Annunci

Archivi tag: Bruxelles

Bruxelles in marcio

ss-colonel-selmayrLa scena di Juncker che inciampa ubriaco al vertice Nato è stata l’immagine simbolica del declino anzi dello sfascio della costruzione europea ridottasi ad essere una specie di  di tirannide burocratica sotto tutela tedesca. Ma in realtà la stessa elezione di Juncker a capo della commissione è stato, come dire, una sorta di golpe, visto che l’uomo non era certamente in grado di assumersi quella responsabilità come è provato dal fatto che in tre anni non abbia mai presieduto una sola volta le riunioni di  gabinetto, ovvero quelle più importanti per la governance europea. Tuttavia, gli stessi grandi elettori del profano bevitore rincoglionito, alla fine hanno dovuto sostituirlo con un tutore, ossia con qualcuno che lo sostituisse completamente senza dover giungere a qualche atto ufficiale.

Quel qualcuno è l’attuale segretario generale Martin Selmayr, un burocrate tedesco che di fatto dirige la politica europea. Per la verità questo personaggio che tra le altre cose è un odiatore dell’Italia, oltre che nipote di un generale tedesco condanno per le efferatezze nei Balcani, è stato chiamato  alla carica di maestro di palazzo in maniera truffaldina, con una sorta di golpe palazzo visto che pur non avendo nessun titolo per il segretariato generale, ha ha scavalcato  i direttori generali che invece li avevano. Per dare al tutto anche una tinta levantina si può dire che il colpo di mano è riuscito grazie alla complicità della direttrice generale alle risorse  umane, la greca Irene Soukaricompensata mantenendola nella lucrosa carica nonostante abbia raggiunto l’età della pensione e riconfermando pure il marito, anch’esso ultra pensionato, nella poltrona di direttore generale all’energia. Un piano riuscito anche grazie al Ppe, ovviamente egemonizzato dalla Cdu tedesca che ha lasciato cadere la richiesta di un commissione d’inchiesta sulla vicenda. Insomma le cose sono andate come se fossimo alla corte di una qualche potentato ottomano tra eunuchi e cortigiane.

Ma da qualche giorno questa eminenza grigia europea si è trovata di fronte a una difficoltà inattesa: l’ombudsman di Bruxelles ha scritto in un documento che Selmayr è stato fatto segretario generale “senza concorso” che invece necessario, “senza competizione”,  senza che fosse stato resa pubblica la vacanza del posto, visto che non erano state rese note le dimissioni del precedente segretario. Insomma una vicenda assai peggiore  di quelle già orrende che vediamo in Italia, tanto più che questo Selmayr è quello che mette becco nei bilanci italiani. Purtroppo però la denuncia del Mediatore europeo (assai meglio del ferrotranviario ombudsman) non servirà proprio a nulla perché questa figura non ha alcun potere e può formulare solo raccomandazioni che si può benissimo immaginare dove finiscano. Di fatto la Germania che pretendeva di avere il presidente della commissione se l’è presa lo stesso con l’inganno anzi alla  del mandato di Juncker che di fatto è solo un nome di facciata, pretenderà l’elezione di un suo uomo, nella persona di Manfred Weber il cui scopo dichiarato è quello di modificare gli scopi apparenti dell’unione bancaria per impedire che la Germania si trovi a pagare un solo euro di contribuzione in caso di crisi. E in questo modo si va a fare benedire l’obiettivo perseguito dagli ultimi governi italiani da Monti fino a Renzi, non si sa bene se abbagliati dall’europeismo ottuso e di maniera o anch’essi complici di una strategia fallita che oggi mette a rischio i risparmi degli italiani. Altro che idiozie sul Ponte Morandi e sui poveri azionsiti

Siamo così al fallimento totale della politica europea e alla sua trasformazione in califfato berlinese, con buona pace degli ingenui e dei cretini che ancora danno credito  a un ceto politico irresponsabile e rapinoso che ci ha messo in braghe di tela.

