Mentre tutta l’attenzione è assorbita dal golfo Persico e dalle sceneggiate trumpiane, la Commissione europea e le sue istituzioni stanno portando avanti diverse misure che, nel loro insieme, gettano le basi per una società di sorveglianza e controllo totale: l’euro digitale programmabile, la condivisione obbligatoria dei dati dei cittadini con terze parti e addirittura l’abolizione dell’immunità per gli eurodeputati che criticano l’Ue. A porte chiuse e con il pretesto del “progresso” e dell'”efficienza”, le fondamenta stesse della nostra libertà vengono ulteriormente erose. Bruxelles  sta portando avanti a tutta velocità il progetto CBDC (valuta digitale della banca centrale). Si tratta probabilmente del progetto più pericoloso all’ordine del giorno: quella che ci viene presentata come un’innovazione di facile utilizzo, a un’analisi più attenta, non è altro che denaro programmabile. Non si tratta più del semplice scambio di valore, ma del monitoraggio e del controllo totale di ogni singolo atto di consumo perché quando il denaro diventa programmabile, si trasforma in uno strumento di controllo dei comportamenti. Le banche centrali e la Commissione europea possono quindi determinare cosa, quando e quanto denaro può essere speso. Questo segna la fine del denaro contante anonimo e l’avvento della totale trasparenza nei confronti dello Stato.

Si può ipotizzare di tutto; dalle date di scadenza per le spese non “ecocompatibili” (con tutto l’ambiguità di questo termine)  al blocco per comportamenti “scorretti”? Tutto questo sarà tecnicamente possibile. La giustificazione ufficiale è la “modernizzazione dei sistemi di pagamento”. La vera conseguenza: controllo totale sul comportamento del singolo consumatore. Allo stesso tempo, si sta innescando la fase successiva dello sfruttamento dei dati. I piani per la condivisione in massa dei dati privati ​​dei cittadini con terze parti stanno diventando una realtà tangibile. Con il pretesto di utilizzare tali dati per “fini superiori”, la tutela della privacy diventa nostalgia.

Secondo Euractiv, i vertici delle tre istituzioni europee avrebbero segretamente approvato a Cipro un piano per abolire la sovranità nazionale e accelerare la creazione di un super-stato federale. L’obiettivo apparente: costringere i paesi “recalcitranti” ad abbandonare le proprie “rivendicazioni nazionali” in favore di una “maggiore potenza economica per l’Unione”.Le misure principali includono: il trasferimento di poteri ancora maggiori a Bruxelles, in particolare nell’ambito dell’Unione dei mercati dei capitali, al fine di garantire l’accesso diretto ai risparmi dei cittadini europei. Questa è la chiara strategia dell’Ue: mantenere vive le crisi (energetiche, belliche, del debito, migratorie…) e aggravarle per giustificare una centralizzazione e un’autorità sempre maggiori.

Non vogliono più un’unione di nazioni; vogliono un unico stato, senza popolo e senza una vera democrazia e addirittura un parlamento nel quale verrà abolito ogni diritto di critica. Infatti la burocrazia di Bruxelles vuole ora reprimere con aggressività le ultime voci ragionevoli rimaste al suo interno. I piani per revocare l’immunità agli eurodeputati che criticano la linea politica dell’Ue rappresentano un attacco diretto alla democrazia parlamentare. L’immunità era originariamente intesa a proteggere i membri del parlamento dalle persecuzioni politiche. Quando ora questi scudi cadono perché qualcuno esprime un’opinione “sbagliata”, il messaggio che viene trasmesso è inequivocabile: i dissidenti vengono braccati. La libertà di parola viene spinta nella clandestinità all’interno delle stesse istituzioni che si dicono democratiche. Insomma l’euro digitale programmabile controlla l’offerta di moneta, la condivisione forzata dei dati controlla i comportamenti e il silenziamento del dissenso mette a tacere le ultime voci critiche in Parlamento. L’Ue si sta trasformando da “unione di popoli” in un apparato di sorveglianza centralizzato. Anonimato, privacy e opposizione genuina vengono sistematicamente eliminati. I cittadini europei non vengono consultati. Le decisioni vengono prese a porte chiuse o dietro le quinte attraverso “consultazioni” che nessuno legge. Chiunque creda ancora che l’Ue serva la pace, la democrazia  e la prosperità dovrebbe svegliarsi ora.