Tra Italicum ed Expo, tra opzione oligarchica e “circences” straccione che simula anche il panem, rischia di passare in secondo piano un evento politico che è invece di prima grandezza: il commissariamento di Varoufakis e la sua sostituzione nella squadra dei negoziatori greci con un personaggio più malleabile. Si tratta come è del tutto evidente, nonostante i ridicoli contorcimenti per negarlo, di un cedimento alla troika europea che aveva accusato il ministro di Atene di essere un “dilettante” parola con quale il potere finanziario bolla chi non è d’accordo. Poco importa che Varoufakis sia un noto economista mentre il suo dileggiatore euroepo, Dijsselbloem sia un incompetente e un bugiardo, un piccolo travet del massacro sociale che ha persino mentito inventando un master di economia che non ha mai preso (vedi qui).
Il fatto è che mentre fino a qualche settimana fa Tsipras era ritenuto il leader politico e Varoufakis una specie di super tecnico prestato alla causa di Syriza, oggi scopriamo che il vero leader potenziale è proprio il professore in motocicletta, mentre il premier annaspa pericolosamente dentro le insanabili contraddizioni “altroeuropeiste” che alla fine non possono che portare a una resa di fronte ai diktat di Bruxelles. Così ci si trova di fronte ad una inaspettata inversione del comune immaginario politico: la governance europea e la sua servile galassia mediatica, temono molto più Varoufakis , l’economista nel quale avevano probabilmente sperato di trovare un complice, che non il premier greco portatore ufficiale di istanze dolenti, sacrosante, drammatiche ma inserite in un orizzonte pragmatico e ideologico quanto mai confuso.
Varoufakis se non altro ha ben chiaro che immaginare la fine dell’austerità, delle svendite di beni pubblici, dei massacri sociali e dei tagli di welfare rimanendo nell’euro, ossia ancorati al peccato originale in cui è incorsa l’Europa un quarto di secolo fa, è una contraddizione in termini, un chiedere la moglie ubriaca e la botte piena senza poi sapere come far stare insieme le due cose: se tutto questo ha un significato dal punto di vista del consenso di opinioni pubbliche disorientate e dominate dalla paura, ferme come muli sull’orlo del precipizio, sul piano concreto vale quanto il peso dell’aria.
Probabilmente, secondo un azimut politico stantio, Varoufakis è teoricamente molto meno a sinistra dei suoi sostituti nella squadra di negoziatori e in quella dei supervisori, ma sembra sapere alcune cose che i suoi colleghi fingono di ignorare ignorare in nome dell’Europa: che la Grecia, come del resto qualunque Paese è condannato al declino economico e all’involuzione sociale e civile senza un’efficace redistribuzione del reddito; che tale redistribuzione tocca allo stato e dunque alla politica, visto che il dio mercato, spregiatore di qualsiasi uguaglianza, si è rivelato contrario e inadeguato a farlo; che il giro di boa rispetto alla direzione imposta dal neo liberismo che ha titanizzato il continente, non può essere compiuto preservando a priori e per principio preso gli strumenti monetari e normativi che sono stati la premessa della lotta di classe al contrario. Pare infatti che se non si dovesse arrivare a un corposo taglio del debito egli abbia un piano di uscita pragmatica dalla moneta unica attraverso emissione di buoni titolati in euro, ma emessi e garantiti dallo Stato greco, insomma una moneta parallela.
E’ semplice, ma pare inarrivabile per certe sinistre che sono abbarbicate al passato come coralli e credono ormai più al loro nemico che a se stesse. Infatti chi sostituisce Varoufakis ha già fatto solenne giuramento sull’euro e dunque di sottomissione alle logiche che dovrebbe contrastare. Buon per lui che verrà accolto dall’augusto consesso di cialtroni continentali con benevolenza pur dichiarandosi non si sa bene a che titolo marxista, forse nel senso di Groucho. Però non c’è dubbio che ormai sia Varoufakis il polo di attrazione della politica continentale che non si arrende: il “dilettante” contro i professionisti del massacro .


