Sto kalò Tsipras

oxi-greciaDomani si compie il destino finale della Grecia e si mette la parola fine al fallimentare esperimento dell’altroeuropeismo eurista: qualunque sia il risultato che uscirà dalle urne l’epitaffio sulle spoglie della “socialdemocrazia collaborativa” a tutti i costi  è già scritto. Se anche Zeus dovesse scendere dall’Olimpo e provocare,  per far dispetto a Pallade Atena, una netta vittoria di Syriza vorrà dire che Tsipras e il gruppo dirigente attorno a lui dovranno gestire da soli o quasi la rappresaglia europea contro la Grecia. Con tutto ciò che significa e con un declino rovinoso non solo dei responsabili diretti, ma di tutta l’opinione a sinistra trascinata nell’inconsistenza e nel’inaffidabilità.

Ma si tratta di un’ipotesi così remota che appunto merita un po’ di mitologia liceale. Nonostante il premio di 50 deputati che viene concesso al partito con più voti, la maggioranza assoluta si raggiunge con il 41% dei suffragi che è totalmente fuori questione per qualsiasi forza, mentre Syriza dovrebbe raggiungere almeno il 36% per potersi permettere di governare con innocue formazioni minori tipo To potami e Pasok che comunque non le permetterebbero di spalmare su altri le responsabilità. Tuttavia anche questa ormai è un’ipotesi priva di realismo.

Se al contrario riesce a spuntarla anche di un solo voto su Nea Demokratia con un risultato intorno al 27% che gli viene attribuito dagli ultimi sondaggi, per quel che valgono, Tsipras può rimanere premier, ma solo con un accordo di ferro con i conservatori. E a parti invertite  cioè se ND dovesse vincere anche di pochissimo, dovrebbe diventare valletto di questi ultimi. Sarebbe una disfatta, certo,  e probabilmente anche la fine personale del personaggio Tsipras, ma proprio qui sta il nodo che distingue la sinistra elitaria e di rito europeista, ancora decisa ad appoggiarlo chiudendo occhi e orecchie da quella radicale e realmente antagonista dei disegni oligarchici: un crollo alle urne non sarebbe altro che una rappresentazione numerica  della storica sconfitta già subita dalla dottrina altroeuropeista nella trattativa con Bruxelles. Augurarsi una vittoria, sia pure di misura, di Tsipras è senza senso da un punto di vista pragmatico visto che l’uomo è già stato stritolato e normalizzato dalla troika, ma soprattutto  favorirebbe l’ allungarsi  temporale di posizioni ambigue e la resilienza di strategie rivelatesi drammaticamente sbagliate.

C’è chi dice che la rotta di Syriza sarebbe un grave colpo per Podemos e per altre formazioni euroconcentriche. Però si tratta solo di politica politicante: la sconfitta c’è già stata nei fatti e la sopravvivenza al comando degli strateghi sbaragliati a Bruxelles per la carenza e la superficialità di azione, non può che creare ancora una volta equivoci e incertezze. Una batosta a Syriza accompagnato da un buon risultato di Unità Popolare, ovvero di quelli che si sono opposti alla resa senza condizioni del leader, mostrerebbe invece con più chiarezza l’unico cammino possibile per salvare la democrazia, magari facendo cadere molti veli dagli occhi dei ceti popolari e favorendo la rinascita di una sinistra coerente e senza collusioni. Anzi proprio questa sarebbe una mano santa per far precipitare sul fondo del vaso politico tutta la confusione e l’indeterminatezza che esiste nelle formazioni continentali – dalla penisola iberica alla Germania – che tuonano contro l’austerità, ma rimangono comunque dentro il rito eurista, pensando che essa sia solo un errore e non invece la precisa linea dell’oligarchia.

La Grecia oggi è governata dalla Troika, non ha nessuna importanza chi ad Atene  fa da cinghia di trasmissione dei diktat finanziati e sociali: siano i conservatori e i tirapiedi liberisti  a gestire il dramma senza che i greci debbano ancora subire la commedia dei non volevo e non potevo, non vorremo e non possiamo. Se non si vuole e non si può ci si ritira o quantomeno si prende atto dell’errore. Ma ahimè è proprio questo che molta sinistra ancora non vuole e non può.

*sto kalò vuol dire addio

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One response to “Sto kalò Tsipras

  • Massimo Ponchia

    Tsripas e i membri di Syriza che l’hanno appoggiato devono solo vergognarsi: sono dei venduti che stanno trascinando il Popolo Greco nell’ abisso della Troika. La cosa che sono curioso di sapere è solo una: quanto e con che moneta sono stati pagati per vendere la loro anima al diavolo?

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