Visto che tutti sono in vacanza o sognano le vacanza, la foto ideale di oggi è quella in apertura: rappresenta la barriera corallina che secondo i catastrofisti climatici dovrebbe essere già scomparsa, malata e in agonia. Lo sentiamo affermare da oltre vent’anni con una certezza così granitica che questo presunto dato di realtà è diventato parte del panorama mentale, uno di quei muri portanti della narrazione complessiva di un mondo che semplicemente non esiste, un planisfero di fesserie ad uso dei social. Purtroppo, anzi per fortuna non è affatto vero: le barriere coralline non sono mai state così bene e anzi l’ l’Australian Institute of Marine Science, che studia la più vasta esistente sul pianeta ha osservato nel suo ultimo rapporto 2025-26 che la copertura di coralli duri è rimasta stabile o è addirittura aumentata in gran parte dell’ immenso mare di corallo che si estende per 2300 chilometri, “dimostrando la capacità di molte barriere coralline di resistere e riprendersi dai disturbi quando lo stress è limitato e le condizioni sono favorevoli”.

Il grafico qui sotto lo dimostra in maniera inequivocabile: dal almeno cinque anni c’è uno straordinario aumento della copertura che oggi è molto più ampia di quella del 1985.

Ma ovviamente nessuna notizia in merito è trapelata sul mainstream. Per anni, mentre la copertura corallina della Grande Barriera Corallina raggiungeva nuovi massimi storici, si è sempre detto l’esatto contrario. Un episodio di “sbiancamento” naturale temporaneo nel 2024 ha dato un barlume di speranza apocalittica, con il Guardian che l’anno scorso riportava che i coralli della Gbr potrebbero raggiungere un “punto di non ritorno” oltre il quale non sarebbero più stati in grado di riprendersi abbastanza velocemente. Era uno tra ” eventi catastrofici di grande portata “. Ma poi bisogna continuare ad arrendersi alla realtà il che significa spesso o continuare a mentire o far starsene in silenzio fino a che non si trova un qualche appiglio permettere sul giradischi dei media il solito disco.

Il fatto è che tutto questo si chiama Natura. Chi avrebbe mai immaginato che i coralli, esistenti da centinaia di milioni di anni, durante i quali hanno sperimentato qualsiasi tipo di clima e di temperatura, potessero sopravvivere a lievi variazioni di temperatura dell’acqua, tempeste in superficie e attacchi di altre creature marine? A quanto pare non lo sapeva nemmeno George Monbiot del Guardian , il quale nel giugno del 1999 affermò: “L’imminente distruzione totale delle barriere coralline mondiali non è una storia allarmistica, ma un fatto”. Ma viviamo nell’epoca della post verità, nella quale qualunque sciocchezza antiscientifica, peraltro facilmente confutabile, fa leva su messaggeri emotivi e sulla più passiva credulità, che nascondono la natura di narrazioni politicamente motivate. A chi importa di comprendere la scienza dettagliata dei coralli sottomarini, quando bambini e adulti hanno bisogno di essere spaventati dall’imminente collasso ecologico? Continuate pure:  gli orsi polari, le api, i pinguini, le falene, i coralli se ne fregano, così come tutte le altre specie a rischio che, se necessario, possono essere portate in campo. Buon Ferragosto.