Annunci

Aspettando la troika e Godot

a745ec0a4f683ca5efa3f376df071af7_XLCome avevo immaginato ed era anche abbastanza facile supporre non solo è difficile fare un governo, ma in realtà nessuno lo vuole fare davvero: tutte le possibilità messe a nudo, analizzate, rivoltate prima delle urne e dopo il risultato delle medesime sembrano essere svanite nel nulla, inghiottite dentro un Quirinale silente e abitato dal fantasma di Napolitano, perse per strada da forze politiche vecchie e nuove: niente governo del centro destra, niente alleanze destra Pd, niente fuga di Renzi, nè accenni di Pd – Cinque stelle, solo chiacchiere di Lega – Cinque Stelle, come se vincitori e vinti fossero entrambi paralizzati.

Il fatto è che nessuno vuole mettere insieme un esecutivo a poche settimane dalla data di presentazione del Dpf, ovvero del documento di programmazione economico finanziaria dai cui numeri dipende se Bruxelles farà o meno scattare le famigerate clausole di salvaguardia, ovvero aumento dell’iva ordinaria e straordinaria, crescita delle accise, tagli draconiani alla spesa e dunque ai servizi: Gentiloni e il suo esecutivo hanno calato le braghe e concordato con la Ue un piano da 30 miliardi di qui al 2021 per ottenere un rientro dei conti pubblici nei parametri voluti da Bruxelles, senza aumentare le tassazioni indirette. Si tratta di una cifra da lacrime e sangue che nessuno vuole sottoscrivere in prima persona: che sia il triste nobilastro papalino  a dirlo al Paese e ad annunciare che in caso contrario la troika si occuperà direttamente delle questioni italiane anche fiscali con quella intelligenza, sagacia e spirito di rapina che ha già dimostrato in Grecia.

Una possibile maggioranza potrebbe perciò venire fuori nei fatti quando si tratterà di votare le risoluzioni che le forze politiche presenteranno sul complesso dei documenti  che formano il Def: grosso possiamo dire che Cinque stelle e Lega sono d’accordo sul fare  su un passo indietro rispetto alla riforma Fornero delle pensioni, mentre reddito di cittadinanza e tassazione piatta che sono il nocciolo dei programmi dei due partiti, fanno a pugni tra loro. Tutto l’arco politico concorda però col grosso del piano di rientro, ovvero col tentativo di evitare le tasse che Bruxelles già si prepara ad imporre ed è per questo  che sta prendendo sempre più corpo l’ipotesi che dalla super commissione del Senato che dovrebbe insediarsi dopodomani e destinata a dirimere i nodi  fondamentali del Dpf  venga fuori una sorta di risoluzione unica, un calderone con tutto e il contrario di tutto che finirà per dare lunga vita all’esecutivo Gentiloni.

Come si può vedere agevolmente vedere le elezioni appena trascorse si stanno rapidamente trasformando in un’occasione perduta, semplicemente per il fatto che o si contestano in radice le logiche e le prescrizioni delle oligarchie europee ben sapendo che diventeranno via via più arcigne e più cieche o si crea una discontinuità con il passato, oppure tutti i piani che vengono annunciati e le promesse spese diventeranno in breve tempo cenere. Del resto diciamo pure che anche il Paese tace, sembra aver esaurito le energie dopo lo sforzo immane di contestare nelle urne il sistema al quale siamo agganciati, non pungola in nessun modo i suoi eletti, specie quelli che appartengono ai nuovi assetti, come se dopo aver capito che il passato non torna siano terrorizzati da tanto ardire. La cosa non sorprende più di tanto  perché in definitiva, come appare benissimo dalle analisi post elettorali, i veri vincitori, ovvero i Cinque stelle hanno la maggioranza fra tutte le categorie, salvo i pensionati, ma si tratta di una prevalenza contraddittoria che comprende sia gli antitasse nemici dello Stato, sia chi vuole protezione,  sia i tanti impoveriti senza tutela come i fruitori di rendite di posizione : far convergere questi interessi nella retorica discorsiva è un conto, conciliarli nella realtà è un’altra, praticamente impossibile senza una chiara visione etica e sociale della società. Questo è un problema che in modi peculiari coinvolge tutte le forze politiche nella complicata uscita dalla cosiddetta seconda repubblica, ma ovviamente incombe con maggiore forza su chi vuole rappresentare l’uscita da certe logiche e si presenta come un contenitore variegato come la popolazione generale.

