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La vita vera contro Renzi & C

renziQualcuno si chiede in questi giorni perché Guappo Renzi non sia simpatico come un tempo e la sua credibilità vacilli.  La risposta lanciata nell’ambito dei media mainstream e rimasta a rimbalzare su quello stesso campo sarebbe che  l’informazione ufficiale e paludata  non convince più e che invece la controinformazione che si incarna nella rete è molto più efficace di quanto non si credesse. Un fatto al quale andrebbero attribuiti anche la Brexit e la sconfitta della Clinton. Ora può anche darsi che tutto questo abbia un peso, però manca il protagonista principale, ovvero la realtà delle condizioni vissute che giorno dopo giorno smentisce le chiacchiere e le false speranze: per quanto possa essere forte la tentazione di credere nelle ricette salvifiche, alla fine appare chiaro che esse non solo non hanno efficacia, ma aggravano il male.

Tuttavia introdurre il principio di realtà e renderlo protagonista può essere molto pericoloso perché aggredisce senza sofismi la sostanza del discorso, ovvero il fallimento del liberismo e della globalizzazione assieme a tutti i suoi presupposti teorici, alle sue pratiche e alle sue non regole di mercato, mentre mantenendo il tutto sul piano della narrazione e contro narrazione la radice degli eventi può essere tenuta fuori dalla discussione. Ovvero si mantiene fuori dal ragionamento il suo fulcro e si conserva in vita il teatrino di logiche politiche che ormai hanno poco senso dacché si sono perdute le differenze ideologiche: il potere reale ormai in mano al complesso economico finanziario impone la stessa canzone e poco importa che essa sia suonata col sax della Clinton o l’organo di Trump, il violoncello di Holland o lo scacciapensieri di Renzi.

Infatti mantenendo il discorso su questo piano la vittoria di Trump, quella del Brexit, la fuoriuscita di Bulgaria e Moldavia dal sortilegio dell’europeismo oligarchico, i turbamenti elettorali negli altri Paesi europei, non trovano spiegazione plausibile e sono letteralmente l’ “impensabile” perché è impensabile dire che il sistema che doveva mettere fine alla storia si è rivelato esso steso perdente rispetto alla civiltà.  Per questo nascondere sotto un velo di idealità e di posizioni politiche presunte azioni che vanno in direzione esattamente contraria può ingannare per un po’, ma alla fine diventa persino controproducente, lasciando spazio a chi quantomeno non recita il rosario dell’ipocrisia.  Certo quel po’ dura anni, è stato nascosto dietro il trionfalismo, il consumo disperato e a credito che poi ha causato la crisi. Quando nel 2003  Greenspan, più volte riconfermato da Clinton a capo della Federal Reserve affermò nel 2003 che i successi dell’economia trovavano origine nella “crescente insicurezza dei lavoratori”, ha trovato grandi applausi e anzi proprio sulla base di questo grande traguardo Veltroni mise definitivamente in cantina la lotta di classe e sostenne che ai lavoratori dipendenti doveva essere chiesta flessibilità per tutta la durata della loro vita perché questa è una delle condizioni dettate dalla concorrenza, dalla nuova divisione internazionale del lavoro e dalle trasformazioni dei processi produttivi. Per la verità – lo dico per spiegare anche le piccole impensabilità italiane – Grillo si chiese se Greenspan fosse un uomo, rimproverato per questa sua rozzezza  da tutta la sedicente intelligentia “responsabile” e padronale.

In realtà però le cose andavano male da molti anni e in Usa, nel 2007, ovvero al culmine dell’orgia liberista, il potere d’acquisto dei salari era ritornato a quello degli anni ’60. Poi la crisi e il tentativo di nascondere la drammatica caduta della qualità e della sicurezza del lavoro con le statistiche, tutta la politica puramente figurativa sull’ambiente che negli States ha dato il via alla devastazione del fracking e da noi alle sospette ricerche di qualche goccia di oro nero mettendo i mari a rischio. Per non parlare delle guerre e dei massacri, delle ignominie ucraine.  Insomma , man mano la narrazione si è talmente distaccata dalla vita vera da provocare un rifiuto, il che naturalmente porta ad abbandonarsi agli istinto come criteri del vero. Ma è molto difficile contrastare tutto questo dall’alto di pervicaci bugie.

Sotto Renzi l’Italia è stato costantemente il fanalino di coda in Europa, sia pure nella tenue statistica delle riprese immaginarie, le tasse sono aumentate così come la corruzione e il debito pubblico e lo spread, le pensioni sono state ancor più devastate e la sanità pubblica è in coma, la precarietà legalizzata dal job act è alle stelle, mentre si spende e si spande per grandi opere inutili o si fingono conflitti fasulli con l’Europa per simulare l’esistenza di un governo che non sia quello delle banche. Si sta peggio di prima e per giunta viene proposta una manipolazione costituzionale ed elettorale per stabilizzare il pinocchio di Rignano e la sua corte dei miracoli. E’ evidente che la narrazione del nuovo e del successo non fa più presa, ma non si tratta affatto di un problema di comunicazione, come si comincia a dire per precostituirsi un alibi, si tratta invece di vita vera, si tratta di un sistema che sta cominciando ad implodere.

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37 responses to “La vita vera contro Renzi & C

  • learco

    Un articolo interessante sul rapporto tra dollaro e forza militare scritto da un famoso esperto cinese di geopolica:

    La guerra irachena e la valuta utilizzata nella vendita del petrolio

    Tutti concordano nel sostenere che il potere a stelle e strisce si regge su tre pilastri: denaro, tecnologia e Forze armate. Adesso però possiamo affermare che i pilastri sono soltanto quello monetario e quello militare, con il Pentagono impegnato a sostenere il dollaro. Fare la guerra è assai dispendioso, ma gli Stati Uniti sono in grado di guadagnare denaro combattendo, indipendentemente dalle dolorose sconfitte subite di recente.

