Renzi sarà lei

n-LEOPOLDA-2013-large570Cioè fatemi capire … supponiamo che abbia dato il mio voto al Pd perché la notte prima delle elezioni mi è apparsa la Madonna di Fatima a riverlarmi che, nonostante le apparenze, nel partito c’era ancora un cuore socialdemocratico, bè non esageriamo, diciamo un ventriglio. E che io ingenuo pastorello ci abbia creduto. Otto mesi dopo assisto alla kermesse della Leopolda e trovo il maggiore finanziatore del più forte candidato alla segreteria del partito. Daniele Serra, che tra gli applausi e il compiacimento del suo protetto, dice che “i sindacati, i politici hanno distrutto l’Italia e rubato il futuro alle nuove generazioni”. Un discorso che quanto a qualunquismo batte Grillo 100 a zero, ma nel quale echeggia con molta chiarezza tutto un rigurgito di estrema destra, di lepenismo al pomodoro che si agita nella ribollita leopoldina.

Certo è vero che sindacati e politici hanno portato l’Italia allo sfascio, ma proprio perché non sono stati abbastanza sindacati o abbastanza politici e da troppo tempo sono stati subalterni ai capitalisti senza capitale, al liberismo d’accatto e ai finanzieri alla Daniele Serra che si è trovato la ricchezza in casa e che ora da Londra fa la lezioncina. L’Italia è in rovina proprio perché si è dato ascolto a questa classe dirigente impresentabile, avida e mediocre, ingrassata con i soldi pubblici che oggi pretende di indicare soluzioni grazie alle quali creare povertà e fare razzia di ciò che è rimasto.

Ma tutto questo non è casuale, anzi è la naturale evoluzione di un candidato artificiale, costruito in laboratorio con investimenti milionari e diretto dagli spin doctor, uno che ha vinto l’x factor lanciato dalla finanza per chi meglio cantava la sua canzone. Alla sinistra pidddina delle illusioni regala l’osso scarnificato del “niente più larghe intese”, maramaldeggiando con un Cavaliere in agonia, dal quale era andato ginocchioni due anni fa e col quale peraltro l’azienda di famiglia fa e ha sempre fatto proficui affari.  Ma poi chiaramente si rivolge alla carne succosa del berlusconismo e dell’opinione di destra ed ecco che alla rottamazione delle vecchie dirigenze politiche, del resto ormai alleate, si sostituisce un concetto ben diverso e tutto demagogico del tutti colpevoli anche se non si dice perché. La frase sulla  «sinistra conservatrice che se non cambia è la destra» rincorre la banalità fumosa dei discorsi privi di senso, ma così ascoltata che ormai sembra davvero significare qualcosa. In effetti è solo un segnale che sta per altro, per dire, dal’interno stesso della casta, che la sinistra non si è adeguata ai tempi cioè al liberismo selvaggio, alle politiche finanziarie, alle bolle, alla perdita di diritti e alla precarietà come strumento di “crescita”. Che insomma è conservatrice perché non è abbastanza destra.

Ma certo Renzi e il suo finanziere di fiducia rimedieranno a queste terribili storture.

Informazioni su ilsimplicissimus

Chi ha un perché per vivere, può sopportare tutti i come. Vedi tutti gli articoli di ilsimplicissimus

3 responses to “Renzi sarà lei

  • marzia

    Ahiahiahi Signor Casiraghi, Lei ha perfettamente ragione…

    "Mi piace"

  • Renzi sarà lei | ALTrA NotiziA

    […] Fonte   Questo articolo è stato pubblicato in Attualità, Economia, Europa, Politica e Palazzo e contrassegnato come Al peggio non c'è fine, destra, Grillo, Incapaci, Leopolda, Lepenismo, Liberismo, Neo – Liberismo, Pd, Peggio del peggio, Qualunquismo, Renzi, Sindacati, Venduti da L'AltrA NotiziA . Aggiungi il permalink ai segnalibri. […]

    "Mi piace"

  • Roberto Casiraghi

    Appurato che l’operazione Renzi è l’ufficializzazione che fra destra e sinistra, almeno a livello di élites dirigenti, non c’è più alcuna differenza cosa succederà alla base di sinistra? Rimarrà fagocitata, si smarcherà, nascerà un nuovo movimento/partito?
    La mia opinione è che l’operazione Renzi può passare, nonostante la flagrante assenza di un DNA di sinistra nei propri geni, perché è la gente di sinistra che è profondamente e irrimediabilmente cambiata e non si accorge più delle differenze, gli va bene tutto.
    Non è un caso che in tutta Europa, se si creano e si affermano nuovi partiti, sono invariabilmente partiti di destra il cui motivo conduttore è la cacciata degli immigrati dal patrio suolo. Cosa che comunque non ha senso perché non esiste più un patrio suolo! Ma i cittadini dell’Unione Europea non se ne sono ancora resi conto e preferiscono inseguire il sogno, puro sogno, patetico sogno che attualmente esistano ancora autonomie patrie, confini patri, interessi nazionali, politiche nazionali e quant’altro.
    L’unica soluzione decente, matura e responsabile sarebbe l’uscita netta e senza compromessi dall’Unione Europea, il pieno ripristino della sovranità nazionale e la riattivazione di quella monetaria. Avremmo risolto tutti i nostri problemi, salvo quelli dovuti al fatto che alcuni altri paesi potrebbero essere tentati dal farcela pagar cara, ed è per questo che dovremmo avere dei leader politici di una certa caratura, esperti nelle arti della navigazione internazionale, capaci di trattare con Russia, Cina, Iran, o Arabia Saudita in modo da essere garantiti almeno sui rifornimenti energetici, che sono il nostro principale tallone di Achille. Del resto, l’unità d’Italia non si fece senza drammatici compromessi (tipo la cessione di Nizza alla Francia ecc.) e la ri-unità d’Italia non potrebbe esser fatta senza operazioni di altrettanta epocalità.
    Ma a pochi mesi dalle elezioni europee e quando già dovrebbero essere nati infiniti partiti contrari all’UE, qual è la casa di coloro che, come me, pensano che sia doverosa e improrogabile l’uscita dall’Europa del nostro paese e che questo sia il tema fondamentale della politica italiana in questo momento? La casa non esiste e non esisterà. Siamo talmente messi male che nemmeno si è formato un partito “opportunista” antieuropeo che metta al primo posto del suo programma elettorale l’uscita dalla UE anche se non ci crede perché, immagino, i pre-sondaggi devono aver evidenziato che non avrebbe alcun seguito a livello elettorale!
    La conclusione che azzardo è che gli italiani, inconsciamente, odiano l’Italia, odiano il concetto di patria, odiano il fatto di essere stati obbligati manu militari a convivere in uno stesso paese all’epoca del Risorgimento e preferiscono l’Europa, la vaghezza dell’Europa, l’indeterminazione dell’Europa, l’apparente lontananza e mancanza di potere dell’Europa che consente loro di far valere il potere locale, il potere dei clan, delle famiglie, del campanile, delle raccomandazioni che è il vero metro di misura che l’italiano sente come adeguato alle proprie aspirazioni e alla propria cultura profonda.

    "Mi piace"

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: