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Un’emergenza tira l’altra

Se volete fare qualcosa di positivo per voi stessi, soprattutto se siete terrorizzati dal Covid e non vedete l’ora di vaccinarvi potreste andare a leggervi questi articoli, uno su Forbes del settembre scorso che mi era sfuggito nel quale si dice che i protocolli stabiliti per i vaccini contro il coronavirus sono fatti apposta per superare le prove e che in realtà questi cosiddetti vaccini non immunizzano affatto contro la malattia e la diffusione del virus, ma al massimo ne diminuiscono i sintomi; poi, se avete voglia di leggervi qualcosa di un po’ più impegnativo sul piano scientifico, leggetevi la lettera aperta che la  UK Medical Freedom Alliance ha inviato alla commissione governativa sui vaccini, nella quale si esprime grande preoccupazione circa l’uso di vaccini ad mRna che potrebbero portare nel tempo ad effetti avversi catastrofici (il documento contiene c’è un minuzioso elenco) che potrebbero andare dalle malattie autoimmuni ai tumori, visto tra l’altro che “ i precedenti tentativi di sviluppare vaccini contro coronavirus e altre malattie come la  dengue, sono stati ostacolati dal problema dell ‘”immunità potenziata anticorpo dipendente” (ADEI), che ha portato a gravi patologie e decessi negli animali e nei soggetti umani coinvolti nelle sperimentazioni” Infine date un’occhiata a questo pezzo del Jerusalem Post, testata dichiaramente vaccinista, nel quale Michal Linial, docente di biologia preso l’università ebraica di Gerusalemme e membro dell’International Society for Computational Biology nel 2016 “per gli eccezionali contributi ai campi della biologia computazionale e della bioinformatica” dice che non si vaccinerà subito, ma aspetterà almeno il 2022  per vedere cosa succede nel frattempo e se i nuovi vaccini non porteranno sorprese: le cavie intanto aspettano con ansia.

Queste letture le consiglio però soprattutto a chi si è accorto del livello di mistificazione con cui viene rappresentata la pandemia, ma ritiene comunque di ubbidire ad ogni più bislacca misura, ad ogni privazione della libertà, attentato allo stato di diritto, soperchieria governativa e in futuro all’obbligo vaccinale nella speranza che poi tutto finisca e si ritorni alla normalità: ma così così non è perché ancor prima della loro uscita questi vaccini non promettono la liberazione definitiva dal virus ( a proposito quale delle sue versioni?) lasciando tutto lo spazio necessario alla prosecuzione dell’emergenza a nuove supposte epidemie, tanto che esse – battezzate col nome di Covid 22 – fanno parte integrante del programma francese di emergenza che alla fine del 2021 prevede l’intervento militare. Il fatto è che non si può più tornare indietro, i danni inflitti a un economia già nel pallone sono stati molto più gravi di quelli preventivati: alla fine dell’anno scorso il debito globale ossia il totale di quelli pubblici e di quelli privati raggiungeva già il 255% del pil prodotto sul pianeta e si pensava che con la pandemia narrata sarebbe arrivato a circa il 330%, invece si è arrivati al 370%, peraltro in rapido aumento a causa della seconda ondata.. E’ fin troppo chiaro che di fronte a questo nessun governo o potentato parallelo ha davvero voglia di far finire  lo stato di emergenza perché all’interno del sistema neoliberista e dei suoi costrutti, come ad esempio la Ue, non c’è possibilità di uscire fuori da questa situazione senza un armageddon sociale. E di certo le elite non hanno alcuna voglia di fare dei passi indietro sull’orlo del precipizio: hanno solo la possibilità di andare avanti e dunque di servirsi ancora a lungo della narrazione pandemica e della paura per evitare il più possibile le reazioni, quando gran parte delle attività piccole e medie attività economiche saranno fuori gioco e non conteranno più nulla se non gli occhi per piangere.

D’altronde il mondo neoliberista stat annegando nelle sue bugie: per decenni ci hanno raccontato che le ragioni dell’economia imponevano lo smantellamento della sanità pubblica e dunque una sempre minore attenzione alla salute generale, mentre adesso ci dicono che la salute impone lo smantellamento dell’economia. Ma non siamo stanchi di bugie e di prese in giro?