    Ad esempio: perché hanno invaso l’Iraq? Molti risponderebbero «per il petrolio», ma si sbagliano. Se gli Usa puntavano agli idrocarburi, perché mai dopo l’invasione del paese non hanno ottenuto neanche una goccia di greggio? Perché il prezzo al barilepassò tra l’inizio e la fine della guerra da 38 a 149 dollari, gravando sulle tasche dei cittadini statunitensi? La ragione è molto semplice: Iraqi Freedom è stata pensata solo per il biglietto verde. Come ormai sappiamo, per mantenere la supremazia globale la superpotenza ha bisogno che il mondo usi la sua valuta. Per raggiungere tale obiettivo nel 1973 l’amministrazione Nixon si dimostrò scaltra nel costringere l’Arabia Saudita e le principali nazioni dell’Opec a utilizzare il dollaro per la vendita dell’oro nero. E quando gli Stati Uniti attaccano una nazione produttrice di petrolio, il prezzo del greggio schizza in alto e con esso anche la domanda globale della loro divisa. Con la Federal Reserve libera di adottare una politica monetaria espansiva.

    C’è anche un’altra ragione per cui George W. Bush volle la guerra. Saddam Hussein non sosteneva al-Qā’ida, né nel paese vi era traccia di armi di distruzione di massa, ma il ra’īs negli anni precedenti aveva peccato di hybris. In particolare, nel 1999 Saddam aveva annunciato l’intenzione di vendere in euro gli idrocarburi iracheni.

    Una decisione presto emulata dal presidente russo Vladimir Putin, da quello iraniano Mahmud Ahmadi-Nejad e dal leader venezuelano Hugo Chávez. È proprio questo che irritò gli americani. Non a caso il primo decreto emesso dal governo di Baghdad nel dopo invasione stabiliva che l’esportazione del petrolio sarebbe stata effettuata in dollari.

    La guerra in Afghanistan e il surplus nella bilancia dei pagamenti americana

    Se il conflitto in Iraq fu ordito per mantenere il primato del dollaro, secondo molti osservatori lo stesso non si può dire della guerra in Afghanistan. Anche perché nel paese dell’Asia centrale non vi sono idrocarburi e la campagna fu lanciata immediatamente dopo l’11 settembre per punire al-Qā‘ida e i taliban. Cominciata circa un mese dopo il crollo delle Torri Gemelle, l’Operazione Enduring Freedom fu realizzata in tutta fretta. Il Pentagono non poté fare altro che attingere agli arsenali nucleari, rimuovendo mille testate atomiche dai missili Cruise e rimpiazzandole con testate convenzionali. Dopo rastrellò altri novecento missili e solo allora poté battere l’Afghanistan. Questa è la riprova che la preparazione era stata assai carente. Dunque perché scatenare la guerra tanto velocemente?

    All’alba del XXI secolo gli Stati Uniti erano una nazione industrialmente nulla che per sopravvivere aveva bisogno ogni anno di assorbire dall’estero circa 700 miliardi di dollari. Gli attentati dell’11 settembre avevano guastato il clima per gli investimenti come mai accaduto prima e in circa trenta giorni oltre 300 miliardi di dollari avevano lasciato il paese. Il nocciolo della questione era fin troppo chiaro: se l’America non era in grado di difendere il proprio territorio, come poteva garantire la sicurezza finanziaria degli investitori? La guerra doveva dunque servire a riconquistare la fiducia dei mercati. E Washington centrò agilmente l’obiettivo.

    Quando i primi missili Cruise colpirono Kabul, l’indice Dow Jones guadagnò 600 punti in un solo giorno e al termine dell’invasione circa 400 miliardi di dollari fecero ritorno negli Stati Uniti.

    http://contropiano.org/documenti/2015/08/13/in-questa-guerra-la-finanza-conta-piu-delle-portaerei-032339

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    • Anonimo

      più volte si è detto che storicamente i punti di forza dell’impero romano erano:

      un potente esercito;

      battere moneta.

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  • Roberto Casiraghi

    Jorge ha scritto:

    “La rendita imperialistica Usa è ad un tempo il motore necessario della economia mondiale, ma anche la sua maggiore debolezza, perchè e garantita non da produzioni usa corrispondenti ma dal mero predominio militare.”

    Il mero predominio militare? Hai detto poco! No, questa teoria non funziona. Se è il predominio militare a determinare l’economia allora bisogna riconoscere che è la forza a determinare l’andamento del mondo e non l’economia. In altre parole l’economia è ancella del potere e non viceversa. Ora se è il potere a condizionare l’economia bisogna cominciare a diventare esperti di come funziona il potere e non di come funziona l’economia perché l’economia potrà sempre essere una cosa o un’altra in relazione alle diverse costrizioni cui la assoggetta il potere: per esempio in queste momento il potere vuole un’economia digitale in modo da avere in mano tutta la circolazione monetaria e tutto il relativo controllo sui movimenti bancari dell’umanità, il che significa possibilità di effettuare hackeraggi selettivi, chiudere o confiscare conti in relazione a ineffabili indizi di pericolosità fiscale, imporre tassi negativi, prelevare tasse anticipate di uno, due o più anni, realizzare colpi con destrezza alla Giuliano Amato e il tutto senza che la popolazione si possa minimamente difendere. Totalitarismo assoluto, insomma, un obiettivo che solo alcuni anni fa sarebbe stato giudicato opera di un pazzo ma che oggi si sta concretando inesorabilmente un passo dopo l’altro rendendo inutili e superati interi capitoli dei manuali di economia (che per loro fortuna contengono altre centinaia di pagine di principi indimostrati o autoreferenziali non ancora resi obsoleti).
    Chiedo comunque scusa per il fatto di esprimere costantemente il mio ateismo economico ma credo che gli economisti ci abbiano imbrogliato abbastanza finora e che se di economisti non si può proprio fare a meno avremo anche sempre più bisogno di persone in grado di sbugiardarli e, quindi, altrettanto competenti di loro per districare le tele di ragno che sono abituati a confezionare nei loro sinistri opifici.
    PS Non è un commento ad personam, ho molta stima di te e delle cose che scrivi

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    • jorge

      Non prendo mai le critiche di merito come critiche alla mia persona, anzi le critiche di merito sono benvenute, senza di esse non ci sarebbe prosecuzione del sapere.

