Come si dice “no” in giapponese? La cosa è complessa perché la parola equivalente e letterale suona come ie, con la i un po’ lunga, ma si usa pochissimo visto che è scortese. allora si può usare chotto che vuol dire, non proprio oppure è difficile che. C’è anche un’altra parola, chigau che vuol dire sbagliato o ancora il suono uun che rassomiglia molto all’uhm dubitativo che usiamo noi per esprimere perplessità e scetticismo. Non sappiamo quale di queste parole abbia usato il governo nipponico per dire no alla richiesta di Zelensky di fornirgli missili antiaerei, Patriot in particolare, che dovrebbero servire ad intercettare i missili balistici russi. E che ormai mancano all’appello: le forniture sono diminuite infatti del 67%, secondo lo stesso regime di Kiev, proprio mentre il Paese si trova dentro un inferno di fuoco. E comunque si contano nell’ordine delle poche decine perché le riserve, anche grazie all’aggressione contro l’Iran hanno svuotato gli arsenali. Tuttavia il no giapponese è particolarmente bruciante perché com’è noto gli Usa non riescono a produrre un numero sufficiente di questi missili che vengono ormai costruiti e assemblati nel Sol Levante.
La richiesta che è stata respinta, non si sa quanto gentilmente, da Tokio, è stata fatta mentre la Coalizione dei Volenterosi si riuniva a Kiev con il Primo Ministro britannico Andy Burnham per la sua prima visita all’estero da quando ha assunto la carica. Ma si tratta più che altro di una richiesta per salvare la faccia delle wünderwaffen occidentali: la maggior parte degli attacchi contro l’Ucraina viene effettuata con missili da crociera di ogni tipo e droni a lungo raggio. Gli attacchi con missili balistici rappresentano solo una piccola parte delle azioni dove questi patriot potrebbero servire. Ma il punto è che la cosiddetta difesa aerea di concezione statunitense è una barzelletta: le intercettazioni riuscite sono nell’ordine del 6% e spesso le carcasse dei missili che hanno fallito l’obiettivo si schiantano sulle città provocando enormi danni. Siccome ogni missile di questo sistema costa una cifra che va dai 2 ai 4 milioni di dollari, che per avere una qualche probabilità di intercettare un missile da crociera (per quelli ipersonici non c’è nulla da fare), bisogna lanciarne almeno tre si può affermare con certezza, che questa richiesta è stata fatta più per coprire i fallimenti delle armi americane, del resto clamorosamente evidenti in Medio Oriente, che per una reale necessità.
E mentre ieri reparti speciali russi hanno assalito e distrutto un centro per la guida dei droni a Druzhkovka, il direttore della Cia John Radcliffe è andato a Mosca non si sa bene a fare cosa. Del resto questo personaggio della politica profonda degli Usa, è stato il solo che abbia ridicolizzato Trump e Rubio quando questi due dilettanti allo sbaraglio pensavano di aver ragione dell’Iran in una o due settimane al massimo. Quindi agli occhi di Mosca è probabilmente una delle persone più credibili fra la corte dei miracoli di Washington. Ma di certo non può chiedere nulla, specie dopo che la Gran Bretagna è entrata in uno stato di guerra potenziale con la Russia, convincendo la Russia che solo un’Ucraina ridotta ai minimi termini e senza sbocco sul mare, può essere accettabile come condizione di pace. Forse Ratcliffe è latore di una supplica che a questo punto non potrebbe essere che top secret: ma chi può fidarsi più di Trump e della sua banda bassotti?


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Tutto camo che si apre a Meloni, un ossimoro politico e umano. Abbiamo focalizzato le stragi da gaza a beirut, kiev e mosca, focalizzando l’uso. Or, domandarsi: chi è piu assassino dei due? Chi ha sgacito le bombe chi le progettate, fornite, approntate. Traduco: i gerarchi fantoccio delle SS o le Ig faben, daimler e lo stato maggiore di Hitler?
Potete anche non rispondermi, tanto l’iocrisia è palese.