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Aspettando i cavalli di Caligola

cali Anna Lombroso per il Simplicissimus

Manca poco, presto li vedremo  elaborare il lutto arrabattandosi miseramente tra rimpianto e nostalgia.

Sono gli orfani di Salvini che si dividono in due categorie. Ci sono i suoi fan, ormai a ranghi ridotti per via di quella  consolidata componente della nostra identità nazionale grazie alla quale nessuno è stato fascista, nessuno ha mai votato Berlusconi, nessuno  ha mai evaso le tasse  o buttato l’olio fritto nel water.

Gli altri invece saranno numerosi, come lo furono gli orbati del Cavaliere che si trovarono d’improvviso privati del nemico cui attribuire vizi, crimini, colpe, responsabilità individuali e collettive.

Perchè Berlusconi è stato ed è autore di innumerevoli torti commessi a danno del buon gusto e della democrazia, della morale e della reputazione degli italiani, dell’informazione e  della qualità dell’intrattenimento. E’ stato ed è responsabile dell’accreditamento di un modello identitario e di uno stile di vita che hanno come capisaldi l’arrivismo e la volgarità, la prepotenza e la superficialità, l’ambizione e la strafottenza, la disonestà e la spregiudicatezza come “virtù” necessarie all’affermazione personale e delle proprie aspettative e senza le quali si è solo degli sfigati che meritano la condanna alla marginalità.

Per questo l’impronta lasciata ha pesato e corrotto, per questo  una volta condannato al cono d’ombra in tanti hanno patito la crudele agnizione che non bastava che fosse stato tolto di mezzo da padroni più padroni di lui che lo consideravano un ostacolo perchè paradossalmente la sua tenacia nel perseguire i suoi  interessi personali e aziendali ostacolava i loro disegni, perchè il suo continuo richiamo al sostegno popolare che lo aveva messo in sella poteva essere interpretato come una legittimazione, tanto che fu necessario ricorrere a misure di emergenza costituzionale per sostituirgli un  cavallo fatto senatore proprio come ai tempi di Caligola.

Per questo furono così stonati dalla sua eclissi, da non rendersi conto  che averlo deplorato perchè era puttaniere e non perchè era golpista avrebbe preparato i tentativi di putsch successivi, non riusciti solo perchè l’artefice altrettanto irriducibile, a ben guardare, era più cretino, da non voler vedere che la rimozione volontaria del suo conflitto di interessi avrebbe per sempre permesso mostri giuridici in difesa dell’egemonia dell’ interesse privato e speculativo come dimostra il caso Tav, il caso Mose, il caso Ilva.

Più o meno sono gli stessi che adesso sembrano rinfrancati, grazie al pistolotto di Conte immediatamente promosso a statista grazie a un j’accuse rivolto al bestione ma in verità a tutto il ceto politico, sulla falsariga (ma almeno lui avvocato di provincia lo è diventato) di quello pronunciato da Re Napolitano all’atto di piegare i suoi desiderata da Cincinnato alle superiori necessità di svolgere il ruolo di padre severo ma giusto, che dà qualche tassativo scappellotto ai riottosi, pronti all’istantaneo pentimento in attesa di ricominciare al più presto con la sua benedizione.

E sono quelli che tra non molto scopriranno amaramente che è pronto un nuovo cavallo da nominare senatore, che l’Europa anche in assenza del ferino simulacro della xenofobia, non intende proprio a nessun costo rivedere le sue politiche migratorie, che i disperati che arriveranno magari a porti aperti si troveranno le stesse porte chiuse, gli stessi muri alzati, le stesse panchine proibite, gli stessi lager amministrativi, le stesse leggi anteriori al decreto sicurezza bis che fanno di loro indesiderati invasori in allarmante clandestinità esposta alla trasgressione. Avranno la rivelazione di essergli andati dietro, accettando la sua agenda di virulento analfabeta politico ma di efficace imbonitore, permettendo l’avvicendamento di un cialtrone pittoresco  e di uno apparentemente più educato (e poco di vuole) confezionato per stare sull’attenti a tutti i comandi nè più nè meno di un qualunque  Tria,  Crimi, Lezzi, Fontana e perchè no? Salvini stesso, che facevano la commedia dei no per rendere più deliziosi i loro si,  intercambiabili con i Marattin, i Gentiloni, i Padoan.

Non lo ammetteranno mai, ma lo rimpiangeranno il buzzurro sguaiato e smutandato in infradito che affogava le loro viltà, la loro cattiva coscienza,  le loro vergogne nell’esecrabile mojito  e che ha permesso loro di sentirsi dalla parte giusta solo perchè gli era speculare, buoni contro cattivo, umani contro bestiale, acculturati contro zotico.

