Il-popolo-dei-No-Tav-a-Roma-16_multimedia_fullCome superare il discredito, come votare cose che nessuna forza politica avrebbe il coraggio di sostenere apertamente pur non avendo alcuna intenzione di rinunciarvi, assieme ai relativi “dividendi”?  Semplice, si prende un tema che al contrario sta a cuore a molti, che aggrega consenso e dentro ci si mettono cose che non c’entrano nulla. E’la nuova frontiera dell’inganno.

Così un sistema politico del tutto incapace di fare qualcosa di serio, di elaborare anche il più modesto rinnovamento, si dedica ad un’ingegneria legislativa da furbetti del quartierino, del tunnellino, del ponticino, del bombadierino e celebra il totale distacco dai cittadini attraverso un uso costante e strutturale di questa falsificazione legislativa aggravata e continuata. Non ci si può sorprendere che dentro un provvedimento contro il femminicidio dove non mancano sublimi tocchi di grottesco e stupidità, si incontra l’articolo 10 che è in realtà tutto dedicato ad evitare violenze contro la Tav Torino – Lione.

Cosa c’entra? Proprio nulla perché come recita il testo si tratta di   «Norme in materia di concorso delle Forze armate nel controllo del territorio e per la realizzazione del corridoio Torino-Lione, nonché in materia di istituti di pena militari», l’unico punto di contatto è che la Tav suona femminile. Ma la sostanza del testo stabilisce che i cantieri di un’opera inutile divengono  “luoghi di interesse strategico” come riferisce Alfano e dunque devono essere difesi dall’esercito. La loro violazione inoltre meriterà il massimo della pena come se fossero laboratori misteriosi dove si costruiscono armi segrete. Ma di segreto e per giunta di Pulcinella qui ci sono le consistenti bustarelle che girano per un’opera assurda che probabilmente non sarà mai completata. Però a a pensarci bene anche bustarelle, tangenti, idiozie sono vocaboli femminili: vanno difese dai violenti.

Poche righe per creare una sorta di difesa militare non solo per Chiomonte e Susa, ma per qualsiasi grande opera, magari anche per quelle centrali nucleari che aspettano frementi dietro l’angolo. Ed ecco allora il motivo per cui è stato rimpannucciato un decreto contro il femminicidio dal cui testo è evidente l’assoluta superficialità e svagatezza con cui è stata affrontato l’argomento: solo per farci passare le misure contro le proteste anti Tav, anti spreco, anti buon senso, senza far perdere la faccia a nessuno. Soprattutto a quelli che la faccia l’hanno già smarrita e non si accorgono che ormai è finita nei luoghi dove non batte il sole. Pazienza si abbronzeranno con la lampada. Naturalmente dell’articolo 10 non si fa la minima menzione nel comunicato ufficiale del governo che riguarda il decreto: scagliato il sasso nascondono la mano.