Mal Ton di regime

 Anna Lombroso per il Simplicissimus

Che dispetto ci ha fatto l’America, che sgarbo far vincere il populismo cattivo, volgare, maleducato, scorretto, sessista, razzista, sguaiato, ignorante. Che affronto che quella macchietta abbia battuto una così affine alle signore del senonoraquando,  perfetta per le cene delle Soroptimist, educata e responsabile fino alla devozione e allo spirito di servizio,  riservati al Paese attraverso  un marito sciupafemmine, alla famiglia e alla casa, bianca magari, così somigliante alle ragazze del college in gita premio in Italia, coi loro diari, le cartoline, le scappatelle col latin lover al Palio di Siena subito rimosse al rientro in Arkansas. Che delusione che la virulenza verbale di Trump abbia coperto la vocina mielata e impostata, autorizzando il politically incorrect, facendo immaginare  un’escalation dell’intolleranza e della discriminazione delle minoranze — gli immigrati, i musulmani, le donne.

Da giorni tocca sentire e leggere nei volti aggrondati e nei necrologi della defunta democrazia di Tocqueville, la delusione e la preoccupazione di opinionisti abituati a attribuire importanza soprattutto al bon ton, al garbo, ai modi e alle mode di una civilizzazione formale e ufficializzata grazie a buone scuole, birignao, appartenenze a cerchie influenti, protezioni autorevoli, stampa amica, tutti ingredienti che permettono di creare una gerarchia della “cattiveria” tollerabile o addirittura desiderabile, sicché i bombardamenti in tailleur sono meno cruenti, l’occupazione militare della finanza meno oscena, i tagli al welfare per via di sedicente stato di necessità meno deplorevoli di quelli operati per motivi ideologici anche se gli effetti sono gli stessi,  sicché era ineluttabile se non addirittura doveroso  mettere le “organizzazioni” democratiche e socialiste  e i loro bacini di consenso al servizio degli interessi dell’impero e del suo modello di sviluppo, sicché era inevitabile e imperativo scegliere un candidato forte per l’appoggio di lobby e potentati e più allineato di un anziano visionario.

La riscossa dello zotico  sembra essere davvero insopportabile  per chi è stato tanto compito e ammodo da riservare benevolenza per il pittoresco cow boy alla Casa Bianca, quello che ha avviato la rivoluzione liberista, la circolazione dei capitali, o per il capitalismo compassionevole, o da guardare con ammirato spirito di emulazione alle avventure dei Gekko  a Wall Street, tanto da farsi tentare da qualche acrobazia azionaria, o da credere che una spericolata prevenzione anche bellica sia  inderogabile e categorica per contrastare il terrorismo e i suoi untori, spesso ex alleati e che potrebbero ridiventare tali, di sovente prodotti artificiali della fabbrica della menzogna sempre in cerca di un nemico utile ad autorizzare la guerra.

Beh se è così si presentano tempi duri per loro. Perché tutto conferma che è arrivato il tempo dei più sguaiati, dei più cialtroni, dei più sboccati, dei più sfacciati, dei più screanzati. E la buona creanza non li salverà e nemmeno l’ipocrisia. Perché hanno contribuito, blandendo il folclore leghista, nato, si disse, da lombi antifascisti, sottovalutando le corna e le sacre liturgie polesane, celebrative, si disse, di radici e tradizione, liquidando sbrigativamente xenofobia e razzismo, frutto,  si disse,  di atavica ignoranza e isolamento superabili grazie al diffondersi i benessere e convinzioni progressive, a creare figure mostruose e geografie del rifiuto e della paura, che rivendicano rozzezza, ferocia, rancore, come fossero le virtù del politico e le fondamenta di una leadership e moltiplicano ingiustizia e sopraffazione.

Perché l’opposizione sobria, responsabile, cortese che non accetta provocazioni e non si presta a bugie e manipolazioni ha favorito una cricca di governo che l’ha scambiata – e magari non a torto – per codardia. Quella cerchia infame che adesso, quando qualcuno mette il naso nei suoi affarucci, svela le magagne, scopre l’ennesimo interesse privato, anche sotto forma di abuso dei dati e di trucco elettorale, perde la testa e sbrocca, chiama alle armi perché torni a regnare il suo ordine, fa i segni in trasmissione al conduttore come nella briscola, bercia come gli odiati grillini e apostrofa con toni beceri il pubblico dei suoi eventi di propaganda.