Anche per questo alla fine prevarrà l’idea di un governo di scopo, per rifare una legge elettorale che sia più consona ai tempi dopo l’ubriacatura del maggioritario, giusto per non compromettersi troppo con i poteri che si vogliono o che si immagina non possano essere contestati senza però davvero combatterli. Insomma un lungo prendere tempo e fare melina in attesa di un Godot che non arriverà mai perché siamo noi a doverlo essere.


Salvataggio Mps cavallo di troika

A vocavalo-de-troialte dispiace essere buoni profeti, cosa che in Italia purtroppo accade sempre più spesso, e così anche la previsione ( Sopra la banca il governo campa, sotto la banca il popolo crepa ) che i 20 miliardi accantonati dal governo per salvare Mps e le altre banche in sofferenza avrebbero pesato sui bilanci e favorito l’ingresso della troika al governo diretto del Paese si  rivelata ahimè esatta nonostante le smentite di Padoan e il coro quasi unanime dei media. Infatti da Bruxelles e forse sarebbe meglio dire da Berlino sono arrivate due letterine in cui si fissa in 8,8 miliardi il fabbisogno di denaro per salvare Mps e si dettano anche le modalità con cui l’operazione dovrà essere portata a termine che poi sono le medesime adottate per la Grecia, come riconosce persino il Sole 24 ore.

Nella sostanza, il fatto di non concedere deroghe sul debito e sulle banche in crisi non ha altro scopo che spingere il governo a richiedere un intervento del Mes (Meccanismo europeo di stabilità)  che per statuto chiede come contropartita massacri sociali, ovvero l’applicazione delle ricette e dei diktat della troika, quel cieco rosario di ricette economico -trash cui si ispira la Ue e che convengono solo all’egemonia continentale tedesca, valvassore dei poteri finanziari globali. Si tratta dunque di una mossa politica delle oligarchie europee che ormai vogliono stroncare definitivamente l’Italia e ridurla allo stato della Grecia per papparsela completamente ed evitare eventuali sorprese. Naturalmente tutto questo lo si deve all’inazione o all’azione delirante di Renzi e del suo governicchio Napolitano dipendente che le ha sbagliate proprio tutte lasciando il nuovo governo fotocopia senza armi per evitare il peggio.il peggio per noi s’intende.

Ma mi chiedo se questo ceto politico e il suo partito più rappresentativo, ovvero il Pd, nonché padrone reale del Montepaschi, vorrebbe davvero evitare il peggio, anche qualora ce ne fosse la possibilità. Io penso proprio di no: mettere l’Italia nelle mani della troika, svenderla a Berlino è l’unico modo per cercare di conservare il potere residuo di fronte alla totale perdita di credibilità e a un consenso espresso solo dai clientes e dai padroni dei media e delle banche: se non può più sperare nel consenso si può però agire sul terrore insito in una Ue ormai decotta che tutto questo porti a una svolta politica capace di rimettere in discussione i trattati, le colonne portanti della costruzione europea oligarchica e iperliberista, come la straordinaria vittoria del No fa presagire. E dunque la troika diventa il suo maggior elettore, la sua impalcatura di sostengo, tanto più che alla peggio può scaricare ogni responsabilità su poteri esterni e tentare un’operazione di riverginamento. E’ un ultima spiaggia che potrebbe piacere molto a qualche presidente emerito affetto da demenza senile, tanto che quasi quasi verrebbe da pensare come  errori e distrazioni sulla questione bancaria, ovvero sul quel gigantesco sistema Ponzi che è ormai la finanza, siano più frutto di un lucido disegno per far commissariare il Paese dalla troika, piuttosto che il frutto di spontanea cialtroneria e subalternità.

Comunque sia c’è da aspettarsi una nuova stagione di massacri sociali, di nuova austerità, sacrifici e impoverimento le cui conseguenze verranno affrontate con un aumento della repressione e nuove torsioni autoritarie che può essere evitato solo con una grande mobilitazione popolare e con la definitiva rottura della finzione di rappresentanza che va vanti ormai da due decenni.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: