Dalla fine della seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti hanno potuto contare non solo sulla potenza militare, non solo sul dollaro come moneta di scambio universale, ma anche se non soprattutto su una rete di alleanze il cui presupposto era allineare la propria sicurezza a quella di Washington perché si pensava che gli impegni americani fossero credibili. Ora sta tutto cambiando, non soltanto perché, come sta accadendo in Medio Oriente, gli Usa non sono materialmente in grado di difendere i propri amici dalle conseguenze del loro imperialismo ormai sconsiderato, ma perché il declino è giunto a un tale livello da non consentire più il permanere di forme diplomatiche corrette. Lo si è già visto con i dazi caricati sul groppone dell’Europa che aveva avuto la pessima idea di entrare a gamba tesa nella vicenda ucraina, perdendo così i presupposti xu cui si reggeva la sua economia. Per non parlare del gas venduto a 4 volte il prezzo di quello russo e 3 volte il prezzo praticato negli Usa.
Ma adesso sembra che non ci sia più limite a questa vera e propria violenza nei confronti degli “amici” che purtroppo non è seconda a quella esercitata sui nemici. Nemici che almeno possono rispondere per le rime. È dei giorni scorsi la minaccia di bombardamento dell’Oman fatta da Trump per via degli accordi che questo Paese sta intraprendendo cin l’Iran sulla gestione di Hormuz: eppure il Sultanato è stato per anni un amico fidato degli Usa: “Se l’Oman si mette di mezzo, li bombarderemo senza pietà” secondo le benevole modalità di The Donald. Ma il diapason lo si è raggiunto con la Corea del Sud: domenica scorsa il presidente Donald Trump ha dichiarato di aver dato istruzioni al Dipartimento della Difesa di ridurre le esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud, citando il rifiuto dell’alleato statunitense di entrare in guerra in Iran, benché nessuno degli alleati tradizionali si sia seriamente schierato contro l’Iran. Ma nel prendere questa decisione ha il suo rapporto “ottimo” con Kim Jong Un leader della Corea del Nord. Anzi l’inquilino della Casa Bianca ha fatto intendere che le grandi esercitazioni militari annuali inviano un “segnale totalmente inappropriato e ostile” alla Corea del Nord, uno stato dotato di armi nucleari con cui gli Stati Uniti non hanno relazioni diplomatiche formali, ma che, secondo Trump, si è sempre comportato in modo “non minaccioso e rispettoso” durante tutto il suo mandato presidenziale.
Dunque la Corea del Sud che è un importante caposaldo del dominio statunitense nel Pacifico si trova improvvisamente a vedersela con un Nord che è molto più potente. Seul per decenni si è fidata dell’ombrello americano, lasciando di fatto agli Usa il monopolio della propria difesa, anzi a causa delle interferenze di Washington ha dovuto sempre mantenere relazioni ostili con il Nord invece di aprire un tavolo di confronto e di scambio e ora si accorge che per la Casa Bianca potrebbe essere una pedina sacrificabile. Infatti la riduzione o la fine delle manovre statunitensi nei confronti della Corea del Sud è stata spesso una precondizione posta da Pyongyang per l’avvio di negoziati. La dichiarazione di Trump rappresenta quindi probabilmente un punto di partenza per i negoziati volti a raggiungere un qualche tipo di accordo di pace con la Corea del Nord e presentare questa opera di pace in vista delle elezioni di metà mandato. Ma dietro c’è il fatto assai più concreto che la Corea del Nord è diventata una seria potenza militare e industriale con cui Washington deve fare i conti, mentre l’economia sudcoreana è di fatto gestita dagli Usa e non ha molto spazio di manovra, un po’ come succede per l’Europa. Il pentagono sa o magari solo intuisce che le manovre sono una cosa, ma un guerra vera sarebbe qualcosa di molto diverso e una vasta area della popolazione sudcoreana è stanca di considerare il Nord come un nemico.
Ora gli alleati sanno di non poter più contare sugli Stati Uniti e questo rappresenta un nuovo fattore di debolezza strutturale per l’impero. Si tratta di un risultato collaterale alla guerra con l’Iran che si rivela sempre più perdente rivelando che la debolezza dell’impero induce Washington ha parlare molto più con i nemici che con gli amici.


RSS - Articoli


IL SEGUENTE TESTO È UN ARTICOLO DI RICERCA STORICA DI ESTREMA IMPORTANZA.
ANCONOSCENTEMENTE, È STATO RICERCATO E SCRITTO DA CIRCASSIANI…
RIFLETTE SUL NOSTRO PRESENTE…
LA GUERRA PER PROCURA DIMENTICATA DELLA GRAN BRETAGNA CONTRO LA RUSSIA NEL XIX SECOLO Parte III.
Londra armò i nemici della Russia, promise loro l’indipendenza e si ritirò quando la sua scommessa imperiale fallì.
https://www.rt.com/russia/643783-britain-russia-empire-caucasus/
Sorry, in English.