Pare che dobbiamo diventare  villani e scostumati anche noi per vincere. Che bisogna tiragli i pomodori, prenderli a pernacchie e peggio ancora, informarci e informare, scoprire le loro carte di bari, riprenderci la conoscenza e la gestione della “cosa pubblica”, che hanno ridotto a merce, i diritti dei quali ci hanno espropriato, quelli scritti in una Carta, che odiano per quello, per l’invidia e l’avversione che riservano a quello che è libero, generoso, giusto e solidale.

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24 responses to “Mal Ton di regime

  • Alessandro Lattanzio

    e qual’è il problema su tal casiraghi? Il signore rappresenta proprio ciò che viene descritto nell’articolo, un guerrafondaio che si pone a pacifista perchè si umetta le labrucce con il tovagliolo quando pranza con obama, begin e rabin, e altri rinomati premi nobel per …la pace; il premio dei salottini per bene e danarosi. Chi non vorrebbe andare in questi accoglienti salottini, entrandovi educatamente ritti sulle zampette posteriori?

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  • Anonimo

    Sono certo che Hitler prese il potere grazie a gente che ragionava esattamente come lei.

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  • Anonimo

    “e’ meno peggio”

    purtroppo, e qui sta disperazione, in itaGlia, ma ho la sensazione nel mondo, mutatis mutandi, è da decenni che siamo COSTRETTI, COMPLICI LEGGI ELETTORALI PORCATA, e lo status, di sostanziale colonia dell’itaGlia, a scegliere IL MENO PEGGIO…
    che sempre nel”dominio” del peggio è situato.

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  • diderot39

    L’apparente entusiasmo e accettazione acritica del fenomeno Trump è storicamente ricorrente e umanamente comprensibile.
    Anche il famoso cavallo, nominato senatore da Caligola, se insediato alla casa “bianca” (ossimoro), avrebbe suscitato simili esternazioni – quando paragonato all’alternativa.
    Il puzzo di frutta marcescente e’ meno peggio dei miasmi della fogna.

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  • Anonimo

    a proposito della situazione italiana, qualcuno legga sul sito comidadPuntoorg:

    IL “MODELLO POLONIA”: CI PRENDONO I SOLDI E CI PRENDONO PER I FONDELLI

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  • Roberto Casiraghi

    Non capisco perché dopo aver scritto su questo blog decine di articoli contro Berlusconi perché era “cattivo, volgare, maleducato, scorretto, sessista, razzista, sguaiato, ignorante” (e io li ho condivisi tutti) ora se le stesse cose le fa Trump, che non è altro che un più ricco imitatore di Berlusconi, bisogna difenderlo come se fosse un animale a rischio di estinzione. Non so più che cosa stia succedendo a questo blog e non me ne so spiegare l’improvvisa trumpizzazione.
    Ricorderò allora che Trump è colpevole di diverse cose imperdonabili: innanzitutto perché, coerentemente con il suo essere uno dei 500 uomini più ricchi d’America, incarna direttamente, anziché per interposta Hillary, l’èlite neoliberista che non si sogna minimamente di attenuare le aberrazioni del capitalismo, anzi, per loro la festa è appena cominciata.
    Poi perché essendo ricco e famoso si diverte, come già Berlusconi, a prendere a prestito gli stilemi comportamentali delle persone la cui condizione sociale priva di prospettive le condanna a volte alla volgarità e all’ignoranza e ne approfitta per farsi credere uguale a loro e attrarne le simpatie elettorali.
    Ulteriormente perché è un signore che nel suo manifesto ha già promesso di aumentare le spese militari e per le varie milizie della polizia e perché il suo piano relativo al muro di separazione con il Messico, in cui sarebbe il Messico stesso a doversi sobbarcare i relativi costi di costruzione, è già una mezza dichiarazione di guerra a questo paese.
    Infine perché, in tutti i casi, Trump non può essere un personaggio antisistema in un contesto dove chiunque arrivi a certe posizioni, anche molto inferiori alla sua, è sempre una persona del sistema. O altrimenti dovremmo credere che le multinazionali e i ricchi filantropi che hanno supportato la campagna elettorale di Trump spendendo collettivamente soldi pari alla finanziaria di un medio paese europeo siano dei rivoluzionari che si sono travestiti da nababbi per meglio fregare la CIA. E la cosa, francamente, mi sembra improbabile.