      Comunque, l’economia che io ho in testa, e tutt’uno con il potere statale. Sia l’economia che lo stato si influenzano a vicenda puntando ad uno scopo che è coerente ed unitario

      Ecco perchè ho cercato di mostrare, credo d’accordo con l’ottimo Learco, che la finanza è una espressione fondamentale dello stato imperiale Usa e del relativo sistema-mondo, e non già una disfunzione aliena intervenuta per golpe o complotto.
      ———————-
      Lo Stato e il Capitale sono due faccie di una unica medaglia, solo così si spiega il sistema imperiale Usa, ma quello fu inglese, quello fu olandese, quello fu iberico, quello fu dell’ Italia dei comuni, per parlare solo dei più importanti.

      Come nasce lo stato moderno intorno al 1500? Il Re deve costruire lo stato assoluto di contro ai Land Lords feudali ed alle loro autonomie, e lo fa appoggiandosi alla borghesia mercantile.
      Concede patenti di commercio e di produzione a questa, che gli versa le tasse e gli consente di pagare gli eserciti moderni, che sconfiggono i Land Lords feudali
      Quindi borghesia capitalistica e stato moderno nascono insieme, sono due faccie della stessa medaglia, di più, la stessa cosa

      E’ solo il pensiero liberale di origine inglese che vuole recidere questo legame, e parlare di stato regolatore, di stato minimo e scemenze simili, e descrivere l’economia capitalistica ed il mercato come ambito separato ed antistatalista (e l’economia come una scienza che non debba avere come oggetto anche lo stato)

      Adamo Smith era liberale liberoscambista e negava il ruolo dello stato, il liberoscambismo era l’ideologia dell’impero inglese che avendo l’economia più forte voleva il mercato mondiale per dominarlo.
      Separare stato ed economia serve per far dismettere lo stato agli altri, in modo da imporre il proprio imperialismo economico, questo è il senso del separare l’economia come se nulla avesse a che fare con lo stato (una funzione prettamente ideologica)

      Che invece lo stato sia l’altro lato del mercato, e della sfera economica, lo dice, per fare un esempio classico, il tedesco Friederich List o l’anti Adamo Smith.
      Il tedesco era protezionista perché riconosceva il ruolo dello stato surrettiziamente negato dagli inglesi. Ovviamente questi volevano distogliere gli sguardi dalle proprie cannoniere pronte a colpire chi non volesse comprare le loro merci, ecco l’economia separata dallo stato dei liberali liberoscambisti.
      Usa e Germania si ispirarono a List, all’ombra delle barriere doganali da questi propugnate poterono sviluppare la propria industria e poi prevalere sugli inglesi che non innovavano la produzione perchè forti delle cannoniere per imporre le proprie merci.

      Questo per dire che stato e mercato sono un tutt’uno, tanto è vero tendono a creare ambiti imperialistici come descritto anche da Learco che citava Arrighi.
      Non sono io ad avere un approccio solo economicistico (spero ti convincano il miei 2 post sulla rendita imperiale americana, la quale da molti è confusa molti una sfera finanziaria separata, essi sì non capiscono il legame tra stato ed economia)
      Come dicevo, lo stato, l’economia capitalistica, e gli apparati militari moderni, nascono insieme nel 1500. Hanno continuato a vivere in sinergia , ed eventualmente moriranno, allora moriranno solo insieme

      Ho notato che anche altre volte mi hai indicato come esclusivista della sfera economica, rivendico che non sia così e preciso che non ho una formazione ne da economista nè da marxista (per l’Egregio Anonimo), di professione sono un matematico.

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      • jorge

        Preciso che stato ed economia sono un tutt’uno, ma la economia ha comunque la sua autonomia funzionale dentro il tutt’uno, proprio come lo stato.

        Infatti gli inglesi imponevano la vendita delle proprie merci con le cannonierre, ma proprio per questo non innovarono tecanicamente l’economia. Lo fecero americani e tedeschi all’ombra del protezionismo non avendo per il momento cannoniere, e svilupparono la chimica superando l’economia inglese che perse il primato

        Tanto le cannoniere, che le barriere protezionistiche però, dimostrano il legame direi ontologico tra stato ed economia.

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      • Anonimo

        @Casiraghi e @Jorge

        più semplicemente potreste predere in considerazione

        LO STATO ANCHE COME SOGGETTO ECONOMICO, COME POLICY MAKER, COSÌ COME LO DESCRIVE LA DISCIPLINA ECONOMICA DE’ :

        “L’ECONOMIA PUBBLICA”

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    • Anonimo

      “Il mero predominio militare? Hai detto poco! No, questa teoria non funziona. Se è il predominio militare a determinare l’economia allora bisogna riconoscere che è la forza a determinare l’andamento del mondo e non l’economia. In altre parole l’economia è ancella del potere e non viceversa. Ora se è il potere a condizionare l’economia bisogna cominciare a diventare esperti di come funziona il potere e non di come funziona l’economia perché l’economia potrà sempre essere una cosa o un’altra in relazione alle diverse costrizioni cui la assoggetta il potere: per esempio in queste momento il potere vuole un’economia digitale in modo da avere in mano tutta la circolazione monetaria e tutto il relativo controllo sui movimenti bancari dell’umanità, il che significa possibilità di effettuare hackeraggi selettivi, chiudere o confiscare conti in relazione a ineffabili indizi di pericolosità fiscale, imporre tassi negativi, prelevare tasse anticipate di uno, due o più anni, realizzare colpi con destrezza alla Giuliano Amato e il tutto senza che la popolazione si possa minimamente difendere. Totalitarismo assoluto, insomma, un obiettivo che solo alcuni anni fa sarebbe stato giudicato opera di un pazzo ma che oggi si sta concretando inesorabilmente un passo dopo l’altro rendendo inutili e superati interi capitoli dei manuali di economia (che per loro fortuna contengono altre centinaia di pagine di principi indimostrati o autoreferenziali non ancora resi obsoleti).”

      per rispondere a Casiraghi sul capitalismo ( sistema di economia capitalista…) riporto qui sotto:

      “andrea z.

      20 novembre 2016 at 16:47

      Sul rapporto tra capitalismo e Stato si era espresso anche Fernand Braudel affermando che il capitalismo è monopolismo, cioè tentativo di creare monopoli.
      I capitalisti, secondo lui, non vogliono la concorrenza o il libero mercato, ma solo la crescita del profitto in maniera indeterminata; obiettivo che raggiungono attraverso l’esercizio del potere e il controllo dello Stato.
      I fenomeni di globalizzazione, presenti anche in passato, sarebbero il risultato dello sforzo dei capitalisti di creare ambiti sempre più vasti per favorire l’accumulazione.”

