Finalmente i popoli occidentali stanno sperimentando in maniera esplicita ciò che essi hanno fatto patire agli altri: sono oppressi dal potere che agisce in base a valori che presenta come universali, necessari, indiscutibili e umani, in base cioè a una “civiltà” la quale non è altro non è altro che il sistema più conveniente alle classi dominanti. In passato sono state le religioni o i costumi a determinare il dominio di popolazioni troppo selvagge per aderire al modello occidentale, poi , quando è sorta nel mondo un’alternativa al capitalismo che a lungo ha attirato speranze di cambiamento radicale, ci è vergognati di tutto questo, ma si è ben presto ricominciato truccando il tavolo ed è stata la democrazia la nuova offerta che non si poteva rifiutare. Esattamente come prima, ma con una merce ideologica che man mano veniva sottratta ai cittadini nei Paesi “esportatori”.
Può mai essere credibile che un Paese, una volta finita l’occupazione militare straniera ceda completamente e in pochi giorni a una massa barbara e feroce che disperatamente non vuole pur avendo a sua disposizione una forza armata di gran lunga superiore a quella avversaria? Favole eppure è questa la versione parodistica che oggi ci viene ammannita per nascondere in qualche modo la sconfitta totale delle elites occidentali in Afghanistan e per giustificare altre stragi in futuro; questo è quello che ci vogliono far credere e che crediamo soprattutto in area progressista dove la stupidità stuporosa delle frasi fatte e del ” politicamente corretto” si concentra in maniera impressionante e indecorosa. Ecco di nuovo i valori “universali” al lavoro, ma adesso essi non vengono più imposti al di fuori dell’occidente: il pretesto umanitario dietro il quale volentieri si nascondono i fascismi e gli autoritarismi viene usato in maniera sfacciata, sgangherata, infame per vendere vaccini e per negare le libertà fondamentali che finora sono servite come pretesto per intervenire altrove e per creare le discriminazioni che vengono aborrite e prese a pretesto per intervenire in ogni parte del mondo. Le modalità tipiche dei sistemi coloniali si sono trasferite o meglio allargate all’interno in maniera ormai palese a sostituzione di una dinamica sociale da tempo in forte regressione cui si vuole dare il colpo di grazia. Anche in questo caso la motivazione suona umanitaria e ingannevole visto che chiama peste un’influenza, proibisce di curarla e pretende che tutti si vaccinino in nome del benessere altrui, quando è esplicitamente detto che i preparati genici assimilati al vaccino non offrono né immunità attiva, né passiva, ma solo una eventuale e possibile remissione dei sintomi più gravi. Che questa sia l’ennesima sfacciata balla non ha poi molta importanza, ma la ha il fatto che si chiede una cosa su presupposti completamente sbagliati indicandone non tanto l’assurdità, quanto il disegno che ci sta dietro.
Al limite si potrebbe sgomitare per farsi vaccinare in preda a quell’egoismo affamato che è diventato un virtù condivisa da coloro che il sistema vuole affamare, non certo in vista di un inesistente e peraltro impossibile altruismo. Ma insomma le cose devono sempre essere ben incartate per poter essere vendute meglio. Come dire convertitevi e avrete salva la vita, non fatelo e vi imprigioneremo: i Pizarro che a vario titolo, spesso privato, impazzano dentro il complesso Usa, Ue, Nato con la loro truppaglia di venduti non lasciano spazio agli equivoci su questo . Altro che le balle della democrazia da esportare: tutto ciò che viene stigmatizzato altrove sta diventando la normale governance all’interno stesso del sistema. E se già la democrazia era ridotta da tempo a un sistema formale – rituale ora si va all’attacco dei principi fondamentali di dignità e di eguaglianza, ritenuti dal potere un’ostacolo alla sua pulsione di controllo totale. Certo anche in questo caso abbiamo una religione, o meglio un’idolatria come valore universale e sarebbe la “Scienza” divenuta non più metodo conoscitivo, ma totem completamente in mano ai padroni dei soldi. La “voce della verità” ottenuta soffocando ogni dibattito.
E’ questo il contrappasso cui siamo condannati. Da oppressori a oppressi, ma in nome di del valore universale della disuguaglianza.


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“In passato sono state le religioni o i costumi a determinare il dominio di popolazioni troppo selvagge per aderire al modello occidentale, poi, quando è sorta nel mondo un’alternativa al capitalismo che a lungo ha attirato speranze di cambiamento radicale, ci è vergognati di tutto questo, ma si è ben presto ricominciato truccando il tavolo…”: grosso errore di valutazione. In passato non sono state affatto le religioni a determinare tale dominio, ma i loro rappresentanti secolarizzati e corrotti, in questo del tutto simili agli attuali, con la differenza enorme che, in qualche maniera, la predica si salvava, ché era buona, anche se poi l’azione conseguente era il razzolare male.
“Certo anche in questo caso abbiamo una religione, o meglio un’idolatria come valore universale e sarebbe la “Scienza” divenuta non più metodo conoscitivo, ma totem completamente in mano ai padroni dei soldi. La “voce della verità” ottenuta soffocando ogni dibattito.”: sì, certo, ma non per i motivi che si è usi pensare! Infatti, una volta scomparsa anche la “predica buona”, la sostituzione non poteva che essere una parodia di ciò che, contrariamente a quello che si crede di solito, proprio fino a Galilei, la scienza rappresentava legittimamente: altro che Rinascimento! Non più quindi un puro “metodo conoscitivo” come era in precedenza, ma “retributivo”, in mano all’economia. E questo perché, epistemologicamente, tutto ciò che si basa sull’inferenza, non può che essere, anche se dissimulato, ciò che tutti abbiamo chiaramente sotto gli occhi oggigiorno: un apparato incessantemente cangiante, unito solo dalla collusione col denaro, e niente più. Il vero “metodo conoscitivo” è appannaggio solamente della “deduzione” (di cui, epigoni della Scolastica a parte, Aristotele fu l’ultimo rappresentate in Occidente), l’unica possibile “voce della verità” che, lungi dall’essere ottenuta tramite dibattiti, è invece conseguenza della conoscenza diretta dei Principi, i soli dai quali, poter trarre, profittevolmente, tutti gli adattamenti necessari alle esigenze di tempo e luogo, cangianti nel divenire. Insomma, obliato il metodo deduttivo-sintetico, l’ingenua adesione a quello analitico-induttivo, portò inevitabilmente al tragico epilogo moderno, anche se l’entusiasmo che il secondo ha suscitato al suo apparire, fece credere comicamente di essersi liberati dai dogmi, in realtà facendo precipitare l’umanità in un sinistro dogmatismo idolatrante, come mai conobbe in passato.