L’Oms offre nuove pandemie: l’illusionismo del potere

Difficile immaginare un complotto più grande di quello teso a fare del pensiero critico una mera manifestazione complottista con addirittura un aspetto psichiatrico sul quale recentemente si sono esercitate le più belle menti da ammasso mediatico del Paese. Ciò che al tempo della guerra fredda veniva attribuito in maniera piuttosto fantasiosa ai regimi comunisti sta invece diventando una realtà in occidente dove criminalizzazione e patologizzazione del dissenso sono ormai moneta corrente e vengono combattute eliminando man mano la libertà di parola. Del resto l’espressione teoria del complotto ha un ‘origine illustre, risale all’assassinio di Kennedy e indicava chi non credeva alla versione ufficiale ovvero che il presidente fosse stato assassinato da un singolo pazzoide di nome Oswald, opportunamente fatto fuori  a 48 ore dall’attentato. Chi non credeva a questa tesi priva di senso era appunto complottista, mentre chi ci crede ora è trattato e giustamente da idiota. Tanto per dire. Ma è stato dalla caduta del muro di Berlino che la crisi dell’unione sovietica e l’affermazione del neoliberismo hanno trasformato la teoria del complotto in  un’arma contro il dissenso che poi è diventata di uso quotidiano a partire dall’11 settembre in poi, quando ciò che si doveva nascondere diventava sempre più pesante e lo si poteva fare solo con dosi sempre maggiori di illusionismo .

Il gioco è stato abbastanza facile perché si poteva sempre partire da posizione estreme e prive di qualsiasi credibilità, come quella di un potere segreto detenuto da extraterrestri o da illuminati che sono al comando dal tempo dei Sumeri e via dicendo, insomma una serie di stravaganze tipiche della subcultura americana: occorreva solo aggiungere a queste fiabe le critiche serie alle verità ufficiali per farle sprofondare in un universo ai confini della realtà, dietro lo specchio di Alice, anche utilizzando parole chiave come appunto complottismo, fake news  o da quest’anno negazionismo, in modo da far scattare riflessi pavloviani. Oggi la critica al cosiddetto complottismo si basa in sostanza sulla negazione dell’esistenza di cosiddetti  “poteri forti” che contribuiscono a determinare gli avvenimenti, che hanno ben precisi interessi nella trasformazione della vita sociale ed economica, che sono in grado condizionare l’opinione pubblica, nonché di nascondere le loro tracce. Ora è facile prendersi gioco di queste tesi anti complottiste, dal momento che la storia umana funziona esattamente così, è una dialettica e uno scontro fra interessi e visioni, gruppi e classi, diverse posizioni di potere che tendono a collegarsi tra di loro e fare gioco di squadra anche quando sono apparentemente distanti. Vedere tutto questo sotto la luce del “complotto” da respingere è una cosa da stupidi e dunque assolutamente omogenea a chi fa uso e abuso di questa teoria dell’assoluta banalità e visibilità  degli eventi. Sarebbe anche facile smontare tutto questo semplicemente mostrando che ciò che ieri era complotto adesso è una verità accertata o comunque una tesi consistente, ma c’è soprattutto una difficoltà logica in questo universo concentrazionario: come si stabilisce se siamo di fronte a una teoria complottista o a una semplice interpretazione dei fatti? Non c’è modo di farlo perché secondo le definizioni più diffuse la ricostruzione complottista è critica rispetto alla verità accettata dall’opinione pubblica. Dunque il serpente si morde la coda, perché alla fine non si parla più di fatti, ma di percezioni da parte di una entità astratta come l’opinione pubblica, ammesso che esista che è condizionata dagli stessi media che decidono cosa è complottismo e cosa verità. .

