Qualche giorno fa il ministro della guerra Pinotti, affetto da grave sindrome di androginia morale, ha spiegato come vanno le cose ad un convegno organizzato e promosso dal Centro Alti studi della difesa. In cosa siano alti, se non forse per le retribuzioni, è difficile capirlo, ma la Pinotti è stata illuminante facendo balenare un’insolita altezza di ipocrisia e ambivalenza nel suo speech. Anzi qualcosa che dovrebbe suscitare un altissimo allarme.
Dice dunque il ministro che “oggi presentiamo un progetto importante che riguarda gli strumenti militari terrestri per i prossimi 30-40 anni. In questi tempi dividere la sicurezza in esterna e interna non ha più alcun senso, e questi strumenti dovranno avere la caratteristica di essere duali, così da poter venir utilizzati anche in ambiti civili”. Ora proviamo a capire cosa significhi questa frase visto che l’uso generico e civile di mezzi bellici estremamente specializzati è del tutto esclusa: non si possono avere carri armati ambulanza o mine anti terremoto o caccia che svolgano funzione di navetta per i feriti. Ciò che si può fare con mezzi comuni come camion, tende, anfibi o elicotteri da trasporto, ancorché militari, viene già normalmente fatto e sarebbe fin troppo banale anche per un ensemble governativo del calibro che ci ritroviamo, basare su questo il programma di nuovi armamenti per i prossimi 40 anni. Dunque cosa può voler dire?
La prima ipotesi è che si tratti di pura retorica acchiappacitrulli: di fronte alle enormi spese che comporta l’accontentare il famelico complesso industrial – militare oltre che le imposizioni della Nato, si accenna a possibili e vaghi usi in caso di disastri e calamità di vario tipo per indorare una pillola amara e far credere che non si tratti di pura dilapidazione di denaro pubblico, ma di investimenti fatti per il nostro bene. La seconda ipotesi è invece un’altra: che la difesa duale della Pinotti si riferisca all’eventualità che i mezzi militari dei prossimi 30 o 40 anni, siano concepiti anche per far fronte a rivolte contro le oligarchie al potere, contro le contestazioni o l’opposizione – tanto per fare un esempio – alle grandi opere che ormai è ufficialmente equiparata al terrorismo.
E’ tutt’altro che assurdo: per secoli i cannoni sulle mura delle città sono stati rivolti verso l’interno e non verso l’esterno, mentre gli scenari di guerra che si prospettavano fino a un anno fa, prima della crisi ucraina, erano di combattimenti in ambiente ostile, spesso urbano, di guerriglia contro forze organizzate per bande, non quello di scontri campali tra eserciti veri e propri. Dunque le due cose si saldano in un insieme coerente e fanno emergere una nuova dottrina nella quale anche il nemico diventa liquido e ubiquo. Non è più lo “straniero”, ma anche il cittadino.
In un contesto di normale democrazia o anche di un minimo sindacale di democrazia, un ministro della difesa che usa frasi allarmanti e ambigue sarebbe quanto meno chiamato a risponderne e a chiarire il significato delle sue parole. Qui invece tutto scivola come l’olio mentre i lor signori della difesa, di Finmeccanica e di quant’altro fanno il cavolo che vogliono. E la cosiddetta informazione nemmeno osa chiedere, così come del resto non osa far notare che il tragico disastro europeo per quanto riguarda i profughi – stigmatizzato da molti esponenti governativi – arriva dopo l’acclamato semestre di guida italiana che doveva aprire l’età dell’oro e che ha fallito totalmente anche in questo.


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Es. passati… caratterizzati da “duplici” strumenti rassicurativi:
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Quella della Pinotti mi sembra una dichiarazione che non lascia spazio a dubbi. Se il virgolettato è fedele, la ministra della guerra sembra prevedere la possibilità di utilizzare sistemi d’arma anche in funzione d’ordine pubblico, come d’altra parte era costume ai tempi di Bava Beccaris. Se qualcuno avrà voglia di andarle a chiederle che senso hanno quelle affermazioni, sicuramente risponderà che si riferiva alla lotta al “terrorismo” endogeno e/o d’importazione. Ma è evidente che ormai chi incarna le istituzioni può lasciarsi andare a qualsiasi enormità senza che la cosa indigni o stupisca. E’ anche possibile che abbia letto uno scritto di uno del suo codazzo, il ragazzo di bottega a ciò preposto. Magari uno che prima scriveva discorsi sugli acceleratori di particelle e sul tunnel Pescara-Ginevra e poi è stato prestato, per alti meriti, al dicastero della guerra.
L’ha ribloggato su umpkkete ha commentato:
La confusione nei cervelli dei delegati a pensare per tutti è grande: la situazione è tutto tranne che ottima….
Caro Alberto.
A dispetto di chi pensa che i “bei tempi andati” del “Congresso sulla Guerra non Ortodossa”, tenuto all’hotel Parco dei Principi di Roma (che ha portato allo stragismo di stato)
Temo che l’ipotesi più congrua sia la seconda.
Si tratta di un’ipotesi tutt’altro che assurda, soprattutto se inquadrata nello scenario globale.
In tutti i paesi occidentali, o occidentalizzati, appare sempre più chiaro che gli “oligarchi” sono dannatamente determinati ad ottenere quelli che ritengono essere i loro sacrosanti guadagni.
Lo vediamo quotidianamente in tutto il mondo, Italia inclusa.
Figuriamoci se un Governo fantoccio come il nostro, circondato da una classe politica cialtronesca, può esimersi da questo obbligo.
Tant’è vero che si stanno (e ci stanno) lasciando trascinare verso la terza guerra mondiale senza battere ciglio.
Il cerchio si chiude, quindi.
I più grandi integralisti e fanatici religiosi, gli americani, finalmente possono vivere il loro Armageddon e imporre al mondo il loro pieno dominio.
Peccato che la loro arroganza e i loro errori di calcolo, li porteranno alla disfatta definitiva e noi verremo annientati con loro nel folle tentativo di compiacerli.
A meno che qualcuno si svegli, da questa sindrome da sonnambulismo che affligge l’Europa intera (salvo rare eccezioni) e si decida a fermare questa assurdità.
Pardòn! Mi è partito l’invio prima che finissi il “collegamento” con lo Stragismo di Stato.
O meglio: con lo spirito che ha animato lo Stragismo di Stato.
Andavo dicendo che il discorso della Pinotti è perfettamente riconducibile alle teorie esposte al “famoso” convegno, organizzato dal SIFAR e tenuto nel maggio 1965, presso l’hotel Parco dei Principi di Roma.
Vi hanno brillato le relazioni dei principali esponenti del neofascismo italiano tra cui: Pino Rauti, Guido Giannettini e molti altri.
Chie pensa che quei “bei tempi andati” appartengano definitivamente al passato, purtroppo, si sbaglia.
Questi figli di puttana spariranno dalla circolazione fra molto meno di 40 anni (ahimé, forse insieme a tutti noi!)