      Quella sopra citata È la realtà fondamentale del Capitalismo… poi i pesci piccoli non possono permettersi di costituire monopoli, NON ne hanno il potere (economico, politico-militare come lo Stato, o ideologico tipo le varie chiese, organizzate in oligopolio…).

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    • Anonimo

      “”Il mero predominio militare? Hai detto poco! No, questa teoria non funziona. Se è il predominio militare a determinare l’economia allora bisogna riconoscere che è la forza a determinare l’andamento del mondo e non l’economia. “”

      @Casiraghi:

      Max Weber aveva classificato fondamentalmente 3 forme di potere:

      Poterepolitico-militare ( lo Stato, attualmente…),

      Potere economico (attualmente le grandi Corporation, gli oligopoli, i monopoli, in primis…)

      Potere ideologico ( ad esempio quello dei partiti politici o ndelle religiosi),

      SEMPLICEMENTE , STORICAMENTE NEL MONDO A VOLTE PREVALE UNA O PIÙ FORME DI POTERE SU PIÙ O SU UN SINGOLA FORMA DI POTERE.

      OPPURE UN SINGOLO SOGGETTO PUÒ ACCENTRARE PIÙ FORME DI POTERE SU DI SE.

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    • Anonimo

      “l’economia è ancella del potere e non viceversa.”

      quello ECONOMICO, È UNA FORMA DI POTERE !

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  • jorge

    Sono sostanzialmente d’accordo con Learco, ed in linea con il mio precedente post.

    Come tu dici , il predominio americano si basa sul dollaro come moneta dei commerci internazionali, ne stampano quanti ne vogliono perché sono assorbiti da tali commerci ( rendita imperialistica)

    Ma questo fa capire che l’espansione della finanza (mutui subprime, Goldman Sachs J P Morfgan ), non è dovuta al colpo di stato di qualche elite nascosta. ma è la logica conseguenza della necessità di stampare ed esportare dollari, o i suoi succedanei che sono i prodotti della finanza speculativa .

    Sia con i dollari, sia con i pacchetti finanziari gestiti a livello mondiale dalla finanza amerricana, Gli Usa esportano capitale fittizio in cambio di denaro e merci vere.
    ———————
    Per inciso, se io produco il panettone a Natale, esso non si conserva fino a quando potrò scambiarlo con le albicocche estive. Ecco che il valore del panettone, e poi quello delle albicocche, viene rappresentato con un equivalente di valore che è il denaro. Il panettone non c’è più, ma io conservo il valore equivalente in denaro, con esso prenderò le albicocche in estate. Il denaro cioè, oggi il capitale, deve corrispondere ad una produzione vera, altrimenti posso stampare miliardi di euro, ma essi si svaluteranno fino a discendere al valore del mio panettone e delle albicocche altrui . Gli Stati Uniti impediscono questa svalutazione imponendo dollari e finanza Usa come capitale reale in ragione della loro smisurata potenza militare

    Ovvero, gli usa stampano dollari e succedanei finanziari in misura maggiore della loro produzione reale, una necessità che è della intera economia americana, e pertanto è la modalità di funzionamento di tutto il sistema mondo capitalistico. In fondo gli Usa sono i maggiori importatori mondiali di merci, che la Cina produce con macchinari industriali Giapponesi ed Europei. La rendita imperialistica Usa è ad un tempo il motore necessario della economia mondiale, ma anche la sua maggiore debolezza, perchè e garantita non da produzioni usa corrispondenti ma dal mero predominio militare.

    Come si vede, il capitale fittizio, in dollari o in prodotti finanziari, e il portato necessario dello sviluppo capitalistico/imperialistico degli ultimi decenni, non il prodotto di un golpe di non meglio precisate elites (e che bisogno ne avrebbero avuto, erano già loro al comando)
    Inoltre, non si può banalmente eliminare la finanza per tornare al buon capitalismo produttivo, togli la finanza e crolla tutto il sistema mondo capitalistico che c’è adesso, produttivo e no.

    Potremmo forse convenire che bisognerebbe reimpostare tutto il sistema mondo capitalistico, quello che in genere avviene quando un assetto si esaurisce nel suo complesso, per motivi Geografici, Tecnici, Istituzionali etc.
    Con enormi passaggi storici, es. dal sistema mondo del capitalismo mercantile dei Comuni Italiani a quello dell’ impero Portoghese, dal sistema mondo Olandese a quello Inglese etc (altro che ritorno alla produzione ben fatta di cui parla Mr Simplicissimus
    .—————————–

    Tu fai anche un’ altra interessante osservazione sulla base degli studi di Arrighi, dici testualmente che non si vede ancora all’orizzonte una grande potenza in grado di sostituire quella morente, aggiungo io che sembrano spiegarsi così così le convulsioni del presente. Ma questa osservazione dirimente merita secondo me un ulteriore approfondimento:

    1) La crisi dell’egemonia dei comuni italiani, era dovuta alla crescita mercantile iberica, come conseguenza della scoperta dell’ America. La crisi del sistema- mondo liberoscambista inglese, era dovuto all’emergere delle potenze protezionistiche Americana e Tedesca

    2)Oggi c’è la crisi della egemonia americana. La crisi del sistema mondo capitalistico di marca americana, non avviene per l’emergere di potenze economiche nuove come era sempre stato in passato. La Cina é piena di fabbriche sì ma appartenenti al Capitale Americano, o se sono Cinesi producono per i trust statunitensi ed Europei. La Cina raccoglie tasse e diventa una potenza geo-strategica ma non esisterebbe come potenza economica autonoma fuori dal sistema-mondo del capitalismo americano. Per intenderci, Il Portogallo non aveva nessun bisogno dei comuni italiani che andava a sostituire, l’impero inglese non aveva alcun bisogno dell’economia olandese che andava a rimpiazzare

    3) Come si spiega la crisi del sistema-mondo americano, anche nei suoi aspetti finanziari, se non c’e nessun competitor che ne assorba potenza e funzioni ? E’ del tutto inedito nella storia che un assetto sia in crisi totale senza che emerga nemmeno minimamente qualcosa di indipendente che ne prefiguri la sostituzione. Bisogna addentrarsi nei meccanismi profondi del Capitalismo. In breve:

    Le spese tecnologiche per i macchinari sono così enormi da non potere essere ammortizzate lungo l’uso di tali impianti, lo sviluppo tecno-scientifico impone la sostituzione degli impianti prima dell’ ammortamento (pena essere fuori mercato). In queste condizioni i profitti sono impossibili.

    Da quando esiste questa condizione, metà anni 80, i grandi conglomerati nordamericani sono stati obbligati a lanciare la globalizzazione per recuperare margini di profitto con lo ipert-sfruttamento del lavoro.

    La finariarizzazione, sempre presente nelle fasi di declino di un sistema mondo da quando esiste il capitalismo, ha assunto un ruolo superiore e diverso (spia della crisi).
    Le centrali finanziarie, vendendo a noi capitale fittizzio in cambio di denaro vero, hanno finanziato la delocalizzazione. Senza questo processo (la finanziarizzazione e la globalizzazione sono la stessa cosa), niente ripresa dei profitti per i grandi trusts produttivi multinazionali americani e non.

    Solo a partire dagli anni 80, e come risultato della crisi intrinseca del Capitale, produzione e finanza sono indistinguibili e possono esistere solo insieme. Come è ovvio, a farne le spese sono i lavoratori e i risparmiatori (ad ogni modo noi). I primi per la omnilaterale concorrenza al ribasso, i secondi perchè sono quelli su cui viene scaricato il crollo periodico del capitale fittizio, sono il famoso parco buoi, o titolari di pensioni ormai private ed a base azionaria.

    In tutta evidenza il capitalismo non ha via di uscita e può solo implodere per la basilare incapacità di fare profitti tipica del presente, tutto il resto è mistificazione. Qualunque assetto nuovo del capitalismo mondiale, si scontrerebbe con la intrinseca incapacità a generare profitti ( livello tecnico non torna indietro)
    E’ poi risibile immaginare un ritorno al buon capitalismo produttivo, o alle politiche keynesiane, un capitalismo che a causa della tecnica non può più generare profitti non è più in grado di ricreare tali condizioni del passato

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    • andrea z.

      Sul rapporto tra capitalismo e Stato si era espresso anche Fernand Braudel affermando che il capitalismo è monopolismo, cioè tentativo di creare monopoli.
      I capitalisti, secondo lui, non vogliono la concorrenza o il libero mercato, ma solo la crescita del profitto in maniera indeterminata; obiettivo che raggiungono attraverso l’esercizio del potere e il controllo dello Stato.
      I fenomeni di globalizzazione, presenti anche in passato, sarebbero il risultato dello sforzo dei capitalisti di creare ambiti sempre più vasti per favorire l’accumulazione.

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      • jorge

        E’ la formazione del mercato mondiale a cui tende il capitalismo. Anche per compensare i profitti decrescenti, se con 5 guadagno 2, in uno spazio doppio posso applicare 10 e guadagnare 4.
        Mai più aumenterà il saggio di profitto, ma recupero invece sulla massa de profitti. Ecco perchè unione europea, Titpi, globalizzazione
        Oggi il Capitale ha raggiunto il suo limite intrinseco e neanche questo è più possibile

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      • Anonimo

        concordo pienamente con l’analisi citata da Andrea Z

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  • learco

    Come era accaduto in passato ai Paesi Bassi e alla Gran Bretagna, gli USA hanno superato la fase industriale e commerciale che ha coinciso con l’ascesa e l’apogeo dell’impero, per approdare alla fase finanziaria, quella del declino, secondo una teoria elaborata dal prof. Giovanni Arrighi negli anni ’70.
    Nei secoli precedenti dopo il periodo finanziario si è avuto il passaggio del testimone dalla potenza in declino ad un nuovo centro geopolitico in cui sono confluiti i capitali.
    Sappiamo che oggi stiamo vivendo una fase di crisi della potenza egemone, che sta sopravvivendo solo con l’imposizione “manu militari” del dollaro come mezzo di pagamento del petrolio.
    Se il dollaro fosse sostituito da una moneta diversa, il debito americano diventerebbe insostenibile e la struttura imperiale crollerebbe come un castello di carte.
    Saddam Hussein, che ha provato a far pagare in euro il suo petrolio su richiesta dei francesi, ha pagato con la vita il suo tentativo; anche il progetto di Gheddafi di un dinaro africano è finito male.
    Oggi assistiamo all’accordo di Putin con la Cina per il pagamento in yuan del gas russo.
    Ma siamo solo all’inizio.
    Diciamo che non si vede ancora all’orizzonte una grande potenza in grado di sostituire quella morente e quindi tutti cercano di puntellare i ruderi dell’impero americano in attesa della definitiva ascesa della Cina oppure di un blocco russo-germanico.

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  • jorge

    Ma è la storia di sempre… l’inghilterra, potenza della rivoluzione industriale, propugnava il liberoscambismo( oggi sembra una cosa nuova dire neoliberismo)
    L’inghilterra era liberoscambista perchè era la potenza economica più forte e ci guadagnava, quando Usa e Germania presero il volo industriale lo fecero attraverso il protezionismo.
    L’inghilterra liberoscambista realizzo una prima forma di glibalizzazione, il cotone veniva dal nordamerica e con gli introiti questi comprava le merci inglesi, in questo sistema erano coinvolte india e tanti altri territori…
    Gli inglesi sviluppavano poi la finanza per anticipare i soldi di questi commerci…
    E’ troppo presto per dire se stiamo andando verso un nuovo protezionismo, il pendolo oscilla storicamente…
    ———-
    Negli ultimi decenni i produttori di materie prime Arabia Saudita Emirati del Golfo fanno enormi proventi, ma li investono in titoli di stato Usa ( devono…ci sono 17 basi americane in quei territori..)
    Per cui gli Usa potevano, e possono sostenere un enorme deficit, e comprare merci dalla Cina
    La Cina coi proventi compra macchinari industriali dall’Europa, sviluppa il suo enorme export
    Ma i proventi deve usarli per comprare titoli di stato Usa, non le è consentito fare diversamente.
    Il tesoro Usa ha un indebitamento stratosferico, ciò mette in moto l’economia cinese ed europea. Lo può fare appunto perchè arabi e cinesi continuano a comprare titoli di stato Usa cioè a finanziare il deficit.
    Ovvero, il neoliberismo è l’ideologia del più forte (gli Usa), questi nei fatti hanno costruito un sistema imperiale come lo fu l’impero inglese. L’Inghilterra sviluppò la finanza per i movimenti interni al suo impero, allo stessi modo Goldman Sachs, J P Morgan e compagnia finanziano le delocalizzazioni in Cina, i movimenti delle materie prime, proprio niente di nuovo sotto il sole.
    La finanza è il vertice economico dell’impero, e tende ad autonomizzarsi come speculazione.
    Oggi più che in passato poichè esiste una documentata diminuzione del rapporto tra capitale investito nell’industria ed i relativi profitti (per gli altissimi e crescenti costi delle spese propedeutiche alla produzione)
    Sicchè tutti i grandi trusts produttivi hanno la loro divisione finanziaria per recuperare margini, e tutte le grandi banche o Edge Found sono entrati nella proprietà dei grandi trusts
    ———————————–
    Poichè questo è l’assetto dell’economia globalizzata, non è affatto semplice cambiare le cose, se con Trump gli Usa divenissero protezionisti senza importare tutto, come farebbero gli Arabi e la Cina a finanziare il g deficit Usa?
    Dopo poco gli Usa non potrebbero finanziare le loro attivitàdi sostegno alle imprese, pubblica amministrazioe, spese di ogni genere tipiche di una società moderna
    E la Cina senza esportare vedrebbe disoccupazione di massa, torbidi sociali etc. Ed una Europa che non vedesse piu la Germania fornire tutti gli impianti industriali alla Cina, sarebbe una europa al collasso ( l’ interscambio italia germania è comunque enorme.
    Il neoliberismo non esiste, c’è una economia strutturata in maniera ferrea dal sistema imperiale Usa,. Al punto che se gli Usa svalutano il dollaro, rovinano la Cina che vede svalutarsi le proprie riserve in dollari con cui compra titoli Usa).
    Se il dollaro si apprezza Giappone ed Europa devono svenarsi per comprare petrolio e materie prime, ma l’impoverimento di queste due aree non tange gli Usa che vendono più titoli di stato agli arabi.
    Sicchè gli Usa possono giocarsi gli Arabi contro la Cina e l’Europa col dollaro forte ed il petrolio costoso, ma anche Cina ed Europa contro Arabi, Russi, Venezuela etc
    Gli Usa sono il vertice finanziario e militare di un simile meccanismo imperiale, tale meccanismo non può che essere difeso dai repubblicani e/o Trump non meno che dai democratici, sono possibili solo aggiustamenti interni trattandosi di fazioni di un unico sistema. Anche la questione della finanza ( nefanda quanto si vuole) assume una nuova luce inserita in un simile sistema imperiale, è lo strumento necessario alla formazione di un simile sistema mondo imperiale, e non già l’esito di un presunto colpo di stato o complotto.
    Un simile sistema imperiale è molto più difficile da cambiare o sostituire, rispetto a semplicistiche speranze di staccare la produzione buona dalla finanza cattiva sì da salvare il mondo ( di contro al golpe di poche famiglie). E rispetto a semplicistiche speranza che il Trump di turno in verta la tendenza. Purtroppo, nella storia, per smontare e cambiare simili sistemi imperiali, e la polarizzazione della ricchezza che gli stessi comportano, si passa il più delle volte attraverso guerre e rivoluzioni…

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  • diderot39

    Learco ha ragione. Ogni volta che leggo come il neo-liberismo, le leggi, le banche, l’evoluzione politica etc. sono “falliti” o sono stati un “insuccesso”, mi sa che il nucleo dei profittatori del nuovo ordine mondiale si scompiscino dalle risa.
    Ancorché ovvio, e’ importante rendersi conto e accettare quali forze reali (non filosofiche), siano dietro all’eliminazione della civiltà europea, con la creazione di un popolo di meticci, servi di una presunta nobiltà di un popolo eletto. Di tale movimento le devastanti misure legalistiche o ‘economiche’ sono solo derivazioni accessorie.
    E’ scritto nero su bianco, dispiace ripeterlo, nei programmi del fondatore dell’ unione europea, Coudeneuve Kalergi.
    In America il processo è in corso dai 1980 – e, storicamente dal 1965, quando un congressista di una ben nota setta riuscì a far passare una legge eliminando l’immigrazione controllata. Ufficialmente quadruplicando quella regolare dal terzo mondo, mentre quella irregolare è praticamente senza limiti.
    Senza bisogno di essere economisti, basta pensare che in America (che poi vuol dire il mondo, per via dell’uso pratico del dollaro quale moneta mondiale), un’entità privata, sotto stretto controllo settario, stampa carta a volontà e la presta al governo con varie forme di interesse. Paradossalmente non c’è neanche piu’ bisogno di carta, perchè basta un click. E con tale carta, reale o virtuale, compra e vende uomini e cose, impone idee, culture e costumi e/o distrugge altri uomini e paesi interi, specialmente quelli che tentano di sottarsi alla galoppante nuova forma di schiavitù, prima mentale ma in corso di diventare anche fisica.
    Tale breve quadro telegrafico riassume l’opinione di gente qualificata, ma fino a che non ci si renderà conto in massa della realtà, ogni cambiamento di cultura, regime o modello di sviluppo rimarranno chimere. Sarebbe peraltro auspicabile che la gente si informasse indipendentemente sull’argomento.