Ora vi chiederete perché tutta questa pappardella per molti versi scontata: ma semplicemente perché al tempo del coronavirus per non essere complottisti occorrerebbe accettare l’assurdo e negare che le vele della pandemia siano gonfiate da ben precisi interessi, quando essi invece non solo palesemente esistono, ma vengono persino esposti e teorizzati da parte dei principali attori economici, come ad esempio Klaus Schwab, fondatore e direttore esecutivo del World Economic Forum ad pubblicare a luglio un libro complottista: Covid 19 il grande Reset”, nel quale si spiega dove i potentati economici vogliono portarci e di quanto il coronavirus abbia accelerato questi processi E di fronte al rappresentante dell’Oms al G20 di qualche giorno fa ha fatto finte previsioni, scientificamente prive di qualsiasi senso, ma che hanno in realtà il sapore di un preciso cronoprogramma, peraltro già nelle linee guida di alcuni Paesi  : l’uomo al servizio di Tedros e di Bill Gates ha sostanzialmente detto che questo virus non sarà l’ultimo (come fa a saperlo? Forse li ha già in laboratorio ?),  che ci saranno più pandemie e solo le vaccinazioni, le mascherine  e i generosi contributi al  bilancio dell’Organizzazione mondale della sanità ci salveranno. Ha anche promesso una nuova ondata di Covid a gennaio, e poi un’altra, , magari di Covid 21 come dice il commissario francese alla pandemia, e così via fino a quando la terra non sarà seppellita di vaccini. Ma anche fino a quando non sarà stata depauperata della libertà, del lavoro e dei diritti e non si sarà instaurato una sorte di regime semi militare. Di fronte a tanta sfacciataggine si tocca con mano l’esistenza di un piano, a una sorta di obiettivo di massima che viene mano mano messo a punto basandosi sulla risposta delle vittime: meno queste reagiscono, più sarà possibile spogliarle dei loro diritti. Non è un progetto messo in piedi da elfi in una fortezza o da grandi vecchi, è una ricetta assolutamente già scritta  nel libro del neoliberismo per il quale finalmente si è trovato l’ingrediente adatto.


Tutti matti per la clorochina

Oggi voglio farvi toccare con mano come funziona la “scienza” tra virgolette che ha preso il posto di quella vera, ma che di fronte a persone via via deprivate di sapere e di conoscenza, rese culturalmente passive e succubi,  appare proprio  originale, anzi ancor meglio idealtipica  come quella delle vecchie pubblicità nelle quali appariva un tizio in camice bianco accanto a un  tavolo pieno di provette e alambicchi che vi rivelava quanto fosse avanzato il dentifricio  Zahnblanc con tiotimolina risublimata. Bene siamo sulla buona strada per capire come mai il Comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza dell’Agenzia europea per il farmaco si sia improvvisamente risvegliata da un sonno lungo un quarto di secolo ( è stata fondata nel 1995) e abbia deciso che l’idrossiclorochina costituisce una sorta di rischio psichiatrico potendo  portare addirittura a comportamenti suicidari. E’ davvero una beffa  tanto grossolana quanto disonesta visto che questo cambiamento di rotta è stata avviata nel maggio scorso dopo che l’Agenzia era stata informata dall’agenzia spagnola dei medicinali (Aemps) di sei casi di disturbi psichiatrici in pazienti con covid-19 a cui erano state somministrate dosi di idrossiclorochina superiori a quelle autorizzate.