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    • Anonimo

      semplicemente Trump, è meno guerrafondaio per interposta europa e itaGlia (nato)… o almeno lo sembra.

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    • Anonimo

      senza alcuna malizia verso di Lei Casiraghi, ma a volte da l’impressione che Lei non abiti in Italia o in Europa, per non accorgersi dell’imperialismo galoppante e guerrafondaio ameregano , dalle nostre parti negli ultimi 15 anni almeno.

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      • Roberto Casiraghi

        Gentile anonimo, penso che Lei si sia perso almeno un centinaio dei miei commenti, se veramente la pensa così!
        Comunque io non critico affatto chi confida in Trump, rifletto però sul fatto che per arrivare a sperare in un personaggio come Trump bisogna proprio essere alla disperazione.

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      • Anonimo

        la “””””””””politica””””””””””” di questi ultimi decenni,

        È disperazione…

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    • Anonimo

      e se i politicanti americani degli ultimi 20 anni ed i loro eserciti sono al servizio del turbo capitalismo di rapina trnsnazionale , allora NON sono politiucanti ed eserciti nostri amici… questo secondo logica, e secondo manifestazione diretta della profonda malvagità e avidità del capitale transnazionale.

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    • Anonimo

      Se Trump come eventuale nemico dell’europa e dell’italia , sarà meno ipocrita dei politicanti democratici ammeregani, allora sarà più FACILMENTE individuabile.

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    • Anonimo

      talvolta l’imperialismo e le guerre scatenate dagli USa NON son altro che la manifestazione della meschinità dei politicanti ma a volte anche del popolo ammeregano, inutile negarlo.

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      • Anonimo

        Trump pur avendo dei grossi difetti è un outsider rispetto al pericoloso establishment che si è manifestato negli ultimi 10 anni circa di (s)governo “””””””””democratico”””””””””””” negli USA.

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    • Anonimo

      America ed Europa sono 2 continenti diversi che, in buona sostanza , SPESSO, hanno interessi DIVERGENTI!

      Ciò, è anche intuitivo.

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    • Anne La Rouge Lombroso

      non pretendo un monitoraggio continuo e ininterrotto dei miei post, ma pretendo di essere letta prima di essere accusata di trumplalia, caro Casiraghi. Mi sono espressa senza mezzi termini per dire che gli americano come succede d’altra parte anche a noi, erano costretti alla scelta tra cancro e infarto. Non sono certa che abbiano scelto il meglio, forse nemmeno il meno peggio? ma mi interessa indagare sull’entusiasmo sconcertante con il quale molti anche tra chi rimpiange che la sinistra non abbia maturato proposte e pensiero alternativo, hanno abbracciato la causa Clinton. Che, come lei d’altra parte suggerisce, è regressiva perfino rispetto al premio Nobel. E ho intuito che è come ho scritto perchè è meno volgare, più “europea”, più colta, più navigata, più accettabile per ragioni di bon ton appunto, Ma sappiamo essere altrettanto se non più guerrafondaia, altrettanto se non più espressione di lobby finanziarie e belliche etc etc.. E d’altra parte questo spiega perchè qualcuno trovava più accettabile Monti e perfino Renzi, del cavaliere, del quale su questo blog non ho certamente sottolineato l’aspetto becero, puttaniere e maleducato, bensì quello golpista. E in ragione di ciò non ho assecondato l’impostazione volutamente riduttiva del senonoraquandismo.. Non vorrei che anche lei per affinità con il desiderio di garbo e raffinatezza, rinunciasse a una incazzatissima e maleducata ipotesi alternativa che ci permettesse di non portare acqua a nessuno dei contendenti in campo là come qui

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      • Anne La Rouge Lombroso

        aggiungo sempre a margine del commento di Casiraghi, che come ho scritto, assoggettamento alla finanza, tagli del Welfare, imprese militari producono gli stessi effetti sia che vengano sostenuti in rappresentanza di interessi o incarnandoli, per convinzione, smania di potere o gregarietà, profitto personale o protezione influente

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  • Anonimo

    “per l’invidia e l’avversione che riservano a quello che è libero, generoso, giusto e solidale.”

    Se non è invidia, è odio; dissimulati l’una e l’altro.

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