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Libia, la smemoranda dei governi

prof Anna Lombroso per il Simplicissimus

E non dite che non ve l’avevo detto.

Più che temere il Salvini che si può celare in ognuno di noi, pronto a saltar su quando qualcosa o qualcuno sembra che possa minacciare il nostro minimo sindacale di benessere, c’era da temere i “diversamente salvini”. Quei Minniti dentro ognuno, che hanno agito e continuano ad agire con ampio consenso unanime perché investiti del ruolo salvifico di adottare le indicazioni della realpolitik con i toni educati e ragionevoli dei peggiori benpensanti, ipocriti e feroci, quelli dei “no, non sono razzista, ma…”, bisogna accogliere e integrare, ma…”, “i profughi sono una ricchezza, ma…”, colpevoli di aver legittimato e autorizzato sospetto e paura del diverso come virtù civica perché “sono troppi..”, “bighellonano ai giardinetti, esponendosi al rischio di essere assoldati dalle mafie…(come i ragazzi di Scampia?)”,  e poi “sono barbari e ignoranti..(mica hanno fatto delle buone scuole come l’extracomunitario californiano che ha accoltellato un carabiniere)”, senza dire che “le loro tradizioni religiose di oppressione delle donne sono incompatibili con la nostra specchiata civiltà superiore”.

Autodefenestrato Salvini siamo tornati a prima, anche grazie alla nuova visione europea che dopo anni di muri legalizzati, respingimenti tollerati e promossi a intermittenza:  Calais si Lampedusa no, di finanziamenti a Erdogan perché ricacci via i molesti immigrati in paesi che se li meritano, adesso scopre i benefici profittevoli degli esodi che ha contribuito a provocare, per poter avere a disposizione una manovalanza che abbassi le retribuzioni, le garanzie e le aspettative economiche e sociali degli indigeni, siamo tornati al colonialismo bon ton, quello delle buone letture, del doppiopetto al posto della felpa ma altrettanto bestiale e altrettanto razzista perché ha come obiettivo non solo i poveri stranieri ma pure quelli nostrani, come aveva ampiamente dimostrato il susseguirsi di provvedimenti sulla sicurezza, il decoro e l’ordine pubblico, culminati del decreto sicurezza Bis che, tanto per dire, è ancora operativo.

E infatti è scattato come il ritorno all’ora solare, il rinnovo del memorandum d’intesa con la Libia, costato la vergogna di quarantamila vite rimandate nei lager  e di 2600 spezzate in mare, quella dei centri di accoglienza gestiti dal sedicente Ministero dell’Interno libico con l’agenzia per i rifugiati dell’Onu, nei quali languono  i 5 mila scampati a una sorte peggiori, quella di un patto scellerato con la guardia costiera libica con stanziamenti ingenti, dove è ormai noto si infiltrino da sempre i trafficanti di schiavi e i traghettatori infernali.

La nuova maggioranza insorge. Chi perché Conte non ha interpellato il Copasir sulla scadenza dell’intesa firmata a suo tempo dal governo Gentiloni nel 2017, chi perché stava in quella coalizione ma quando il memorandum è stato siglato era a casa col mal di gola e non se n’è accorto, chi stava all’opposizione e di quel memorandum ha fatta la sua la infame lezione, ma lo vorrebbe magari più stringente, chi stava alla presidenza della Camera ma avrà pensato che non fosse di sua competenza esaminarlo  e se ne accorge adesso, chi – e sono in tanti – ha pensato che certe ignominie siano tali solo se le promuove e adotta uno come Salvini, anche in veste di passato alleato di governo, più sgradito di quelli attuali che al bestione all’Interno non hanno niente da invidiare.

Insorgono si, ma solo per portare qualche modifica di carattere umanitario a un accordo che, ma su questo sono tutti concordi -e vorrei anche vedere, “ha posto le basi per una cooperazione e per contrastare l’immigrazione clandestina” e che ha favorito un incremento dei “rimpatri” in zone universalmente ritenute incompatibili con la tutela  dei diritti e delle vite umane.  Si prevede dunque di introdurre qualche accorgimento  che esoneri dagli impicci formali e giudiziari sui quali stanno indagando due procure, che metta in ombra le responsabilità e le complicità italiane con i trafficanti venute alla luce con il caso Bija, il caso cioè del discusso boss di Zawiyah Abd al-Rahman Milad alias Bija presente in Sicilia e a Roma e immortalato in foto ricordo durante  riunioni e incontri con funzionari e ufficiali italiani e di organizzazioni internazionali malgrado si conoscano le sue molte facce di trafficante di esseri umani, di miliziano, di carceriere, di schiavista, di “ufficiale” di quella che viene chiamata Guardia costiera libica, e di “uomo d’affari” molto sporchi.

A lui e a quelli come lui noi italiani, noi europei, noi che “restiamo umani” abbiamo riconsegnato uomini, donne e bambini che erano riusciti a fuggire dalla Libia in nome di quella cooperazione con l’Africa che è stata un fiore all’occhiello per i governi Renzi e Gentiloni, ricordando in forma più acuta  quella dei tempi di Forte e Boniver, quando pareva che finalmente oltre a una banca i riformisti potessero avere anche il loro colonialismo dal volto umano.