Chissà magari i disturbi c’erano già prima o erano erano dovuti al terrore che questi veri e propri criminali hanno sparso a piene mani per ottenerne un profitto o era un risultato della segregazione o dell’eradicazione sociale, ma non importa: l’oggetto di questa scienza dei mei stivali è impedire ad ogni costo che si possa che si possa curare il covid 19, cosa che si ottiene facilmente a basso costo, perché tutti si devono invece vaccinarsi, come unica strada per una supposta salvezza che invece non verrà. La battaglia contro qualsiasi cura e specialmente contro quelle che non prevedono farmaci dal prezzo stratosferico è stata totale da parte di una classe medica prezzolata e ha visto l’idrossiclorochina al centro di una tumultuosa polemica che ha indotto una prestigiosa rivista come Lancet a pubblicare un studio falso su questo farmaco, poi ritirato con tante scuse. Ma il sospetto che vengano pubblicate ricerche fasulle e che la scienza sia quella del miglior offerente rimarrà sempre. A questo punto invece di replicare a tali evidenti fesserie bisognerebbe denunciare tutte queste istituzioni per mancata vigilanza su un farmaco ritenuto pericoloso. Perché l’idrossiclorochina è entrata nella farmacopea ufficiale nel 1955 ed è nell’elenco dei dei farmaci essenziali dell’Organizzazione mondiale della sanità,  ovvero tra i medicinali considerati più sicuri ed efficaci per un sistema sanitario. Visto che questa sostanza serve come profilattico contro la malaria e dunque viene assunta anche da chi si reca nei Paesi a rischio, che è inoltre un indispensabile presidio contro i disturbi reumatici, il lupus eritematoso  e parecchi altri malanni, si può affermare che centinaia di milioni di persone, anzi miliardi considerando che sono passati 65 anni dalla sua introduzione, ne hanno fatto uso: solamente negli Usa le prescrizioni superano i 5 milioni all’anno. E badate bene la dose per la profilassi contro la malaria che io ho fatto diverse volte, come parecchi di voi suppongo, non sono per nulla lontane da quelle per la cura del covid e oltretutto si protraggono per molto più tempo, a volte per mesi se il viaggio è lungo. Ma fin ora nessuno è diventato matto o si è suicidato per questo, anzi nessuno prima d’ora in si era mai accorto di tale possibilità nonostante l’immenso campione a diposizione e i quasi 70 anni di utilizzo massiccio. Delle due l’una o l’Agenzia medica europea mente sapendo di mentire oppure dovrebbe essere sanzionata con multe astronomiche e mandata a casa per palese incapacità e i suoi membri dovrebbero essere indagati, ma non accadrà, anzi sarà ancor più in mano del profitto sanitario piuttosto che dalla parte della salute. Del resto essa è stata ufficialmente varata per evitare alle aziende farmaceutiche le spese (calcolate allora in 350 milioni di dollari) per far approvare le loro medicine nei singoli Paesi. Dunque è nata con il verme del profitto e della menzogna già incorporato.

C’è infine una terza possibilità: che avendo assunto io stesso l’idrossiclorochina sia  diventato matto, ma proprio da legare, tanto da permettermi di non considerare sacra e intoccabile la verità ufficiale. Matto ma non scemo come quel filosofo da cioccolatini, l’illustre plagiario Galimberti il quale dice, copiandolo da psicologi della domenica perché da solo proprio non ce la fa, che si vuole negare il covid per esorcizzare la paura della malattia: infatti il cancro che fa cento volte più morti del Covid viene universalmente negato. Al cinema una sceneggiatura così rozza e caricaturale della psicologia sarebbe stata sbertucciata, ma tant’è a questo si è ridotto il Paese, dare credito ad ogni più volgare idiozia.


La salutare dittatura

Se entriamo in farmacia a comprare un banale antidolorifico non da banco abbiamo bisogno della ricetta medica, qualcosa che solitamente viene interpretato come una sorta di precauzione nei confronti delle persone, ma che invece serve solo a far risparmiare il sistema sanitario dando contemporaneamente un grande vantaggio alle aziende farmaceutiche: spesso lo stesso principio attivo viene fornito senza ricetta a un prezzo doppio e con una concentrazione della metà: cosicché uno è liberissimo di utilizzare il farmaco, senza dover recarsi dal medico, purché paghi quattro volte di più. Sono i trucchetti miserabili di una burocrazia sanitaria al servizio (non certo gratuito, però)  dei grandi gruppi farmaceutici  e che tuttavia viene giustificato con l’attenzione alla salute. Si tratta di modesti raggiri che tuttavia contribuiscono a rafforzare l’idea di una cura e sollecitudine nei confronti della salute che poi si concreta nei lunghi iter necessari per l’approvazione di un farmaco, sebbene i vari istituti nazionali preposti a dare via libera alla nuova medicina, si limitino a prendere visione della documentazione fornita dall’azienda produttrice e a verificarne i requisiti formali più che l’attendibilità reale.