Adesso dovranno fare i conti con la realtà, costretti a  capire che il 25 luglio di questo ferragosto è andato in scena il solito copione del teatro dei pupi che si danno le sciabolate con le spade di cartone strillando tenetemi che l’uccido mentre sotto banco si tengono terzo,  che la  rappresentazioni si è tenuta per illuderli (ed è facile)  che si trattasse di una tenzone “democratica”,  mentre invece eravamo nella Camera di Porta a Porta, nel tribunale di Forum, nel mercato di Ok, il prezzo è giusto. 

Il fatto è che ormai ci siamo condannati a fare solo gli spettatori paganti da quando abbiamo permesso ai nostri rappresentanti di cedere la capacità e il potere di scelta  in campo economico,  a sancire il nostro destino di incapaci incapienti da guidare e indirizzare perchè eseguano ordini, indirizzi e azioni decise altrove a beneficio di pochi, quelli che ci hanno persuaso che è meglio così, che non c’è alternativa né cambiamento, se anche chi lo rivendica una volta messo alla prova, cede alle pressioni e alla implacabilità della status quo.

Passata la prima ubriacatura perfino quelli che si accontentano faranno l’amara scoperta che non basta una sostituzione in campo mandando a casa l’autore dei falli, se non cominciamo a cambiare le regole del gioco, gli allenatori, i mister e pure il pubblico delle curve.

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10 responses to “Aspettando i cavalli di Caligola

  • Anonimo

    Musica, sopra le miserie italiche:

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  • Semicolon

    Con le tasse i mantengono i ponti morandi, le ruberie dei politici, esportazioni militari di democrazia, quel fior fiore di statisti presenti in parlamento, clientelismi, familismi, omertà o corruzioni istituzionali… beh, di servizi degni di questo nome in itaGlia in realtà se ne vedono veramente pochi che possano giustificare il pagamento delle tasse, si perche in itaGlia sembra che ( del tutto…) genericamente, debba essere sacrosanto pagare le tasse, ma sembra, stante un pressione fiscale di almeno il 50% , che pretendere dei servizi funzionanti e dignitosi, sia pretesa bizzarra ed eccessiva… eh intanto si paghino le tasse, così sulla fiducia, poi, Forse ( se questo “privilegio” viene concesso ai sudditi…), si avranno alcuni servizi.

    Qualcuno con la paga da parlamentare o da sgovernante, giù per il vater ci ha gettato la rappresentività democratica per tramite leggi porcata (zelantemente osservate dalle istituzioni itaGliane…), percependo compensi per importi sui 20.000 euro, che sembrerebbe Non percepiscano quelli che buttano l’olio sul vater.

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    • Anonimo

      “Qualcuno con la paga da parlamentare o da sgovernante, giù per il water ci ha gettato la rappresentatività democratica per tramite leggi porcata ”

      “No taxation without reppresentation”

      dice un principio democratico , di chi la democrazia è solito esportarla … poi lo stato naturalmente ( da decenni…) può esser pure “borbonico” o fascista.

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    • Anonimo

      Per dire :

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    • Anonimo

      Leggendo la Lombroso, sto iniziando a pensare che per il benessere collettivo , la massaia che butta giù per il water il pannolino personale o quello del bebè intasando lo scarico, magari condominiale, o la mamma che parcheggia in doppia fila per portare il figlio alle elementari facciano lo stesso danno di un politicante pagato sui 20.000 euro mensili, che poi approva svariate leggi “porcata”, ad personam, ecc… eppure che sto pensiero mi risulta un po’ bizzarro, quasi come il voler fare di tutta l’erba un fascio.

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    • Anonimo

      In teoria chi governa dovrebbe derivare dalla parte migliore della società… ma forse è vero certi politicanti sono paragonabili alla massaia che intasa lo scarico condominiale gettando il pannolino nel water.

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  • Aspettando i cavalli di Caligola | infosannio

    […] (Anna Lombroso per il Simplicissimus) – Manca poco, presto li vedremo  elaborare il lutto arrabattandosi miseramente tra rimpianto e nostalgia. […]

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  • Pino Scartabelli

    Mai stato fascista (anche per questioni anagrafiche), mai votato Berlusconi (nemmeno altri, in verità), mai buttato olio, fritto o meno, nel water. Per quanto riguarda le tasse – esose ed inique mogli dei tassi – sarebbe come chiedere “ha MAI detto una bugia?”. Mai, lo giuro… :-)))

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