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  • giovanotta

    Dare i volantini sulla riforma costituzionale .. e l’ambulante ti parla delle tasse.. l’anziano quasi piangendo dice che deve aspettare un anno per l’elettrocardiogramma, ecc… Qualcuno ben vestito lo rifiuta con aria di sufficienza perché dice che sa già per chi votare..
    I nostri politici (tutti) dovrebbero stare un po’ più in mezzo alla famosa gente, ma davvero, non solo il tempo del comiziettoe forse direbbero meno idiozie. ciao

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  • learco

    Si continua a parlare di fallimento del liberismo e della globalizzazione.
    In realtà è difficile trovare nella Storia una corrente di pensiero e un fenomeno planetario che hanno dato luogo ad una serie di avvenimenti di maggior successo.
    Liberismo e globalizzazione sono stati ideati per soddisfare gli interessi di poche migliaia di famiglie nel mondo e hanno centrato l’obiettivo, grazie anche alla collaborazione di politici, centrali di intelligence e media collusi.
    Tutto è stato studiato e realizzato con una precisione e una determinazione che non può non destare una sinistra ammirazione.
    Architetti ed esecutori del piano trentennale di sfruttamento dei popoli e delle risorse del pianeta hanno corrotto, organizzato attentati, sviato l’attenzione, creato conflitti tra Stati e all’interno degli Stati, imposto ai vertici delle istituzioni politici ricattabili e obbedienti, inventato scandali fasulli per eliminare personaggi non in linea con i loro piani e si potrebbe continuare all’infinito.
    Secondo gli esperti di economia negli ultimi anni abbiamo assistito al più grande drenaggio di ricchezza dalla base al vertice della società mai verificatosi nella Storia.
    Uno spettacolo stupefacente che sembra non sia ancora finito.

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      • Anonimo

        si ponga attenzione al commento del seguente video:

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      • Anonimo

        un altro esempio a caso:

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      • Anonimo

        il commento del secondo video qui sopra si trova su Youtube…

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      • Anonimo

        si può dedicare una canzone ai nostri prodi (s)governanti:

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      • jorge

        Anonimo — Voci della Strada: Ottimo!
        Ottimo!

        e poi, finalmente… la descrizione di una dinamica che risponde si’ a degli interessi ristretti e di classe, ma si configura come logica sistemica. Non come Maleficio, Complotto di Elites mezzo Uomo e mezzo Caprone etc…

        Spiegazioni così semplicistiche portano a dirigersi verso soluzioni altrettanto semplicistiche vedi adesso Trump cambia tutto, e se non lui il prossimo, la sua elezione è la fine
        ( o l’inizio della fine) del un sistema……

        Purtroppo la Congerie Imperiale che descrivo nel post lungo si potrà cambiare solo con enormi rivolgimenti sociali e politici, i complotti servono solo a illudersi circa soluzioni facili e senza grande sforzo, non sarà poi tanto difficile far cadere i pochi Cattivi – Corpo Estraneo che hanno rovinato tutto…

        Tornando al libro indicatoci da Anonimo, chiunque abbia conoscenza di come funzionino i grandi apparati Industriali, amministrativi etc, sà che lì la regola principale è quella di “essere costruttivi”, di ogni cosa vedere anche i “lati positivi”, di ogni problena individuato fornire anche una “possibile soluzione”…. Così si selezionano i Mediocri dall’orizzonte meno che Ragioneristico….

        Un libro che comprerò sicuramente, anche se forse non coglie appieno l’origine politica del problema e che la soluzione può essere solo politica

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    • Anonimo

      per NON affaticarsi a leggere (porre attenzione sull’annichilamento della rappresentatività popolare del parlamento… la parte della “prevaricazione del (s)governo” ):

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      • Anonimo

        Non si deve fare propaganda, dice il burocrate a fianco della Boschi,;
        che la propaganda, la devono fare (??) solo i politicanti italiani, al fine di lobotomizzare il popolo bue, nevvero ?

        Ma che propaganda avrebbe fatto poi , il ragazzo con quelle PUNTUALI osservazioni ?

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      • jorge

        Egregio Sig. Anonimo, ho risposto a te per errore, volevo commentare e basta.
        Ma perchè invii testi frammentati su post multipli e non scrivi ogni parte su un solo post?

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      • Anonimo

        perche sono spunti di pensieri, nell’immediato frammentari ma comunque correlati … non mi interessa scrivere dei commenti sotto forma di brevi saggi.

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    • jorge

      ma è la storia di sempre… l’inghilterra, potenza della rivoluzione industriale, propugnava il liberoscambismo( oggi sembra una cosa nuova dire neoliberismo)

      L’inghilterra era liberoscambista perchè era la potenza economica più forte e ci guadagnava, quando Usa e Germania presero il volo industriale lo fecero attraverso il protezionismo.

      L’inghilterra liberoscambista realizzo una prima forma di glibalizzazione, il cotone veniva dal nordamerica e con gli introiti questi comprava le merci inglesi, in questo sistema erano coinvolte india e tanti altri territori…

      Gli inglesi sviluppavano poi la finanza per anticipare i soldi di questi commerci…

      E’ troppo prestoseper dire se stiamo andando verso un nuovo protezionismo, il pendolo oscilla storicamente
      ———-
      Negli ultimi decenni i produttori di materie prime Arabia Saudita Emirati del Golfo fanno enormi proventi, ma li investono in titoli di stato Usa ( devono…ci sono 17 basi americane in quei territori..)

      Per cui gli Usa potevano, e possono sostenere un enorme deficit, e comprare merci dalla Cina
      La Cina coi proventi compra macchinari industriali dall’Europa, sviluppa il suo enorme export
      Ma i proventi deve usarli per comprare titoli di stato Usa, non le è consentito fare diversamente.

      Il tesoro Usa ha un indebitamento stratosferico, ciò mette in moto l’economia cinese ed europea. Lo può fare appunto perchè arabi e cinesi continuano a comprare titoli di stato Usa cioè a finanziare il deficit.

      Ovvero, il neoliberismo è l’ideologia del più forte (gli Usa), questi nei fatti hanno costruito un sistema imperiale come lo fu l’impero inglese. L’Inghilterra sviluppò la finanza per i movimenti interni al suo impero, allo stessi modo Goldman Sachs, J P Morgan e compagnia finanziano le delocalizzazioni in Cina, i movimenti delle materie prime, proprio niente di nuovo sotto il sole.

