La dittatura della partitocrazia e la sinistra inesistente

re_giorgio_primoIl sabato nero si è consumato, l’inciucio è servito, il caimano è salvo, la partitocrazia si è asserragliata dentro il suo fortino, separata ormai del tutto dal Paese e proprio per questo in grado di infliggergli altri drammi, se non il colpo alla nuca. Ci sono più probabilità che Napolitano arrivi alla fine del suo secondo settennato, che non l’unità del Paese, anche se la gravità della situazione non viene ancora ben percepita: le formalità democratiche sono state rispettate, i riti turibolari sono stati eseguiti, ma siamo di fatto dentro una dittatura della partitocrazia, dentro quella oligarchia che diviene conclamata con grande gioia dei media che mangiano in quel piatto.

Che sia così lo dimostra l’assenza di una opposizione lucida e determinata che sappia andare oltre lo schiamazzo o la narrazione. Un opposizione che non potrebbe essere se non di sinistra visto che il marchingegno messo a punto per cancellare la voglia di rinnovamento risponde a tutti i desiderata del sado liberismo, ma anche alle esigenze autoritarie che ne sono il necessario risvolto. Dunque all’essenza della destra. C’è un problema però: che la sinistra non esiste più o almeno non c’è una sinistra che sappia liberarsi dai fantasmi del passato e insieme elaborare nuove strategie, prassi e prospettive. Coinvolgere insomma.

Questa è la realtà: il nuovo di Barca, redatto appena pochi giorni fa, è una riflessione sulla forma partito, un contorto passaggio alla sinistra “palestra”, anche interessante da un punto di vista sociologico, ma senza uno straccio di contenuti e di idee concrete, senza nemmeno la volatile ombra di un ideale: una pura esercitazione accademica sul corpo marcito del Pd, dove l’area socialdemocratica è ormai residuale, coperta dalle mucillaggini di apparato. Purtroppo la forma non ha un senso se priva dei contenuti e anzi lascia l’impressione che l’unico contenuto sia la forma stessa come in effetti suggerisce l’espressione clou “buon governo” che in termini di sostanza è il nulla. Insomma un altro personaggio della stessa pasta degli altri, un opportunista che ha atteso la fine della sesta chiama per dichiararsi a favore di Rodotà così da non pagare dazio e farsi la sua campagna da segretario dei resti piddini. Tuttavia, resistendo all’effetto emetico, non si può non notare la straordinaria affinità con Vendola che dopo aver inghiottito tutto o quasi del montismo, ora lancia un nuovo cantiere:   “Sel e’ impegnata a ricostruire dalle fondamenta una nuova sinistra di governo”.

Che vuol dire di governo? Ma quello che si intende ormai da quarant’anni: la sinistra di governo è quella che governa come la destra e dunque non può esprimere posizioni alternative, ma solo palliative. Mentre se se elabori contenuti non dico  antagonisti, ma diversi, sei una sinistra di testimonianza che non potrà mai arrivare nelle stanze dei bottoni. E’ caduta l’Unione sovietica, si è sbriciolato il muro di Berlino, è finito il mondo bipolare, la Cina formalmente comunista è diventa la prima potenza industriale del mondo, i Brics si apprestano a fare da contraltare alla finanza occidentale, ma noi ragioniamo ancora nei termini del fattore K, l’esclusione del Pci dal governo, imposta dalle logiche del mondo bipolare e garantita con tutti i mezzi, stragi comprese. Sorprendentemente proprio questo è diventato uno dei capisaldi della cultura di sinistra, almeno di quella che ha ancora voce.

Dunque non so cosa potranno elaborare di originale ed efficace i nuovi cantieri, anche ammesso che non siano la solita orgia di interventi, scontri e bizze dei soliti noti, se nascono dentro queste sconfitte preventive. E che si traducono poi in narrazioni sconfessate dalle azioni o dall’emergere di  personaggi di ambito bancario e finanziario come il bocconiano Barca che di sinistra effettiva ha solo il padre.  Dunque rimarremo senza opposizione che non sia quella ondivaga, pervicace, ma informe del M5S i cui esiti paiono sconosciuti agli stessi fondatori e che tuttavia esprime anche contenuti come il salario di cittadinanza, che la sinistra “di governo” non osa, nonostante tutti i Paesi europei lo abbiano. Ecco, magari nei cantieri bisognerebbe osare un po’: perché al governo vero ci si arriva solo se si ha anche il coraggio di testimoniare una speranza.

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One response to “La dittatura della partitocrazia e la sinistra inesistente

  • Angelo Kinder

    Ci sono mille perplessità sulla legittimità costituzionale della rielezione di Napo Orso capo sul Colle più alto. Intanto è quanto meno sospetto il fatto che non si sia formalmente dimesso, come hanno fatto quasi tutti i suoi predecessori.L’Art. 88 Cost. parla chiaro. Nel Semestre bianco non si possono sciogliere le camere per evitare che il Presidente uscente possa minacciando ciò apparecchiarsi la propria rielezione. Ora, vista la debolezza di un Parlamento ingolfato, della necessità di un ‘salvamose tutti’, giocoforza il garante massimo degli incici di Palazzo, benedetto dai potentati europei non poteva che essere riconfermato. Marini e Prodi, quasi due diversivi. Il meglio per garantire la Casta è proprio King George II. Se a ciò si aggiunge maliziosamente che qualche cassa toracica, qualche tibia, qualche teschio nell’armadio del Monarca d’Italia, ci sta (i dossier in mano alla macchina del fango sono sempre in archivio, lo spinotto dei ventilatori schizzatori è in stand-by, pronto ad essere azionato). Mettiamoci pure che l’inchiesta sulle intercettazioni presso la Procura di palermo è in conclusione, in procinto di passare in giudizio, e allo stesso Tribunale sarebbe venuto molto più facile richiedere un Senatore a vita come teste che un Presidente della Repubblica, intoccabile come un Sovrano ‘Legibus Solutus’ del Settecento francese. Insomma, la Signora Clio aveva anche gratuitamnte l’abbonamento alle sue riviste preferite. So’ agi…

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