Anna Lombroso per il Simplicissimus

Chi mi conosce sa che difficilmente mi lascio tentare dal turpiloquio, ancora più odioso dopo l’abuso che ne hanno fatto gli attori di Mafia Capitale, talmente affetti dalla Sindrome di Tourette e da quegli infantiglioli esilaranti che fanno ripetere ridacchiando cacca cacca culo culo merda, che le autorità investigative hanno rinunciato ai beep per coprire le parolacce, altrimenti non restava niente da passare ai giornali affamati del gossip della demoralizzazione nazionale.

Però quando ci vuole ci vuole. È che continuano a prenderci per il culo, ostinatamente, tenacemente, sfrontatamente.

Stamattina un notabile del Pd ha rivendicato: Marino è il baluardo della legalità. Ed ha anche aggiunto che i 5stelle non hanno il diritto di protestare se nell’invettiva sono apparentati nei fischi in Campidoglio coi militanti di Casa Pound.

Figuriamoci, uno dei motivi per i quali ho sempre  nutrito riserve nei confronti del movimento di Grillo e Casaleggio è la sbrigativa liquidazione della “categoria” a loro dire obsoleta, arcaica, insomma “morta!” dell’antifascismo. Ma che a tenere questa lezioncina sull’opportunità di avere contatti e contiguità più o meno stretti con chi ha tra le sue stelle polari fior  di assassini, nel suo Pantheon Freda, Ventura, Evola, tra i suoi padrini Borghezio e Alemanno – che di altri rimossi in odor di democratizzazione  non si può dire pena una querela, esercizio nel quale quello che a suo tempo si autodefinì “centro sociale di ispirazione fascista” è maestro – sia l’esponente di un partito che ha tra i suoi fiori all’occhiello un ministro che andava a cena con Mafia Capitale e aderenti, amici, associati – che compagni non si usa più –  dediti a rapporti di strettissima intrinsichezza con Carminati e altri boia chi molla, sia pure per ragioni di business, sia pure per via del brand condiviso, certo non mi va giù.

Sul baluardo poi molto ci sarebbe da dire e molto si è detto, come ricordava il Simplicissimus qui https://ilsimplicissimus2.com/2015/06/10/roma-variety-torna-wanda-osiris/. Perché sempre per via di quel sistema di potere che consiste nel prenderci allegramente per i fondelli, nell’abuso di menzogne, nella manipolazione della verità compiuta a loro dire “nel nostro interesse” di onestà, legalità, trasparenza, si dà sempre e nel migliore dei casi una interpretazione parziale, come condizione necessaria e anche sufficiente per il buon governo. come se bastasse, e facciamo conto che sia così, non infilarci la mano nelle tasche, o se lo si fa, derubarci per rispettare vincoli di bilancio, patti scellerati stretti con qualche cupola, avviare la crescita interrotta per via dei nostri costumi scellerati.

Come se fosse sufficiente per assicurare una qualità urbana equa e armoniosa, avviare indagini e censimenti, raccogliere dati preferibilmente tramite apposite commissioni di saggi, perfino incaricare la Guardia di Finanza, per poi lasciare tutto com’era, tanto è inane il compito di dire di no, quello di rimuovere figure ingombranti, quello di trovare soluzioni per i  senzatetto, per gli alluvionati, per i rom, per le periferie degradate e per chi ci va con le sue bome a orlogeria di odio e diffidenza, ma anche per i pendolari, per gli abitanti  defraudati del trasporto pubblico, per i cittadini che vivono in una città sporca, disordinata, trascurata, i cui monumenti sono in stato di abbandono in modo che possano essere offerti in comodato a “mecenati” allarmanti, tutti in preoccupante attesa di un Giubileo che si presenta come una minaccia papale senza indulgenza.

E a proposito di Marino, il commissario Pd per Roma, l’ineffabile Orfini ha voluto tranquillizzare i palpitanti militanti del partito unico: Sant’Ignazio resta beato sindaco e non sarà martire della lotta alla corruzione.  “Mai esistita l’ipotesi delle dimissioni del sindaco, ha dichiarato, che ho informato  di come sta procedendo il percorso di ricostruzione del Partito democratico. Ho convocato la direzione del Pd Roma in cui approverò, come previsto dallo statuto, le nuove regole per il tesseramento, che riaprirà sabato”.

Ecco era quello che volevamo proprio sapere, volevamo essere rincuorati che il Pd romano risorgerà più bello e più superbo che pria. Ipotizziamo per puro esercizio retorico quali gadget verranno offerti alle frotte di entusiasti che si presenteranno nelle superstiti sezioni, necessariamente con una doviziosa fedina penale,   in fila come nelle vignette di Guareschi, che solo dei nuovi invulnerabili e inossidabili trinariciuti  del partito unico potrebbero farsi persuadere a un simile passo. Finito il fervoroso ardore in nome dell’Expo, del quale non si parla più, potrebbe creare la necessaria fidelizzazione una doppia tessera: Pd e Coop, oppure potrebbe sollecitare una profittevole affiliazione la promessa di poter lavorare col gruppo di Jovanotti, innalzamento gratis del palco compreso, con le emozioni formative collaterali che può comportare. Per i più giovani poi, quelli che un tempo erano la spina dorsale della Fgci, ci pensa il solito Poletti a irreggimentarli in qualche precariato estivo  al alto valore educativo. Sconti speciali poi per presidi e aspiranti tali, i migliori supporter della Buona Scuola ad personam. Che il teppista di Palazzo Chigi, il Franti che sorride come un infame mentre uccide l’istruzione pubblica,   vuole  portare avanti comunque, anche da solo, come si addice a un guappo al comando. O almeno con il sostegno della famiglia, la first crumira, la mamma preside della Boschi, perché per lui è una questione di principio irrinunciabile, è il trailer di come vuole l’Italia, comandata da podestà spregiudicati, sindaci ricattati e impauriti di perdere consenso a costo dell’abiura di umanità, rappresentanza, civiltà democrazia, funzionari prepotenti, amministratori autoritari, portieri delatori, rete imbavagliata anche se ne riconosce il potere indiscusso, come dimostrato dalle performance dell’Isis e dai suoi tweet, garantismo intermittente, costituzione oltraggiata, beni comuni svenduti, opposizione dileggiata, sindacato unico, lavoro defunto e diritti sepolti.

Si ci prendono per il culo, ma se lo tolleriamo siamo più miserabili di loro.