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Gli asintomatici dell’intelligenza

La seconda ondata del Covid non è un fenomeno medico o sanitario, ma in primo luogo linguistico e dunque politico in senso gramsciano: essa infatti è stata costruita attraverso una locuzione prima pressoché inesistente in medicina, ovvero quella di contagiato asintomatico che suona assai più sinistra e angosciosa di “portatore sano” usato da sempre e che ne è di fatto l’equivalente. Portatore sano indica infatti chi ospita dei microrganismi patogeni senza alcuna alterazione dello stato di salute o perché  resistente grazie a un’immunità precedentemente acquista, oppur perché la carica batterica o virale è troppo scarsa per poter avere ragione del sistema immunitario e per poter infettare altri. Quest’ultimo è appunto il nostro caso di scuola dove vengono utilizzate tecniche inadatte alla diagnostica come i tamponi Prc, nessuno dei quali è validato e  per giunta portati fuori scala allo scopo di ottenere positività puramente teoriche ( vedi qui) , giustificare un terrore ingiustificabile e misure assurde che definire medioevali è offendere un’epoca assai più vitale di questo fine impero. Sino al febbraio di quest’anno tale pratica scorretta avrebbe potuto essere sanzionata in tribunale qualora fosse stata oggetto di un contenzioso, ma oggi è diventata la via di salvezza di un ceto politico indecente. Certo con “portatore sano” non si sarebbe potuto chiudere nulla, né continuare nell’elefantiasi di una sindrome influenzale, ma con “contagiato asintomatico” che evoca di per sé l’untore e restituisce l’idea di malato quando invece dovrebbe restituire  quello di persona sana, è riuscita a mettere di nuovo paura a una popolazione subornata  da una masnada di mentecatti che nella maggior parte dei casi sono semplice manovalanza dell’euro globalismo: è quello a suggerire il format pandemico e il suo vocabolario, per sostituire la cittadinanza con i riti securitari.

Di certo la gran parte delle persone non può credere di poter essere sistematicamente depistata e ingannata in maniera così massiva dalle fonti ufficiali e dalla cosiddetta scienza, mai così messa sotto i piedi come ora.  Il che è a ben pensarci è davvero strano perché si tratta del normale comportamento di tutta l’informazione occidentale che in questo caso è tesa a sostenere un’impalcatura fittizia come  in altri casi crea una negazione fittizia di ciò che si sa, che è provato  e che essa stessa pubblica sia pure in posizione defilata in maniera che non comprometta la corrente principale della narrazione. Stando agli stessi signori dei “contagiati asintomatici” nessun governo occidentale ha consegnato armi ai terroristi in Siria, il New York Times non ha mai rivelato l’operazione Timber Sycamore attraverso la quale la Cia armava i terroristi , nessun governante occidentale  ha mai detto che il Fronte Al-Nusra stava facendo un “buon lavoro”, Hilary Clinton non ha mai scritto che voleva rovesciare Assad per la sicurezza di Israele, la Nato non ha mai creato il Kosovo oggi noto per i suoi trafficanti di organi, la Nato non si è mai alleata con gli islamisti per eliminare Gheddafi, non c’erano jihadisti in Cecenia e non hanno commesso alcun attacco terroristico, i Paesi europei non hanno accolto nessun rifugiato islamista ceceno, Al-Qaeda è apparsa per generazione spontanea e questa organizzazione non ha mai collaborato con la Cia, Washington non ha mai aiutato i jihadisti in Afghanistan prima dell’intervento sovietico, Brzesinski non ha mai sostenuto la destabilizzazione della Russia con la sua “cintura verde”,non ha mai detto ai combattenti islamici che erano “Freedom Fighters”, la stampa anglo-americana non ha mai elogiato Bin Laden, i talebani non sono mai stati ricevuti a Washington, Al-Baghdadi non ha mai fondato Daesh in una prigione americana, la “coalizione” non ha mai lasciato che Daesh prendesse il controllo di Palmyra, il Congresso mondiale uiguri non è finanziato da Washington, non ci sono mai stati terroristi nello Xinjiang , e gli uiguri in forza ai terroristi di Idlib sono turisti.

Ah già… dimenticavo che questo conta ormai poco, fa parte del vecchio catalogo della paura, così obsoleto da prevedere uomini in carne ed ossa come agenti del male invece di sequenze nucleotidiche create chissà come e chissà perché, ma del tutto insondabili, lontane, un nemico ideale, ubiquo e gestibile mediaticamente da “esperti” che non si vede come possano esserlo trovandosi di fronte a qualcosa di nuovo. E infatti come come Penelopi del terzo millennio fanno e disfanno continuamente la tela delle teorie, delle ipotesi e delle verità ad ore, per non scontentare i corruschi dei che vivono colà dove si puote. Ovvero i padroni della narrazione che non hanno bisogno né della scienza né della ragione perché possono comprarle: non è certo per farsi quattro risate che l’Fmi nella sua insondabile idiozia autoritaria di fondo, sia arrivata d affermare che le segregazioni fanno bene all’economia perché aiutano a ripristinare la fiducia dei cittadini spingendoli nuovamente a muoversi, consumare e lavorare: è una tesi che tutti gli indicatori dimostrano radicalmente falsa fino al grottesco. Ma si sa non c’è fine alla menzogna quando essa diventa sistema.


“Basta con i lockdown”: la Banca mondiale ordina, l’Oms esegue

Siamo guidati da imbecilli o da marionette, da teste di legno in ogni senso dalle quali dipende il nostro futuro o meglio la nostra carenza di futuro. Mi aveva colpito due giorni fa l’uscita di un  tal David Nabarro, inviato dell’Oms per il Covid-19, il quale ha inaugurato un nuovo giro di valzer di questo ente, apparentemente dell’Onu, ma in pratica gestito da Bill Gates e da Big Pharma che sono i maggiori donatori di fondi: ora proprio quest’uomo che sembrava fino a pochi giorni fa un integralista della pandemia e delle  segregazioni ci viene a dire che l’Oms non ha mai considerato queste misure come strumento primario e indispensabile per contenere il virus e  lancia un appello a tutti i leader mondial: “Basta con i lockdown”. E’ davvero sorprendente che dopo aver  consigliato e imposto chiusure e distanziamenti oggi arrivi un contrordine così netto e così bugiardo da negare quello che meno di un mese fa, il 17 settembre l’Oms aveva consigliato. Sono senza vergogna, ma a cosa si deve questa marcia indietro, questa fulminazione sulla via di Damasco? Per capirlo riportiamo un brano del discorso di Nabarro: “Non auspichiamo i lockdown. Guardate per esempio cosa è accaduto al turismo nei Caraibi o nel Pacifico, dove la gente non va più in vacanza. Guardate cosa è accaduto ai piccoli agricoltori in tutto il mondo con i mercati che sono andati in rovina. Guardate cosa sta accadendo con la povertà, sembra che potrebbe esserci un raddoppio del livello di povertà l’anno prossimo. Stranamente questa inversione di marcia arriva in contemporanea con un documento della Banca mondiale nella quale si paventa che con l’emergenza Covid  altri150 milioni di persone siano spinte verso la povertà estrema portando quella fascia di persone che campano con meno di due dollari al giorno al 9,4% della popolazione mondiale.

Naturalmente la Banca mondiale e il collegato Fmi non offrono soluzioni concrete, ma  si limitano ai soliti salmi di rito neo liberista del tutto vuoti: “per invertire questa grave battuta d’arresto al progresso dello sviluppo e alla riduzione della povertà, i Paesi dovranno prepararsi ad un’economia diversa dopo il Covid, permettendo al capitale, al lavoro, alle competenze e all’innovazione di passare a nuove tecnologie”. Queste fesserie le abbiamo sentite mille volte e tutte le volte è sempre peggio  perché la formula magica non funziona, anzi è proprio quella che provoca povertà reclamando abbassamento di salari, licenziamenti e cancellazione dello stato sociale  Ma è probabile che Banca Mondiale e Fmi non si attendessero un calo dell’economia così rapido da mettere a repentaglio l’ingegneria sociale ritagliata sulla pandemia e dunque farebbero rotta verso un allentamento delle misure contr il loro miglior virus. Forse sarà complottismo pensare a un collegamento tra l’inatteso contrordine dell’Oms e gli allarmi sull’ondata di povertà estrema che ci attende, ma è certamente stupido non avere la sensazione di una regia pandemica nella quale i maggiori centri di potere finanziario – sanitario siano in qualche modo coordinati o si spalleggino a vicenda in vista di obiettivi sinergici.

Del resto un riflesso di questa situazione l’abbiamo sotto gli occhi in Italia dove un ceto politico demente e cialtrone sta sfruttando la pandemia per rafforzare oltre misura il vincolo esterno e gettarci nelle mani della troika, senza alcuna necessità: perché se è vero che il Pil ha ricevuto una mazzata tremenda dalle misure contro la pandemia narrativa, è anche vero che l’Italia è uno dei Paesi con il maggior risparmio privato al mondo e potrebbe usarlo per gettare nella mischia risorse molto maggiori di quelle vagheggiate e vaneggiate che dovrebbero arrivare dall’Europa: basti pensare che tra marzo e luglio il Tesoro ha emesso 110 miliardi di nuovi titoli con interessi negativi per quelli fino a cinque anni e con interessi irrisori, molto inferiori agli eventuali prestiti europei per quelli dai 10 a 50 anni.  Si tratta di una cifra ben superiore alla trentina di miliardi del Mes e agli altri 30 che dovrebbero essere quelli a fondo perduto del Recovery Fund ( da pagare però attraverso nuove tasse). A questo si deve aggiungere che una parte consistente di questi titoli è stato acquisto da Bankitalia  e dunque l’ interesse qualunque esso sia viene versato allo stato, configurandosi come una partita di giro a somma zero.  Quindi è evidente che si vuole sfruttare l’occasione per svendere il Paese e far sì che quei risparmi non servano a noi, ma ad altri. E si parla ovviamente dei piccoli risparmiatori, quelli grandi i soldi li hanno altrove, nei paradisi fiscali e non hanno nulla da temere, anzi tutto da guadagnare dalla rovina degli altri che consentirà loro di ricattarli costantemente. Col lavoro e col virus.


Sussurri, grida e balle d’autore

Kari Sylwan, Harriet Andersson.

Quando si è giornalisti del padrone, si è anche malati del padrone e così si è certi che per sparare cazzate non c’è alcun bisogno di documentarsi, anzi c’è proprio bisogno di non sapere:  cosi Massimo Gannini, direttore de La Stampa, edito dagli stessi che fabbricano mascherine e che sulla pandemia ci lucrano, ha passato qualche ora al Policlinico Gemelli per essere risultato positivo al coronavirus, cosa che in pratica non significa nulla visto che i tamponi sono del tutto inaffidabili, anzi non sono concepiti per le diagnosi come da mesi dice invano quel negazionista del loro inventore che si rifiuta di dare ascolto ai redattori dei media di regime che ne sanno evidentemente molto più di lui.  Non hanno senso perché rilevano la presenza di frammenti di moltissimi virus.  Subito dimesso, il prode cantore della pandemia, positivo, ma non malato, ammesso che sia sano dirigere La Stampa, ha voluto controbilanciare questa indiretta testimonianza della debolezza del virus narrando delle urla dei malati di Covid che avrebbe sentito durante la sua permanenza in ospedale: peccato che se ci sono patologie che impediscono di urlare siano proprio quelle polmonari di ogni tipo e dunque anche di quelle presuntivamente attribuite al Covid. Forse avrà sentito le urla di altri malati completamente trascurati perché medici e infermieri, i nostri eroi,  ornai fanno il meno possibile e si trastullano con i tamponi, guadagnando anche di più.  Bene, ritenta la prossima volta e magari informati prima.

Ma del resto siamo ormai al di là dello specchio di Alice: per esempio la nuova ordinanza che impone di indossare la mascherina anche all’aperto salvo che si sia in luoghi isolati, concetto peraltro non ben definito o se si fa attività motoria o sportiva. Peccato, mi tocca dirlo per la seconda volta in poche righe, che secondo l’Oms, da cui costoro dicono di trarre ispirazione definisce l’attività motoria come “qualunque movimento determinato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduce in un dispendio energetico superiore a quello delle condizioni di riposo”. Vale a dire che anche il semplice camminare o al limite anche stare in piedi fermi bilanciandosi sui due piedi sono attività motoria,  quindi per farla non c’è bisogno di  “andare a fare esercizio fisico nel parco con scarpe da ginnastica e tuta” che secondo un sondaggio tra i poliziotti romani sarebbe l’dea che questa evoluta parte della società ha di attività motoria. D’altronde che coerenza ci potremmo aspettare da una messinscena che viene giustificata dal governo con due argomenti contrapposti e per giunta contraddittori in sé : il primo è che non dobbiamo perdere i vantaggi acquisiti con le segregazioni di primavera e il secondo che i contagi tornano ad aumentare (per forza, fanno più tamponi). Ma quali sarebbero allora questi vantaggi se dobbiamo rifare tutto come prima? Tra l’altro l’argomento che le terapie intensive sarebbero prese d’assalto è una sciocchezza perché la stragrande maggioranza dei casi non ha nemmeno bisogno di ospedalizzazione e semmai le terapie intensive potrebbero riempirsi di pazienti trascurati, anzi abbandonati a se stessi in questi mesi.