Dopo aver contribuito al “tradimento” del vecchio alleato nel 2011,   a rimorchio della Nato ci siamo prestati a dar sostegno alla sua marionetta  Fayez Al Sarraj, la cui identità era conosciuta e confermata solo dalla sua firma sotto accordi commerciali per il traffico di schiavi e petrolio coi soliti padroni, in qualità di prestanome delle bande e delle tribù che contano compresa quella del generale Haftar più gradito a Macron, abbiamo offerto servizi di appoggio  (non bastavano le centodieci basi militari USA in Italia) alla politica Usa il cui caposaldo è il nutrimento continuo a ogni forma di destabilizzazione, in modo da goderne per il nostro imperialismo di risulta.

Perché finche c’è guerra, disordine, repressione, fame, sete, miseria, c’è speranza, gli affari dell’Eni continuano indisturbati, in virtù della capacità ecumenica della nostra impresa di punta di esportare il knowhow della distribuzione equa di mazzette e corruzione, in un mercato di lacrime, sangue, petrolio.

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6 responses to “Libia, la smemoranda dei governi

  • Nigeria, oro nero nero | infosannio

    […] un memorandum sulla falsariga di quello sottoscritto con la Libia (ne ho scritto recentemente qui: https://ilsimplicissimus2.com/2019/11/02/libia-la-smemoranda-dei-governi/ ) per “porre le basi per una cooperazione e per contrastare l’immigrazione clandestina”, […]

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  • Nigeria, oro nero nero | Il simplicissimus

    […] un memorandum sulla falsariga di quello sottoscritto con la Libia (ne ho scritto recentemente qui: https://ilsimplicissimus2.com/2019/11/02/libia-la-smemoranda-dei-governi/ ) per “porre le basi per una cooperazione e per contrastare l’immigrazione clandestina”, […]

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  • Paolo M.

    Aridaje con il solito catrame ideologico radical-chic: i poveri profughi che fuggono… dalla Libia.
    Incidentalmente detto stato si trova sulla rotta che attraversano per invadere l’Italia, ma questo ad Anna sfugge, tutta presa dalla foga cattofuxia (o talmudfuxia, o laicofuxia…) di accogliere, accogliere, accogliere…
    Peccato, a volte i suoi pezzi sono più equilibrati e di buon senso. Ma sui migranti no, dobbiamo accogliere tutti e basta.
    Vabbè, ognuno ha i suoi limiti. Anche la sopportazione degli italiani però.

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    • Anne La Rouge Lombroso

      per dir la verità basta avermi letto qualche volta senza preconcetti per sapere che non ho mai pensato che bisogna accogliere tutti soprattutto viste le condizioni vergognose della nostra ospitalità. Ho invece sempre sostenuto che bisognerebbe rimuovere le cause per cui li costringiamo a partire, chi fugge dalla guerra e chi fugge dalla fame. Qualcosa quindi che non ha nulla a che vedere con la scoperta dell’accoglienza da parte di tanti, padronato e Europa compresa, che hanno bisogno più che di eserciti di mandopera, di determinare condizioni di competitività tra stranieri e lavoratori locali, abbassando gli standard delle remunerazione e delle garanzie per tutti. Anche la mia sopportazione perciò ha un limite quando vedo distorcere concetti elementari per spargere il fumo tossico di chi preferisce il rifiuto o la pietà al posto della responsabilità collettiva e individuale

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      • Paolo M.

        Sull’eliminazione delle cause delle migrazioni, come non essere d’accordo? Basterebbe incidere il bubbone del liberismo qui a casa nostra per non vedere più fior di laureati nostri, privi di raccomandazione, finire a fare i camerieri al Little Italy londinese, magari con il sogno di un Nobel in qualcosa nel cassetto.
        Anche le torme di aspiranti Balotelli che trasmigrano attraverso la Libia potrebbero fare qualcosa di buono a casa loro, se solo gli si offrisse la possibilità di avere una formazione autentica e, quindi, una visione del mondo più disincantata e realistica.
        Perché, diciamocela tutta, la distanza tra i bimbominkia nostrani e quelli subsahariani sta soprattutto nella differenza dei falsi miti che li accompagnano nella scalata al successo che li porterà a lavare piatti o a raccogliere pomodori: Gordon Gekko contro Michael Jordan.
        Gli imbecilli di casa nostra valgono esattamente quanto quelli in gommone, tutti ricchi di sogni e poveri di idee (e ancor più di neuroni…).
        Qui il razzismo non centra, temo piuttosto che si stia manifestando una certa lotta tra generazioni in progressivo rimbecillimento, che ci vedrà, se non altro per ragioni anagrafiche, soccombere davanti alle sempre più numerose torme di idioti, pardon, di gretini molto green e politicamente corretti e inconsapevolmente assassini dei loro avi ancora per poco in vita (noi), inconsapevolmente al servizio dei padroni di sempre e dei loro eredi.
        Genia maledetta, lo aveva capito bene Lenin. Distruggere loro, i loro discendenti e disperderne le ossa.
        Mi scusi la veemenza Anna, ma purtroppo penso quello che scrivo. Spero non me ne vorrà.

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  • Libia, la smemoranda dei governi | infosannio

    […] (Anna Lombroso per il Simplicissimus) – E non dite che non ve l’avevo detto. […]

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