      La finanza è il vertice economico dell’impero, e tende ad autonomizzarsi come speculazione.
      Oggi più che in passato poichè esiste una documentata diminuzione del rapporto tra capitale investito nell’industria ed i relativi profitti (per gli altissimi e crescenti costi delle spese propedeutiche alla produzione)
      Sicchè tutti i grandi trusts produttivi hanno la loro divisione finanziaria per recuperare margini, e tutte le grandi banche o Edge Found sono entrati nella proprietà dei grandi trusts
      ———————————–
      Poichè questo è l’assetto dell’economia globalizzata, non è affatto semplice cambiare le cose, se con Trump gli Usa divenissero protezionisti senza importare tutto, come farebbero gli Arabi e la Cina a finanziare il g deficit Usa?

      Dopo poco gli Usa non potrebbero finanziare le loro attivitàdi sostegno alle imprese, pubblica amministrazioe, spese di ogni genere tipiche di una società moderna

      E la Cina senza esportare vedrebbe disoccupazione di massa, torbidi sociali etc. Ed una Europa che non vedesse piu la Germania fornire tutti gli impianti industriali alla Cina, sarebbe una europa al collasso ( l’ interscambio italia germania è comunque enorme.

      Il neoliberismo non esiste, c’è una economia strutturata in maniera ferrea dal sistema imperiale Usa,. Al punto che se gli Usa svalutano il dollaro, rovinano la Cina che vede svalutarsi le proprie riserve in dollari con cui compra titoli Usa).
      Se il dollaro si apprezza Giappone ed Europa devono svenarsi per comprare petrolio e materie prime, ma l’impoverimento di queste due aree non tange gli Usa che vendono più titoli di stato agli arabi.
      Sicchè gli Usa possono giocarsi gli Arabi contro la Cina e l’Europa col dollaro forte ed il petrolio costoso, ma anche Cina ed Europa contro Arabi, Russi, Venezuela etc
      Gli Usa sono il vertice finanziario e militare di un simile meccanismo imperiale, tale meccanismo non può che essere difeso dai repubblicani e/o Trump non meno che dai democratici, sono possibili solo aggiustamenti interni trattandosi di fazioni di un unico sistema. Anche la questione della finanza ( nefanda quanto si vuole) assume una nuova luce inserita in un simile sistema imperiale, è lo strumento necessario alla formazione di un simile sistema mondo imperiale, e non già l’esito di un presunto colpo di stato o complotto.

      Un simile sistema imperiale è molto più difficile da cambiare o sostituire, rispetto a semplicistiche speranze di staccare la produzione buona dalla finanza cattiva sì da salvare il mondo ( di contro al golpe di poche famiglie). E rispetto a semplicistiche speranza che il Trump di turno in verta la tendenza. Purtroppo, nella storia, per smontare e cambiare simili sistemi imperiali, e la polarizzazione della ricchezza che gli stessi comportano, si passa il più delle volte attraverso guerre e rivoluzioni…

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  • Anonimo

    l’unico modo efficace per far rinsavire gra parte dei politicanti italiani è quello proposto, CONCRETAMENTE ED ONESTAMENTE almeno stavolta…) dai 5Stelle… dimezzare immediatamente,in modo progressivo, con legge ordinaria, fosse anche con un onesto decreto legge,
    vista l’urgenza di un simile provvedimento (!!), e senza scassare la Costituzione, la retribuzione dei politicanti itaGGliani… così gli si romperebbe il loro perverso ed autistico gioco di propaganda… riuscirebbero anche intuitivamente, senza consultare tabelle magari taroccate a più mani , a capire qual’è il livello di malessere mediamente pesato degli italiani … sarebbero costretti a considerare VARIABILE INDIPENDENTE IL PRINCIPIO DI REALTÀ , strettamente correlato ALLE CONDIZIONI DEL POPOLO E DELLA NAZIONE ITALIANI.

    Tutto il resto È FUFFA, O MEGLIO, È TRUFFA.

    Quanto sopra sarebbe un ottima cura contro il perverso autismo corrotto ed auto referenziale dell’oligarca politicante medio itaGliota.

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    • Anonimo

      Chi percepisce una retribuzione , ALMENO, VAGAMENTE simile, a quella della maggioranza (strettamente matematica…e non taroccata da medie del pollo di trilussa o da maggioranze MAGGIORITARIE stile LEGGI PORCATA VARIE…) degli italiani, avrà capacità immediate di capire il livello effettivo di malessere della maggioranza ( strettamente matematica…) dei cittadini italiani .. si renderà subito conto DEI PRIVILEGI RISERVATI AD UNA CLASSE DOMINANTE TRA LE PIÙ MESCHINE, PARASSITARIE, CORROTTE E PREDONE D’OCCIDENTE, e magari procederà anche come suggerito dai 5 Stelle a tagliare simili,DANNOSI SPRECHI-PRIVILEGI.

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      • Anonimo

        La dovrebbero finalmente finire di divagare o dissimulare ( con continue scuse e pretesti, o BUGIE,TRADIMENTI ED INGANNI …) a riguardo dei diffusi PRIVILEGI DELLA CLASSE MESCHINAMENTE DOMINANTE ITAGLIOTA.

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    • Anonimo

      errata corrige :

      “così si romperebbe loro, il perverso ed autistico gioco di propaganda… “

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  • Anonimo

    [ Insomma , man mano la narrazione si è talmente distaccata dalla vita vera da provocare un rifiuto, il che naturalmente porta ad abbandonarsi agli istinto come criteri del vero. Ma è molto difficile contrastare tutto questo dall’alto di pervicaci bugie.

    Sotto Renzi l’Italia è stato costantemente il fanalino di coda in Europa, sia pure nella tenue statistica delle riprese immaginarie, le tasse sono aumentate così come la corruzione e il debito pubblico e lo spread, le pensioni sono state ancor più devastate e la sanità pubblica è in coma, la precarietà legalizzata dal job act è alle stelle, mentre si spende e si spande per grandi opere inutili o si fingono conflitti fasulli con l’Europa per simulare l’esistenza di un governo che non sia quello delle banche. Si sta peggio di prima e per giunta viene proposta una manipolazione costituzionale ed elettorale per stabilizzare il pinocchio di Rignano e la sua corte dei miracoli. E’ evidente che la narrazione del nuovo e del successo non fa più presa, ma non si tratta affatto di un problema di comunicazione, come si comincia a dire per precostituirsi un alibi, si tratta invece di vita vera, si tratta di un sistema che sta cominciando ad implodere.
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