acciao a 300 gradi .
Mentre x demolire con demolizione controllata le tre torri gemelle , il WTC1 , WTC2 e WTC7 si e usato la nano Termite militare che sviluppa 3500 gradi e tante cariche esplosive .
Chissa se stavolta la lezione data dall iran e non autoprocurata insegnera qualcosa ?
Studiare chimica , ruggine piu alluminio =termite !
Larry A. Silverstein (New York, 30 maggio 1931) è un imprenditore statunitense, fondatore della Silverstein Properties e principale appaltatore per la ricostruzione del nuovo World Trade Center, il cui sito originale venne distrutto dagli attentati dell’11 settembre 2001
Una riflessione che condivido.
“La tesi che la Russia dovrebbe trattenersi per evitare una sorta di massiccia escalation. questa è una fallacia. Significa ignorare la logica del prepotente. Gli Stati Uniti non smetteranno mai di intensificare e distruggere la Russia, indipendentemente da quanta moderazione o appeasement provenga da Mosca. Colpiranno e colpiranno, sempre più duramente e con maggiore crudeltà finché la Russia non si troverà troppo debole per reagire. Ora, ovviamente non so se questo punto verrà mai raggiunto o meno, ma gli Stati Uniti continueranno e saranno anzi incoraggiati a farlo quanto più appeasement riceveranno. Per fermare l’aggressione di un prepotente, la cosa ragionevole e razionale da fare è infliggergli un dolore serio. È l’unica cosa che rispetta. In un certo senso è ciò di cui ha bisogno, forse anche ciò che segretamente desidera. Internamente, l’unico modo per controbattere ai falchi della guerra è con sacchi per cadaveri e colpi duri all’immagine. Al momento, l’affermazione di Lindsay Graham secondo cui si tratta di un “buon investimento” regge. Perché il prezzo da pagare è praticamente nullo. Dal punto di vista degli Stati Uniti, chiunque sostenga la pace non sta evidentemente agendo nell’interesse dell’impero americano.
La moderazione è ciò che alimenta la guerra.
Avere paura di un folle che proponga uno scambio nucleare, delle minacce provenienti dalle persone più ricche del pianeta, che hanno più da perdere e che acquistano intere isole del Mediterraneo solo per sé e per la loro nuova clientela Epstein, è irrazionale. Li incoraggia a proseguire sulla loro strada, dato che evidentemente funziona bene per loro.
Sostenere la pace attraverso la cooperazione con qualcuno che è in grado di ottenere tutto gratuitamente attraverso il confronto è il modo migliore per rafforzare il comportamento conflittuale.
Ripeto, “Nukem!” non è l’unica opzione per mandare un messaggio. Distruggere la ASML nei Paesi Bassi probabilmente funzionerebbe altrettanto bene. L’Europa attacca quotidianamente importanti infrastrutture russe, uccidendo ingegneri russi ogni giorno, quindi non ci sono dubbi sulla legittimità di tali attacchi. Anche neutralizzare i pochi porti GNL nel Mar Baltico potrebbe funzionare. Ci sono molte opzioni. Finché non succede nulla, gli europei intensificheranno la guerra e distruggeranno tutta la Russia, perché no?
Ripeto, e non si ripeterà mai abbastanza per coloro che sono intrappolati in questa fallacia: non importa quanta moderazione mostri la Russia, la sua completa distruzione è comunque prevista, è inevitabile, sta accadendo. Quindi, non reagire non vi salverà, anzi, tutt’altro. Solo se colpite, e colpite abbastanza forte, potete impressionare il prepotente.
Aspettare che siano gli altri a combattere la vostra battaglia, o che le munizioni finiscano, o che le economie collassino, o altri Deus ex Machina, non è solo una posizione moralmente difficile, ma è anche una scommessa irresponsabile, poiché nessuno può mai sapere se una di queste cose accadrà. Tutto il buonismo del mondo non farà sparire il prepotente”.
Tanto eroismo e dignità, brilla in confronto a quello ch’è diventato il nostro paese-accampamento. Noi, per galleggiare, lasciamo morire di stenti i nostri pensionati, depredati e avvelenati di farmaci dannosi, spendiamo in armi cifre superiori al Pil nazionale (altro che il 5% millantato, bruciamo migranti in puglia e non solo, diamo spetttacoli da circo a Palermo, ci ficchiamo in scandali fin in Uruguay, lecchiamo lo zingaro nazista Ukr, etc.
Ogni giorno una figuraccia ed una pena.
e CI SENTIAMO IN GRADO DI PERCULARE rUSSIA ED iRAN, NOI EX bUNGAROLI, un merito che ha fatto il giro del mondo. Ridevan fin i Cosmoauti e magari anche gli Alieni…
Però Berlusconi ha fatto cose belle per l?italia, continuano ancor oggi a recitare, quasi fosse il Padre Nostro. Bestemmia, sacrilegio, apostasia, Blasfemia!
