1380602_690457950966378_1178398758_nDavvero sgradevole la due giorni di manifestazioni che si sono susseguite a Roma.  Sgradevole per il governo, per il sistema politico e per la classe dirigente nel suo complesso che con il pretesto della crisi aveva pensato di poter chiudere l’interlocuzione con la società e rifugiarsi in un fortilizio nel quale gestire insieme i diktat europei, la propria sopravvivenza e quella dei propri interessi. Gli interlocutori veri se li è trovati in piazza disturbando una governance ben decisa a non dare ascolto né agli elettori, né ai lavoratori e intenta a scambiarsi regalini: qualche soldo a Confindustria, qualche soldone alle banche, qualche tassa ai cittadini, qualche elemosina se capita, una eccezionale distribuzione di iniquità e un silenzio di tomba sul futuro affrontato con bugie, stupidaggini di rito e con le bombe carta dei media a fare bum bum.

Proprio come le bombe carta esplose davanti al ministero dell’economia difeso dai blindati, ma non dai suoi responsabili che hanno pensato bene, proprio due giorni fa, di regalare alle banche garanzie per i derivati stipulati con il Tesoro e di avviare una sostanziosa rivalutazione delle quote di Bankitalia in mano agli istituti di credito privati: una sorta di ricapitalizzazione truffaldina, visto che queste quote non possono essere vendute e non offrono dividendi se non meno che simbolici. Ormai si va avanti a mezzucci e trucchetti contabili per salvaguardare la mitica stabilità del nulla e così si concedono 14 miliardi nominali alle banche per tirar fuori dai pericoli di esborsi gli azionisti, dunque miliardi che non serviranno ad aumentare la disponibilità al credito e a chi lavora 14 euro lordi al mese, ma solo nel migliore dei casi perché è meglio non esagerare, la massima parte dei lavoratoti avrà dai 10 e ai 3 euro, sempre lordi: una lauta cifra destinata a far di nuovo schizzare verso l’altro i consumi.

Ma questo particolare non è stato spiegato agli esercenti a cui è stato vivamente consigliato di chiudere le saracinesche perché arrivava il nemico, i black bloc, il terrore della sesta luna e con i media pronti a dimenticare la violenza del tradimento della rappresentatività con qualche spezzone di tafferugli : si trattava invece degli interlocutori di qualunque governo, messi ormai alla porta, ma che non si rassegnano ad essere sudditi, a “dialogare” chissà come e dove poi, con cinici sordi, ad uscire dalla democrazia con rassegnata nonchalance perché ce lo chiede l’Europa e poi a noi fa anche molto comodo. Semplicemente l’opposizione comincia a riappropriarsi dello spazio che le è stato sottratto sul palcoscenico della democrazia e comincia ad individuare gli obiettivi generali oltre a quelli specifici: la politica di cieca austerità e insieme degli sprechi che ci sta soffocando. La decisione di tentare una “acampada” ad oltranza va proprio in questa direzione evolutiva rispetto al recente passato.

Del resto anche bombe carta e tafferugli sono stati statisticamente assai meno diffusi che nella aule parlamentari dove abbiamo assistito a risse, offese da suburra, cappi da impiccati, scorpacciate di mortadella e quant’altro: ma in ogni caso sono stati i ladri di democrazia a innescare il meccanismo e a costringere alla discesa in piazza. Poi francamente agli incivili che ostentano la loro civilizzazione formale, preferisco le persone civili costrette a rinunciare alla civilizzazione esteriore.