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“leggete:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/renzi-e-la-dittatura-della-maggioranza/”
nel link qui sopra si parla di dittatura della maggioranza , in realtà in italia vige la dittatura di una relativamente ristretta oligarchia crematistico politicante, altro che dittatura della maggioranza…effettivamente, il (s)governo di una minoranza perlopiù truffaldina e dannosa per la nazione italiana.
leggete:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/renzi-e-la-dittatura-della-maggioranza/
“ma come potrebbe la potenza imperialista egemone in ItaGlia permettere lo sviluppo in un paese da lei dominato e occupato, permettere politiche intelligenti nell’interesse preponderante degli italiani e della nazione italiana, come chesso un Mattei o un’Aldo Moro del compromesso storico ??”
come un Olaf Palme, come un De Gaulle …
Varoufakis è un grande…che ama il suo paese.
Interessante il taroccamento curricolare di Dijsselbloem …
contribuirò a condividere questa falsificazione degli irreprensibili paladini del bene
si … Voraufakis ha tentato di mettere in ridicolo le condizioni autoritarie e ciniche della trojka… ma i suoi connazionali e politicanti non lo appoggiano… forse perche non basta solo mettere in ridicolo la trojka, ma avere piani alternativi ai diktat della trojka e qui sembra che la Grecia intera NON abbia detti piani.
i mali della Greci a non derivano quindi solo dalle politiche della trojka ma anche dal comportamento dei greci, probabilmente un po’ corrotti e quindi deboli, poco solidali fra di loro.
“ma anche dal comportamento dei greci, probabilmente un po’ corrotti e quindi deboli, poco solidali fra di loro.”
Ahimè, è proprio vero: una faccia, una razza…
tenga conto che qui in ItaGlia siamo ca. dal 1993 (s)governati da un oligarchia crematistico- politicate, per nulla rappresentativa direi almeno fino a 8 anni fa degli italiani nel suo insieme, ma rappresentativa probabilmente della parte degli italiani più corrotti e cinici … itaGliani verso i quali chi è in buona fede non può provare senso di solidarietà…
per ultimo c’è da dire che l’ItaGlia è certamente divisa…
a furia di fare politiche che NON rappresentavano con buon grado di approssimazione il volere degli italiani, così siamo messi… mettiamoci poi che siamo, qui in Italia occupati militarmente dagli USA, e poi si capirà com’è che in realtà non si è mai riusciti a sviluppare una cultura del BENE COLLETTIVO NAZIONALE, quella che è molto più presente in qualsiasi paese sviluppato, come non si è manifestata una classe politica e dirigente di valore… ma come potrebbe la potenza imperialista egemone in ItaGlia permettere lo sviluppo in un paese da lei dominato e occupato, permettere politiche intelligenti nell’interesse preponderante degli italiani e della nazione italiana, come chesso un Mattei o un’Aldo Moro del compromesso storico ??
Probabilmente anche la Grecia è una colonia degli USA… questo più che una faccia, una razza ci accomuna ai greci, ma ad esempio, un po’ anche ai tedeschi.
Eliminando pressoche alla radice la rappresentatività politica, si è voluto emarginare nella sostanza gli italiani dalle decisioni pubbliche, dalla politica, e da lì ,ulteriormente si è incentivato il divide et impera del “ognun per se e dio per tutti”, l’atomizzazione ulteriore della società, la sopressione pressoche definitiva del sentire comune nazionale e mo’, divisi e litiganti, siamo sempre più alla mercè della prevaricazione di ogni potenza straniera o corporation.
Non esiste in Italia una politica economica fatta negli interessi preponderanti degli italiani, non esiste da almeno 10 anni una politica estera, negli interessi della nazione, degna di questo nome… in uno stato ad economia perlopiù manifatturiera, si penalizzano pesantemente i lavoratori. con frequenza, nei confronti anche degli stranieri si pratica l’auto razzismo… i politicanti altro non sono che dei demagoghi, corrotti, con frequenza truffatori… divide et impera, classe dirigente e politicante da paese colonizzato, in via di sviluppo.