Evidentemente però, soverchiati dal regime di terrore pandemico la maggioranza delle persone stenta ancora a comprendere cosa sta davvero accadendo: lo si capisce dalla caterva di associazioni dell’artigianato o del commercio che supplicano l’esecutivo di non ritornare a misure draconiane di segregazione  che affonderebbero anche le piccole aziende che fino ad oggi hanno resistito: non hanno capito che le “misure” sono prese proprio per ottenere questo effetto, per spazzare via i piccoli e sostituirli con le grandi organizzazioni, le multinazionali, ovvero con quella governance che ha trovato nella pandemia fasulla il pretesto per una grande ristrutturazione sociale e l’eliminazione di un’economia reale che fino ad ora aveva resistito alla finanziarizzazione. Le richieste sono perciò irricevibili dal governo e men che meno sono sottoposte al buon senso perché alla fine è chiaro che chiusure obbligate e segregazioni sono state vendute come un modo per uscire presto sono state fin da un inganno. D’altronde anche la recente tornata elettorale ha dimostrato che non c’è una reale comprensione delle dinamiche in atto e che a molti sfugge come le assurdità che stiamo vivendo siano una rottura del patto sociale che in qualche modo aveva resistito al vincolo esterno e alla perdita di sovranità. Quarant’anni di caduta vertiginosa della cultura politica e della cultura in generale hanno infine prodotto l’effetto che qualcuno si attendeva: l’incapacità di resistere.


La falsa ripartenza

Stiamo per essere vittime di una ulteriore truffa: in questi giorni sembra che il governo voglia davvero riaprire la scuola ed evitare future segregazioni e come per miracolo i “contagi” sembrano diminuire dopo essere aumentati nelle ultime settimane di agosto: insomma tutto sembra parlare di un allentamento della presa pandemica e di una possibile quanto chimerica ripresa. Ma si tratta di rassicurazioni su un ritorno alla normalità del tutto ingannevoli e fatte solo in vista delle elezioni regionali in calendario fra tre settimane: in realtà le stime più ottimistiche che rassomigliano più a pietose bugie parlano di almeno due anni in condizioni ideali in termini di dinamiche economiche globali – che di certo non sono ipotizzabili – per recuperare i livelli di pil perduti. Questo mentre si assiste a un caos organizzativo senza precedenti nella scuola, dove davvero nulla è ancora pronto nonostante ci siano stati sei mesi per preparare la riapertura: alla fine i distanziamenti non saranno possibili perché non sono arrivati i nuovi banchi, ma soprattutto perché mancano le aule e i prof in più necessari, anzi molti docenti tirano il culo indietro e ogni piano, ogni spesa folle, rischia di finire in mascherina. D’altronde non è nemmeno possibile bestemmiare il culto pandemico e le sue liturgie per quanto possano apparire false e ipocrite: così alla fine molte scuole non funzioneranno affatto  e chiuderanno al primo positivo raccattabile su piazza, al primo raffreddore, al primo starnuto. Non è certo un caso se l’ennesimo “esperto” tale Crisanti sulla base di nulla, ha stabilito che anche con 37,1 non si può entrare a scuola. Il che vuol dire fottersene della scienza per fare un piacere al governo. E se ormai scopertamente si sovrappone l’influenza stagionale al Covid con l’intento di vendere vaccini, ma sopratutto di barare sull’epidemia.

Questo lo capiscono benissimo anche molti genitori che si stanno organizzando in proprio ben sapendo che un secondo anno perso segnerà inevitabilmente il futuro dei figli, ma se tutto va bene il governo è in grado di fingere un funzionamento scolastico fino all’interruzione per la tornata elettorale, tanto che alcune regioni hanno rinviato la “non apertura” a dopo le regionali così da togliersi subito il pensiero. D’altro canto le cose sono semplici nella loro estrema gravità: man mano che arrivano i conti da pagare, che si scopre l’inettitudine del ceto politico occorre far rialzare la testa al Covid in maniera da rinnovare  i la paura e dunque l’acquiescenza nei confronti di chi ci sta distruggendo. Per quanto possa sembrare assurdo la tenuta del sistema potrà essere affidata solo a una recrudescenza narrativa della pandemia, naturalmente servendosi delle già sperimentate manipolazioni. Un gioco facile in assenza di una vera opposizione.  Per ora hanno allentato la stretta per ragioni elettorali, fanno intendere che tutto è pronto per la ripartenza ma sono prontissimi a richiudere il cappio, perché oramai più il Paese soffoca nelle menzogne e più respirano i responsabili.


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