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L’ oroscopo del 2018

Kairos_Oroscopo2Spesso le sensazioni sono inspiegabili o sovrastano per intensità le spiegazioni possibili per cui si fa di tutto per riportarle nell’ambito della razionalità, ma quando esse sono persistenti e acute, non hanno voglia di andarsene e vengono da tutto l’arco del nostro orizzonte, allora qualcosa lavora nel sublimine, fabbrica idee così consistenti che non riescono a venire in superficie. Perciò mi slancio in un oroscopo che vale per tutti i segni: il 2018 sarà un anno non soltanto denso di eventi, ma fondamentale per il cambiamento della percezione delle cose.

Per quanto riguarda l’Italia, già sappiamo che una volta passate le elezioni qualunque esito esse possano avere, ci troveremo in una situazione di squagliamento finale del sistema politico così in crisi che le aggregazioni finora alternativamente determinanti  si presentano di nuovo, ma sotto forma di farsa, come prodotti ampiamente scaduti e causa dei problemi che esse pretendono di risolvere attaccandosi a puri slogan. Ovvero quelli che secondo il preside più che presidente Mattarella sarebbero  i programmi “realistici”. Tuttavia la cosa avrà un’importanza relativa perché l’anno appena nato porterà il Paese – come da programma già esplicitato dei potentati della Ue – direttamente nelle grinfie della troika fracassando le buone così come le cattive intenzioni con le quali si sarà andati alle urne e rottamando tutte le promesse di giro della manovra finanziaria.

A questo cambiamento di percezione che squadernerà la reale situazione del Paese e renderà impossibile attaccarsi a qualche becero santino, magari raccolto per strada, si accompagnerà quello che riguarda il resto del vasto mondo a cominciare dallo scasso dell’Europa, ormai in profonda crisi e attraversata da contrapposizioni insanabili, da imperialismi locali, devastata dalla moneta unica come strumento di divisione così come da straordinarie ipocrisie, valga per tutte il recente affossamento degli accordi di Parigi sul clima e l’ambiente avvenuto nel più assoluto silenzio stampa. E il livello planetario non è diverso con un presidente americano a 360 gradi che pare aborrire ogni intelligente simulazione e apprezzare ogni stupida tracotanza, che sta preparando con astuzia diabolica l’isolamento del Paese e dunque il crescere della sua aggressività, senza tuttavia riuscire a dissipare l’idea di un declino che da morale si rivelerà pure materiale, anche senza la possibile per non dire probabile esplosione di nuove bolle. Già i massacri in Yemen, la vicenda di Gerusalemme capitale, così come l’ormai scoperta gestione del terrorismo medio orientale in Siria hanno messo a nudo gli altarini di Washington nel 2017, adesso tocca anche alla posizione preminente in campo monetario e tecnologico, determinatasi dopo la seconda guerra mondiale e che purtroppo non ha quasi mai visto all’opera una soggettività europea, che deve vedersela con l’assalto vincente della Cina sia alle tecnologie di punta (vedi qui ) che alla costruzione di una rete finanziaria alternativa destinata a relativizzare il dollaro e a introdurre un nuovo tipo di cooperazione internazionale, diverso da quello patologico – coloniale di stampo occidentale.

Tutto questo ovviamente è già in atto da parecchi anni, ma finora è sfuggito alla comprensione dell’uomo della strada, complice una comunicazione e un condizionamento interamente fabbricati oltre atlantico e/o delle oligarchie locali, tuttavia ho la convinzione, chiamatelo presagio, che i tempi siano ormai maturi perché dubbi, domande, incertezze superino lo sbarramento dell’egemonia culturale anche negli angoli più remoti della consapevolezza. Del resto questa non è solo un’idea consolatoria: lo dimostra il fatto che i poteri dominanti siano letteralmente terrorizzati dalle narrazioni alternative e stiano conducendo una grottesca battaglia, quella delle cosiddette fake news, per cercare di arginare la libertà di espressione e oserei dire la libertà d’intelligenza. Poiché si tratta di un flusso informativo relativamente marginale, questa ossessione censoria dimostra come anche là dove si puote, si pensi che si sia in prossimità di una svolta percettiva da stroncare quanto prima perché la distanza tra il mondo reale e la narrazione è diventata ormai troppo grande per rimanere senza conseguenze. Si,  credo proprio che il 2018 sarà l’anno in cui si ricomincerà ad aprire e gli occhi e a smettere di illudersi che è solo un brutto sogno e che prima o poi tutto tornerà come prima, con tutti le luci di riferimento al loro posto.  Quindi sarà un anno difficilissimo e bellissimo.

 

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