Paolo Baffi e Guido CarliSpesso si dice che siamo un Paese senza memoria e dunque senza un futuro, eppure anche chi fa propria questa consapevolezza evita poi di pescare nella storia, travolto dal presente. Così nessuno di fronte alle scomode rivelazioni di Geithner – praticamente un segreto di Pulcinella – ricorda che l’Italia ha già vissuto un complotto simile, ordito in sede europea e condotto secondo gli strumenti disponibili a quel tempo, quando si trattò di colpire chi si opponeva allo sme, il serpente monetario europeo che fu il primo e già disastroso esperimento di proto euro.

Uno di questi fu Enrico Berlinguer che proprio sull’adesione allo Sme e alle sue ovvie conseguenze sulla dinamica salariale e sociale, ruppe l’unità nazionale. Ma il leader del Pci era un obiettivo troppo lontano dall’operatività perché un qualche stratagemma diretto potesse avere effetto, così la vittima sacrificale fu il governatore della Banca d’Italia, Paolo Baffi il quale oltre ad avere ottimi rapporti con gli economisti ” di sinistra” aveva osato chiudere per 40 giorni il mercato dei cambi per impedire le manovre speculative sulla lira e in seguito aveva operato per rivalutare la nostra moneta rispetto al dollaro e svalutarla rispetto al marco in modo da pagare meno le risorse energetiche e ridare invece fiato alla nostra industria rendendola più competitiva rispetto a quella tedesca.

Un peccato mortale per i neo liberisti che si apprestavano a colonizzare l’Europa e che vedevano in questa flessibilità monetaria un grave ostacolo a trasferire la stessa flessibilità al ribasso sul lavoro e sul welfare, obiettivo magistralmente raggiunto successivamente con l’euro. Così nel marzo del 1979, pochi giorni prima della caduta del  governo di unità nazionale, Baffi e il suo vice, Sarcinelli furono incriminati per favoreggiamento e interesse privato in atti d’ufficio dal giudice istruttore Antonio Alibrandi, molto vicino al Msi (il figlio Alessandro faceva addirittura parte della banda nera di Fioravanti), il magistrato che aveva fatto terra bruciata attorno al sostituto procuratore Mario Amato colpevole di un’indagine a tutto campo sull’eversione nera.e i suoi contatti con la criminalità organizzata. Amato fu ucciso, come del resto il suo predecessore nell’inchiesta Vittorio Occorsio.

Le accuse si rivelarono totalmente prive di fondamento, come già dal primo momento si poteva arguire, ma intanto Baffi, nonostante la solidarietà di cui fu circondato, dovette dimettersi e lasciare la successione al suo “nemico” un uomo di devastante vuotaggine che risponde al nome di Carlo Azeglio Ciampi, nominato dall’allora presidente del consiglio Cossiga, appena insediatosi. La strada verso lo sme era definitivamente aperta-

Naturalmente si parla di altri tempi e di altri uomini: la vicenda Berlusconi -Tremonti (era probabilmente ques’ultimo ad essere il vero bersaglio) ripercorre in forma di farsa quel dramma di fine secolo breve E col primo governo Craxi, venuto dopo una serie di esecutivi di breve durata, ci fu l’attacco alla scala mobile, accusata di essere il motore dell’inflazione. Certo c’era anche quando la lira vinceva premi di stabilità, ma questo è un particolare trascurabile agli occhi degli ideologi del pensiero unico.