Per la guerra in Iran così come per quella in Ucraina esistono delle ragioni strutturali abbastanza chiare, ma di cui le opinioni pubbliche stentano a prendere atto per due motivi principali: il primo è che la narrazione del potere, distribuita attraverso i media, ha l’unico scopo di depistare e di nascondere gli obiettivi reali, talvolta mettendo in primo piano ridicoli argomenti vagamente moraleggianti o diritteggianti che fanno da paravento e, nel migliore dei casi, creano soltanto confusione cognitiva; il secondo, strettamente collegato, è che è difficile confessare a se stessi il proprio ruolo. Allora bisogna dire  all’americano medio che l’aggressione all’Iran affonda le proprie ragioni  nel fatto che questa nazione finanzia il terrorismo, quando tutti i dati, compresi quelli israeliani, ci dicono cose diverse e che, in ogni caso, è dal 1984 che Washington ha inserito Teheran in questo creativo elenco di cattivi disponibili per qualsiasi  pretesto in qualsiasi momento. In realtà sono proprio gli Usa che hanno creato a suo tempo il fenomeno dell’integralismo musulmano in funzione anti sovietica e si sono serviti poi del terrorismo come una carta vincente per operazioni esterne e interne. Tuttavia sempre il solito americano medio, ha una formazione ancora essenzialmente puritana nella quale gli Usa appaiono come la Nazione speciale, indispensabile,  prescelta che ha perciò un diritto oggettivo a fare ciò che vuole perché è comunque a fin di bene. Un americano si indigna di fronte al pogrom degli armeni avvenuto in Turchia agli inizi del secolo scorso, ma la strage delle popolazioni indiane lo lascia indifferente, sebbene numericamente dieci volte superiore, perché lo considera un diritto della Grande Nazione e anzi il giorno del Ringraziamento commemora il primo annientamento di una tribù pellerossa.

Capisco che tutto questo possa sembrare piuttosto arcaico se non decisamente pazzesco, ma di certo non è una novità: basta vedere quali incredibili ragioni sono state addotte nel tempo per giustificare la schiavitù. Qui gli europei si sono distinti per ipocrisia cercando di legittimare ciò che non era giustificabile nemmeno alla luce delle loro stesse legislazioni, sebbene con una differenza:  che la schiavitù e poi l’apartheid erano un fatto interno agli Usa, mentre per gli europei valevano solitamente per le colonie. Ma torniamo all’argomento centrale, dopo questa introduzione per nulla gratuita: il fatto è che la “nazione speciale” ha campato per decenni della sue rendite di posizione, essenzialmente dollaro e petrodollaro, la piramide dei derivati e infine le varie bolle, compresa l’ultima dell’intelligenza artificiale:  così  adesso si trova ad affrontare un debito enorme di 40 trilioni di dollari che non può assolutamente pagare e dunque deve impadronirsi di tutte le risorse possibili per sopravvivere. L’Iran, da questo punto di vista è una gallina dalle uova d’oro perché possiede petrolio e gas in quantità e controlla il più importante snodo energetico del pianeta. Non c’è nulla di sostanzialmente diverso dalla guerra ucraina che aveva ed ha come scopo finale quello di rendere disponibili le immense risorse della Russia, facendone un Paese vassallo. Poi, secondo i piani, dovrebbe toccare alla Cina.

Trump da questo punto di vista è solo il presidente che sta dicendo agli americani la verità in modo ruvido e privo di belletti, sia pure nell’ambito di una narrazione millenaristica e non nemmeno più politica: gli statunitensi per rimanere in testa devono conquistare le risorse altrui, anche se, pure in questo caso, lo fanno dicendo che si tratta del bene di tutti. Da questo non c’è scampo perché gli Usa non possono mollare la presa a pena di un armageddon economico: le guerre, in un modo o nell’altro, continueranno anche se c’è una corsa contro il tempo perché il debito aumenta a dismisura proprio a causa delle spese belliche. Il guaio è che tutto questo sta creando due situazioni non messe in conto: la potenza militare si è rivelata assai più relativa di quanto si pensasse, mettendo a serissimo rischio il prestigio necessario per poter rapinare senza problemi e inoltre le aggressioni  stanno favorendo l’unione delle vittime presenti e future, particolare Russia, Cina e Iran, anche da un punto di vista militare, rendendo le cose sempre più difficili, se non disperate a Washington che ormai vede la guerra ad oltranza come unica via d’uscita dalla situazione di sfascio dell’impero.