Le Culture uniscono i popoli, anche in presenza di contraddizioni. I soldi, l’inciviltà, il profitto privo di etica, dividono, lacerano e creano attriti, frustrazione, guerre.
Quella Persiana, è una grande ed antica Civiltà, a cui dobbiamo inginocchiarci. Purtroppo, come la Russa, sembra che noi siamo tra gli Uccisori di Doni del Paradiso. Culture appunto, Bellezze, Donne. Primi al mondo nel Troncare Vite, Speranze, Incanti…
Un Filo lega l’Europa, Russia ed Iran.
Soraya Esfandiary Bakhtiari (1932-2001) è stata la regina e seconda moglie dell’ultimo Scià di Persia, Mohammad Reza Pahlavi. Nota alle cronache come la “principessa dagli occhi tristi” per via del suo tragico destino sentimentale, è diventata un’icona di stile ed eleganza internazionale.
Le Origini: Nata a Isfahan (Iran) nel 1932, era figlia di Khalil Esfandiary, un importante diplomatico e membro dell’aristocratica tribù dei Bakhtiari, e di Eva Karl, una donna tedesca di origini russe.
Il Matrimonio: Nel 1951, a soli 19 anni, sposò lo Scià. Il loro fu un grande matrimonio d’amore che trasformò la giovane Soraya in Imperatrice dell’Iran.
Il Ripudio: A causa dell’impossibilità della coppia di avere figli, e dell’assenza di un erede maschio per la corona persiana, lo Scià fu costretto a ripudiarla nel 1958 per ragioni di Stato.
La Vita in Europa: Dopo la separazione, visse come socialite giramondo e lavorò anche per breve tempo come attrice, recitando nel film del 1965 I tre volti.
La Morte: È deceduta a Parigi nel 2001 ed è sepolta nel cimitero di Westfriedhof a Monaco di Baviera.
Quando le culture scrivevano le favole ed i Barbari USa, eran ancora lontani.
Sherazade (spesso scritto anche Scheherazade) deve la sua fama alla letteratura come protagonista e narratrice della celebre raccolta di novelle “Le mille e una notte”.
Ha origini persiane e il suo significato oscilla tra “figlia di un re” (derivato da Shah, re, e zād, discendente) e “bella figlia della luna”.
Il personaggio ne “Le mille e una notte”
Nella celebre cornice narrativa dell’opera, Sherazade è la figlia maggiore del visir. Offrendosi volontariamente in sposa al crudele e sanguinario sultano Donald Shahriyar Trump (che, tradito dalla prima moglie, condannava a morte le sue spose la mattina dopo le nozze), la giovane riesce a salvarsi la vita grazie alla sua astuzia.
Ogni notte inizia a raccontare una storia affascinante al sultano, interrompendola strategicamente all’alba e promettendo di terminarla la notte successiva. Incuriosito e desideroso di conoscere la fine, il re rimanda l’esecuzione di notte in notte, fino a quando, dopo mille e una notte, il suo cuore si addolcisce e decide di risparmiarla, innamorato di lei.
Ecco, ci vorrebbe Sherazade.
Un po’ l’odissea della Principessa Soraya, ripudiata perchè non dava un erede a Reza Pahlavy.
Ironia della sorte, perse poi il regno ed addio dinastia.
Meraviglia.
https://parstoday.ir/it/news/iran-i356246-giardino_del_principe_di_mahan_a_kerman_il_gioco_dell'acqua_e_del_verde_nel_deserto
Eppoi noi siam superiori, dall’alto della nostra Terra dei Fuochi ( e dei cachi…)…
Cronache da un fallimento storico!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Porca miseria, vai a vedere che sarò costretto ad ammirare la determinazione degli ayatollah,
Se poi la confrontiamo con la sudditanza russa nei confronti dei soliti noti, negli iraniani notiamo coraggio e una determinazione abissale nonostante la disparità tecnologica,
Per usare una tua immagine per descrivere gli islamici: meglio avere il culo per aria che la testa!
Ahahahahahahah
Stai a vedere che vale più un culo che cento teste,
Il video lo conferma
https://youtube.com/shorts/fIDR2TSYPgo?is=ek5myYFmpWq45g1x
Pensa Ca’, non mi lasciano vedere il video se prima non confermo la mia età, quindi, esibire carta d’identità ecc., ecc… Come se non si iniziasse appena nati a vedere le facce da culo in circolazione. Video in cui bombardano e dilaniano civili inermi, tutto ok, ma se si tratta di vedere un culo, eeeeh no… roba forte! Come siamo arrivati a tanto?
Ihihihihihihihihihihih
Io ho dovuto immettere la data di nascita di mio nonno,
Poi basta vedere tele meloni, li si che si vedono dei culi con le sembianze di facce.