SE L’IRAN AVESSE LE BOMBE NUCLEARI,
TANTE PERSONE NON MORIREBBERO OGGI – Parte I
Total 3 parte.
I popoli del Medio Oriente, liberi dall’oppressione, potevano liberamente decidere di indirizzare le proprie energie verso lo sviluppo e la prosperità dei loro paesi, anziché verso la guerra. Ne abbiamo avuto la prova negli anni ’50 e ’60. Sebbene non su vasta scala, questi paesi erano snodi di distribuzione per le merci provenienti dall’Asia, dove continuavano gli antichi scambi commerciali tradizionali. Erano paesi ricchi.
Negli anni ’60, ho avuto l’opportunità di fare acquisti nei loro mercati.
Queste guerre di potere in Iran sono la continuazione delle guerre sioniste del XIX secolo.
A quel tempo, ciò era il risultato dell’intenso lavoro dell’intelligence britannica, che controllava la regione dal 1066 e che in seguito estese le sue operazioni a una zona di guerra più ampia con la partecipazione dei Cazari (Ashkenaziti) fuggiti dal Caucaso.
Come è noto, gli ebrei ashkenaziti, in fuga da Gengis Khan, furono una malattia nociva e contagiosa, simile a una pestilenza, che portarono in Europa. Coloro che strinsero amicizia con loro soffrirono enormemente e perirono.
OGGI TRUMP POTREBBE TROVARSI A STROFINARSI CONTRO I PIEDI DELL’IRAN, COME GATTI DOMESTICI CHE SI STROFINANO TRA LE ZAMPE DELLA COREA DEL NORD… Parte II.
Total 3 parte.
Sfruttando gli ebrei, che occupavano un posto importante e protetto tra il popolo iraniano, hanno compiuto passi concreti verso la democrazia in Iran. Quando hanno rovesciato Mossadegh e insediato al potere la loro famiglia Pahlavi, hanno detto: “Bene, ce l’abbiamo fatta”.
Hanno iniziato a calcolare come usare l’Iran contro la Russia. Hanno creato il CENTO, collegato alla NATO tramite la Turchia, proprio come l’attuale alleanza della Mecca: Turchia-Iran-Pakistan…
Cosa è successo nei paesi del CENTO? Questa è una questione completamente diversa…
I leader sionisti sono caduti nella loro stessa trappola con lo scenario che avevano preparato per provocare una guerra con la Russia per l’Iran.
Hanno costruito un reattore atomico e un impianto di arricchimento dell’uranio in Iran. Questo impianto è stato costruito da esperti americani e israeliani. Presentava una leggera differenza rispetto ai normali impianti di produzione di combustibile nucleare… Con l’unità aggiuntiva, lo stesso impianto poteva produrre materiale con una concentrazione dell’80-90%, utilizzabile per la fabbricazione di bombe atomiche, entro 12 giorni. Anche questo impianto aggiuntivo era tenuto inattivo, non ancora operativo.
In prospettiva, avevano pianificato di lanciare un attacco nucleare da una posizione inaspettata in una futura guerra contro la Russia. Non è successo.
Il problema dell’Iran sionista ora è che questo impianto aggiuntivo è caduto in mani russe.
I russi, che sono i numeri uno nell’energia nucleare, se la ridono…
Sì, l’Iran ha bandito la bomba atomica, considerandola contraria all’Islam, sulla base di una decisione religiosa. Oggi è chiaro che questa decisione era sbagliata per molteplici ragioni.
Israele non potrebbe commettere massacri così brutali. Non potrebbe intimidire tutti con le minacce.
L’IRAN DEVE POSSEDERE ARMI NUCLEARI PER SOPRAVVIVERE.
Se continua il blocco dello stretto di Hormuz arriverà a breve in Occidente una crisi peggiore di quella del 1974, che introdusse per la prima volta in Italia la parola “austerità”. Mi chiedo inoltre: quale la reazione delle popolazioni musulmane-arabe circa il possibile utilizzo dell’arma atomica da parte di Israele/USA contro l’Iran? Quali le reazioni di Russia e Cina a fronte di un attacco occidentale? Per i motivi sopra accennati ritengo che l’Iran non abbia bisogno dell’arma atomica per sopravvivere.
Che dire? Non è la prima volta nella Storia che un alleato “debole e fedele” viene sacrificato sull’altare della regola aurea che prevede di tappare per primo il buco più grande che in questo contesto riguarda lo stallo/il fallimento della guerra in Iran e/o la difesa di Israele. D’altro canto vale la pena riflettere sul perchè un alleato altrettanto debole, almeno dal punto di vista militare e strategico, cioè l’Unione Europea, abbia scelto di difendere l’Ucraina che, ricordiamo, è stato non UE e non NATO, fino all’ultimo Euro. Direbbe Shakespeare “c’è del metodo in questa follia.. “. A noi, comuni (e)lettori non rimane che scrivere qualche frase su una tastiera..in attesa di tempi peggiori.
King Kong Trump!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Dalla Corea del Sud alla Corea del nord . Trump e’ piu’ veloce della lluce .