Adesso però tutto questo sistema sta gettando la maschera e produce vaccini anti Covid non sperimentati che vengono spacciati dalla governance globale, dal grande e anonimo fratello, come l’unico modo per uscire dal sistema delle segregazioni:  un vero e proprio ricatto finale che sta facendo crollare le democrazie in tutto il mondo occidentale, persino quel poco che ne era rimasto,  a parte le ritualità.  E per averne piena contezza pare che il governo italiano, anzi il ministro Speranza la cui cervice non verrebbe utilizzata come coppa rituale nemmeno dai Daiachi vista la poca capienza, si avvia ad utilizzare come prima ondata il vaccino più costoso, ovvero quello della Pfizer, quello che deve essere tenuto a -75 gradi prima di essere iniettato e che vista l’assenza  di una simile catena del freddo arriverà in vena come acqua distillata.  Anzi no, acqua con metalli pesanti. Tutto questo, badate bene, avviene senza alcuna approvazione da parte dell’ Aifa,  ossia l’azienda italiana del farmaco. Si prevedono addirittura 1 milione e 700 mila vaccinazioni entro gennaio, una cifra risibile, vista l’assenza di qualsiasi piano in questo senso del resto giustificata dal fatto che tutto l’allarme è una mistificazione. Ma ancora più sorprendente  è il fatto che la Pfizer presenterà i dati della sperimentazione solo fra due anni. Quindi di chi ” spiega ” al popolo il vaccino a cominciare da Burioni per finire ai fact checker prezzolati, parlano del nulla perché non hanno in mano le carte, il che non esclude che abbiamo però degli assegni. Tutto questo ancora pochi mesi fa sarebbe apparso a chiunque come criminale, ma la creazione di un pandemia le cui vere vittime saranno quelle travolte dalla stessa narrazione, rende oggi possibile l’impensabile come l’adozione di un farmaco a scatola chiusa. E proprio per  evitare reazioni è stato messo in cantiere, ovviamente sul modello tedesco perché questi servi da quattro soldi non si smentiscono mai, l’ipotesi di considerare reato una presunta “Istigazione alla rinuncia o al rifiuto di trattamenti sanitari” che è un abominio costituzionale e legale, perpetrato da squallidi prostituti di Big Pharma.

C’è gente che si è arresa alla narrazione nella speranza che ubbidendo in tutto e per tutto alle assurde misure proposte, e facendosi iniettare sedicenti vaccini che come quello della Pfizer che inseriscono sequenze geniche nelle cellule affiché producano un antigene specifico ( vedi nota), potranno tornale alla normalità e al lavoro. Ma è solo un’illusione perché è ormai passato il principio che le libertà costituzionali possono essere sospese a causa di un’emergenza e si troverà sempre una situazione, un pericolo magari opportunatamente pompato per giustificare qualunque arbitrio e qualunque misura.

Nota I difensori – non d’ufficio perché non credo proprio che siano difese gratuite – dei nuovi vaccini a mRna fatti passare grazie all’urgenza di combattere la pandemia narrativa e praticamente non sperimentati se non in maniera del tutto sommaria per brevissimo tempo, si scagliano contro coloro che paventano una modifica dell Dna a causa di queste interazioni genetiche. E in questo hanno ragione perché il Dna per quanto ne sappiamo non può essere alterato dall’Rna messaggero, ma hanno torto sotto tre profili:  1)intanto quello metodologico visto che tutto ciò che sappiamo di questi vaccini deriva dai comunicati stampa delle aziende produttrici e nemmeno dai dati di sperimentazione che tra l’altro sappiamo quanto a volte possano essere addomesticati e andrebbero semmai verificati; 2) poi perché queste difese sono basate sul solito trucco retorico di prendere le affermazioni più estreme per confutarle e dimenticare tutte le obiezioni più consistenti che possono essere portate; 3) le nostre conoscenze sono del tutto insufficienti (solo gli stupidi pensano di sapere tutto e purtroppo anche nella scienza sono una marea)  ad escludere che vi possano essere conseguenze di vario tipo come per esempio alterare in maniera irreversibile  la risposta immunitaria globale. Per escludere queste cose occorrerebbero anni di sperimentazioni e invece saremo tutti cavie forzate senza poter dire di no e senza la possibilità di tornare indietro.


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