La processione di San Mario

Ieri mi sono sentito come dentro una “giornata particolare”, segnata dall’inizio alla fine da una invereconda, martellante  celebrazione di Mario Draghi, di ” alalà” che si alzavano dappertutto dentro quella televisione che ci costringono a pagare , qualcosa che è impossibile sperimentare persino nella Corea del Nord, e che ci dice a che punto è ridotto questo Paese, tre metri sotto il livello minimo della dignità. Anche gran parte di ciò che rimane della sinistra non si è sottratta a lavorare di turibolo per  quello che è un vero e proprio commissariamento dell’Italia da parte della finanza globalista e dell’Europa che è un suo strumento, per il nuovo Duce che ci spezzerà le reni come ha già fatto con la Grecia. Per capire come questo sia possibile bisogna fare un giro molto largo e anche allontanarsi da questo disgraziato Paese dove ormai tutto è capovolto e l’etica dell’elemosina sta sostituendo quella del lavoro strappato ai cittadini a viva forza pandemica dalle multinazionali. Forse conviene riferirsi a un recentissimo documento firmato dall’intellettuale marxista indiano Vijay Prashad e da Noam Chomsky nel quale si parte dalla constatazione che in Occidente ci sono stati molti più morti che per Covid che altrove e  si chiede un’indagine che denunci le incapacità dei governi di Boris Johnson, Donald Trump, Jair Bolsonaro, Narendra Modi e molti altri di spezzare la catena dell’infezione. Insomma sarebbe il capitalismo neoliberista e una sanità tutta rivolta al profitto, dunque ignara del fatto che le patologie e il loro dispiegarsi sono eventi che investono la natura stessa della società che ha favorito la diffusione del virus.

Tutto questo è assolutamente vero e il documento ( lo trovare qui sull’Antidiplomatico)  riscatta invece la concezione socialmente avanzata della sanità che si impose nell’Unione sovietica e che per qualche tempo ebbe anche uno grande spazio di discussione anche da noi, ma da esso emerge anche come molta parte dell’intellighenzia antagonista, anche ai suoi massimi livelli, non ha ancora compreso il salto di qualità (si fa per dire) compiuto dal neo neoliberismo globalista rispetto al capitalismo di marca keynesiana e nemmeno per un attimo si sofferma a considerare la natura narrativa di questa pandemia, le distorsioni, le manomissioni, i cambiamenti improvvisi di protocolli scientifici, i dati falsati, le capriole sui farmaci a bordo del grande denaro dei vaccini. E questo a fronte di un virus che non è stato ancora isolato, la cui stessa natura rimane dibattuta, il cui mezzo diagnostico principe, i famosi tamponi sui quali è stata costruita la dottrina dei confinamenti e distanziamenti sociali, è stato sconfessato persino dall’Oms. Presa da una venerazione ingenua e complice della cosiddetta “scienza” la cui natura viene costantemente equivocata, non riesce nemmeno a vedere come la gran parte delle vittime sia stata direttamente o indirettamente determinata non tanto dal virus in sé, quanto proprio dal panico creato che ha messo in grave crisi i sistemi sanitari già fiaccati dalla mancanze delle risorse, determinato strategie errate e carenze di assistenza per tutte le altre patologie. Non è, come si dice nel documento, che il capitalismo, sia incapace di affrontare le crisi che si presentano, specie quelle che implicano i diritti umani fondamentali, esso è ormai in grado di creare le crisi per trarne un vantaggio che in questo caso è favorire la dissoluzione delle democrazie in favore di un assetto sostanzialmente oligarchico. L’esistenza o meno del virus, è del tutto marginale perché appunto le tecnologie comunicative sono divenute in un certo senso il vero mezzo di produzione e attraverso quelle si può creare qualunque scenario.

Ma se ciò non è ben chiaro a chi vuole e deve per sua stessa natura essere ostinatamente contro, figurarsi all’uomo della strada che ormai accoglie passivamente tutte le più incredibili e stravaganti misure prese da bande di idioti, furbetti e malfattori in veste di esperti e coordinatori anti pandemici. In questo contesto magmatico e irreale  l’ostensione di Draghi da parte di un sistema politico ampiamente fallimentare a 360 gradi, la processione mediatica che è stata organizzata in onore del nuovo “Santo”, portato a spalla da Mattarella e Renzi, già riconosciuto autore di miracoli negativi come quello della Grecia, è perfettamente comprensibile anche in un Paese dove esiste una maggioranza che ha visto nel banchiere della Ue, sia pure da sponde diverse, un avversario. E del resto tutte le forze sono state mobilitate per creare devozione e venerazione, perché se Draghi dovesse fallire nel suo intento di formare un governo  c’è persino il caso che si vada alle elezioni, cosa che in democrazia, come si sa, va assolutamente scongiurata. Ma accettare in qualche nodo la narrazione del potere, sia che si tratti di pandemia, sia che si tratti di Draghi significa cadere in trappola.

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